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RASSEGNA STAMPA

Massa-Fabbri, ecco cosa si sono detti

Fabbri lo ha chiamato in cuffia dicendogli che c’era un’azione da rigore che doveva andare a vedere. Un contrasto in area laziale tra Pezzella e Caicedo. Questo dopo la rovesciata dello stesso giocatore della Fiorentina e il miracolo di Strakosha. Massa, che nonostante fosse in posizioni favorevole non aveva fischiato la massima punizione, si è fidato del suo collaboratore al var e ha fermato il gioco disegnando in aria il quadrato che significa: «Vado a vedere le immagini». L’arbitro di Imperia si è diretto nello spazio riservato al piccolo monitor dove vengono proiettati i replay dell’azione incriminata. «Guardalo bene è uguale al fallo fatto da Gobbi su Belotti domenica a Torino, te lo ricordi?». Questo più o meno quello che Fabbri, in procinto di diventare arbitro internazionale, avrebbe detto in cuffia a Massa che ha risposto prontamente: «Sì, sì lo vedo. Me lo ricordo bene». E se lo ricordava bene sì il fischietto genovese perché domenica scorsa era lui l’assistente al var all’Olimpico di Torino. Ed è stato proprio lui che ha richiamato Gavillucci, che arbitrava il match tra i granata e il Chievo, facendo. Ha guardato ancora il replay da un’altra angolazione e poi ha deciso con fermezza di decretare il rigore contro la Lazio.

il messaggero

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RASSEGNA STAMPA

VIDEO – Tare: “Va bene la Var, ma che sia uguale per tutti”

La rabbia il giorno dopo non si placa. Quel rigore fischiato dall’arbitro Massa nel recupero della sfida contro la Fiorentina non va giù alla Lazio e a Igli Tare. Il club si sente penalizzato e twitta: «Regole del protocollo Var: Esperimenti live con video assistenza per errori evidenti in situazioni che cambiano una partita. Correggere un chiaro errore, non cercare di individuare la miglior decisione. Minima interferenza, massimo beneficio. Controllo silenzioso. Cos’altro?». «Vogliamo essere padroni del nostro destino» ribadisce, invece, con forza al telefono il ds che domenica al fischio finale si è fiondato in campo per parlare con l’arbitro. «Volevo avere un chiarimento. Perché ha fischiato quel rigore e quello su Parolo no?».

Dal labiale si legge benissimo che stava chiedendo cosa avesse visto.
«Sì, perché non riesco a capire e non lo capisco nemmeno a 24 ore di distanza, cosa abbia fischiato. Cosa abbia visto per decidere di assegnare il rigore».

Massa le ha dato qualche spiegazione?
«No, è rimasto in silenzio ed è andato negli spogliatoi. Non aveva nulla da rispondere».

Insomma il rigore non c’era.
«Ho visto l’immagine da diverse angolazioni e si vede benissimo che Caicedo calcia il pallone e non c’è fallo su Pezzella».

Lo stesso che pochi istanti dopo fa una rovesciata.
«Esattamente. Se Caicedo lo avesse colpito sul polpaccio sarebbe rimasto a terra e non avrebbe avuto modo di fare quel gesto tecnico poco dopo».

E con Fabbri che era al Var ha avuto un chiarimento?
«No, con lui non ho avuto modo di parlare».

Eppure Massa all’inizio non aveva dato il rigore.
«Aveva valutato che non ci fosse fallo. Se si riguardano le immagini l’arbitro era in ottima posizione e non poteva non vedere bene. E’ tornato indietro su una sua decisione giusta».

Insomma il Var va tolto?
«No, assolutamente. Io sono favorevole all’uso della tecnologia ma non va bene l’interpretazione della Var. O si usa sempre o non si usa mai. Così non c’è uniformità nell’utilizzo. Nel primo tempo c’è un rigore solare su Parolo e lì Massa non ha nemmeno considerato l’utilizzo delle immagini. Perché? Eppure il contatto c’è. Anche nel derby Rocchi ha dato rigore su Kolarov senza guardare il Var e non c’è contatto con Bastos».

E adesso? La Lazio farà qualche protesta?
«E che protesta possiamo fare? Il regolamento della Var è preciso: deve intervenire in situazioni di chiaro errore. Nell’occasione del rigore della Fiorentina non c’è nulla di chiaro».

Resta la rabbia.
«Sì, perché vogliamo essere noi padroni del nostro destino. La tecnologia deve essere un aiuto e gli arbitri non possono tornare ad essere “protagonisti”».

Lei è sceso in campo contravvenendo alle regole e adesso rischia una squalifica.
«Non m’importa, in quel momento ho solo pensato a difendere la Lazio».

Un gesto che è piaciuto molto ai tifosi che l’hanno ringraziata.
«Mi fa piacere e sono felice di questo».

ilmessaggero

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VIDEO – Premio Lazialità, Lotito: “Lavoro per costruire una grande Lazio. Scudetto ‘15? Lo riconosceranno!”

Dopo Stefan Radu, Igli Tare e Senad Lulic è stato il turno del presidente della Lazio Claudio Lotito, durante la serata del Premio Lazialità: “Sono contento e orgoglioso di aver ritrovato i nostri tifosi, la società esiste perché le persone la sostengono con i loro sentimenti e passione, così si ottengono i risultati. Questo dà una spinta psicologica, se uno dietro non ha il popolo non va da nessuna parte. Le battaglie non si portano avanti da soli. I giocatori in campo devono dare il 300%, mentre la società deve dare delle risposte in tempi brevi. Da quando io sono alla presidenza, ho cercato di fare tutto per dare soddisfazione a chi sostiene la Lazio dal 1900. Questa società esiste perché la gente combatte dal 1900, un popolo che ha sempre sofferto per un ideale. I laziali escono fuori sempre nei momenti di difficoltà o di gioia. Con la vittoria della Coppa italia abbiamo dimostrato di essere i primi della Capitale. Le pressioni che subisce la Lazio le altre società non le subiscono, ma l’unione fa la forza e i risultati arriveranno. Io ho puntato sempre su persone particolari, come Tare. Lui è uno vero, così come Inzaghi. Hanno dimostrato di essere attaccati alla società, hanno dato tutto anche nei momenti di difficoltà. Noi siamo già ripartiti da un anno e mezzo a questa parte. Abbiamo messo in campo un’azione congiunta, ognuno nel proprio ruolo per fare grande la Lazio. Come società ci mettiamo tutto l’impegno possibile per rendere vincente la società. Non vogliamo né tradire la storia di questo club né minarne il futuro: la vogliamo duratura per sempre perché è forte. Camminerà sulla base di quello che sarà in grado di produrre, non solo come risultati ma anche in termini di indipendenza. La Lazio non dipende da nessuno e si prende quello che le spetta con il merito. Arriverà il giorno che ci riconosceranno lo scudetto che ci compete. Flavio e Francesco? Sono simbolo di solidarietà, vicinanza e partecipazione di tutti i problemi del popolo laziale”.lalaziosiamonoi.it

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VIDEO – Premio Lazialità, Tare: “Ho la Lazio nel cuore, per Hernanes ho pianto. Cavani? Ce lo avevo in pugno…”

Durante il Premio Lazialità è salito sul palco il direttore sportivo, Igli Tare, che ha parlato della sua storia alla Lazio e delle trattative andate in porto e sfumate: “Casualmente arrivai alla Lazio, stavo in vacanza in Sardegna dopo uno spareggio col Bologna. Durante una partita di calcetto si è avvicinato Stefano Antonelli per dirmi se volevo andare alla Lazio. Per me era un onore, pensai fosse uno scherzo. Poi da lì è nato tutto. La prima telefonata con Lotito? Mi disse "Ao, prendi l'aereo che ti aspetto a Roma". La Lazio per me? È la prima volta che vengo ad un evento del genere. Sono molto riservato anche nel mio lavoro, ma ormai la Lazio è nel mio sangue, ho due figli che sono laziali. È sempre stato un onore da giocatore e ora ancora di più da direttore, ne sono orgoglioso. Conoscere da vicino la storia di questa società è molto emozionante, ti dà più voglia per lavorare meglio. Nel mio cuore rimarrà per sempre la vittoria della Coppa Italia contro la Roma, è unica. Hernanes? È il più bel ricordo ma anche quello più triste. Quando andai a San Paolo ad acquistarlo incontrai il suo agente brasiliano di origini cinesi. È stata una trattativa sfiancante, ogni giorno usciva fuori qualcosa di nuovo. Poi ci sono riuscito a portare a Roma un uomo e un calciatore eccezionale. Il suo addio è stato scioccante perché abbiamo cercato di convincerlo fino alla fine. Ci ha chiesto un giorno per riflettere e poi ci ha detto di lasciarlo andare perché voleva giocare il Mondiale in Brasile e voleva andare in un’altra società, nonostante la Lazio sarebbe rimasta comunque nel suo cuore. Abbiamo pianto insieme, il legame che avevamo era particolare".

KLOSE E MILINKOVIC – “Ha giocato con me al Kaiserslautern, era un 22enne. Avevo avuto un contatto con lui sei mesi prima ma il Bayern Monaco non lo voleva lasciare andare. Poi mi ha cercato lui, voleva conoscere l’ambiente laziale ed è venuto con la moglie a Roma. Ci siamo messi d’accordo per un contratto di tre anni. Milinkovic? Eravamo sicuri che sarebbe venuto da noi, avevamo la sua parola. Poi per una questione familiare andò a Firenze ma ci aveva già promesso di venire alla Lazio".

LUIS ALBERTO E DE VRIJ – "Luis Alberto? Con lui è stato difficile perché è arrivato il 31 agosto dicendomi che voleva andare via. Ma io non volevo farlo per dimostrare quanto grande fosse sia come persona che come calciatore. De Vrij? Il padre veniva spesso a Formello e con lui parlavamo spesso di calcio. La sua crescita è una vittoria personale sua, è un grande campione e la differenza la fanno le persone che gli stanno accanto". 

LULIC E PEREIRINHA – "Lulic? Mi ha sorpreso, è venuto da me parlando in dialetto albanese e mi ha scioccato. Una trattativa non riuscita? Tante! Uno di quelli fu Cavani. Per una questione di rapporti all'epoca andò al Napoli. Per diversi motivi non se n’è fatto nulla, l’avevamo quasi preso. Una delusione? Uno che poteva fare tanto era Pereirinha, un ragazzo bravissimo ma a causa del suo carattere ha preso una strada diversa".

Il ds della Lazio, poi, è stato intercettato dai microfoni di Mediaset Premium: "Il motivo della mia reazione al termine della partita contro la Fiorentina è stato semplice: quel calcio di rigore è inesistente. Ho rivisto le immagini prima di scendere in campo diverse volte da tutte le angolazioni possibili e si vedeva chiaramente che era Caicedo il calciatore che ha colpito la palla. C'era un dubbio, ma la cosa che mi ha dato la certezza di questo è che il calciatore della Fiorentina (Pezzella, ndr) si è alzato subito in piedi ed ha fatto un gesto acrobatico fantastico. Chi ha giocato a calcio sa perfettamente che quell'episodio non è da calcio di rigore. Purtroppo è successo in momento particolare, eravamo a 30 secondi al termine della partita e sarebbe stata una vittoria fondamentale per la nostra classifica". Poi sugli obiettivi stagionali della Lazio: "I nostri obiettivi non cambiano, sono quelli di sempre. La Lazio è una società importante ed è un dovere per noi arrivare in Europa. Vedremo poi a fine marzo a quale posizione in classifica saremo e se ci troveremo nella stessa posizione ci giocheremo la chance di andare in Champions League, perché quest'anno la squadra è veramente forte e ha tutte la possibilità di raggiungere questo obiettivo".De Rossi: "Per quel che riguarda il suo gesto contro il Genoa non spetta a me commentare, ma ad altri, anche per una questione di rispetto. Posso dire che ho grande stima e grande rispetto per De Rossi. L'ho conosciuto in campo e lo conosco anche fuori dal rettangolo verde, è stato un gesto di reazione che non spetta a me commentare".lalaziosiamonoi.it

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VIDEO – Premio Lazialità, Lulic: “Il 71 lo porto sempre con me. Ringrazio Radu, è lui il vero capitano”

Sul palco del Teatro Ghione nella serata del Premio Lazialità è salito anche Senad Lulic. Il capitano biancoceleste ha ricevuto il suo premio e ha ricordato così il percorso alla Lazio: "Quando penso al mio Paese purtroppo mi viene in mente subito la guerra. Nel 1998 sono andato in Svizzera, avevo 12 anni. Quando ero in Bosnia e c’era la possibilità giocavo a calcio, ma lì le preoccupazioni spesso erano altre. In Svizzera ho cominciato a giocare a Coira, una città piccolina, poi da lì sono andato al Bellinzona, al Grasshoppers, al Young Boys e alla fine alla Lazio. Quando sono arrivato a Roma era il periodo di Cana, Klose, Konko. Io non avevo pressioni, perché non mi conosceva nessuno. Quindi ho affrontato tutto con tranquillità”. Sul 26 maggio: “Il 71 lo porto sempre con me. Ho iniziato da poco a realizzare cosa è successo quel giorno. Per me essere qui stasera è bellissimo e quel gol in quel derby è il vanto che mi porta tra voi. Le foto con la Coppa ce l’ho tutte, sono un ricordo prezioso”. La prima stagione da capitano biancoceleste: “È stato un bel riconoscimento, soprattutto da parte di Radu, per me il vero capitano è lui. È un capitano che si nasconde. Nella Lazio di capitani ce ne sono tanti”.lalaziosiamonoi.it

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VIDEO – Premio Lazialità, Radu: “Resto a vita”

Durante l’evento del Premio Lazialità il calciatore della Lazio, Stefan Radu è stato premiato ed ha parlato sul palco del Teatro Ghione: “Sono arrivato alla Lazio nel gennaio 2008. Arrivai in prestito, poi il presidente ha confermato il transfer e sono diventato effettivamente della Lazio. Ora sto a 290 presenze, ma spero di farne sempre di più. Dipende dal presidente, è lui che deve rinnovarmi il contratto (ride, ndr). Nella carriera di un giocatore l’infortunio abbassa il suo rendimento. Adesso però abbiamo un gruppo grandissimo, quindi non solo io, ma tutti stiamo meglio. Il derby lo sento sempre tanto, ormai lo sanno tutti. Il mio rapporto con la Curva Nord? Molto bello. In Romania sono cresciuto nella Curva della Dinamo Bucarest, ecco perché mi piace così tanto festeggiare con i tifosi. Il 26 maggio? È una coppa che rimarrà sempre nella storia. È stata una serata particolare. La società aveva deciso di andare in ritiro a Norcia e non riuscivamo a dormire per la tensione per quel derby. I ragazzi della Curva sono venuti un paio di giorni prima della finale e ci hanno detto ‘se non vincete scappate’ (ride, ndr)”. Il seguito in Romania: “Ogni domenica dalla Romania mi chiedono 15, 20, 30 biglietti per venire a vedere la partita. Tanti romeni sono diventati laziali nel seguirmi”. Poi arriva la promessa: “Rimarrò qui, sicuramente finirò qui la mia carriera”. E per quanto riguarda la Nazionale: “No, ormai ho preso una decisione, non tornerò in Nazionale”.lalaziosiamonoi.it

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La Lazio attacca: “Regole protocollo VAR chiare, solo in caso di errori evidenti…”

Non si arrestano le polemiche, dopo Lazio – Fiorentina di ieri pomeriggio. Non potrebbe essere altrimenti: in casa Lazio si denuncia la discrezionalità con cui ieri si è ricorsi alla Var per assegnare un rigore ai gigliati allo scadere del tempo. Dopo la reazione di Tare e Inzaghi, dall'account ufficiale della Lazio è stato condiviso un tweet polemico sull'episodio di ieri, appellandosi al protocollo di uso della Var, richiamato nella versione originale: "Regole del protocollo Var: 'Esperimenti live con video assistenza per errori evidenti in situazioni che cambiano una partita'. 'Correggere un chiaro errore, non cercare di individuare la miglior decisione'. 'Minima interferenza, massimo beneficio'. 'Controllo silenzioso'. Cos'altro?", chiede ironicamente la Lazio, domandando quale altro principio sarebbe dovuto intervenire per tutelarla dalla decisione che ieri ha cambiato la partita.La Lazio siamo noi

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

AUDIO – Agostinelli e Oddi gridano allo scandalo: “Rigore inventato!”

GIANCARLO ODDI in collegamento a NMM: "Perchè non è intervenuto il VAR su Parolo? Ai miei tempi un arbitro si poteva ricusare, non voglio più che Massa arbitri la Lazio, non lo voglio più vedere, ce ne mandino un altro"

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a NMM: "Rigore scandaloso! Non c'era nulla, rigore regalato"

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TIFOSI

Sampdoria-Lazio, vendita di tagliandi

La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 10:00 di oggi 27 novembre, saranno messi in vendita i tagliandi per la gara di

 

campionato Sampdoria – Lazio.

 

 

Questi i dettagli della vendita:

 

 – Gara: Sampdoria – Lazio

 

 – Domenica 3 dicembre ore 20:45

 – Stadio Luigi Ferraris di Genova

 

 –  Prezzi del settore " Ospiti ": 

 

   20 € Intero

 

   15 € Ridotto Rosa e Over 65

 

   10 € Ridotto Ragazzi

 

BIGLIETTI RIDOTTI

Over 65 per i nati prima del 31/12/1952

Rosa per tutte le donne nate dal 01/01/1953 al 01/01/2000

Ragazzi per i nati dal 01/01/2000 al 31/12/2010

I Bambini nati dal 01/01/2011 ingresso gratuito senza tagliando di ingresso.

 

    

– Inizio vendite lunedi 27 novembre alle ore 10:00

 

– Fine vendite sabato 2 novembre alle ore 19:00

 

– Circuito ricevitorie: Listicket – Gruppo Ticketone  (selezionare Listicket poi / Calcio – settore ospiti)

 

– Vendita on-line

 

Limitazioni

Si comunica che, come da determinazione n°43/2017 dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, i

residenti nella regione Lazio possono acquistare solo ed esclusivamente i tagliandi per il Settore Ospiti e

che per questa partita non si possono effettuare cambi nominativi.

sslazio.it

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ARBITRI

Fabbri e Mazzoleni: l’uso del Var a corrente alternata

Var o non Var? Il dilemma continua a restare tale settimana dopo settimana, con tante certezze ma anche qualche dubbio che anziché dissiparsi, si alimenta. Dubbi sul tipo di immagini che vengono visionate, dubbi su quando e come chiamare in causa la moviola a bordo campo. Nel primo caso, sabato pomeriggio in Sassuolo-Verona (diretta da Valeri) il Var Calvarese considera valido il gol di Verde in base alle immagini arrivate sul suo monitor, che però differiscono da quelle mostrate in televisione, dalle quali è evidente che Verde sia oltre i difensori emiliani quando parte il passaggio del compagno. Nell'altro caso, quello della chiamata, le polemiche sono nate all'Olimpico di Roma, dove è stato decisivo l'intervento di Fabbri (al video) nel segnalare al 94' a Massa (in campo) il fallo da rigore di Caicedo su Pezzella (il viola anticipa di un soffio il laziale che lo colpisce al calcagno). Qui non è tanto questo episodio ad aver scatenato Igli Tare al fischio finale (il suo ingresso in campo da non autorizzato e le accese proteste gli costeranno uno stop…) quanto il mancato intervento del Video Assistant su un altro episodio, accaduto nel primo tempo; e cioè, il fallo in corsa di Veretout su Parolo lanciato a rete. Contatto che vede il viola colpire all'anca il laziale senza arrivare a toccare il pallone. Episodio avvenuto appena superata la linea dell'area di rigore della Fiorentina. Oltre a Massa, giornata negativa anche per Giacomelli a Genoa, al quale andrebbe detto che quel sorrisetto sempre stampato in volto non giova. L'arbitro triestino usa i cartellini in modo alquanto discutibile e deve poi essere aiutato dal Var (ma il monitor a bordo campo non può essere messo in modo più comodo?) per vedere il clamoroso schiaffo di De Rossi a Lapadula, che costa il rosso al calciatore romanista e il rigore a favore del Genoa. Anche a Marassi, il Var Mazzoleni non interviene su un fallo di mano di Laxalt che ha sì le mani dietro il corpo ma tiene i gomiti larghi (aumentando così il volume del corpo) su un passaggio in area di El Shaarawy. Il Var Damato dà invece supporto a Di Bello nel fischiare il rigore a favore del Napoli a Udine per l'intervento in area di Samir su Maggio.Ilmessaggero.it