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TIFOSI

Lazio-Milan, raggiunta quota 30 mila presenze

Marco Canigiani, responsabile marketing biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM:

"Per quanto riguarda la vendita dei biglietti per la partita contro il Milan siamo quasi a quota  9.000 tagliandi staccati, anche se probabilmente è stata superata in queste ore. Anche il tempo in questo momento non aiuta, speriamo che il clima migliori per incentivare di più la corsa al biglietto. Tutte le ricevitorie sono aperte, anche domenica lo saranno.

Tutti i nostri punti vendita saranno a disposizione, anche l'ex Ostello della Gioventù e la vendita online aperta fino a poche ore dall’inizio della gara, per acquistare il biglietto per la partita contro i rossoneri. Per quanto riguarda i tagliandi per la gara di Europa League con l'Apollon Limassol è possibile effettuare l’acquisto sul voucher e ritirare successivamente il biglietto in uno dei Lazio Style in cui viene fatta richiesta. Per la trasferta contro l’Apollon si possono acquistare i biglietti sia per il settore ospiti che per la tribuna, una doppia opzione. Il prossimo turno sarà decisivo per le sorti della Lazio nel girone. Se l’Eintracht di Francoforte non dovesse vincere si riaprirebbe il discorso primo posto nel girone e l’ultima partita sarebbe quella decisiva".sslazio.it

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Immobile farà la differenza anche in Nazionale, Badelj ha trovato una famiglia a Roma. Milinkovic? Ha un contratto, ma…” (AUDIO)

Claudio Lotito, presidente della Lazio ha ricevuto il premio Viareggio sport. A margine dell'evento ha parlato con i cronisti presentidi alcuni singoli biancocelesti, a cominciare da Ciro Immobile: "Non bisogna drammatizzare la situazione, Ciro farà la differenza con la Nazionale così come la fa già con la maglia della Lazio". Quindi è passato a Milinkovic, da settimane al centro del dibattito nella Capitale: "Ha un contratto per cinque anni, a parte tutto a me interessa che la squadra non abbia condizionamenti, che i giocatori siano contenti di stare nel proprio club. Poi il calcio è fatto anche di situazioni contingenti, legate ai momenti. Non tutti possono sposare a vita un club. A oggi, chi è alla Lazio ha un grande attaccamento ai colori biancocelesti, abbiamo anche dimostrato che ci teniamo. Poi capisco pure che la Lazio non possa essere il Real Madrid o il Barcellona: per alcuni giocatori queste possono essere le opportunità della vita”. Alla fine un passaggio su Milan Badelj, con i cronisti toscani di Radio Bruno: "Badelj ha trovato un ambiente sereno. Alla Lazio c’è una mentalità familiare, non industriale, con un catena di comando molto corta formata da me, Tare e lo staff tecnico. Da noi non ci sono grossi intermediari, le scelte le faccio soltanto io con lo staff. Non ci sono filtri”.

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APPROFONDIMENTI

Luis Alberto, il pranzo ‘andaluso’ e le coccole di Inzaghi

 

Luis Alberto si è dedicato una giornata di relax nella sua terra, l'Andalusia. Ieri lo spagnolo ha postato su Instagram una foto del pranzo con i suoi agenti, proprio nella sua terra natia. Lo scatto fa discutere, perché proprio il Siviglia in estate ha manifestato l'interesse (e l'offerta) più importante per 'Il Mago'. Deduzioni giornalistiche a parte, a Roma c'è Inzaghi, che sta facendo di tutto per renderlo nuovamente parte integrante della Lazio. Le sue scelte sono state oculate e mirate, lo ha tenuto fuori col contagocce, schierandolo non appena recepiti segnali positivi. Lo coccola, ma sa bene che Correa dietro spinge e le occasioni non le riceve nessuno per volontà divina. Ora aspetta il segnale definitivo, la scintilla che possa riaccendere il fuoco del fantasista iberico. 

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DICHIARAZIONI

Pioli ritrova Lotito: “Contento di rivederlo, ho ottimi ricordi legati alla Lazio”

L’attuale tecnico viola ed ex biancoceleste Stefano Pioli ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine della riunione in Lega Calcio con oggetto Var ai microfoni di SkySport: “E’ stata una riunione positiva, durante la quale si è discusso e ci si è confrontati. Ognuno ha detto la sua e credo che gli arbitri italiani siano di altissimo livello. Il VAR? Ha ragione Spalletti quando dice che è stato un errore il mancato utilizzo in alcune situazioni. E’ un grande strumento, di grande utilizzo, che va utilizzato e bisogna farlo al meglio.  L’incontro con Lotito? Sono contento di rivederlo, perché l’esperienza alla Lazio per me è stato molto importante. La prima annata è stata fantastica e ho ottimo ricordi sia del presidente che dell’ambiente“.

Laziopress.it

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RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto e Milinkovic a colloquio con Tare dopo Sassuolo-Lazio

 

Milinkovic-Savic e Luis Alberto, i due giocatori più discussi da inizio stagione in casa Lazio. Dalla prima di campionato ad oggi, ci sono stati solo lampi dei due, che non sono mai riusciti a trovare la continuità tanto agognata. Intanto la Lazio ha continuato la sua corsa verso la Champions, mantenendo un cmamino costante al netto delle sconfitte contro le 'big'. La società però vuole di più, così come l'ambiente in general e il tecnico. Per questo, dopo il pareggio contro il Sassuolo, c'è stato un nuovo confronto con il DS Tare, che ha avuto un colloquio con loro. Alla base della 'chiacchierata', le motivazioni dei calciatori: Tare monitora da tempo la situazione e si vuole assicurare che ci sia sempre l'atteggiamento giusto, la concentrazione necessaria e la voglia di essere parti integranti del progetto biancoceleste. In attesa di risposte concrete dal campo, la Lazio si fa sentire.

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RASSEGNA STAMPA

Inzaghi vuol sentirsi grande: il Milan per sfatare il tabù

ROMA Ultima chiamata. È l'esame più importante. Di quelli che è vietato sbagliare. C'è il Milan, l'ennesima occasione da cogliere al volo e non gettare via come accade spesso con le grandi. Battere i rossoneri serve per fare un salto deciso in classifica, per dare un segnale forte per la Champions, ma soprattutto per cominciare a sfatare la sindrome che ha la Lazio di Inzaghi con le big. Un disastro vero e proprio, considerato che su 26 partite, il tecnico laziale ne ha perse 18. Una sciagura. Unica nel suo genere e assai particolare, trattandosi del tecnico di Piacenza. Già perché da quando Simone guida la panchina biancoceleste pochi hanno i suoi risultati. Il tecnico ha raggiunto diversi record, come quello dei punti conquistati in un solo girone in ben due circostanze, facendo perfino meglio di se stesso, o dei gol segnati, addirittura molti di più di quelli realizzati dalla formazione di Eriksson e l'anno scorso tra le squadre più prolifiche in tutta Europa dietro solo a Psg, ManCity e Barça. Ma quando ci sono le grandi del campionato italiano di mezzo sono guai seri. 
SIMONE FANALINOIn questi quasi quattro anni di Lazio, Inzaghi, Supercoppa a parte, ha tagliato diversi e importanti traguardi a livello personale, facendo meglio dei suoi predecessori, e questo è innegabile, ma è altrettanto vero che il suo personale rendimento con Juventus, Napoli, Inter, Roma e Milan è disastroso. La sua media-punti con le big è di 0,4, nettamente la più bassa rispetto agli ultimi quattro allenatori che si sono avvicendati sulla panchina laziale, come Reja, Pioli e Petkovic. Il più bravo di tutti è l'attuale ct della Svizzera, con 1,1 di media, anche se le partite non sono poi così tante, visto che nella capitale è rimasto un anno e mezzo, ma fa riflettere che subito dietro ci sia un allenatore come Reja, con una media-punti di 1,07, più del doppio di quello che ha racimolato Inzaghi. E questo potrebbe anche essere d'ispirazione per l'allenatore biancoceleste, considerato che il vecchio Edy più che proporre gioco amava aspettare, fare le barricate e poi ripartire. Un concetto che, forse, andava bene con le big, decisamente meno con tutte le altre. Inzaghi, chiunque abbia davanti, gioca sempre a viso aperto, facendolo in maniera organizzata e questo modo di proporsi ha permesso alla Lazio di crescere tanto, vedi le due vittorie ottenute con la Juventus. I disastrosi numeri con le big, però, necessitano qualche modifica. 
SCOSSA MENTALEI dati con le big italiane sono incontrovertibili. Sembra quasi che la Lazio soffra di un complesso d'inferiorità: audace e intrepida con le piccole, spaventata e inerme con le grandi. Un vero e proprio blocco mentale. Ed è un peccato considerato il rendimento e la possibilità di raggiungere almeno un paio di possibili pareggi con le grandi, vedi le sfide di Napoli e Roma. La sensazione è che a questa Lazio per spiccare il volo in modo definitivo, serva un risultato importante con una delle grandi. E il Milan arriva al momento giusto, con una rosa falcidiata da infortuni e squalifiche. L'occasione è da prendere al volo, anche perché sarà l'ultima sfida di rilievo. Poi Inzaghi dovrà cercare il più possibile di sfruttare il calendario fino alla fine dell'anno e vedere cosa succede negli scontri diretti tra le altre big. 

Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Sarzanini: “Col Milan snodo della stagione. Mercato? Si cerca un esterno destro ma Lazzari è difficile” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Sarzanini (RDS): “Vincere con il Milan per il morale e confermare che la Lazio può ambire alla Champions. Il Milan non sarà al meglio, potrebbe diventare un'occasione imperdibile ma meglio non dirlo ad alta voce. Test di personalità per i biancocelesti? Assolutamente sì, la Lazio è una squadra che deve ritrovare fiducia, penso al doppio successo col Marsiglia passato un po' sotto traccia. Lulic&Co devono vivere gara dopo gara senza andare troppo lontano, col Milan secondo me registriamo un crocevia di questa stagione, serve fare lo scatto finale. Sassuolo-Lazio e la vicenda Leiva? Il brasiliano sentiva un fastidio, credo che non sia al massimo, non ci sono lesioni ma credo dovrà comunque seguire un protocollo: per evitare una ricaduta col Milan potrebbe riposare. Mercato? La certezza è che la Lazio cerca un esterno destro anche se Lotito a gennaio storicamente non fa grandi acquisti. Lazzari? Difficile per il costo alto per un calciatore sì bravo ma che deve ancora dimostrare molto”.

 

  

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Galderisi: “Mancini farà rendere al meglio Immobile. La Lazio in linea con i suoi obiettivi” (AUDIO)

'9 Gennaio 1900' – Galderisi: “La nazionale ha fatto un'ottima prestazione per 60 minuti, ci lascia ben sperare e credo che Mancini stia facendo un ottimo lavoro, vedo un ottimo futuro e la squadra si muove bene in campo, è mancata solo un po' di concretezza negli ultimi 20 metri. Da allenatore credo molto nel gruppo e questo mi sembra segua l'allenatore jesino; non stiamo raccogliendo ma ci stiamo incamminando su una buona strada, osservo entusiasmo e voglia di cambiare. Anche altre squadre in Europa soffrono, ora c'è la Germania a soffrire, ultimamente è toccato all'Olanda. Immobile si sente sotto esame in azzurro? Per me in questo momento è quello che garantisce maggiore pericolosità offensiva, è generoso, forse anche troppo e in tal senso Mancini può aiutarlo, lui è devastante ad attaccare la profondità. Mancini vuole i migliori e Immobile è tra questi. Domenica Lazio-Milan? Partita delicata ma non decisiva, con i rossoneri così in difficoltà, li ho visti tante volte e in alcuni aspetti impressionano perché hanno qualità quando fanno salire la squadra, penso a Suso in primis. Paradossalmente un Milan in difficoltà può dare il massimo, in termini di intensità, penso anche a quelli che giocano di meno. La Lazio è in linea con i suoi obiettivi ma non è brillante come ci ha abituato, soffre la non perfetta condizione dei vari Milinkovic, Leiva o Luis Alberto: servono continuità e lo spirito mostrato fino adesso”.     

 

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SERIE A

Siti e decoder pirata: la Lega di A chiede aiuto all’Inghilterra

Per fermare i pirati del pallone bisogna togliergli l’acqua. Colpire alla sorgente, oscurare i server in odore di illegalità durante gli orari delle partite: gli inglesi già lo fanno per difendere l’oro della Premier League, mentre il blocco italiano avviene a valle, su siti e app. La «super injunction» è un’arma giuridica che consente di chiudere, praticamente in tempo reale, i segnali clandestini. Lo «spegnimento a tempo» neutralizza uno dei trucchi preferiti dai ladri d’immagine: utilizzare server che al loro interno hanno anche contenuti leciti per rendere più complesse le indagini e guadagnare tempo. E il tempo è tutto in questa battaglia di 90’. Alla ricetta britannica si ispira la serie A nella sua crociata anti-scrocconi promossa dal presidente Gaetano Miccichè, perché il fenomeno ha assunto dimensioni enormi. «È un crimine che non solo danneggia club e tifosi — spiega il numero uno di via Rosellini — ma priva il movimento delle risorse necessarie per crescere». L’obiettivo è difendere il valore dei diritti tv, l’architrave che regge l’intero sistema tanto che nell’ultimo bando sono stati introdotti compensi variabili in base al numero di abbonati. Ma gli iscritti alle pay tv non aumentano, mentre nelle prime 10 giornate di campionato sono stati intercettati, e bloccati, 18 mila streaming fuorilegge. Il dato è in crescita rispetto allo stesso periodo del precedente torneo quando a fine stagione si è arrivati a 65 mila con Juve, Inter e Milan sul podio delle squadre più piratate. Dall’inizio del monitoraggio (2011-12), gli streaming irregolari sono quadruplicati e il meccanismo si è evoluto rispetto ai semplici link alle dirette. Adesso su parecchi siti bisogna registrarsi, pagare tramite carta di credito o bitcoin, per avere le coordinate per seguire il match. Così l’identificazione, per chi indaga, diventa più complicata. «L’evoluzione tecnologica fornisce sempre nuove armi ai pirati — continua Miccichè — e rende necessarie nuove soluzioni anche dal punto di visto normativo». A far paura è il boom delle Iptv (sistema di trasmissione di segnali televisivi su reti informatiche) clandestine. Qualche giorno fa in provincia di Lecce la Guardia di finanza ha scoperto una rete che offriva abbonamenti all-inclusive a 10 euro al mese rubando i contenuti a Sky e alle altre piattaforme. Quindici gli indagati fra chi gestiva il traffico, ma potrebbero essere molti di più, anche i clienti sono finiti nel mirino. Il sistema è noto: per vedere tutto serve un decoder contraffatto, il «Pezzotto». È collegato a server esteri gestiti direttamente da organizzazioni criminali, che poi s’incaricano anche di riscuotere il canone. Questo tipo di pirateria ha dimensioni industriali e ha persino i suoi «antennisti». Vengono stipulati abbonamenti a Sky, Dazn, Netflix, persino a canali esteri. Sulla carta sono legali perché vengono fatti da prestanome o tramite documenti falsi. Poi tutti i contenuti vengono caricati sulla Iptv illecita e ritrasmessi. Chi usa il «Pezzotto» rischia tantissimo: multe dai 2.500 a 25 mila euro e pene dai 6 mesi ai 3 anni di carcere. Oltre al pericolo di essere sempre tracciato perché l’apparecchio è collegato in rete. Quando le forze dell’ordine individuano le centrali di trasmissione, come a Lecce, risalire agli utenti è facile.  Sono 600 i casi accertati dall’inizio del torneo, la classica punta dell’iceberg. Stime parlano di 800 mila «Pezzotti» in circolazione. Le Iptv illecite rappresentano il 6% dei procedimenti avviati dall’Authority delle comunicazioni. «Il fenomeno è esploso l’anno scorso — spiega il commissario del Garante Antonio Martusciello — era un argomento complesso, ma siamo riusciti a individuare i punti di forza del nuovo regolamento per aumentare le misure di protezione». Rispetto alle prime estenuanti battaglie legali contro Roja Directa i tempi di intervento contro lo streaming selvaggio sono stati ridotti, spesso bastano 3 giorni. Manca però la diga all’inglese.

corriere.it

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RASSEGNA STAMPA

In azzurro non morde ma in serie A solo Icardi come Immobile

In Nazionale è a secco da 14 mesi. Ma in serie A nessuno ha segnato più di Immobile da quando è arrivato alla Lazio: 60 gol. C’è un centravanti letale come lui, Icardi, arrivato alla stessa quota. Gli altri sono tutti dietro: Mertens ne ha fatti 53, Dzeko 47, Higuain 45, Belotti 40, Dybala e Quagliarella 35, Insigne 33.

Un’avventura cominciata dopo un quarto d’ora, contro l’Atalanta, poco più di 2 anni fa, con un destro appena toccato da Sportiello, e arrivata all’ennesima cifra tonda, 60 reti appunto, con la doppietta alla Spal del 4 novembre. Sembra una squadra lontanissima, quella che giocò il 21 agosto 2016 a Bergamo, dando un’occhiata agli 11 titolari: Marchetti, Hoedt, De Vrij, Biglia e Kishna giocano altrove, Lombardi è alla Lazio ma non si vede, restano solo Basta, Lukaku, Parolo e Milinkovic. Ciro ha segnato a 22 squadre diverse, in campionato. Calando un poker, un tris e 14 doppiette. Il poker alla Spal, la sua vittima preferita di questi 27 mesi con 6 gol. Al Cagliari ne ha fatti 5; a Genoa, Sampdoria, Sassuolo, Udinese e Verona 4. E alle big? Tre gol al Milan, il suo prossimo avversario: la tripletta che decise il 4-1 dell’anno scorso all’Olimpico. Due alla Roma, ma in due derby persi. Due alla Juventus: quelli serviti, ottobre 2017, ad espugnare Torino dopo 15 anni per la Lazio e, in assoluto, dopo 2 campionati. Uno al Napoli: la prodezza di tre mesi fa, prima della rimonta di Milik e Insigne. Nessuno all’Inter, una delle due sole squadre che non ha colpito in biancoceleste (l’altra è il Frosinone). Gli scontri diretti con Icardi gli sono andati sempre male: Immobile ha fatto solo un punto in 5 partite, lo 0-0 a San Siro del dicembre 2017 (quando avrebbe potuto tirare un rigore, ma la Var glielo tolse), mentre l’argentino ha segnato 5 gol, con due doppiette più il rigore che innescò il dolorosissimo 3-2 costato la Champions League a maggio. Il duello con Maurito è sul filo del gol: 24 a 23 per l’interista nel 2016-17, un titolo di capocannoniere smezzato con 29 reti nel 2017-18, e in questo campionato per ora siamo 8-7 per Ciro che in due stagioni e rotti ha giocato di più, 81 partite a 77, e segnato 14 rigori contro 11. Il suo unico passaggio a vuoto: 7 partite senza segnare nel novembre-dicembre 2016, per il resto non sono state mai più di 3. Sul campo del Sassuolo, domenica 11, si è fermato al palo. Il Milan è avvertito. In attesa di ritrovare l’Inter di Icardi, a marzo, e provare a sfatare quel tabù.

Il Corriere della Sera