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FORMELLO

FORMELLO – I nazionali tornano alla base, manca solo Caicedo. Bruno Jordao si presenta

FORMELLO – Il Milan si avvicina, la sfida dell'Olimpico è nel mirino. Rientrano gli ultimi nazionali impegnati nelle sfide di ieri: Inzaghi riabbraccia Parolo e Immobile (solo palestra per lui), oltre a Strakosha. All'appello manca solo Caicedo, ieri protagonista in negativo nella sfida persa con la nazionale ecuadoriana contro il Perù. Sarà a disposizione nella giornata di domani. Ovviamente non ha preso parte alla seduta Felipe Anderson, fermo a causa della nota tendinopatia. 

 

 

ECCO BRUNO JORDAO – A distanza di 24 ore dalla prima di Pedro Neto ecco l'esordio sul "centrale" di Formello per il connazionale Bruno Jordao. Il regista classe '98 ha lavorato agli ordini del preparatore Bianchini.  

 

INZAGHI ASPETTA NANI – Continua il lavoro specifico di Nani, il portoghese deve trovare la migliore condizione nel minor tempo possibile. Nel corso di questa settimana svolgerà un programma specifico per mettersi in pari con i nuovi compagni. La convocazione per la sfida di domenica è possibile, ma certamente non prenderà parte alla gara. 

 

ADD

 

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AVVERSARIO

Milan: Conti out, Biglia ci sarà

MILANO – Primi esami per Andrea Conti dopo l'infortunio rimediato ieri sera in Nazionale a Reggio Emilia contro Israele. I risultati sono abbastanza rassicuranti. Secondo la comunicazione del Milan, l'ex atalantino ha riportato un leggero trauma distorsivo alla caviglia destra. Appuntamento con nuovi controlli nei prossimi giorni: il giocatore "sarà monitorato quotidianamente e nei prossimi giorni saranno effettuati ulteriori controlli, qualora necessari", spiega il club rossonero.
 
FUORI CON LA LAZIO – Indizi positivi: Conti cammina già senza stampelle e non accusa dolore. L'esterno destro salterà la partita con la Lazio domenica sera all'Olimpico. I successivi controlli chiariranno se il giocatore potrà tornare in campo negli impegni della settimana successiva: debutto in Europa League in trasferta con l'Austria Vienna giovedì sera (quindi molto ravvicinato) e gara casalinga con l'Udinese in campionato. Montella quindi continua l'altalena con l'infermeria: torna Bonaventura, si ferma Conti.
 
BIGLIA PROTAGONISTA A ROMA – Possibile debutto dal primo minuto per Biglia che finora ha giocato solo lo spezzone finale della partita col Cagliari prima della sosta. Il centrocampista argentino tornerà a Milanello domani mattina dopo gli impegni con la Nazionale albiceleste (ieri in panchina contro il Venezuela). Montella deciderà cosa fare in questi tre giorni di allenamento prima della partenza per Roma dove Biglia reciterà la parte dell'ex che ha lasciato la Lazio al termine di una lunga e faticosa trattativa di mercato con notevoli ripercussioni ambientali tra i tifosi biancocelesti. Intanto è attesa la risposta definitiva di Sosa all'offerta del Trabzonspor. Trasferimento che va bene al club: ultimo tassello il via libera del calciatore. Repubblica.it

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NAZIONALI

Milinkovic – Montenegro, la smentita di Sergej: “Sono tutte sciocchezze”

Era arrivata la smentita del suo agente. Adesso, a mettere una toppa definitiva sull'indiscrezione trapelata negli ultimi giorni – riguardo alla possibilità che Sergej Milinkovic Savic vesta la maglia della Nazionale montenegrina – è stato lo stesso centrocampista della Lazio. Interpellato ai microfoni dei media serbi, Segej è stato ancora più chiaro:"Ho letto ciò che è stato scritto, sono tutte sciocchezze". Nel frattempo, però, il classe '95 attende la convocazione del ct Muslin. Finora non è mai arrivata, un fatto che stona con ciò che Milinkovic ha mostrato alla Lazio. Sul Telegraf la spiegazione del mister: le qualità del biancoceleste si inserirebbero difficilmente nel contesto della squadra, ma le porte della Nazionale non sarebbero affatto chiuse per lui. Sergej lo spera. Augurandosi che non ci sia troppo da attendere prima che arrivi quella chiamata. lalaziosiamonoi.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Abbate (Il Messaggero): “Anderson? Rischio pubalgia, l’errore è stato fatto per recuperarlo in ottica Supercoppa”

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "Anderson? Rischio pubalgia, l'errore è stato fatto per recuperarlo in ottica Supercoppa"

"La situazione di Felipe Anderson è molto complicata, anche nello staff medico c'è preoccupazione. Farà un provino intorno alla terza settimana di settembre, quando inizierà a correre. La speranza è che possa tornare con il Sassuolo, ma il timore è che questa possa essere una stagione travagliata per lui. Il rischio che va scongiurato è che diventi una pubalgia. La causa di questa situazione parte da un errore clamoroso, il tentativo di farlo giocare a tutti i costi con la Juventus. Gli allenamenti di quei giorni sono stati deleteri, in quel momento andava assolutamente salvaguardato in ottica dell'intera stagione. Speriamo che non abbia strascichi nel corso dell'anno"

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Piscedda a Ventura: “Non è una coincidenza se in Europa si gioca con tre centrocampisti…”

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a 'NMM': "Ieri per l'Italia contro Israele contava solo la vittoria, in questo modo ha praticamente ipotecato lo spareggio. Non andrei ad alimentare ulteriori polemiche, adesso si deve lavorare solo in funzione di quella partita per poter giocare il Mondiale in Russia. E' una kermesse importante anche per lo stato sociale della nazionale, oltre che per questioni economiche per la federazione. Per quanto riguarda la scelte di Ventura, faccio solo notare che non è una coincidenza che in Europa gran parte delle squadre gioca con tre centrocampisti. Il centrocampo a due è pericoloso, fai fatica se non hai calciatori di grandissima qualità e meccanismi perfetti"

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Milan è Lucas contro Lucas

Lucas contro Lucas, una sfida nella sfida. Domenica pomeriggio non sarà unicamente Lazio-Milan, ma anche e soprattutto con confronto più meno diretto tra due calciatori che durante l’estate si sono dati il cambio nello spogliatoio di Formello, così come nello scacchiere biancoceleste disegnato da Inzaghi. L’addio dell’argentino è considerato un vero e proprio tradimento per il tecnico laziale che a più riprese – nella passata stagione – aveva esaltato le qualità dell’ex centrocampista dell’Anderlecht al quale la società aveva deciso di assegnare la fascia da capitano. Fiducia mal ripagata, per un giocatore che – allo stato dei fatti – non ha mai orientato il suo futuro professionale verso i colori biancocelesti. In questi pochi mesi la Lazio ha sostituito il regista con Lucas Leiva; all’interno dello spogliatoio è arrivata quella musicalità brasiliana sinonimo di felicità, e soprattutto sinonimo di vittoria: con l’ex centrocampista del Liverpool la Lazio ha vinto quel trofeo tanto a lungo inseguito da Biglia e mai afferrato. Dopo aver saltato l’esordio in campionato contro il Crotone per infortunio, il regista rossonero ha giocato una manciata di minuti contro il Cagliari per poi mettersi a disposizione della sua Nazionale; oggi – dopo aver giocato contro Uruguay e Venezuela – tornerà a Milano per preparare il suo ritorno da ex allo stadio Olimpico: di fronte avrà il suo recente passato, ma anche un presente che lo vede oggi dall’altra parte della barricata, con Lucas Leiva pronto a complicargli la vita.

Lazio-Milan è anche Lucas contro Lucas, Brasile contro Argentina, il jogo bonito contro la garra; Leiva e Biglia, due mediani truccati da registi, due centrocampisti avvezzi ad alzare l’argine, con poca confidenza con il gol e tanta corsa nelle gambe. L’argentino nelle sue stagioni laziali ha saputo riempire il campo con la sua fisicità e le sue giocate ordinarie – da metronomo – che hanno spinto la Lazio verso campionati apprezzabili, ma mai vincenti. Il contrario di Lucas Leiva, che nella sua prima notte di nozze coi biancocelesti ha saputo prendere per mano la squadra fino alla vittoria, contro una Juventus incastrata nella trama di Inzaghi, messa alle corde da una manovra più snella – meno macchinosa – maggiormente verticale. Domenica pomeriggio nell’arena del Foro Italico saranno di fronte due giocatori dall’opposta filosofia di vedute; il brasiliano ha cercato e voluto la Lazio, puntando sul nuovo progetto biancoceleste, dall’altra ci sarà un giocatore che ha mortificato le strategie societarie e la fiducia mal riposta di un tecnico che lo aveva messo al centro di un nuovo progetto dal respiro europeo. Dopo aver battuto la Juventus in finale di Supercoppa Italiana, la Lazio cercherà di tracciare il suo nuovo percorso prima del debutto in Europa League affrontando un Milan rinnovato, negli uomini e nello spirito. Ma Inzaghi ha già studiato i punti deboli della formazione di Montella: uno lo conosce benissimo. E ha tutta l’intenzione di approfittarne.

Il Tempo – Simone Pieretti

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic lo sfata tabù ha messo il Milan nel mirino

E’ uomo-derby, da agosto pure anti-Juve, adesso sotto col Milan. Insieme al Napoli, è l’ultima big imbattuta da quando Milinkovic è sbarcato in Italia. Ora è lui amuleto e pozione anti-tabù con questa maglia. Più la Lazio è giù, più la tira su. Anche per questo lo scaramantico Lotito non l’ha mandato per 50 milioni all’Inter o a Torino. Perché Inzaghi non può più rinunciare a questo cecchino. Spara ancora, Sergej. Con l’ultima fucilata ha ucciso un Chievo vivace, dopo la sosta all’Olimpico arriva un Milan forte e audace. Una diretta concorrente per la Champions, che l’anno scorso a marzo (dopo la vittoria dell’andata) strappò in extremis il pari con Suso. Milinkovic non può aver dimenticato la sua macchia, perse una palla a centrocampo che annullò quasi allo scadere il vantaggio del rigore di Biglia. Non ripeterà un simile errore, ormai ne va del suo onore. Anche perché adesso c’è un’altra motivazione in serbo, Milinkovic non è più un campioncino acerbo. Dopo le polemiche scatenatesi nei giorni scorsi per una possibile convocazione del Montenegro, Sergej sente questa rivelazione del suo ex allenatore dell’Under 21 Petkovic e ritorna allegro: «Il Ct Muslin ha sottolineato che le porte della Nazionale sono aperte a tutti, si porterà Milinkovic direttamente al mondiale in Russia per vincere». Insomma, basta continuare così, basta pedalare e correre.

RECUPERO Accelera a Formello, Milinkovic. Era affaticato, da ieri può già considerarsi recuperato. Una tempo qualcuno lo riteneva troppo lento, adesso il suo passo è accelerato. Incredibile la sua crescita a due anni da quando si presentò con un bacione di Giuda a Firenze: da allora 17 volte il suo nome sul tabellino, tra campionato e Coppa Italia, trasformate in 16 vittorie e un passaggio del turno con questa maglia. Nel 2015, 5,2 milioni più le commissioni al procuratore Kezman, fondamentale proprio per la mancata firma di Sergej coi viola e per il rinnovo sino al 2022. Ma in Belgio assicurano che quest’estate sarebbero arrivati al Genk altri 10 milioni di bonus dopo la sua esplosione. Nulla in confronto a quanto Lotito un giorno potrà ricavare quando arriverà la definitiva consacrazione. Intanto ogni colpo di Milinkovic già oggi vale un tesoro: quando segna, la Lazio vince sempre e parte il coro. Sergej fondamentale anche quando non fa un capolavoro: top player nei passaggi (51 su 65), nei tocchi (84) e ovviamente nei duelli aerei (3), anche a Verona questo gigante serbo senza nei.

FORMAZIONE Ancora non ci sarà Nani (ieri comunque 40 minuti di corsa coi compagni) titolare sulla trequarti, dovrà pensarci Milinkovic a far male al Milan e a riunire i reparti. Inzaghi spera in un altro suo gol d’ esterno per scatenare l’inferno. D’altronde, con Simoncino in panchina, otto sue reti corrispondono a otto vittorie (sette, più il centro per la finale dell’ultima Coppa Italia persa), inutile piangersi addosso per l’assenza di Felipe. Nel 3-5-2 Sergej in avanti rimette le ali e fa passare tutti i mali. In 40mila (al momento 11mila abbonati, 15mila biglietti venduti e 2mila ospiti) con lui vogliono alzare i boccali.

Il Messaggero – Alberto Abbate 

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NAZIONALI

Qualificazioni Mondiali, Italia-Israele 1-0: ci pensa Immobile

REGGIO EMILIA –  L'Italia è Immobile, va ai play-off per inerzia e per effetto di un gol del suo migliore realizzatore, Ciro il Grande, tornato a segnare per Ventura dopo quattro partite a digiuno. L'attaccante della Lazio piega Israele e regala agli azzurri il secondo posto, l'obiettivo minimo. Manca la matematica, ma è davvero un dettaglio: l'1-0 di Reggio Emilia intanto elimina Israele, mentre l'Albania, pareggiando in Macedonia, scivola a -6 dagli azzurri, e con uno scarto nella differenza reti (+1 contro +12) che si potrebbe colmare solo con due disastri degli uomini di Ventura. Tecnicamente, l'Italia dovrà centrare la qualificazione agli spareggi fra un mese: basterà un punto contro la Macedonia a Torino il 6 ottobre, ma non sarà neppure necessario se gli albanesi non vinceranno in Spagna ad Alicante contro la Roja, che deve ancora certificare il primo posto matematico e ne ha fatti intanto otto, di nuovo, al Liechtenstein. Albania-Italia a Scutari, il 9 ottobre, sarà probabilmente ininfluente. Altrimenti, nella peggiore delle ipotesi, Ventura ci andrà consapevole di poter gestire un ampio margine di reti. 

Quando l'altoparlante dello stadio ha mandato la hit del momento di Fabri Fibra e TheGiornalisti, "e tu vuoi correre ma c'è l'Apocalisse in centro", probabilmente Gian Piero Ventura avrà avuto la sensazione di sentire la voce di Tavecchio, che di Apocalisse aveva parlato appunto alla vigilia del confronto con Israele, pensando all'ipotesi di una mancata qualificazione. Un primo tempo inguardabile, accompagnato dai fischi impietosi del pubblico reggiano, ha dato corpo all'incubo peggiore: di aggiungere alla batosta di Madrid un passo falso in casa e complicarsi la vita. Il ct ha confermato il modulo discusso e nove undicesimi della squadra di Madrid, limitandosi ai cambi obbligati: Astori per lo squalificato Bonucci, Conti per l'infortunato Spinazzola, con il trasloco di Darmian a sinistra. Levy, che sabato ha perso per ammutinamento il capitano Zahavi, ha cambiato mezza squadra rispetto alla partita contro la Macedonia, cinque giocatori incluso il portiere (Harush per Glazer). Addirittura nove uomini diversi nel confronto con la formazione che un anno fa spaventò l'Italia ad Haifa. Si è schierato in abito castigato, abbottonato in un 4-1-4-1 con Natcho a frangere i flutti davanti alla difesa. Squadra cortissima, Israele, capace di difendersi rannicchiata in venti metri, ha mandato l'Italia a sbattere continuamente contro un muro di gomma.

La manovra azzurra è stata lenta, macchinosa, prevedibile, sviluppata fra uno sbadiglio e l'altro per linee orizzontali, appesantita da errori banali nei passaggi più semplici e per nulla ravvivati dalla ricerca saltuaria del guizzo a scavalcare la difesa. Certo, poteva essere tutto in discesa se Belotti avesse rotto l'equilibrio dopo appena 40 secondi, nella migliore occasione capitata all'Italia: palla di Insigne per Darmian sulla sinistra, cross in mezzo per il Gallo che tutto solo ha piazzato sul secondo palo mettendo però sul fondo. Se si escludono un paio di tiracci di De Rossi, l'Italia non si è più vista dalle parti di Harush fino al recupero, quando il portiere israeliano ha compiuto un miracolo di piede su Insigne che gli era entrato in area piccola. Prima, invece, è stata la squadra di Levy a rendersi pericolosa: un'incursione di Kabha che ha scartato mezza difesa, una volata di Davidzaba a sinistra con cross pericoloso in mezzo (Shechter, in scivolata, era in fuorigioco), fino alla gran botta di Cohen che ha esaltato Buffon, provvidenziale. All'intervallo, l'Italia è uscita fra i fischi, severi ma giusti. 

Nella ripresa è cambiato tutto. La Nazionale ha guadagnato metri, rotto gli indugi, ha perso Conti per infortunio alla caviglia destra (al suo posto, Zappacosta), ha preso dei rischi in più per creare superiorità numerica a ridosso dell'area. Soprattutto, è stata trascinata da Candreva, autentico leader, che ha fatto valere la gamba e il piede raffinato mandando ai matti mezza difesa israeliana, alternando la ricerca della fascia con percussioni improvvise per linee centrali. Immobile, risvegliatosi anche lui, ha messo dentro di testa uno degli assist migliori dell'interista, che ha provato a mandare a segno due volte Belotti (Harush ha compiuto una prodezza sul colpo di testa del Gallo) e per poco non ci è riuscito con Barzagli. Però non è mancato il patema finale: gli azzurri, incapaci di chiuderla, hanno rischiato di beccare gol da Ben Chaim, appena entrato, fermato due volte in contropiede. 
Alla fine, tre punti d'oro e i play-off messi al sicuro. L'Apocalisse può attendere. 

ITALIA (4-4-2) – Buffon 6 – Conti 6 (4’ st Zappacosta 6.5), Barzagli 6, Astori 5.5, Darmian 5.5 – Candreva 7 (42’ st Bernardeschi sv), Verratti (45’ st Montolivo sv), De Rossi 5, Insigne 5 – Belotti 5.5, Immobile 6.5.
ISRAELE (4-1-4-1) – Harush 6.5 – Keltjens

6, Ben Haim 6, Tzedek 5, Davidzada 5 – Natcho 6.5 – Melikson 5.5 (17’ st Ben Chaim 6.5), Kabha 6, Cohen 6.5 (32' st Einbinder 6), Refaelov 5 – Shechter 6 (14’ st Benayoun 6). 
Arbitro: Bastien (Fra) 6.  
Reti: 8’ st Immobile
Arbitro: Bastien (Fra) 6.  
Note: spettatori 16mila, incasso 13mila euro. Ammoniti Verratti, Cohen, Immobile. 

 

repubblica.it

 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio all’esame del ciclo terribile

Sul mercato è finita in parità, ora Lazio e Milan si sfidano sul campo e l'attesa è grande. Per Borini l'hanno spuntata i rossoneri, che hanno offerto un ingaggio superiore al "pupillo" di Tare, cioè 2,2 milioni contro 1,7; su Biglia invece è stata brava la società biancoceleste a ottenere quello che chiedeva, cioè 20 milioni (pagabili in 4 anni), bonus compresi. Si annuncia equilibrata anche la partita di domenica all'Olimpico, la prima di un ciclo terribile per la Lazio: 7 gare in 21 giorni, dal 10 settembre al 1° ottobre. Inevitabile, con un tour de force simile, che Inzaghi si affidi al turnover: sarà l'occasione per valutare in pieno l'intero organico, anche se il tecnico dovrà fare a meno di una pedina fondamentale come Felipe Anderson (rientro previsto il 14 ottobre a Torino con la Juve). Alla prossima sosta per le nazionali, insomma, saranno più chiari obiettivi e ambizioni stagionali della Biancoceleste.

Tra l'altro sono tutti confronti impegnativi, a partire proprio dalla sfida con il Milan di domenica. Poi, giovedì 14 alle 21.05, l'esordio nel girone di Europa League in Olanda, contro il Vitesse. Appena tre giorni dopo, il 17 alle 20.45, c'è Genoa-Lazio a Marassi. Tremendo il turno infrasettimanale del 20, all'Olimpico contro il Napoli di Sarri, tra le favorite per lo scudetto. Il 24 trasferta a Verona (ore 15), il giovedì successivo seconda giornata di Europa League contro i belgi dello Zulte Waregem alle 19 e a porte chiuse per la squalifica dell'Olimpico (sanzione Uefa per gli ululati razzisti dei tifosi a Praga contro lo Sparta il 10 marzo 2016). Il ciclo terribile si chiude il 1° ottobre alle 15 contro il Sassuolo.

Si gioca ogni tre giorni, c'è spazio per tutti. Per esempio in Olanda contro il Vitesse sarà di sicuro titolare in difesa Bastos, tra i sacrificati di questo inizio di stagione, mentre domenica vedremo di nuovo il trio Wallace-de Vrij-Radu. Stesso discorso in attacco: in Europa League spazio a Caicedo, così come a centrocampo potranno mettersi in mostra Murgia, l'eroe di Supercoppa, e Di Gennaro, preso a parametro zero e fin qui mai utilizzato. Sulle fasce, Basta e Lulic contro il Milan, poi Marusic e Lukaku in Olanda. E qualche minuto contro il Vitesse spera di giocarlo anche l'ultimo arrivato Nani, in ritardo di condizione. A proposito di Europa: la Lazio è entrata a far parte dell'Eca, l'associazione europea dei club da ieri presieduta da Andrea Agnelli. Tra lui e Lotito è scoppiata la pace.

Esuberi: resta intensa la trattativa per il trasferimento di Mauricio in Turchia, dove il mercato chiude venerdì. E Marchetti riflette su una proposta dello Sparta Praga. Repubblica.it

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TIFOSI

Vitesse-Lazio, info vendita tagliandi

La S.S. Lazio comunica che i tagliandi che saranno messi in vendita per il settore ospiti in occasione della gara di Europa League, Vitesse-Lazio, in programma giovedì 14 settembre 2017, ammontano a 1.100 unità.

Inoltre, il prezzo per il singolo biglietto è pari a € 22,80.sslazio.it

La S.S. Lazio comunica che i biglietti per la gara di Europa League Vitesse – Lazio di giovedi 14 settembre saranno

messi in vendita nelle seguenti modalità:

DALLE 10:00 DI  GIOVEDI 7 SETTEMBRE FINO ALLE 10:00 DI MARTEDI 12 SETTEMBRE

– Presso i punti vendita abilitati LISTICKET Gruppo Ticketone – verrà rilasciato un segna posto personalizzato;

La ricevitoria rilascerà un segnaposto personalizzato con il quale si potrà ritirare il biglietto di ingresso stadio

ESCLUSIVAMENTE presso il Lazio Style 1900 scelto e comunicato al momento dell’acquisto.

Limite di vendita: l’acquirente potrà comprare fino a quattro biglietti presentando il documento in originale e la fotocopia

dei documenti degli altri tre titolari.

Per il ritiro del biglietto di ingresso stadio oltre al segnaposto sarà necessario presentare sempre un documento di identità

in originale e la fotocopia dei documenti degli eventuali altri tre titolari.

 

I biglietti riservati ai tifosi biancocelesti sono:

– Settore Ospiti 1.100 posti – Prezzo:  €. 22,80 più prevendita Listicket-Ticketone  per un totale di €. 26,80;

– Tribuna 100 posti – Prezzo:  €. 54 più prevendita Listicket-Ticketone  per un totale di €. 58;

 

I Lazio Style abilitati al ritiro dei biglietti ingresso stadio, a partire dalle ore 15:00 di venerdi 8 settembre

sono:

– Lazio Style 1900 di Via G. Calderini 66/C

– Lazio Style 1900 di Parco Leonardo 

– Lazio Style 1900 di Via Prenestina, 200

– Lazio Style 1900 di Roma ESt

 

IMPORTANTE:

La S.S. Lazio informa che in occasione della gara Vitesse – Lazio del prossimo 14 settembre 2017, saranno

adottate le stesse misure di sicurezza valide in Italia e pertanto i destinatari di DASPO non avranno titolo

per accedere allo Stadio Gelredome di Arnhem.

E' fondamentale presentare al ritiro dei tagliandi presso i Lazio Style 1900, lo stesso documento che

porterete in trasferta nei Paesi Bassi.