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Keita, tripletta in 6′ per entrare nella storia

Tre gol in sei minuti per entrare nella storia e dare un segnale forte e chiaro alla società e al tecnico. Balde Keita è stato il faro della partita, l'elemento che ha regalato giocate, spettacolo e gol arrivando a quota 11 nella classifica marcatori: record personale nella stagione della definitiva consacrazione. Il senegalese, carattere ribelle, spesso al centro di vicende discusse che hanno persino fatto arrabbiare Inzaghi, che l'ha visto crescere e che l'ha relegato spesso in panchina. Keita, proprio per le qualità tecniche, ne ha fatte troppe di panchine perché avrebbe meritato di giocare da titolare con maggiore continuità. Però, nonostante tutto, il suo spazio è riuscito a ritagliarselo, migliorando anche sotto porta come realizzatore.

Tre reti in pochissimi minuti, una su rigore (fallo netto subito) che ha voluto calciare prendendosi subito in mano il pallone. Quasi un sogno, sicuramente un giorno da segnare in rosso e da ricordare. Una prova a effetti speciali, in una gara dalla quale ripartire per costruire il futuro che, al momento, appare ancora incerto a causa di un contratto da sistemare. Keita ha detto di voler restare alla Lazio, però la società deve stringere i tempi e chiudere in fretta il problema. La squadra del domani deve avere il senegalese al centro del progetto, un calciatore  che, se riuscirà a mettere la testa a posto, possiede le carte in regola e gli anni giusti per lasciare un segno profondo e continuo in maglia biancoceleste. 

Ilmessaggero.it

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Inzaghi: “Ora non dobbiamo fermarci. Keita? I top player si tengono”

Sei gol al Palermo, ora testa al derby della Capitale. Ma non solo, per Simone Inzaghi mancano ancora molte partite e bisogna lavorare per puntare all’Europa. Proprio il tecnico laziale è intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium al termine della sfida fra i biancocelesti e Palermo: “In settimana avevo chiesto un grande approccio ai miei giocatori. E dopo 29' eravamo 5-0 con la gara chiusa. Anche a Genova avevo avuto buoni segnali, visto che meritavamo la vittoria. Grazie ai ragazzi la partita è risultata semplice. Io penso che ci siano ancora cinque partite e quindici punti disponibile e dobbiamo fare ancora tanto. Contro il Genoa ci sono stati degli episodi controversi ma la categoria arbitrale è attrezzata. La Var sarebbe utilissima però non può metterci più di 20 secondi a deliberare perché sennò non sarebbe più calcio, ma un altro sport. Penso che possa capitare di essere penalizzati, spiace quando ti vengono mancare due rigori in un match, ma la classe arbitrale è davvero attrezzata in Italia. Appagamento a fine primo tempo? Sicuramente a fine primo tempo ho fatto i complimenti alla squadra, eravamo stati bravi nell’approccio. Un po’ di rilassamento può capitare e non dovrebbe, dopo i gol che dovevano essere evitati abbiamo ripreso a giocare. Abbiamo fatto il sesto e sono contento che l’abbia fatto Crecco che è tornato a gennaio dall’Avellino e si impegna tantissimo. Keita ed Immobile? Ho la fortuna di averli, devo gestire gli uomini a disposizione. Keita ha quasi sempre giocato, salvo quando ho cambiato il modulo ed è partito dalla panchina. Si tratta di una grande risorsa e cambia le partite. Sostituzione di Parolo in vista del derby? Sicuramente, Parolo è importantissimo. Era diffidato e sul 5-0 ho preferito cambiarlo, domenica c’è il derby che è una partita importantissima per noi. Non mi piace il derby alle 12:30, gli ultimi due derby li abbiamo fatti in notturna ed erano uno spettacolo, le tifoserie avevano fatto una grande cornice e si erano comportate benissimo, questo partita la giocherà così anche la Roma. Ma a parer mio un derby di Roma dovrebbe essere giocato la sera”. lalaziosiamonoi.it

CONFERENZA – Forse l'unico neo di oggi sono i due gol nel secondo tempo. Visti i risultati delle avversarie Europa League raggiunta?

Abbiamo fatto un'ottima gara. Era una partita importantissima per noi. L'abbiamo chiusa subito. Ci siamo rilassati un po'  e abbiamo preso due reti evitabili. I ragazzi sono stati bravi, ma come avevo detto dopo Genova, avevo già visto una reazione.

Il 3-5-2 è stata una prova per il derby?

Questa settimana ho valutato con il mio staff e abbiamo scelto questo modulo. Non so se sarà anche il modulo del derby, valuteremo in settimana.

Keita si può trattenere?

Questi ragazzi stanno facendo grandi cose. Sia Biglia, ma anche De Vrij. Sono giocatori che vorrei sempre avere, ma a queste cose ci pensa la società. Sono tre top player che la Lazio farebbe bene a tenere.

Riconoscimento come allenatore dell'anno, che soddisfazione è?

Fanno sempre piacere. Io dico grazie soprattutto al mio staff e ai miei meravigliosi giocatori. Ma anche ai tifosi. Oggi c'era uno stadio bellissimo ed era molto importante per noi. 

Vi sentite favoriti per il derby?

Sappiamo cosa ci aspetterà. Abbiamo giocato quattro derby, sappiamo che le settimane pre-derby sembrano non passare mai. Arriveremo in condizione e cercheremo di prepararla nel migliore dei modi. 

Cosa vuoi dire ai tifosi in vista del derby?

Vorrei averli al mio fianco come nei derby precedenti. So che domenica troveremo una grande curva.

 

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VIDEO – De Vrij: “Risposta importsnte per l’Europa. Futuro? Finisco la stagione…”

MIXED ZONE – De Vrij: "Siamo entrati in campo con la giusta concentrazione. Nel derby non c'è mai una favorita. Il mio futuro? Penso a terminare la stagione al meglio e poi si vedrà…"

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VIDEO – Sogno Crecco: “Aspettavo questo gol da anni, voglio rimanere qui a lungo”

LUCA CRECCO lo seguiamo da tempo noi di RADIOSEI appreziamo la professionalità e preparazione che unisce a doti umane non comuni …è un ragazzo che seppur giovanissimo ha i piedi ben piantati a terra ,modesto ,serio e semplice. Ci piace il suo gol ma ci piacciono anche le sue parole che rivelano il suo essere : "Non mi aspettavo questo gol, esultare con la mia famiglia in tribuna è stato emozionante. Appena ho visto la palla lì, mi ci sono fiondato. Aspettavo questo momento da tanti anni, fare gol con la maglia della Lazio è una gioia immensa. Aspettavo da molto questo momento, anche in B l’ho cercato molto. I miei genitori sono contentissimi, erano in tribuna, è una gioia doppia".

E ancora "Per me è una gioia immensa. Questo gol lo aspettavo da tre anni. L’ho trovato con la maglia della Lazio e non poteva esserci giornata migliore. Ho vissuto un momento difficile, ora sono contento di essere qui e aver sfruttato quest'occasione che mi ha dato il mister. Ci siamo allenati bene in settimana e abbiamo risposto benissimo sul campo. Volevamo questa vittoria e continueremo così. Abbiamo allungato sulle milanesi e speriamo di fare grandi cose anche nel derby. Ci godiamo questo momento: lavoreremo al meglio con tutta la squadra e arriveremo al derby in modo positivo. Il gol? Ho pensato solo ad esultare, sono contentissimo. C’erano anche la mia famiglia e gli amici in tribuna, dedico il gol ai miei genitori. Il derby? Spero di portare di nuovo fortuna a questa squadra. Vorrei rimanere, se c’è spazio il mio desiderio è restare fino a quando vorrà la società”.E noi continuiamo a fare il tifo per te.

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Super Keita: “Grande giornata e mi sono tenuto un gol per la Roma”

Messaggio alle avversarie mandato: 6 reti al Palermo e quarto posto riconquistato. La Lazio allunga persino su Inter e Milan, uscite sconfitte in questo turno di campionato. Al termine della partita Keita, autore di una tripletta, è intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium: “E’ la mia prima tripletta, un bel ricordo. Ma soprattutto si tratta di una bella vittoria, anche contro il Genoa meritavamo di vincere. Oggi abbiamo fatto una grande gara. Il rigore me l’ha fatto battere Biglia? Sì, Lucas è generoso. Ha visto il mio sguardo e mi ha detto di tirarlo. Siamo scesi in campo cattivi e concentrati come sempre, siamo stati anche fortunati ed abbiamo vinto la partita. Noi guardiamo noi stessi e siamo contenti per la vittoria. Futuro? No, io parlo con Inzaghi per le questioni tattiche di campo e riguardo cosa devo fare nel terreno di gioco. Null’altro”. 

Keita ha preso parola anche ai microfoni di Lazio Style Channel: "Sono felicissimo per la tripletta e per la vittoria della squadra di oggi. Era importantissima la partita di oggi, abbiamo approcciato in modo cattivo. Sono contento di aver aiutato la gara, ci prepariamo per la bellissima gara di domenica prossima. Con Patric siamo molto amici, un grande giocatore che non molla mai. Ho voluto dedicargli il primo gol. Ci conosciamo fin da piccoli, continuiamo a fare strada insieme. Ho tenuto un gol per la prossima settimana".lalaziosiamonoi.it
 

 

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SERIE A

Il tabellino di Lazio-Palermo 6-2: triplo Keita

Serie A TIM, 33^ Giornata. Stadio Olimpico di Roma

Domenica 23 aprile 2017, ore 15:00

Lazio-Palermo 6-2

Marcatori: 8', 10' Immobile (L), 21', 24' rig., 26' Keita (L), 46', 52' Rispoli (P), 90' Crecco (L)

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Wallace, de Vrij, Hoedt; Felipe Anderson, Parolo (46' Lukaku), Biglia, Milinkovic (70' Crecco), Lulic; Immobile, Keita (83' Lombardi).

A disp. Vargic, Adamonis, Patric, Basta, Bastos, Cardoselli, Luis Alberto, Djordjevic, Javorcic. All. Simone Inzaghi

PALERMO (3-4-2-1): Posavec; Sunjic, Gonzalez, Goldaniga; Rispoli, Gazzi, Jajalo (66' Chochev), Morganella; Sallai (25' B. Henrique), Lo Faso (74' Trajkovski); Nestorovski.

A disp. Fulignati, Marson, Andelkovic, Cionek, Vitiello, Ruggiero, Pezzella, Balogh, Diamanti. All. Diego Bortoluzzi

Arbitro: Fabbri (sez. Ravenna). Ass: Tegoni- De Pinto. IV: Peretti. Add: Rocchi-Ghersini.

NOTE. Ammoniti: 59' Milinkovic (L), 63' Gazzi (P).

Recupero: 2' st.

 

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SERIE A

La Lazio gioca a tennis con il Palermo: Europa vicina

Un evento che non capitava da vent'anni, da quel Lazio-Reggiana del 1997. Cinque gol nel primo tempo, i biancocelesti dominano il campo e rispediscono l'Atalanta in quinta piazza. Il pomeriggio all'Olimpico parte in maniera surreale, con quel mutismo da brividi di uno stadio che in silenzio piange il ciclista Michele Scarponi scomparso ieri mattina. Poi il fischio d'inizio, l'Olimpico si rianima dopo un commovente torpore e la Lazio non perde tempo: doppietta di Immobile, tripletta di Keita, risultato tondo tondo nella prima mezz'ora di gara.Due disattenzioni nella ripresa, che tutto sommato contano poco per l'economia e per il risultato della gara.Poi il sigillo sulla vittoria di Luca Crecco. Ieri la sconfitta dell'Inter, il Milan che si ferma con l'Empoli. Solo l'Atalanta tiene il passo: ma questa Lazio non si ferma.

PRIMO TEMPO – Il quarto posto dell'Atalanta è destinato a durare una manciata di ore. Il Palermo ci prova ad affacciarsi dalle parti di Strakosha, ma è la squadra di Inzaghi a mettere subito le cose in chiaro. All'ottavo minuto, subito la doccia fredda per i palermitani: Biglia su calcio d'angolo, sponda di de Vrij precisa per l'incornata di Immobile. Due minuti dopo, ancora Ciro: Milinkovic gli cucina un cross perfetto, il centravanti deve solo buttarla dentro. Ma i biancocelesti ci hanno preso gusto, continuano ad attaccare, al 21esimo anche capitalizzare: stavolta ci pensa Keita con una delle sue invenzioni. Ma non è abbastanza: tre minuti dopo, ancora il senegalese, stavolta dal dischetto, dopo essere stato atterrato da Morganella. E' davvero tutto troppo semplice per questa Lazio: il Palermo è scosso, il numero quattordici scalpita e si guadagna la soddisfazione personale di una tripletta. Cala il ritmo, nell'ultima manciata di minuti del primo tempo, la Lazio addormenta la partita. Comprensibile, dopo aver mostrato la manita.

SECONDO TEMPO – Ci mette un po' a tornare in campo, la Lazio. Complice il passivo così pesante ai danni del Palermo, che presta i biancocelesti a qualche disattenzione di troppo. Il gol della bandiera è servito: Rispoli sfrutta un errore di de Vrij. Poi ancora un'altra dormita: prima Hoedt, poi Strakosha permettono a Rispoli di accorciare ulteriormente le distanze. Un doppio guizzo che conta poco, i ritmi non sono arrembanti, la squadra di Inzaghi può gestire il suo vantaggio, attaccando senza affanni. Sarebbe un peccato sciupare energie in vista del derby. Proprio per questo, nella ripresa Inzaghi fa accomodare il diffidato Parolo in panchina. Non vale la pena rischiarlo. C'è posto invece per l'esordio in questo campionato di Luca Crecco, uno di quei giovani cresciuti sotto l'ala protettrice del mister. Proprio lui segna la sesta rocambolesca rete della Lazio. Al Palermo, i due gol non servono a niente, nemmeno a prendere un po' di coraggio. Una passeggiata primaverile, per i ragazzi di Inzaghi. Mentre in casa rosanero si fa sentire sempre di più l'incubo retrocessione.lalaziosiamonoi.it

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RASSEGNA STAMPA

La verità del Freddo: “Dalla Magliana fino a Mafia Capitale, Carminati c’è sempre”

Il collaboratore di giustizia Abbatino: “Mi hanno tolto protezione e identità di copertura ma i miei ex compagni sono liberi e potrebbero vendicarsi: sono un bersaglio anche per le cose che so ma non ho detto perché non dimostrabili”

ROMA. "La mia Roma, la Roma della Banda della Magliana, non era poi così diversa da quella di Mafia Capitale e di Massimo Carminati". Maurizio Abbatino ha dominato la città con una spietata determinazione, quella che ha ispirato il personaggio del Freddo di Romanzo Criminale : prima un capo deciso a tutto e poi, dopo l'uccisione del fratello Roberto, un pentito altrettanto risoluto. Oggi invece ha perso tutto. "Non ero un boss ma un re. E adesso faccio fatica anche ad arrivare alla fine del mese: da quando mi hanno sbattuto fuori dal programma di protezione mi hanno tolto la casa e l'identità di copertura. Con le cartelle cliniche che riportano quel nome non potrò più continuare a curarmi mentre se mi presento in ospedale chiunque mi riconosce: "Ma che sei il Freddo?". Mi chiedo se non è quello che tutti vogliono: la mia morte per cause naturali darà meno fastidio".

Il Servizio centrale del Viminale nell'autunno 2015 ha ritenuto che lei non fosse più in pericolo. La revoca del programma di protezione è arrivata quasi in contemporanea con l'arresto di Carminati…
"L'avvocato di Carminati ha messo in discussione le mie dichiarazioni e quelle di altri collaboratori parlando di "pentiti coccolati dalla procura". In realtà Carminati non mi ha mai querelato perché sa bene che ho detto la verità. Il Cecato ha svuotato cassette di sicurezza di magistrati e avvocati: io ho fatto la scelta di collaborare, lui quella di ricattare. Chi di noi è il più infame?".

Nel 1993 con le sue dichiarazioni mandò in carcere tanti affiliati alla Banda e anche lo stesso Carminati. Molti di loro sono tornati in libertà. Teme possano vendicarsi?
"Non è solo per quello che ho detto che sono un bersaglio. Ma per tutte le cose che so e che non ho raccontato perché impossibili da dimostrare".

Cosa resta della banda della Magliana?
"Sopravvive attraverso persone che della Banda non hanno fatto parte ma che con noi sono entrati in contatto, e che solo per questo si sono fatti un nome. Per molti la Banda della Magliana è stata un'ottima garanzia".

Si iniettò davvero il virus di una grave malattia per uscire dalla cella?
"In carcere stavo andando fuori di testa. Mi dissero di un detenuto che stava male, con i linfonodi ingrossati. Non sapevo di cosa si trattasse ma mi iniettai una siringa del suo sangue".

Chi l'aiutò ad evadere?
"Credevo nei miei ex compagni e l'obiettivo era evadere per aiutarli ad affrontare il processo. Poi le cose cambiarono. Furono loro i primi ad abbandonarmi. Ad ammazzarsi fra loro. Annodai le lenzuola e mi calai dalla finestra di Villa Gina, dov'ero detenuto dopo l'infezione. Mio fratello mi procurò i documenti falsi e mi accompagnò all'estero".

Roberto, suo fratello, fu torturato e ucciso con 35 coltellate. Volevano arrivare a lei?
"C'è altro dietro la sua morte".

Ma non furono i Testaccini e Angelo Angelotti?
"C'è un'altra possibilità che gli investigatori non hanno mai preso in considerazione, comunque preferisco non parlarne".

Nei suoi lunghi interrogatori da collaboratore ha spesso tirato in ballo Massimo Carminati: oggi si confronterebbe con lui nel processo di Mafia Capitale?
"Io non ci voglio andare in quel processo. Carminati l'ha sempre fatta franca e anche questa volta finirà che lo grazieranno e sconterà solo qualche anno. Ha negato i suoi rapporti con noi della Magliana, ci ha chiamato "quelli che spacciavano droga". Per il tentato omicidio Parenti-Marchesi (uno degli agguati messi a segno per vendicare Giuseppucci, ndr ) c'era anche lui. L'ho detto anche in tribunale: era in macchina con me. Eppure è stato assolto, con un alibi tirato fuori a distanza di anni grazie alle amicizie che avevamo all'ospedale militare del Celio. Da quando è stato imputato nel processo per l'omicidio Pecorelli, Carminati è sempre stato protetto".

Cosa sa del sequestro di Emanuela Orlandi?
"L'omicidio di Michele Sindona e quello di Roberto Calvi sono legati al sequestro Orlandi. Se non si risolve il primo non si arriverà mai alla verità sulla fine di Calvi e sulla scomparsa della ragazza. I tre casi sono collegati da un flusso di soldi finiti nelle casse del Vaticano e mai restituiti".

Lei ha accusato Massimo Carminati anche del depistaggio nelle indagini sulla strage di Bologna
"Era legatissimo a Danilo Abbruciati e aveva libero accesso al ministero della Sanità, dove c'era il deposito di armi. Da quegli scantinati Carminati prese un mitra Mab, con numero di matricola abraso e calcio rifatto artigianalmente. Lo stesso mitra che fu ritrovato nel gennaio del 1981, pochi mesi dopo la strage di Bologna, in una valigetta sul treno Taranto-Milano. Il contenuto di quella valigetta serviva per depistare le indagini sulla strage, per portarle su una pista straniera".

Durante il processo sulla strage Sergio Calore, ex terrorista di destra poi collaboratore di giustizia, introdusse un elemento di dubbio che portò all'assoluzione di Carminati. Sergio Calore è stato ucciso a picconate nel 2010: un omicidio rimasto irrisolto…
"Chi sa e parla corre il rischio di essere "scaricato" e lasciato alla mercé di chi ha fatto arrestare. Ma anche chi ha preferito il silenzio o la menzogna non ha fatto una bella fine".repubblica

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RASSEGNA STAMPA

Felipe-Keita insieme: Inzaghi chiede anche i loro gol

Ben 40 giorni senza segnare. Dall’inizio del campionato in casa Lazio, un fattore decisivo in questa stagione, sono state quasi sempre le invenzioni di Felipe Anderson e Keita. Due degli uomini più temuti dagli avversari per la loro velocità, il loro estro e la capacità di superare l’uomo con facilità. Ben 4 reti e 10 assist per il brasiliano, 8 centri e 3 passaggi finali decisivi per il senegalese. Eppure come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, l’ultima segnatura messa a tabellino dalle due ali di Inzaghi, risale proprio al 13 marzo, in occasione di un Lazio-Torino andato in scena all’Olimpico. In quell’occasione Keita segnò la rete del 2-1, Anderson chiuse i conti nel finale mettendo a referto anche la terza marcatura. Da quel giorno solo un assist decisivo del brasiliano per Immobile a Reggio Emilia e poi nulla più. Oggi torneranno a giocare insieme dal primo minuto. Il senegalese farà coppia davanti con Immobile, mentre a Felipe toccherà il ruolo di esterno della difesa a tre, se le scelte del tecnico piacentino venissero confermate. Un ruolo questo che lo sacrifica un po’, dovendo giocare a tutta fascia, ma al quale il brasiliano è ormai abituato e allenato. Inzaghi si aspetta una delle loro giocate per tornare a vincere in campionato, dopo le battute d’arresto contro Napoli e Genoa, ma avrà bisogno delle sue ali per continuare a volare.lalaziosiamonoi.it

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Inter, Ausilio sulle frasi di Diaconale: “Le sue dichiarazioni mi fanno sorridere, servono a far parlare”

Nel pre-partita di Fiorentina-Inter, Piero Ausilio è intervenuto ai microfoni di Premium Sport, dove ha avuto modo di rispondere anche alle dichiarazioni di Diaconale in merito a certi favoritismi verso le milanesi. "Dichiarazioni della Lazio? Non rispondo perché non è un tesserato. Sorrido di fronte a certe dichiarazioni, che servono per far parlare di sé. Obiettivi? Stiamo spingendo tutti  verso la stessa direzione, tutti i giorni siamo lì a stimolare. Ci sono punti e partite a disposizione, dobbiamo vincerle e dobbiamo farlo da questa sera, non possiamo permetterci passi falsi".