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RASSEGNA STAMPA

Scatta l’asta: Milan e Inter alzano la posta per Stefan de Vrij

C'è un calciatore in grado di cambiare il volto della difesa nella quale vienme schierato. Parliamo di Stefan de Vrij, il centrale olandese classe 1992, attualmente in forza alla Lazio ma destinato a lasciare la capitale il prossimo giugno. Il contratto in scadenza 2018 lo rende un profilo appetibile, a questo si aggiunga il desiderio dell'ex Feyenoord di misurarsi con piazze più ambziosie ed ecco che il menù dell'addio è pronto. Come riporta La Gazzetta dello Sport, Milan e Inter già da tempo stanno giocando un derby per ottenere le prestazioni del centrale di Inzaghi. stanno giocando la stessa partita per Stefan de Vrij, difensore della Lazio e dell’Olanda. L’Inter ha individuato da tempo de Vrij come primo tassello per la squadra che verrà, il Milan ha già parlato con la Seg, agenzia che gestisce il giocatore. Non un’azione di disturbo, bensì un reale e contemporaneo interesse. La novità è che Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, amministratore delegato e responsabile dell’area tecnica rossonera, hanno programmato un nuovo incontro con i procuratori di De Vrij: si farà già la prossima settimana e potrebbe essere decisivo. Come scrive La Rosea “la nuova dirigenza rossonera ha accelerato e sembra aver trovato un accordo di massima con Claudio Lotito, presidente della Lazio, interlocutore mai semplice sul mercato. Lotito ha sempre chiesto 40 milioni ma sa bene che il contratto di De Vrij scadrà il 30 giugno 2018. Presto, tra poco più di un anno. I rapporti tra l’attuale a.d. rossonero Marco Fassone e il numero uno laziale sono ottimi, tanto che nell’ultima assemblea di Lega sono arrivati insieme in via Rosellini”. I rossoneri avrebbero quindi già il sì della Lazio per una cifra non lontana dai 25 milioni. Se tutto questo fosse confermato, per bruciare la concorrenza nerazzurra servirebbe chiudere il cerchio con il giocatore. A de Vrij il Milan offrirebbe un quadriennale da 4 milioni più bonus, legati alla conquista di un posto in Champions League. L’offerta dell’Inter a De Vrij è leggermente più bassa: sulla base sempre di un quadriennale, i nerazzurri arrivano a 3,5 milioni più bonus. L’Inter deve trovare un accordo con Lotito, intanto lavora su altri obiettivi – per restare a Roma, Manolas e Rudiger su tutti – e considera De Vrij una prima scelta. Per questo, rimane più che attenta all’evoluzione. Se saltasse de Vrij, il Milan giocherebbe la carta Musacchio, argentino in forza al Villareal.

 

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Derby, duemila agenti. Daspo a 13 romanisti per aver accoltellato svedese con maglia della Lazio

Come accade in occasione di ogni stracittadina, già da 24 ore prima del derby le forze dell'ordine saranno allertate per garantire la massima sicurezza. Come riporta Il Corriere della Sera, verranno evitati cortei spontanei e non autorizzati come quello dei sostenitori giallorossi nell’incontro di ritorno di Coppa Italia, manifestazione che ha poi portato alla denuncia di una sessantina di tifosi. La tolleranza zero verso ciò non preventivamente autorizzato è dovuta anche alla concomitanza a San Pietro con l’Angelus di Papa Francesco, senza dimenticare che San Giovanni solo 24 ore dopo si terrà il Concertone del Primo Maggio. Il piano di vigilanza non sarà modificato rispetto alle edizioni precedenti, con circa 2mila uomini delle forze dell’ordine in campo fin da sabato sera; l’attenzione sarà concentrata in particolare sull’allerta terrorismo, con controlli a tappeto in tutta Roma nord, dalla parte della Farnesina e di Prati, nonché sulle sponde del Tevere e sui ponti (Duca d’Aosta, Musica e Ponte Milvio) che portano allo stadio e che vengono ogni domenica attraversati a piedi da migliaia di tifosi. Prevista per oggi una delle ultime riunioni del tavolo tecnico in Questura per mettere a punto il piano che dovrebbe comprendere tre aree di pre-filtraggio e filtraggio dei tifosi prima di arrivare ai tornelli, con perquisizioni con i metal detector. Controlli che saranno altrettanto accurati nei parcheggi: a piazzale Clodio per i romanisti e a Tor di Quinto per i laziali. Infine, proprio ieri la polizia ha notificato a 13 ultrà giallorossi del gruppo «Roma», coinvolti nell’accoltellamento di uno svedese con la maglia della Lazio in un pub di via Palestro la sera del 3 aprile 2016, il divieto di allontanamento da Roma e di assistere alle partite: all’Olimpico e ovviamente in trasferta, anche all’estero. Sequestrati bomboni e un coltello con la lama da 19 centimetri.

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Difesa Lazio: con la Roma un muro per vincere dall’alto

Sarà una difesa di giganti quella che domenica scenderà in campo contro la Roma. Come ricorda Il Corriere dello Sport, davanti al pilone Thomas Strakosha (1,92 mt), quasi certamente il trio di marcatori sarà composto, in ordine crescente d'altezza da Bastos (1,84 mt), de Vrij (1,89) e Wallace (1,91). Anche a centrocampo la musica non cambia molto: dal piccoletto Biglia (1,78 mt), all'1,85 di Basta, l'1,86 di Parolo passando al gigante Milinkovic, alto come il portiere albanese; chiude la mediana Lulic con 1,83 mt. Più bassa la linea offensiva con l'1,78 di Anderson e l'1,85 di Immobile, solo un cm in più di Keita.

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Badelj si offre alla Lazio. Boom delle azioni: titolo a 78 centesimi

Un nuovo profilo per il centrocampo biancoceleste. Secondo la Repubblica, il mediano della Fiorentina, Milan Badelj, sarebbe stato proposto alla Lazio. Ventotto anni compiuti il 25 febbraio, nazionale croato, il contratto in scadenza nel 2018 lo renderebbe un acquisto fattibile anche a livello economico, ma la prima scelta per i biancocelesti resta Davy Klaassen dell’Ajax, più giovane ma dal costo decisamente diverso: per il capitano dell'Ajax serviranno almeno 15 milioni, anche per battere la nutrita conocorrenza di club di Premier e Bundesliga, senza dimenticare il Napoli. Sempre Repubblica segnala un’impennata del titolo Lazio, ieri sospeso due volte per eccesso di rialzo con una variazione percentuale record del 20,15%, con 2320980 azioni scambiate, portando il valore di una singola azione a quota 0,781 euro.

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ESCLUSIVE

E. Filippini a ‘9 GENNAIO 1900’: “La Coppa Italia è la prova, Lazio batti la Roma e prenditi l’Europa”

Una delle vittorie più belle per i tifosi biancocelesti nella stracittadina è quella del 6 gennaio 2005. Emanuele Filippini, uno dei grandi protagonisti di quella serata, è intervenuto sulle frequenze di Radiosei per dire la sua sul match di domenica: “Il derby di Roma penso che sia una sfida particolare e per me è stata una delle partite più importanti giocate. Le motivazioni è chiaro che vengano da sé, si deve gestire la tensione e preparare bene la sfida altrimenti si arriva troppo carichi. Non c’è la differenza tra Roma e Lazio, il derby poi è come una finale di Champions League, in cui gli equilibri si possono spostare anche solo per un episodio. Sulla carta partono leggermente favoriti i giallorossi, ma la Coppa Italia ha dimostrato che conta poco. La stagione della Roma non ha entusiasmato, anzi è stata abbastanza deludente: è uscita dalle coppe e non ha quasi mai lottato con la Juventus, quindi è andata al di sotto delle possibilità. Per me lo spirito di sacrificio e di gruppo che ha creato Inzaghi sta facendo la differenza, la Lazio è una squadra tosta, difficile da affrontare. Chiaramente poi i giocatori con le qualità di Immobile fanno la differenza”. Si prosegue con un paragone e uno sguardo alle rivali per la classifica: “Immobile e Rocchi sono giocatori diversi: Ciro è più contropiedista, Tommaso più uomo d’area con l’intuito del gol. Dzeko, per parlare di grandi attaccanti, non credevo facesse così bene ma si sta dimostrando un grande bomber. Per l’Europa League non c’è nessuna squadra che mi preoccupa, il Milan e l’Inter hanno una problemi di rosa, l’altra di mentalità. L’Atalanta invece si sta dimostrando una grande squadra. Gomez è un giocatore che fa la differenza, crea la superiorità numerica e lo vedrei bene in una società importante come la Lazio”. La chiusura con un consiglio ai ragazzi di Inzaghi: “Posso solo dire di quello di affrontare la sfida come in Coppa Italia. La squadra di oggi rispetto alla mia è sicuramente superiore e con la coesione del gruppo e le individualità può fare davvero bene”.lalaziosiamonoi.it

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Palombi, predestinato al ritorno: “Con Inzaghi ci sentiamo tutte le settimane. Che ansia per il derby!”

A Terni c’è un vero e proprio feudo laziale, con Germoni, Ledesma, il tecnico Liverani e Palombi che, alla sua prima stagione in Serie B, punta la doppia cifra. Il bomber degli umbri è intervenuto a Radiosei per parlare della sua esperienza: “Il mio è un percorso in crescita, all’inizio non trovavo spazio poi sono arrivati minuti importanti. Ho risalito le gerarchie e ora mi sto godendo il momento. Sono stato 13 anni alla Lazio e da tifoso il mio obiettivo è quello di esordire con la maglia biancoceleste. Da tenere in considerazione però c’è la volontà della Ternana che mi ha dato questa splendida opportunità. Fa piacere essere paragonato da mister Liverani a Rocchi, uno degli attaccanti che hanno fatto la storia della Lazio. Il mio ruolo è girare intorno a una prima punta, mi piace spaziare e se capita metterla dentro. A Terni sono cambiato sia dal punto di vista caratteriale che tattico: non è facile adattarsi ad un gruppo di giocatori più esperti. Ho voluto fare questa esperienza perché il calcio professionistico è una cosa diversa".

RAPPORTI CON INZAGHI E SOCIETÀ – “La società è sempre stata presente nel percorso di crescita, con Inzaghi poi c’è un rapporto diverso che va oltre: ci sentiamo quasi tutte le settimane e spero che prima o poi i nostri cammini tornino ad incrociarsi. In estate ho perlato personalmente con il mister, mi ha detto che lo spazio era poco e ha condiviso la mia scelta di andare a giocare. Inzaghi è sempre stato un mister che non guarda in faccia a nessuno. I miei ex compagni hanno sfruttato al massimo le chanches che gli sono state date e stanno facendo un grande lavoro. Spesso mi sento con Lombardi e Murgia, sono dei ragazzi eccezionali e umili. In nazionale mi sono visto anche con Guerrieri, credo che la sua stagione sia formativa visto che è uno dei migliori portieri giovani e nel girone d’andata è capitato in una situazione difficile. Ha però le qualità giuste per riscattarsi”.  

DERBY E COMPAGNI – “Per il derby di domenica c’è ansia. Il quarto derby non è facile da digerire, l’ultimo è stata una goduria con il passaggio del turno. La tensione c’è e non può essere altrimenti. Stare a contatto con persone che conoscevo come Ledesma e Germoni mi ha aiutato. Cristian è un punto di riferimento, mi ha saputo controllare nei momenti in cui trovavo spazio e farmi i complimenti quando serviva. Terni è una città che ti porta in alto facilmente, la gente vive per la Ternana. Diakitè è troppo simpatico, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Sentire voci in un momento fondamentale della stagione non fa bene, alla fine dell’anno. Germoni merita le voci che lo interessano, è riuscito sempre a trovare spazio. Ha avuto questo brutto infortunio, ma sono sicuro che tornerà più forte di prima”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Facco tra Felipe e Keita: “Scelgo Anderson ma vorrei vederli insieme”

MARIO FACCO IN COLLEGAMENTO A "NOVE GENNAIO MILLENOVECENTO". I DUBBI DI INZAGHI LI SCIOGLIE PER NOI SUPER MARIO: "Ci sono tre ballottaggi da sciogliere? Keita è più attaccante mentre Felipe sa fare anche altro e ripiegare tanto una mano ai centrocampisti. Io ho fiducia in Inzaghi e quindi qualsiasi scelta è giusta l'importante è che la Lazio si giochi la partita e non come il Napoli. Keita dopo tre gol meriterebbe di giocare ma la Roma non è il Palermo. Io scelgo Felipe Anderson, ma vorrei vedere entrambi in campo. Non so quante squadra comunque possono permettersi di scegliere tra Felipe e Keita. Lulic vs Lukaku? Deve giocare Lulic perché ha grande temperamento oltre ad essere più forte. In una partita così delicata Lulic dà più garanzie.
Radu vs Bastos? Bisogna intanto valutare le condizioni del romeno visto che non è stato benissimo in settimana, se stesse bene faccio lo stesso ragionamento che ho fatto per Senad Lulic e scelgo Radu. Bastos mi piace ma è una partita delicata in cui bisogna mettere qualcosa in più anche a livello di esperienza".

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DICHIARAZIONI

Pippo a Simone: “Vinci anche questo derby!”

Festeggia Filippo Inzaghi, felice della promozione del suo Venezia in serie B. Un'ottima annata, quella dell'ex Milan, così come buonissima è stata quella del fratello, Simone: una corsa a caccia di un piazzamento in Europa e la qualificazione in finale di Coppa Italia. E ora il derby della Capitale, di cui Filippo ha parlato ai microfoni di Sky Sport: "Guarderò la partita perchè giochiamo alle 17.30: è una partita sentitissima, Simone quest’anno ci ha abituato a miracoli e già lo ha dimostrato in Coppa Italia: eliminare la Roma credo sia stato un piccolo capolavoro. Per valori tecnici non c’è partita, ma mio fratello è stato molto bravo a preparare quella gara, così come è stato molto bravo quest’anno. Perciò gli auguro di fare un bel derby e sperare in un miracolo nella finale di Coppa Italia, perchè gioca contro la squadra al momento secondo me più forte in Europa. Auguriamoci che la Juve, con la possibilità di vincere Champions e campionato, lasci la Coppa Italia alla Lazio…". 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

Retroscena D’Amico: “Ecco perhè Bearzot mi fece fuori dalla Nazionale…”

VINCENZO D'AMICO in collegamento a 'NMM': "Ecco perchè sono stato fatto fuori dalla Nazionale…"
"Non ho mai giocato in nazionale perchè un giorno venni convocato per una trasferta in Lussemburgo. C'eravamo io e Bruno Conti per la sostituzione di Franco Causio. Giocammo una gara amichevole, entrai al posto di Causio a destra con Conti a sinistra, ruolo a me più ideale visto che ci giocavo già nella Lazio. Alla fine dell'amichevole Bearzot disse esattamente il contrario ed a domanda dei giornalisti io confermai che il mio ruolo ideale fosse proprio partendo da sinistra. Litigai con lui solamente per aver confermato ai giornalisti che nella Lazio giocavo in quel ruolo, mi fece fuori. Evidentemente si sentì tradito, malgrado fossi un suo pupillo. Dopo quell'episodio mi portò solo in Tribuna, anche in assenza di Causio ed Antognoni. Lui mi evitò, senza darmi spiegazioni fino a quando non mi convocò più"

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DICHIARAZIONI

Peruzzi: “E’ il momento di raccogliere, non abbiamo ancora vinto nulla. Totti? Solo slogan”

«Totti ha detto che la Roma dovrà distruggerci? A volte si usano slogan e frasi per portare gente allo stadio. Sarà una sfida molto sentita, ma non c'è niente da distruggere». Così il club manager della Lazio, Angelo Peruzzi, replica alle dichiarazioni pre-derby del capitano giallorosso. «Cosa consiglio a Totti per questo finale di carriera? Non lo so e non tocca a me dirlo, saprà benissimo lui stesso cosa fare, non devo certo dargli dei consigli», aggiunge Peruzzi ai microfoni di Premium Sport. La Lazio ha eliminato la Roma dalla coppa Italia ma in campionato è stata sconfitta all'andata dai giallorossi: «Noi vogliamo mantenere la nostra posizione in classifica, loro anche e tutte e due le squadre hanno da perdere qualcosa: saranno punti molto importanti a poche giornate dalla fine», evidenzia l'ex portiere. «Dobbiamo ancora finire il campionato e vogliamo far fruttare quello che di buono abbiamo fatto perché per il momento non abbiamo vinto niente: se in Coppa Italia arriveremo secondi non conterà niente. Dobbiamo fare una partita nel miglior modo possibile per cercare di vincerla perché – sottolinea Peruzzi – per noi è importantissima».

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