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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Bergonzini (GdS): “Singoli con bassa qualità, quando il livello si alza sono letali. Marusic? Più espulsioni che gol o assist” (AUDIO)

ELMAR BERGONZINI (Gazzetta dello Sport) in collegamento a 'NMM': "Devo dire che il rigore su Lulic è sembrato tale da subito. E' fuori di dubbio, che la gara di ieri è stata pesantemente danneggiata dall'arbitro, ma è impossbile non sottolineare le mancanze difensive della squadra e l'incapacità di sfruttare il momento buono. Ho visto troppi errori di singoli. Quando il livello sale ed in Europa, la qualità bassa di giocatori come Patric, Durmisi e Marusic diventa dannosa e letale. Anche perchè minano il morale della squadra. Ho apprezzato molto Cataldi per atteggiamento e modo di stare in campo. Nel momento in cui hai la sensazione che ce la puoi ancora fare e resti in dieci è chiaro che tutto crolla. In questa stagione, sono più le espulsioni prese da Marusic che i gol o gli assist fatti"..

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate (Il Messaggero): “Senza errori arbitrali la Lazio ce l’avrebbe fatta. Avete visto in che condizioni è Immobile?” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "ier non è stata una sola partita, ce ne sono state due con il Siviglia. La prima viene inaugurata con un rigore su Lulic che non viene dato, mentre la seconda è stata caratterizzata dall'espulsione di Marusic. Per quanto mi riguarda, se non ci fosse stata quella la Lazio ce l'avrebbe fatta a mettere in discussione la qualificazione. Un'altra considerazione riguarda l'attacco, non si può non sostenere che non ne serva un altro che segna. Avete visto in che condizioni è Immobile. C'è amarezza per l'eliminazione, ma il dramma vero è per la gara di martedì con il Milan. Non ce la fa a stare in piedi, ha sbagliato un'occasione clamorosa. Per martedì con il Milan dovrebbe recuperare Wallace, mentre nel derby dovrebbe farcela Bastos. Nulla da fare invece per Luiz Felipe Ramos". 

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Salerno (Tg2): “Politica aziendale del club porta sempre allo stesso epilogo, la Lazio non è in condizione di competere su tre fronti” (AUDIO)

LUCA SALERNO (TG2) in collegamento a 'NMM': "Vedendo cosa sta accadendo alla Lazio, il pensiero è che non è la prima volta. E' già capitato in passato, nel momento cruciale ci rendiamo conto che non siamo in condizione di poter competere su tre fronti. Stando a questa politica aziendale è così, non è una novità che tra febbraio e marzo molti giocatori iniziano a cadere come birilli. Anche lo scorso anno è avvenuta una cosa simile, questo è il discorso, il calcio alla fine è una cosa abbastanza semplice. Hai fatto una campagna acquisti che non si è dimostrata buona e sei stato costretto a far giocare sempre gli stessi. A ranghi completi, il doppio impegno con il Siviglia me lo sarei giocato volentieri. In quel caso se la sarebbe giocata, ma non è il caso visto che è arrivata in queste condizioni. Poi c'è anche un discrimine, se la Lazio vive un momento difficile c'è sempre qualcuno che l'affossa, cosa che non avviene agli altri. Ma anche questa è una costante della storia della Lazio. Faccio anche un appello ai laziali: la lazio è nel mirino e se quattro cretini continuano a mettere in difficoltà l'immagine di questo club anche a livello internazionale non avrai mai una mano. C'è tutta una serie di situazioni che c'hanno portato ad arrivare a questo punto della stagione in questo stato. Adesso c'è la gara con il Milan, vediamo cosa accadrà e chi recupererà. Per quanto mi riguarda, essendo convinto che purtroppo anche in questa stagione non ci sarà modo di entrare in zona Champions, tutti gli sforzi vanno rivolti alla Coppa Italia"

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CITTA'

E’ morto Gabriele La Porta, grande laziale e storico conduttore Rai: il ricordo del figlio Michele

E’ deceduto, martedì 19 febbraio, Gabriele La Porta, storico condutture e direttore Rai.
In molti, forse, lo ricorderanno come il volto di Rainotte.
Io lo ricordo perché era mio padre. Il mio dolcissimo papà. Il cuore del mio cuore.
Nella logica, inevitabile, della vita e la morte, accetto il suo viaggio. L’ultimo.
Eppure, il mondo, si è dissolto inesorabilmente. Come un abisso.
Rimanevi a guardarmi mentre dormivo, ti ricorderò soprattutto così.
Nell’eternità delle carezze sul mio viso con l’anima estesa all’equilibrio dello scambio.
Mi sono svegliato spesso, da bambino, con te in piedi accanto al mio letto, ad amarmi silenzioso.
Altre volte erano i tuoi baci a irrompere la notte e con eguale lentezza, d’una mancanza, l’inesauribile vuoto di perderti un giorno. Quel giorno era l’altro ieri. Impenetrabile e buio.
Sei stato il mio maestro. Il mio eroe. Il mio Re.
Sono onorato d’esser stato tuo figlio. Sangue del tuo sangue.
Mi auguro che tu sia stato fiero di me. Dei miei baci. Delle mie carezze. Dei miei pensieri, per te.
Un giorno verrò a trovarti. Tu aspettami e lascia libero un posto accanto a te.
Non è importante quando sarà perché l’amore non percepisce il limite del tempo e i nostri sentimenti, indistricabili oltre ogni logica, resteranno immutabili.
Infondo non cambierà nulla e ogni nostro istante vissuto o ricordato, conserverà l’immortalità del “per sempre”.

Ciao papà, riposa la tua anima.
Tuo figlio Michele

Radiocolonna.it

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APPROFONDIMENTI

Ciro, un eroe sempre più stanco e acciaccato

Nella malattia non riusciva a stare Immobile. Nella gioia del ritorno non ritrova il suo piede. E nemmeno la gamba. Immobile non segna più, è tornata in campo la sua fotocopia sbiadita. A Genova come a Siviglia, il risultato non cambia. Ciro calcia male, non calibra, corre a fatica. Ciro non riesce a farsi un gol-regalo nel giorno in cui compie i 29 anni davanti a tutta la famiglia, accorsa per sostenerlo e stargli vicino nella sua ex Siviglia: «La ringrazio per essere venuta fino a qui. Voleva venire anche mia moglie con le bimbe, ma non ce l’hanno fatta. Speravo in un compleanno diverso, ma ora dobbiamo guardare avanti e continuare in campionato». Dove Immobile non segna dal lontano 20 gennaio. Avete capito perché serviva un vero sostituto? Il bomber s’è inceppato, dopo Napoli ha centrato la porta in semifinale contro l’Inter e poi si è infortunato. Contro Frosinone ed Empoli c’ha pensato Caicedo, ma con tanto affanno. Quando l’avversario diventa più tosto, senza Immobile per la Lazio è tutto più complicato. 

MILAN 
Sei reti nelle ultime otto partite, appena tre vittorie fra campionato e Coppe. Zero contro il Siviglia, Immobile mancava all’andata. Ieri però ha fatto un tiro e s’è divorato un pallonetto sotto porta: «Non siamo riusciti a fare gol e questa cosa la paghi in sfide europee come questa. Un gol a livello mentale avrebbe potuto riaprire la partita, visto che erano anche rimasti in dieci». Immobile però non fa drammi: «Se avessimo segnato oppure ottenuto un rigore, la sfida sarebbe cambiata a livello mentale. In un ambiente così caldo, gli episodi contro e a favore condizionano tutto. Questa partita è andata così, ma ci rialzeremo». Ciro, rialzati tu e segna: «Spero di stare sempre meglio, dopo l’infortunio hai sempre un po’ di paura quando rientri. Devo scacciare questi timori per dare il massimo contro il Milan perché servirà qualcosa di più». Serviranno i gol e in sei giorni dovrà essere fatta una corsa contro il tempo per rimettere Ciro nella migliore condizione. Come l’anno scorso, oltre Immobile non c’è altra soluzione. C’è la Coppa Italia e poi il derby affinché i tifosi possano tornare a urlare il suo nome. Immobile, mai di fatto quando il gol è a un passo. 

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APPROFONDIMENTI

Il gol non c’è più, se non segna Immobile è buio pesto

Non chiamiamola sfortuna. La Lazio non segna, è incapace a capitalizzare le occasione create. Il risveglio all’indomani della sconfitta di Sivigliaimpone degli interrogativi a Inzaghi da risolvere al più presto. L’eliminazione dall’Europa League brucia, più rabbia che delusione. Lulic, Immobile, Acerbi, si sbaglia troppo. Nel doppio confronto la Lazio non ha fatto un gol e commesso errori in difesa che non ti puoi permettere.

Siviglia ha meritato il passaggio del turno, niente alibi. Se non segni vai fuori, è matematico. Al Ramon Sanchez Pizjuan i biancocelesti hanno creato e sciupato, ma non è sfortuna. Una somma di casualità che ormai ne fanno una certezza: nella Lazio il gol è un problema. Se Immobile stecca sono guai. Nel giorno del suo compleanno Ciro spreca malamente davanti alla porta, la Spagna e Siviglia non gli portano bene. Ma Immobile non può portare sempre la croce. E qui nascono i problemi. Caicedofa quello che può e se la Lazio ha conquistato sei punti contro Frosinone e Empoli lo deve a lui. Correaha un rapporto difficile con la porta avversaria (vedi Genova) e manca il contributo di Milinkovic e Luis Alberto: il serbo è a quota 4 in stagione (8 un anno fa) e Luis Alberto ha fatto ancora peggio: appena 3, uno in ogni competizione, contro gli 8 dello scorso anno.

I numeri del campionato parlano chiaro: la Lazio ha il decimo attacco con 33 gol, uno in meno del Sassuolo. Un anno fa a questo punto della stagione erano 59 i gol fatti, ben 26 in più con Inzaghi che poteva vantare il migliore attacco. Immobile era il capocannoniere a quota 20, ora è fermo a 11. Un bottino comunque buono, sintomo che è la squadra a non funzionare come in passato. Quando la Lazio sbloccava la gara non la fermavi più, devastante e micidiale a campo aperto. Adesso fatica a fare più di un gol a partita: appena 7 volte con 2 o più reti fatte, lo scorso anno alla 24° giornata erano 15, con tre manite (Benevento, Spal, Chievo) due poker (Milan, Crotone) e il 6-1 al Sassuolo. Una macchina da gol. La Coppa Italia e il campionato non ammettono più passi falsi, per questo la Lazio di Inzaghi deve ritrovare la via del gol il prima possibile. 

Laziopress.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mauri: “Lazio, quanta fatica per fare gol. Mancano le ‘frecce’ della scorsa stagione” (AUDIO)

Stefano Mauri a 'QUELLI CHE…': "A Siviglia messe a nudo le problematiche offensive della Lazio. E' molto brava a far gioco fino alla trequarti, ma concretizza molto meno rispetto alla scorsa stagione. Senza la cattiveria sotto porta, in partite come quella di ieri è impossibile portare a casa una qualificazione. Le statistiche sottolineano questo. Senza far riferimento alla scorsa stagione, bisogna capire perché c'è questa grossa difficoltà. Non credo dipenda dal solo Immobile, per esempio non avere giocatori come Lukaku o Felipe che cambiavano le partite sta influendo nettamente. Ovviamente il rendimento alterno di Milinkovic e Luis Alberto, altro fattore. La Juve? Difficile ribaltare un risultato così, l'Atletico è una squadra forte ed esperta e sa sacrificarsi in fase difensiva".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Pinelli: “L’episodio del rigore pesa, ma ho visto una Lazio rassegnata” (AUDIO)

Pietro Pinelli a 'QUELLI CHE…': "Pesa l'episodio del rigore, ma c'è da dire che ho visto un po di rassegnazione nella squadra, quasi si volesse liberare di un peso. Spero che in Coppa italia e in Campionato ci sia un atteggiamento diverso. Gli infortuni? Un peso, ma non parlerei di sfortuna. I big sono acciaccati, hanno paura di farsi nuovamente male. Patric arrabbiato? Mi chiedo perché aspettare 3' del secondo tempo per sostituirlo. Inzaghi molto nervoso, la sena dell'inseguimento lo testimonia".

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Rambaudi: “Episodi? No, più assenza di qualità e cattiveria. Nei momenti decisivi manca sempre qualcosa” (AUDIO)

Roberto Rambaudi a 'QUELLI CHE…': "Bella partita, ma è mancata la qualità per indirizzare la partita e la concretizzazione delle occasioni potenziali. Manca sempre qualcosa. Il Siviglia ciò che manca alla Lazio invece, ce l'ha. Qualità e cattiveria nei momenti decisivi. Gli infortuni hanno influito, perché nel momento un cui Inzaghi aveva trovato la soluzione tattica adeguata, i giocatori sono venuti a mancare. Credo che Inzaghi abbia già una 'scaletta' dei cambi durante la partita, forse la tensione alta lo rende meno flessibile. La Lazio va bene fino a un certo punto, ma poi? Ripeto, manca sempre quel qualcosa in più".

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SERIE A

Lazio-Udinese, ecco le possibili date per il recupero

Con l'addio al percorso europeo, il recupero di Lazio-Udinese diventa meno complicato da inserire nel calendario. La settimana più semplice per incastonare la gara è quella del 10-17 marzo. I biancocelesti affronteranno il Parma di D'Aversa in casa proprio il 17, mentre l'Udinese giocherà con il Napoli. Probabile che alla fine il match sarà il 13 o il 14. Si attendono comunicazioni ufficiali.