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TIFOSI

Lazio-Milan: “Venduti già 5 mila tagliandi”

Il responsabile marketing biancoceleste, Marco Canigiani, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radi, 89.3 FM.

“Quella contro il Milan è una sfida importante per la classifica delle due squadre, che si contenderanno un posto che conta fino alla fine della stagione. La partenza della vendita è positiva, quasi 5.000 tagliandi sono stati acquistati oggi. Speriamo che il risultato finale sia degno dell’importanza della sfida e che si continui a crescere sul trend di queste prime ore. Tante ricevitorie sono aperte a Roma, nella provincia ed in tutta la regione, non sarà un problema trovare un biglietto, inoltre il tagliando della gara è acquistabile on-line fino all’inizio dell’incontro.

Lo stadio pieno è un aspetto estremamente importante: invito i nostri tifosi ad affrettarsi a prendere i biglietti per ‘toglierli’ ai tifosi ospiti. È fondamentale accaparrarseli subito per avere la maggioranza sugli spalti perché su Roma sappiamo che ci sono tanti sostenitori rossoneri.

Le singole società decidono la politica dei prezzi dei tagliandi: il problema è che alcuni circuiti richiedono diritti di prevendita non regolamentati. A Reggio Emilia ma anche ad Empoli sono stati richiesti dei sovrapprezzi non giustificati. Tali elementi li ho posti io stesso all’attenzione della Lega. Ciò crea sicuramente grossi problemi. Il prezzo nel settore ospiti, lo ribadisco, è a libera scelta della società che organizza l’evento. La Lazio viene considerata top team quindi, quando va a giocare in trasferta, la fascia di prezzo è quella più alta.

Per la trasferta in terra cipriota siamo in attesa di importanti novità da parte della società ospitante: a quel punto potremo partire con le vendite”.
sslazio.it

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AVVERSARIO

Nazionale, si ferma Romagnoli: ripescato Acerbi

Niente Italia-Portogallo per Alessio Romagnoli: il difensore del Milan lascia il ritiro della Nazionale a causa di una contrattura muscolare. Al suo posto, il Ct Mancini convocherà Acerbi.

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Rambaudi: “Immobile ideale per il 4-3-3 di Mancini, ma con quel centrocampo…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a 'NMM': "Non so se ci sarà Immobile a guidare l'attacco dell'Italia domani contro il Portogallo oppure Berardi. Nel sistema di gioco di Mancini, la presenza di Immobile mi sembra ideale. Nel 4-3-3 con Insigne e Chiesa esterni, il terminale offensivo non può che essere lui. Poi dipende dall'idee di Mancini. Non credo che Mancini abbia in testa una cosa e vuole adattare i calciatori. Penso che ragioni gara dopo gara anche in relazione alle qualità dell'avversario. Inoltre c'è anche una grande intesa tra Immobile ed Insigne, si conoscono bene e questo può essere un fattore. Poi dipende molto anche dalla composizione del centrocampo. Con Verratti e Jorginho c'è tanta qualità, con Immobile forse devi essere meno manovriero e più sintetico nella giocata per servirlo. C'è qualità, basta metterla al posto giusto. Credo che Mancini lo stia facendo"

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FORMELLO

FORMELLO – Ancora a parte Caicedo e Milinkovic, Leiva non si allena. Domani amichevole con la Cavese (VIDEO)

FORMELLO – Passi in avanti di Caicedo. La Lazio sta per recuperare il “Panterone”: lavoro a parte su un altro campo, il “Fersini”, insieme al preparatore atletico Bianchini, addetto al recupero degli infortunati. L’ecuadoriano ci sarà con il Milan. Il segnale positivo arriva dalla seduta differenziata svolta con il pallone tra i piedi. Dalla settimana prossima, appena non ci saranno i rischi di una ricaduta muscolare, tornerà in gruppo per preparare la sfida coi rossoneri, la prima post-sosta. L’affaticamento ai flessori è quasi alle spalle, lo ha costretto ad alzare bandiera bianca contro Marsiglia e Sassuolo. Pochi giorni e il suo rientro sarà definitivo. 

 

LAVORO. Inzaghi intanto va avanti con il resto del gruppo. Formato da sedici elementi di movimento, compresi i due Primavera Baxevanos e Rezzi. Assente Leiva, fino a ieri regolarmente aggregato. Non si è visto sul campo centrale insieme a tutti gli altri, impegnati nelle esercitazioni atletiche, tecniche e nella partitella finale (gol vittoria di Lulic con una conclusione al volo di destro). Solo palestra anche per Milinkovic, rientrato in anticipo dagli impegni con la Serbia: ha riportato un affaticamento al flessore, non preoccupa particolarmente, a Formello rassicurano sulla sua presenza per domenica 25. Lo staff medico ha parlato di un breve stop. Per domani mattina è in programma un’amichevole con la Cavese, formazione di Eccellenza. Un test per tenere in moto le gambe durante la pausa del campionato. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Non ho segnali di interventi sul mercato, ma Marusic è sotto esame” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a 'QUELLI CHE…' – "Dipenderà molto da quanto riuscirà a dare da qui in poi marusic. Vedremo come starà quando torna dalla Nazionale, per ora non ho segnali di movimenti in entrata da sorprese non posso escluderle. Certamente la Lazio si augurava che potesse restare a Formello a lavorare, invece è in ritiro con il Montenegro, quindi non è possibile monitorarlo da vicino dal punto di vista fisico. E' lecito pensare che questo giocatore sia un po' sotto esame"

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APPROFONDIMENTI

Non solo Milinkovic e Luis Alberto: da Dzeko ad Hamsik, quando le stelle non si ripetono

Da top a (quasi) flop. La marcia indietro è innestata, testimone attendibile la prima parte di campionato. Alcuni degli assi delle ultime edizioni della Serie A non hanno praticamente ingranato, almeno in zona gol, dal primo fischio dell'arbitro. Da Milinkovic Savic (e Luis Alberto, per restare in zona Lazio) a Perisic, poi Simeone, Belotti, Dzeko, se vogliamo anche Hamsik e Callejon, mai sinora all'asciutto in questa fase del torneo. Pochi, pochissimi gol, in calo anche gli assist. In alcuni casi ha influito il mercato estivo, c'è poi il peso delle fatiche dei Mondiali russi ma influisce sulla produzione offensiva anche il cambio di modulo. Con tanti dubbi per gli allenatori, ma la svolta può essere dietro l'angolo.

MILINKOVIC E LUIS, GLI ENIGMI DI INZAGHI – Spesso, un fantasma. O controfigura del peso massimo dal piede al mele che ha praticamente dominato lo scorso anno in campionato. Un'estate ai Mondiali, in sordina, poi il mercato, diviso tra top club, Real Madrid e Manchester United, con la quotazione ipotizzata per lui da Lotito, 150 milioni o non ci siede neppure al tavolo. E invece si è seduto il serbo, sinora un gol e un assist nella prima fetta di torneo (14 e nove, nella passata stagione). E ha fatto perdere le tracce anche Luis Alberto, l'altro segreto mai nascosto della Lazio passata, anche lui gol, assist, un trequartista con il passo della mezzala, merce rara e ambita in Europa. E invece. Le statistiche riportano appena un gol ma soprattutto nessuna assistenza gratuita per i compagni, che poi è (era) la specialità della casa. Inzaghi lo ha atteso, coccolato, ora spesso gli preferisce Correa, in attesa del suo risveglio per la corsa alla Champions League.
 

L'ASSENZA DI IVAN – A Milano sono abituati alla classe ondivaga del croato, alla luna alterna, tra pause e magie. Ma, complice il Mondiale russo che ha lasciato scorie nel motore, specie a quelli arrivati fino in fondo alla competizione, Perisic sinora è stato proprio l'asso che più è mancato a Spalletti, anche più di Nainggolan. Due reti, altrettanti assist (nello scorso torneo invece doppia doppia da 11 e 11), ma in questo caso i numeri non riportano la sua assenza fisica, emotiva dalle gare. Anche per l'ala croata l'estate aveva portato idee nuove, tipo il passaggio al Manchester United, il mercato potrebbe tornare di moda tra qualche mese. Nel frattempo l'Inter ha bisogno di lui, Icardi non è infinito.

SIMEONE, DZEKO, BELOTTI, LA CRISI DEL "9" – Era un tris d'assi su cui puntare, anche al fantacalcio. Specie sull'argentino della Fiorentina, il figlio del Cholo che lo vorrebbe portare all'Atletico Madrid, 14 timbri e cinque assist (e 12 reti nell'esperienza precedente al Genoa) come biglietto da visita per questa stagione. Simeone, Chiesa, Pjaca, le armi della Viola, la squadra più giovane del torneo. Per ora Simeone non sfonda, due reti e un assist in 12 gare, senza lo smalto, la forza di pressare sempre e comunque sui difensori avversari. E lo stesso bottino ha finora portato a casa Dzeko per Di Francesco, ma il bosniaco è un caso particolare, subisce il fascino della Coppa, delle gare in notturna: cinque reti in Champions League e un dominio tecnico ed emotivo sulle gare che trascende le cifre, mentre in campionato la mira è sfiorita, forse anche le motivazioni e la fatica, con Schick che non ingrana per sgravargli un po' di minutaggio dal contachilometri. E anche Belotti era fermo a due reti sino al penultimo turno, con la doppietta alla Sampdoria, forse il segnale della ripartenza, dopo una decina di giornate in avaria, poco presente in zona rete, assai lontano dalla quotazione che gli ha riservato il patron Cairo due anni fa, Mister 100 milioni.

MAREK E CALLEJON, LE VITTIME DI CARLO – Il primo era mezzala con presenza fissa oltre i dieci gol in quasi tutte le stagioni (11) in maglia azzurra, pochi in Europa come lui, anche se con reti e assist in calo nell'ultima stagione con Sarri. Lo spagnolo (anche 15 reti cinque anni fa, in era Benitez), per Sarri era un totem, tra gol, assist, sudore e sacrificio. Con la fine della rivoluzione sarrista e l'arrivo di Ancelotti, il posto nello scacchiere è variato per entrambi: lo slovacco si è spostato in mediana, prima regista basso nel 4-3-3, ora assieme ad Allan nel 4-4-2, tanto possesso palla, classe e verticalizzazioni, le difficoltà del nuovo ruolo e l'assenza in zona gol, anche meno tiri in porta. Il ruolo di incursore ora è diviso tra Fabian Ruiz e Zielinski, l'erede designato. Per Callejon invece stessa fascia ma qualche metro indietro, tornante, anche terzino destro, con il francese Malcuit in campo. E anche lui zero reti ma con assist decisivi. Ma Ancelotti e le statische li attendono. Repubblica.it

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FORMELLO

Amichevole a porte chiuse, domani mattina Lazio-Cavese

Terminato il terzo giorno di lavoro al Centro Sportivo di Formello, per la Prima Squadra della Capitale è arrivato il momento di disputare un test, che andrà poi a chiudere la settimana.

Nel quartier generale biancoceleste, infatti, la compagine guidata da mister Simone Inzaghi affronterà la U.S. Cavese 1919, club militante nel campionato di Eccellenza laziale, in una partita di allenamento a porte chiuse.

In questo modo, la squadra riuscirà a mettere sulle gambe minuti preziosi per migliorare la condizione fisica dei singoli. Il fischio d’inizio dell’amichevole è fissato per le ore 10:00.

La gara di allenamento verrà trasmessa in diretta su Lazio Style Channel, 233 di Sky, e su Lazio Style Radio, 89.3 FM.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Immobile meglio di Crespo e Vieri. Come può non giocare in nazionale un capocannoniere?” (AUDIO)

"La stagione che tengo più nel cuore è quella '83, eravamo tutti romani, io capocannoniere e la Lazio ritornava in Serie A. Laudrup fra i migliori, un fenomeno assoluto. Immobile lo metto fra i primi 6-7 attaccanti della storia della Lazio. Prima di Crespo e Bobo Vieri, per quello che hanno dato alla Lazio. Assurdo vederlo in ballottaggio in nazionale con Berardi, che non ha lasciato il segno negli ultimi tempi. Ciro è il capocannoniere della Serie A e deve far panchina ad un ala che non ha fatto neanche la metà dei suoi gol, non capisco".

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NAZIONALI

Nazionale, Mancini valuta gli oriundi: da Luiz Felipe a Driussi

Vincenzo Grifo non resterà un caso isolato. La rivoluzione tecnica della Nazionale a cui è chiamato Roberto Mancini passerà anche dagli oriundi, giocatori che il ct cercherà e testerà per allargare un bacino di scelta piuttosto ristretto in questo momento storico. Al prossimo giro di convocazioni, a marzo, a Coverciano possiamo aspettarci volti nuovi: dal difensore della Luiz Felipe a Driussi dello Zenit, tanto per incominciare.

Una strategia che Mancini ha in testa già dall'estate e in questo senso va interpretata la convocazione del centrocampista dell'Hoffenheim Vincenzo Grifo, un giocatore di talento che il ct vuole testare sui campi di Coverciano. Non sarà l'unico e nella prossima primavera diversi calciatori potrebbero rientrare nel calderone delle scelte azzurre.

Uno dei principali indiziati è il difensore della Lazio Luiz Felipe che Mancini avrebbe voluto convocare già nelle chiamate precedenti. Le pratiche per il passaporto del centrale nel frattempo sono andate avanti e al prossimo giro di selezioni sarà convocabile e potrà entrare nel giro azzurro. Così come Driussi, attaccante dello Zenit, che è già in possesso del passaporto italiano ed è stato allenato dal ct proprio in Russia. Questi sono due esempi, ma la strada è tracciata: lo staff tecnico della Nazionale sta cercando nuovi talenti convocabili in giro per il mondo, ma anche guardando alla nostra Serie A potrebbero esserci piacevoli sorprese come Rafael Toloi dell'Atalanta.

SportMediaset

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NAZIONALI

Italia, in 70.000 a San Siro per dimenticare la Svezia

Strepitosa risposta di Milano, aperto il terzo anello. Domani sera saranno almeno in 70.000 (da non escludere il tutto esaurito) a incitare la nuova Italia di Roberto Mancini alla ricerca dei tre punti contro il Portogallo. C’è da tenere viva la corsa al primo posto verso la final fuor della prima «Uefa Nations League» della storia. Per capirci, una nostra vittoria con due gol di scarto costringerebbe gli uomini di Fernando Santos a battere poi in casa la Polonia per conquistare il primato definitivo nel girone. «L’obiettivo fissato all’inizio era quello di qualificarci alla fase finale, ma la sconfitta in Portogallo ha complicato le cose. Lì schierammo una squadra molto giovane a dire il vero, e ci poteva anche stare uno stop. Ora però abbiamo maggiori certezze e la possibilità di vincere è concreta: poi vedremo quel che accadrà tra Portogallo e Polonia». Roberto Mancini ha parlato ieri a «Vivo Azzurro», canale social della Nazionale. «Puntiamo a disputare una grande partita e a giocare bene come nelle ultime due gare – ha continuato il commissario tecnico -. Voglio un’Italia d’attacco, spettacolare, anche per ringraziare il pubblico di San Siro. So che verranno in tanti a sostenerci e questo è molto importante. Milano è speciale con la Nazionale, lo stadio è sempre pieno in occasione delle gare azzurre». Già annunciati in tribuna d’onore Steven Zhang, Fabio Capello, Massimiliano Allegri, Paolo Maldini, Demetrio Albertini, Gianluca Zambrotta, Alessandro Costacurta e Walter Mazzarri. E ancora: Theo Theodoridis (segretario generale Uefa), Giorgio Marchetti (vice segretario Uefa), oltre ai vertici arbitrali rappresentati da Rizzoli, Rosetti, Busacca e Pitana (direttore di gara dell’ultima finale mondiale).

 

IL TRAINO — Fame vera di calcio all’ombra della Madonnina. Da almeno un paio di stagioni l’Inter non va mai sotto le 50.000 presenze a partita nonostante una squadra ancora lontana dai livelli di Juventus e Napoli per esempio. In questa stagione si viaggia alla media di quasi 65mila presenze a gara: «tutto esaurito» scontato nelle sfide di Champions (incasso più ricco di sempre in assoluto con il Barcellona) e nel derby; fanno invece impressione i quasi 70.000 spettatori per la sfida interna con il Genoa. D’altronde si era capito subito che sarebbe stata una stagione da numeri impressionati, almeno sugli spalti: oltre 37mila abbonamenti per il campionato, tessere esaurite a inizio agosto. In otto partite casalinghe (6 di Serie A, 2 di Champions), la media spettatori è per la precisione di 64.300, con il picco del derby del 21 ottobre arrivato a 77.512. A livello di incassi, invece, il traguardo dei 23 milioni è già stato superato. E non sono male pure i dati in casa Milan, squadra decisamente meno attrezzata rispetto ai cugini nerazzurri: più di 30mila abbonati in campionato una media intorno ai 55mila spettatori a partita.

QUELLA SERA… — E c’era il tutto esaurito un anno fa per Italia-Svezia, ritorno del maledetto playoff mondiale. Uno stadio intero che ha tifato fino all’ultimo istante, senza pause, in maniera commovente. Un qualcosa che colpì profondamente Buffon, Chiellini e compagni. Non a caso gli azzurri che in questi giorni si sono alternati nella sala stampa di Coverciano hanno tutti manifestato una gran voglia di ripagare anche il Meazza, oltre al resto del popolo calcistico italiano. Mancini si carica ricordando un paio di precedenti personali col Portogallo proprio a Milano: il primo, 5 dicembre 1987, 3-0 per gli azzurri, quando diede a Giannini la palla per il secondo gol: «Andammo agli Europei dell’88, eravamo una squadra forte e facemmo una grande partita in quell’occasione». Il secondo ricordo risale al 17 novembre 1993, 1-0 per l’Italia: «Vincemmo con gol di Dino Baggio, proprio il 17 novembre, la stessa data di sabato, speriamo sia di buon auspicio per la Nations League e per il futuro».

 

Gazzetta.it