Oggi, martedì 2 maggio, riprende Non Mollare Mai. La gioia del derby in studio è ancora in circolo. Vi proponiamo il video che immortala Stefano Pantano alle prese con la finta cronaca live della stracittadina. Prevede e stravede…
Oggi, martedì 2 maggio, riprende Non Mollare Mai. La gioia del derby in studio è ancora in circolo. Vi proponiamo il video che immortala Stefano Pantano alle prese con la finta cronaca live della stracittadina. Prevede e stravede…
La vittoria netta nel derby grazie alla doppietta di Keita e alla rete di Basta ha regalato un pomeriggio perfetto al club biancoceleste e a tutti i suoi tifosi. Una giornata perfetta resa ancora più magica dal ritorno dello sponsor sulla maglia con l'aquila sul petto. Non uno qualsiasi, ma qualcosa legato alla tradizione e alla storia della squadra capitolina. La scritta Sèleco è tornata sulla casacca biancoceleste e i tifosi già sognano anche l'accoppiata insieme alla Maglia Bandiera. Proprio il marchio di televisori ha voluto ringraziare personalmente attraverso il proprio account Twitter ufficiale condividendo la foto di Basta e Milinkovic Savic che esultano con il messaggio:"Grazie a tutti gli amici della Lazio che hanno salutato con affetto il ritorno di Sèleco in occasione del derby!". Anche domenica al termine della stracittadina era arrivato un tweet con quattro foto della sfida e il post: "Congratulazioni alla Lazio per la vittoria nel derby della Capitale".
In diretta a BUONGIORNO CAPITANO, Renato Miele: "Abbiamo rivisto la maglia con la scritta con lo sponsor anni '80, per me è stato un tuffo nel passato. Ha portato bene, ma principalmente il merito è di Inzaghi che ha azzeccato tutto. Dall'altra parte Spalletti ha peccato di mancanza d'umiltà, non ha variato nulla rispetto alle recenti sconfitte nel derby. Ha dimostrato di disinteressarsi dell'avversario – spesso lo fa anche Pioli – e ha pagato il prezzo più alto. Un tempo questo non sarebbe successo. Inzaghi invece è uno che ha capito: quanto è importante formare un gruppo, quanto bisogna lavorare sul singolo a livello psicologico. La Juve è l'ultimo scoglio da superare, non sarà facile, ma una Lazio battagliera che non lascia nulla al caso può mettere in difficoltà gli uomini di Allegri".
Alta tensione in casa Roma dopo la sconfitta nel derby che rimette in discussione il secondo posto (ora il Napoli è a un solo punto di distacco) e rischia di portarsi dietro strascichi pesanti, con Strooman che aspetta il verdetto della prova tv dopo la simulazione che ha portato al rigore del momentaneo 1-1 e che potrebbe costargli due giornate di stop. La tensione a Trigoria è altissima e proprio l’olandese, bersagliato sui social, ha risposto polemico a un follower che gli augurava 10 giornate di stop: «forse 11» è stata la risposta ironica del centrocampista giallorosso.corrieredellospprt.it
È stato di parola, Balde Diao Keita. Anzi, è andato anche oltre. Dopo la sua prima tripletta in carriera, quella al Palermo di una settimana fa, aveva promesso di essersi tenuto in serbo un altro gol per la Roma. Ha concesso addirittura il bis, togliendosi lo sfizio di centrare nel giro di sette giorni pure la prima doppietta in Serie A, nonché prime reti alla Roma (eccezion fatta per quelle in Primavera).
KEITA, 13 GOL E MEDIA DA RECORD – In mezzo ai suoi due gioielli anche il provvisorio 2-1 di Basta, ma questo sarà ricordato come il derby di Keita, che con questi 5 gol in una settimana arriva a quota 13 in campionato: al momento viaggia addirittura a una media superiore a quella di Ciro Immobile, che ne ha fatte sì 20, ma in relazione ai minuti segna ogni 141,7 minuti, contro i 130,9 del giovane senegalese. Una bella sfida nella sfida che accompagnerà questo finale di stagione, nel quale entrambi proveranno a entrare nella storia del club come miglior coppia di goleador: con le 33 reti complessive, infatti, sono ad appena 5 di distanza dal record di 38 realizzato da Giuseppe Signori e Pierluigi Casiraghi (rispettivamente 24 e 14) nella stagione 1995/96. Se Ciro e Baldé continuassero a segnare a queste medie nelle ultime 4 gare, riuscirebbero a raggiungerli.
MATURITÀ TATTICA E COMPORTAMENTALE – È cresciuto, Keita. Maturato sia dal punto di vista tattico (come testimonia l'evoluzione da ala a punta) che disciplinare. Decisivi i consigli dei compagni, sottolineati nell'immediato post partita da Biglia e Parolo: "Gli abbiamo parlato, lui è stato bravo ad ascoltare. Ha un'altra testa nell'ultimo mese". Ma soprattutto è stata fondamentale la figura di Simone Inzaghi, che insieme al club manager Angelo Peruzzi ha sistemato una situazione molto complicata a inizio stagione, per via di quel rinnovo promesso dalla società e mai arrivato. Inizialmente il monello senegalese ha fatto le bizze, arrivando quasi a un muro a muro con la società. Poi ha capito che si trattava di un comportamento controproducente per se stesso, così si è messo al servizio della squadra e di un allenatore che gli ha dato fiducia come nessun altro aveva mai fatto in passato.
SOTTO LA CURVA: "QUESTA È LA MIA MAGLIA" – Grazie a queste componenti Keita ha dimostrato di meritarsi il rinnovo di contratto. Lo sa anche il presidente Lotito, che negli ultimi tempi sta tentando di andare oltre quel gelo creato con l'agente del giovane cresciuto nella "cantera" del Barcellona. Da parte dell'entourage del ragazzo non c'è una chiusura, ma disponibilità a parlare. Alla Lazio (con Inzaghi) Keita ha trovato l'ambiente ideale per crescere e sentirsi importante, un'altra stagione a questi livelli non potrebbe che fargli bene. Oltretutto lui non vuole andarsene tanto per cambiare aria, ma lo farebbe solo in caso di proposta di alto livello che possa permettergli di fare un reale salto di qualità. Quell'esultanza rabbiosa sotto la Curva Nord dopo il terzo gol, urlando – almeno così sembra dal labiale – "questa è la mia maglia", non fa altro che confermare queste sensazioni.
RINNOVO, IN ATTESA DELLA CHIAMATA DI LOTITO – La palla ora passa a Lotito: toccherà a lui chiamare Keita per superare la fase di stallo e proporgli un più che meritato rinnovo di contratto. Il giovane canterano, in fondo, non chiede la luna: a inizio stagione aveva ricevuto una promessa di adeguamento a 1,1 milioni annui (poi non mantenuta, visto che continua a guadagnarne 550mila), adesso ne vorrebbe 1,4 per compensare quelli non presi nel corso di questa stagione trascorsa in una silenziosa impasse. Quando le parti si rivedranno per parlarne, insomma, la richiesta sarà maggiorata, ma comunque proporzionata alla valutazione di 25-30 milioni che ne fa la società per cederlo. E i 13 gol in Serie A, ancora migliorabili nelle ultime 4 partite, non possono che essere un ulteriore incentivo per assecondare una volta per tutte le sue richieste.repubblica.it
Spettacolo triste stanotte nello spazio antistante il centro sportivo di Trigoria. Ignoti hanno disegnato sull'asfalto le sagome, presumibilmente, di alcuni giocatori, linee di gesso evidenziate anche da alcune candele. Presente più volte la scritta RIP, Riposa in pace, oltre ad una bara disegnata su un muro.
L'utilizzo della scritta SPQR sulle maglie della Roma in occasione del derby preso domenica scorsa non è passato inosservato. Al di là dell'autorizzazione avuta dalla Lega, ci si domanda con quale diritto la società giallorossa abbia potuto sfruttare una vetrina come il derby, forse, per far credere di rappresentare la Capitale, non si sa a quale titolo essendo i giallorossi, tra l'altro, un sodalizio più giovane di tanti altri presenti a Roma, Lazio in primis. La stessa cosa se lìè domandata il consigliere comunale, in quota Alfio Marchini, Alessandro Onorao. Questi i due post pubblicati ieri su twitter da Onorato: "Perché la Roma aveva sulla maglia SPQR? Chi l'ha autorizzati? Domani presenterò un'interrogazione parlamentare a Virginia Raggi"; "Diritti di SPQR sono della città di Roma e l'AS Roma non può utilizzarlo per far credere all'estero che a Roma ci sia solo una squadra".
In Via Allegri il 1° Maggio non è stato un giorno di pieno lavoro. Il capo della procura della Figc, Giuseppe Pecoraro infatti, avrebbe inviato al giudice sportivo, Gerardo Mastrandrea, la segnalazione per quanto accaduto al 44' del primo tempo nel derby, ovvero la simulazione di Kevin Strootman in occasione del del rigore concesso da Orsato in assenza di qualsiasi contatto tra il piede dell'olandese e quello del laziale Wallace. Ora, in base alle immagini tv, Mastrandrea, come da articolo 35 del Codice di Giustzia Sportiva, dovrebbe far scattare la prova tv, comminando all'ex PSV due turni di squalifica. Nella mani del giudice sportivo anche i presunti cori razzisti che hanno spinto il pescarese Muntari ad abbandonare il campo a Cagliari, e i buu rivolti a Rudiger espulso nel finale della stracitadina; resta da capire se anche i presunti cori indirizzati ai laziali Bastos e Lukaku verranno presi in considerazione.
VINCENZO D'AMICO A "LAZIO SEMPRE": Quello che sta facendo Inzaghi è incredibile, sia come gestione del gruppo che di gioco. Quando da bambino ho iniziato a giocare a pallone ed il mister mi stava simpatico correvo di più, questo è quello che succede nella Lazio di ora. Grazie ad Inzaghi e ai giocatori che si sono calati al massimo nel suo lavoro".
ANDREA AGOSTINELLI IN COLLEGAMENTO A "LAZIO SEMPRE": "Biglia e Keita sono stati i migliori in campo. Il centrocampista ha fatto una delle sue migliori gare con la Lazio. Anche Parolo, Senad Lulic, Bastos, Strakosha e tutti gli altri hanno fatto grandissime cose. Felipe Anderson non ha giocato male ma deve migliorare il suo carattere, ha potenzialità incredibile ma deve uscire fuori dal punto di vista caratteriale, gli serve una svolta!".
ROBERTO RAMBAUDI E STEFANO PANTANO IN COLLEGAMENTO A "LAZIO SEMPRE":
Rambo: "La Lazio è sempre più in crescita, dagli errori sta imparando molto. L'interpretazione è stata perfetta. Questa squadra ha aperto un ciclo secondo me, ora va valorizzata in estate. Il gap con la Roma è stato azzerato, lo dice il campo. Strootman ha fatto un gesto veramente brutto ed antisportivo, non mi è piaciuto anche perché sai che ci sono tremila telecamere. Keita è un attaccante a cui non piace stare spalle alla porta infatti anche ieri da prima punta svariava su tutto il fronte offensivo ed è stato perfetto".
Pantano:"Da difensore posso dire che Bastos ha fatto una gara sontuosa. Nell'uno contro uno è insuperabile, lo abbiamo detto quando giocò contro Higuain, da li non s è più smentito. La differenza tra la Lazio e la Roma è abissale sotto tutti i punti di vista ma soprattutto morale. Anche Biglia ha fatto una grande partita, da capitano in tutti i sensi".
IL CAPITANO PINO WILSON IN COLLEGAMENTO A "LAZIO SEMPRE": "Ieri è stata una partita incredibile, abbiamo vinto contro tutto e tutti. Sono contento per Strakosha è stato decisivo ieri riscattando qualche errore delle settimane precedenti. Inzaghi ha fatto un capolavoro incartandola in maniera incredibile a Spalletti".
GIANCARLO ODDI IN COLLEGAMENTO A "LAZIO SEMPRE": "Strootman è un giocatore scorretto e si dovrebbe vergognare di quello che ha fatto. Se fosse stato un mio giocatore mi sarei arrabbiato tantissimo. Orsato ha commesso un errore ma sono sicuro sia stato in buona fede, è uno dei migliori e non penso lo abbia fatto di proposito. Biglia ha fatto una grandissima partita, Inzaghi è stato perfetto glie l'ha incartata un'altra volta. Bastos ha fatto una partita sontuosa deve solo migliorare l'uscita dal fuorigioco".
La Roma è stata surclassata dalla Lazio, che ha vinto due derby in uno. Un rigore negato sull’1-0 e uno inesistente contro sul finire del tempo: dal possibile due a zero all’1-1. La pazzesca serie di errori arbitrali non ha impedito a Inzaghi di andare a riprendersi ancora una partita che aveva perfettamente in testa, con l’impiego di un fenomenale Keita – incubo per Fazio – e la mossa a sorpresa di Lukaku al momento dell’indisposizione di Immobile. Uno svolgimento perfetto, un capolavoro, senza mai un’esitazione. Esattamente il contrario di una Roma confusa, specchio del continuo ondeggiare del suo allenatore, partito con una difesa a 4, contraddetta a inizio ripresa per inserire un evanescente Bruno Peres per poi ripensarci nuovamente, fino a sbilanciare definitivamente una squadra privata di qualsiasi punto di riferimento. Un’autentica débacle tecnica e tattica, in linea con gli altri derby che hanno portato all’esclusione dalla Coppa Italia e senza neppure gli alibi dei troppi impegni.
Grottesco che, anche stavolta, Spalletti abbia cercato di arrivare con le parole dove non gli è riuscito con i fatti. Così – dopo essere passato a ottobre dai giocatori senza personalità all’sms destabilizzante (!) di marzo in un crescendo di giustificazioni – stavolta ha spiegato che in fondo la Roma ha pagato episodi sfortunati, dimenticandosi le clamorose sviste di Orsato. Si tratta adesso di difendere il secondo posto, che comunque non basterebbe in quella che solo lui considera una stagione positiva. Tra mille cose in libertà, Spalletti ci ha fatto sapere di amare tanto la Roma (non abbastanza però per rinnovare il contratto quando le cose andavano discretamente e cantavano le sirene…) e di essere tornato anche per suo figlio, grandissimo tifoso giallorosso. Ecco: dall’eliminazione in Champions, a quella in Europa League, dai cocenti derby di Coppa Italia fino a questa amarezza di campionato che Garcia in due anni e mezzo non aveva mai conosciuto, chieda a lui, a suo figlio – non ai cattivi cronisti di Trigoria – se reputa soddisfacente il bilancio della Roma e l’operato del suo allenatore. E si fidi, almeno in famiglia: non c’è nessun complotto.corrieredellosport.it