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Luis Alberto porta a 16 la cooperativa del gol di Inzaghi

Il gol del 2-2 messo a segno da Luis Alberto a Marassi sabato scorso, se da un lato non ha lenito le ferite per la mancata vittoria, dall'altro ha rafforzato la capacità dei biancocelesti di andare a segno con tanti giocatori. Limitandoci alla serie A, sono 15 i giocatori di Inzaghi andati a segno: 18 reti Immobile, 8 Keita, Parolo a quota 5, quattro marcature per Biglia e Milinkovic, tre gol per Anderson, due gol per Lulic e Radu; un gol a testa per lo spagnolo ex Liverpool, Lombardi, Murgia, Hoedt, Wallace, de Vrij e Cataldi. In questa classifica i capitolini hanno agganciato la Juventus. Considerando invece anche la Coppa Italia, con la rete di Djordjevic al Genoa i goleador sono 16.

 

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Immobile sventola la bandiera: per la prima volta due anni di seguito con la stessa squadra

Se guardiamo la carriera di Ciro Immobile, non possiamo che stupirci del fatto che sia ancora alla Lazio. Mai finora gli era capitato di rimanere per due stagioni consecutive nella stessa società, anzi è stato capace di cambiare addirittura nove squadre in 6 anni, dal 2010 al 2016. A volte si è spostato per cercare il rilancio, altre per trovare la consacrazione; ha navigato in Italia tra serie B e serie A con due viaggi all’estero.

Dalla Juventus (nella quale è cresciuto) al Siena, dal Grosseto al Pescara di Zeman, dal Genoa al Torino, dal Borussia Dortmund al Siviglia fino ancora al Toro: un girovagare infinito per uno che in fondo è ancora giovane, avendo compiuto a febbraio ventisette anni.

Immobile non ha un carattere turbolento, non ha cambiato per bizze o per incompatibilità con gli ambienti che ha frequentato, ma per crescere. Ha abbandonato la Juve – rimanendo però di proprietà dei bianconeri – dopo un percorso eccellente con la Primavera, finché non se l’è preso Zeman, con il quale è esploso nel Pescara che era anche di Verratti e Insigne.

Da laziale qual è oggi, Immobile in questo può ricordare un po’ Beppe Signori, anche lui affermatosi con il boemo prima di vincere tre volte la classifica dei marcatori con la maglia biancoceleste. Ma Ciro è anche tra i pochi attaccanti a essere stato capocannoniere sia in A che in B, un’impresa che nel mondo della Lazio è riuscita a due fenomenali centravanti come Giorgio Chinaglia (1971-72) e Bruno Giordano (1982-83). La differenza semmai è che loro hanno conquistato quei titoli entrambi in biancoceleste, lui uno con il Pescara e l’altro con il Torino. Immobile è diventato trascinatore e leader della Lazio e anche nel ritiro di Auronzo di Cadore si è calato nel ruolo, difendendo Biglia dai tifosi che contestavano l’argentino.

È una figura così importante, ormai, che qualcuno ha perfino pronunciato il suo nome quando si è trattato di scegliere il nuovo capitano, solo che è ancora troppo breve il suo percorso laziale perché possa essere candidato per la fascia (andrà a Lulic o a Parolo). Capitano o meno, Immobile è pronto a guidare la nuova Lazio con uno sguardo attento rivolto alla Nazionale. A settembre c’è la partita in Spagna che vale la qualificazione ai Mondiali del 2018, a fine stagione – salvo sgradite sorprese – c’è il viaggio in Russia con Ventura. Ciro è un punto di riferimento anche per il ct: sogna una stagione d’oro.

Il Corriere della Sera

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Non solo l’uscita di de Vrij: ecco 50 milioni per la nuova Lazio

Dopo la grande delusione ora la Lazio di Inzaghi riparte dalle infinite strade del mercato. E' indubbio, come scrive Il Corriere della Sera, che la stagione in via di conclusione abbia decisamente aumentato il valore della rosa a disposizione del tecnico piacentino. Due i nomi da cui partire: De Vrij e Keita. I loro contratti sono in scadenza nel 2018, normale che siano al centro di numerosi appetiti, rumors ribadiscono le eventuali richieste di Lotito per le loro cessioni: 30 milioni a testa. Parliamo di una cifra significativa per chi, è bene ricordarlo, già dal 1 febbraio 208 potrà firmare per un altro club liberandosi così a zero nel giugno successivo. In sostanza, l'ultimo toro lo scaglieranno i calciatori, il presidente della Lazio ha un margine basso per vedere esaudite le proprie richieste. Scrive Via Solferino, “la sensazione è che, da De Vrij e Keita, la Lazio possa ottenere una cifra complessiva di 45 milioni. L’olandese potrebbe finire all’Inter assieme a Manolas oppure al Manchester United, per il senegalese sono in corsa la Juve e il Milan. Se a queste due cessioni si aggiunge il riscatto di Berisha, che l’Atalanta ha deciso di esercitare e vale cinque milioni, ecco che il tesoretto – anzi il tesoro – in entrata nelle casse della Lazio è di una cinquantina di milioni”. Una cifra significativa a fronte di almeno due perdite importanti, de Vrij e Keita restano profili difficili da sostituire, in questo ambito entra in gioco la competenza del ds Igli Tare, bravo a scovare talenti in erba. Intanto i nomi usciti portano a Gonzalo Rodriguez e Taison, esperienze e qualità, non certo nomi da spellarsi le mani. Agosto non è così lontano, nn resta che aspettare, ognuno col proprio orizzonte di fiducia. 

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Inzaghi a caccia di record, intanto Lotito pensa ad un rinnovo quadriennale

Simone Inzaghi colleziona vittorie e soddisfazioni personali in egual misura. Dopo il trionfo nei derby, come scrive La Gazzetta dello Sport, sono 20 i successi ottenuti sinora in campionato, a una sola lunghezza dai record fissati nei campionati 1999-2000 e 2000-01 (entrambi a 18 squadre). Domenica, contro la Roma, è stata conquistata la nona vittoria esterna: eguagliato il primato di due campionati fa con Stefano Pioli in panchina. A 67 punti, con quattro partite ancora da giocare, la squadra biancoceleste può centrare un altro traguardo: il massimo dei punti in classifica. Il top è stato raggiunto nell’anno dell’ultimo scudetto: nel 2000 (ancora 18 squadre, ndr) i biancocelesti di Eriksson chiusero a quota 72. Inoltre, ora mancano solo due punti per ripetere il campionato 2014-15, quando la Lazio si piazzò al terzo posto, arrivando al playoff di Champions. Ovviamente Inzaghi ora è intoccabile sia per i tifosi sia per la società. Tre punti domenica prossima contro la Sampdoria varrebbero la certezza del sesto posto e, in caso di mancata vittoria del Milan contro la Roma, la piazza garantita sarebbe la quinta, ovvero accesso diretto all'Europa League, risultato che farebbe scattare automaticamente la sua conferma per altre due stagioni. Lotito ovviamente vuole andare oltre, costruire un lungo progetto su Inzaghi tecnico, si parla di un rinnovo per altre quattro stagioni e un ingaggio che partirà da circa un milione, prevedendo cifre a crescere e una serie di bonus.

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Il derby non finisce mai: il commento di Felipe e il pranzo a Ponte Milvio

Quando si dice che il derby a Roma dura tutto l’anno, non è certo per spolverare un vecchio luogo comune. È così davvero, per l’atmosfera generata dai tifosi di entrambe le sponde del Tevere e, ultimamente in particolar modo, anche per i comportamenti dentro e fuori il campo dei calciatori. L’ultimo esempio è quello di Felipe Anderson, che giusto ieri ha commentato su Instagram un video postato sul profilo di LazioPress, un sito specializzato sul mondo Lazio. Il filmato in questione è quello di Francesco Totti (ripreso da Espn durante il derby) che, mentre sta facendo il riscaldamento a bordo campo, prima finge di tirare una pallonata con le mani a Wallace a gioco fermo e poi lo fa davvero, colpendo sul viso il difensore brasiliano della Lazio. Il tutto davanti gli occhi del guardalinee e di Rizzoli, lo stesso arbitro dei famosi tre “vaffa” di seguito del capitano giallorosso, che portarono a una semplice ammonizione. Stavolta è andata pure meglio a Totti, solo richiamato ed entrato regolarmente in campo poco dopo.

A tentare di “fare giustizia” ci ha provato Anderson, con quel suo commento emblematico espresso in una sola parola: “Coglione”. Successivamente Felipe ha anche rimosso il messaggio (c’è chi pensa potesse essere riferito ad alcuni tifosi della Roma che avevano detto la loro precedentemente) che però aveva già fatto il giro del web. Inevitabilmente ha portato all’indignazione dei tifosi giallorossi e alla solidarietà di quelli della Lazio. Di certo il brasiliano avrebbe potuto evitare. Non c’è il rischio deferimento, al massimo si prenderà un rimprovero da società e Inzaghi, che — modi a parte — avrà gradito che i suoi giocatori si difendano a vicenda. Ennesimo esempio del gruppo che il tecnico è riuscito a creare in questi mesi, ieri cementato ulteriormente dal pranzo della squadra (con le famiglie) tenuto in un locale a Ponte Milvio. Un modo per compattarsi ancora di più in vista della partita di domani con il Napoli e mantenere alto l’entusiasmo.Repubblica

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Biglia, Keita, de Vrij: la resa dei conti

Il calciomercato della Lazio prende forma. Oltre che piazzare nuovi colpi la società deve però fare i conti anche con tre rebus da sciogliere in casa, che riguardano le situazioni di De Vrij, Biglia e Keita. Come ricorda la consueta rassegna stampa di Radiosei, sarà questa la settimana della resa dei conti. Inzaghi partirà sabato per Auronzo di Cadore e questi nodi vanno sciolti. Keita e Biglia sono più fuori che dentro, oramai è chiaro. Si avviano verso il divorzio, Biglia sarà il primo a salutare, mentre per Keita è probabile che si arrivi alla fine di agosto. Per quanto riguarda de Vrij, le intenzioni del giocatore e del suo entourage sono manifeste. La volontà è quella di non rinnovare con la Lazio che però non intende svalutare il suo centrale e vaglia bene ogni proposta. Entro sabato sono previste tre riunioni che orienteranno le prossime mosse e cercheranno di porre soluzioni ai casi. Priorità va ovviamente a Biglia.

CASO PATRIC – Un altro caso di dimensioni modeste è poi rappresentato da Patric, il quale in scadenza nel 2019, ha chiesto un ingaggio molto elevato per cui la trattativa per il prolungamento è tramontata e c’è distanza tra le parti. Con l’arrivo di Marusic, se lo spagnolo non dovesse andare via, diventerebbe il terzo terzino destro. Una situazione anche questa che va risolta a breve.lalaziosiamonoi.it

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Inzaghi insaziabile, c’è voglia di record

È insaziabile, Inzaghi. Perché tutti quei record ancora in ballo – come i punti o i gol realizzati dalla Lazio in un campionato – li vuole abbattere, già a partire dalla partita di oggi con la Fiorentina: "Ci teniamo tantissimo, vogliamo superare tutti i numeri che abbiamo letto in questi giorni e consolidare il quarto posto in classifica". Allo stesso tempo però mostra intelligenza. Per provare a entrare nella storia del club, infatti, si affiderà a un turnover totale, logico effetto della finale di Coppa Italia contro la Juve di mercoledì prossimo: "Ma per me non esistono prime o secondo linee, tutti i miei giocatori hanno contribuito alla qualificazione alla fase a gironi di Europa League con tre giornate d'anticipo e al raggiungimento della finale con i bianconeri ". Sottolinea che le sue non siano frasi di circostanza, ma la realtà dice che al Franchi scenderà in campo (giustamente) un undici "titolare" molto sperimentale.

Basti pensare che in campo ci saranno contemporaneamente Luis Alberto, Murgia, Djordjevic, Bastos e Patric (rispettivamente 204, 412, 441, 822 e 1007 minuti in stagione), che insieme hanno giocato meno (2886) del solo Marco Parolo (3149). Il mediano è l'unico "reduce", insieme a Strakosha, che certamente sarà in campo anche contro la Juve. Soprattutto per Djordjevic e Luis Alberto (3 e 2 presenze da titolari in stagione) sarà l'occasione per riscattare un'annata fin qui molto deludente, resa meno amara solo dai loro 2 gol al Genoa (in Coppa Italia il serbo, in campionato lo spagnolo): "Filip – spiega Inzaghi – è stato penalizzato dalla stagione straordinaria di Immobile, Luis invece da gennaio ha cambiato marcia.

Avrà le sue occasioni, ci punto anche per il prossimo anno". Quando la Lazio è certa di doversi misurare in tre competizioni e spera di poterlo fare con la coccarda della Coppa Italia sul petto. Ma Inzaghi ci penserà tra tre giorni. Oggi, con la Fiorentina, vuole prima provare ad abbattere altri record.repebblica

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Difesa in picchiata, ora il test Dzeko-Salah

Con un derby così importante da preparare, è il dato dei gol subiti a preoccupare Inzaghi: 11 nelle ultime 5 gare, decisamente troppi. Per questo il tecnico della Lazio da oggi lavorerà soprattutto sulla fase difensiva, tanto più che dall'altra parte c'è il secondo miglior attacco del campionato con 74 reti. La coppia Dzeko-Salah è arrivata a 38, normale che Inzaghi voglia studiare bene come fermarli. L'idea è affidarsi agli stessi che sono riusciti a bloccarli nelle due sfide di Coppa Italia. Cioè difesa a 3 con Bastos, de Vrij e Wallace. Nella partita d'andata, il capolavoro: zero gol dei giallorossi e Salah sostituito.

Nel ritorno, una rete di El Shaarawy nel primo tempo, poi nella ripresa de Vrij non tornò in campo perché infortunato. E Salah ne fece due, ma a qualificazione ormai decisa. Con questi uomini, quindi, la Lazio negli ultimi due derby ha subìto una sola rete in 135 minuti. Bastos, de Vrij e Wallace favoriti, allora. Ma attenzione, perché c'è Radu che ieri è tornato ad allenarsi (era stato bloccato dall'influenza) e si candida per un posto. Dopo l'esclusione nell'ultimo derby, il romeno chiede spazio: si può parlare di ballottaggio tra lui e Bastos, mentre de Vrij è sicuro del posto e Wallace è nettamente in vantaggio su Hoedt.

Tra le prime sei del campionato, la Lazio ha la peggior difesa con 38 reti incassate. È anche vero che l'attacco funziona, eccome: i 6 gol rifilati al Palermo sono un segnale chiaro. Il paradosso è che il protagonista di quella partita, Keita, rischia di finire in panchina. Nel probabile 3-5-2 di Inzaghi, infatti, in attacco c'è posto solo per uno tra il senegalese e Anderson. Per la prima volta il duello è concreto, anche se il brasiliano resta favorito. Probabile la staffetta tra i due, insomma, come nei derby di Coppa. Entrambi hanno dimostrato di trovarsi a meraviglia con Immobile. Sulle fasce vedremo Basta e Lulic, con Parolo, Biglia e Milinkovic a centrocampo.
Repubblica

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Lulic 71 ci vuole provare ancora: squalificato all’andata, oggi sarà titolare

Dici derby e nell’immaginario collettivo dei tifosi laziali viene subito in mente Senad Lulic. L’uomo della provvidenza, l’uomo che ha inciso per sempre il suo nome nella storia. Quella con la S maiuscola. Tanto che ormai lui è Lulic 71, tutto attaccato. Nome e minuto del gol. Come se fosse una sola cosa. Come se fosse l’epitaffio con cui salutare i romanisti. E’ diventato un’icona e con quel suo piattone ha eguagliato l’indice di Chinaglia e quello di Di Canio. Ha superato Giordano, Signori e Rocchi. Il 26 maggio, giornata incancellabile, è sempre lì a fare capolino ogni qual volta si parla di stracittadina. Figuriamoci quando poi Lazio e Roma s’incontrano in coppa Italia. Eccolo bussare alla vetrata dei tifosi giallorossi come un incubo da cui è impossibile svegliarsi. Allora era una finale, il trofeo venne alzato davanti ai rivali di sempre. Stavolta la posta in palio è minore perché si deciderà chi andrà a fare l’ultimo atto con la Juventus.
 

Ilmessaggero.it

 

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Nani prova a bruciare i tempi, ma Anderson torna solo a metà ottobre

Ha preso confidenza con il centro sportivo, oggi farà lo stesso con i suoi nuovi compagni. Nani si tuffa nella Lazio e punta un traguardo a oggi complicato: essere convocato per la super sfida di domenica contro il Milan (ore 15). Il neo acquisto portoghese si è allenato in solitaria a Formello, la distorsione al ginocchio è ormai alle spalle. Per abbracciare l'Olimpico già contro i rossoneri, dovrà però dimostrare di aver recuperato la condizione: né il giocatore né tantomeno Inzaghi hanno intenzione di forzare i tempi. Ecco allora che l'ex Valencia potrebbe fare capolino quattro giorni più tardi, il 14 settembre, per la prima di Europa League in casa del Vitesse.

Certo, la sua presenza contro il Diavolo – anche solo in panchina – richiamerebbe allo stadio un gran numero di tifosi. Un po' come sta avvenendo per la sua maglia e per quel numero 7, che genera con il suo nome un'accoppiata da antologia: "In tanti hanno già iniziato a chiederla", assicura il responsabile marketing biancoceleste, Marco Canigiani. Un'euforia che fa il paio con il tour nei Lazio Style della Supercoppa vinta contro la Juventus: "Sta avendo un grande successo ". Anche la prevendita dei biglietti per il Milan genera ottimismo: l'obiettivo è un Olimpico con 35 mila spettatori, 40 mila compresi i tifosi ospiti. All'appello manca solo la corsa all'abbonamento: il dato non raggiunge ancora le 10 mila tessere, c'è tempo fino a venerdì 8 per sperare nell'impennata finale.

Oggi intanto Inzaghi riabbraccerà la squadra, dopo i due giorni di riposo. Il tecnico dovrà fare ancora a meno di Felipe Anderson: il brasiliano è sempre alle prese con la tendinopatia all'adduttore, che lo tiene ai box dal 31 luglio. Il rischio è quello di rivederlo in campo dopo la seconda sosta per le Nazionali: più precisamente il 14 ottobre, giorno di Juventus-Lazio. Il mister potrà contare invece su Milinkovic, al centro di un "caso diplomatico": con il ct serbo che continua a escluderlo, il Montenegro avrebbe fatto un tentativo. Ipotesi subito smentita dall'agente, Mateja Kezman: "È assurdo, sogna solo la Serbia. L'allenatore non lo convoca, ma spero che questo si risolva".
Repubblica.it