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DICHIARAZIONI

Incontro Leghe Europee a Madrid, Lotito: «I campionati nazionali sono sovrani»

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, nel suo intervento a Madrid nell'incontro delle Leghe Europee ha puntato l'attenzione sulla «sovranità dei campionati nazionali e sul valore sociale che ha il calcio», inoltre ha sottolineato «le responsabilità che hanno i presidenti dei club su questo tema». Secondo il numero uno biancoceleste bisognerebbe «costruire una cabina di regia tra club e Leghe per dialogare con la Uefa», puntando inoltre l'attenzione sul fatto che «le decisioni non possono essere prese e calate dall'alto ma vanno condivise con tutti gli attori». Il presidente della Lazio, tra i primi a comprendere l'importanza di un incontro come quello di Madrid, ha anche aggiunto che serve una rappresentanza reale e non istituzionale e che «si deve tutelare il sistema che va difeso più degli interessi personali e di alcuni club».

Un po' a sorpresa a Madrid, all'incontro delle Leghe europee, il presidente dell'Ecae della Juventus, Andrea Agnelli, non ha preso la parola ma ha fatto parlare, alla platea dei club, l'ex portiere della Juventus, Edwin van der Sar, oggi direttore generale dell'Ajax e vice presidente dell'Eca, con Agnelli al suo fianco. Van der Sar ha sottolineato come «l'Eca ascolta e valuta tutto. Io sono stato un giocatore e capisco i disagi che potrebbero esserci, ma vedete l'esperienza dell'Ajax oggi». Ilmessaggero.it

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AVVERSARIO

Atalanta, Gasperini: “Ora che vediamo il traguardo sentiamo un po’ di tensione”

Un quarto posto da difendere nelle ultime tre giornate di Serie A, una finale di Coppa Italia da vivere contro la Lazio. La sorprendente stagione dell'Atalanta passa per gli ultimi quattro impegni stagionali, confine verso traguardi che a inizio anno non erano nei piani. Sabato arriva a Bergamo il Genoa nel terzultimo turno di campionato, ma il bilancio dell'allenatore nerazzurro Gian Piero Gasperini ai microfoni di Sky Sport va anche oltre il prossimo impegno di Serie A e guarda anche al futuro.

Gasperini, che gioia state provando? Ha mai vissuto emozioni così intense?

Sono emozioni uniche, anche perché sono prolungate. Mi era capitato anche a Genova di vivere momenti molto belli, importanti per i risultati però questo entusiasmo si trascina da tre anni consecutivi e queste sensazioni sono ancora più di valore e importanti delle altre.

Se il calcio, come dice Allegri, è un'arte, questa Atalanta è un capolavoro?

Fino ad ora è stata una stagione esaltante, anche più delle precedenti che pure erano state molto belle, per la continuità e i numeri. Però a due settimane dalla fine c'è anche un pizzico di tensione perché vediamo il traguardo vicino, ma è ancora tutto da conquistare.

Cosa dice Gasperini ai suoi calciatori in questo particolare momento della stagione?

I complimenti ce li siamo fatti e la gioia l'abbiamo esternata con forza domenica perché sapevamo che la partita di Roma contro la Lazio era un passaggio chiave per la stagione. Ora dobbiamo concentrarci sulla partita contro il Genoa, perché è una partita particolare, nella quale sappiamo che se sapremo vincere avremo possibilità concrete di quarto posto.

Ha fatto una tabella di marcia nello spogliatoio?

I punti sufficienti sono quelli che dice la matematica. Sappiamo benissimo cosa ci serve, poi dopo c'è la realtà del campo. Dobbiamo partire dalla sfida di sabato, che può spianare la strada".

Incontrare il Genoa per lei poi non è banale. Con i rossoblù è anche arrivato quarto.

Con il Genoa (stagione 2008/2009, ndr) vivemmo una stagione fantastica, arrivammo quarti e la qualificazione alla Champions League ci fu preclusa solo dallo score negativo negli scontri diretti con la Fiorentina. Arrivammo a pari punti con loro, non vorrei che anche quest'anno si verifichi una possibilità del genere. Il fatto di dover giocare contro il Genoa in questo momento? Avrei preferito un'altra squadra, di certo sarà una partita di calcio tra due squadre con obiettivi diversi ma ugualmente importanti.

Cosa pensa del paragone con l'Ajax?

L'Ajax è una squadra che si sta affermando in Europa ad altissimi livelli, se ci paragonano in parte a loro vuol dire che la nostra è un'espressione di gioco che piace e porta a dei risultati. La nostra realtà è più piccola, però non per questo le soddisfazioni sono meno grandi.

Ogni anno si ritrova a dover sostituire qualche calciatore…

Già a Genova me ne vendevano tanti, qui forse di più. Un certo nucleo è rimasto, ma ogni anno per il resto bisogna ricompattare la squadra. In questo sono stato aiutato dall'ambiente, dalla società e dai calciatori nello spogliatoio. C'è sempre grande unità d'intenti e voglia di remare nella stessa direzione.

Preferisce la Coppa Italia o il quarto posto?

Speriamo di ottenere il massimo. Speriamo di avere l'energia e un pizzico di fortuna per poterlo fare.

Ha mai pensato di allenare all'estero?

Ho avuto delle opportunità all'estero, ma ho sempre rifiutato per una scelta di vita più che di calcio. Qui in Italia sto benissimo. Il futuro non mi riguarda in questo momento, parla di programmi chi non ha più obiettivi. Noi, invece, di obiettivi ne abbiamo tanti e siamo costretti a restare concentrati sul presente.

skysport

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FORMELLO

FORMELLO – Inzaghi riparte con Radu ed (in parte) Milinkovic. Immobile a riposo (VIDEO)

Allenamento pomeridiano per la Prima Squadra della Capitale che, quest’oggi, al termine del giorno di riposo concesso da mister Inzaghi, si è ritrovata presso il Campo Centrale del Centro Sportivo di Formello a partire dalle ore 15:30.  Al termine di un iniziale riscaldamento tecnico, la formazione biancoceleste ha svolto una serie di partitelle a campo ridotto. Nella giornata di domani è previsto un allenamento pomeridiano. 

LIVE DA FORMELLO – Immobile a riposo, Radu torna in gruppo. Milinkovic lavora per il rientro alla ripresa…

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GIUDICE SPORTIVO

Squalifiche: Ionita salta la Lazio, tre turni a Paqueta

 Il Giudice sportivo castiga duramente Lucas Paquetà: il fantasista brasiliano del Milan, espulso nella sfida di ieri sera contro il Bologna, è stato fermato per tre giornate "per comportamento scorretto nei contronti di un avversario; già diffidato (quinta sanzione); per avere inoltre, al 29° del secondo tempo, alla notifica del provvedimento di ammonizione, colpito con una manata leggera il braccio del direttore di gara proteso verso di lui al fine di allontanarlo". Il 39 rossonero salterà dunque le gare contro Fiorentina, Frosinone e Spal.

GLI ALTRI SQUALIFICATI – Due turni di stop per Dijks (Bologna), Ionita (Cagliari) e Veretout (Fiorentina). Una giornata di squalifica, con annessi € 5.000 di ammenda per Kucka del Parma. Infine, salteranno la prossima partita Colley (Sampdoria), Sansone e Poli (Bologna), Barillà (Parma), Bernardeschi (Juventus), Brozovic e D'Ambrosio (Inter), Dioussè (Chievo), Gomez, Mancini e Masiello (Atalanta), Rincòn (Torino) e Sportiello (Frosinone). Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Grandi vittorie e sorprendenti tonfi, abbiamo visto di tutto. Difficile per Inzaghi risolvere questi limiti” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a 'NMM': "Quest'anno da parte della Lazio abbiamo visto tutto ed il contrario di tutto, ma non solo nel corso delle settimane, ma anche all'interno di una stessa partita. Gare iniziate alla grande e finire male, vittorie contro grandi squadre e sconfitte con piccole, in positivo ed in negativo, in pieno stile Lazio, senza equilibrio. Questa è uan mancanza che ci portiamo dietro dallo scorso anno. Penso che Inzaghi ci lavori su questi aspetti mentali, ma è difficile che possa superare questi limiti di mentalità del tutto. E' accaduto anche che la Lazio abbia subito il pareggio contro la Sampdoria in pieno recupero con l'avversario in dieci uomini dopo essere passati in vantaggio al 91'. Nella mia carriera da calciatore ne ho viste poche così". 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cardone (La Repubblica): “Europa League tramite i preliminari? Non li giocherebbero quelli che ti ci hanno portato” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a 'NMM': "Nel caso in cui la Lazio dovesse fare i preliminari di Europa league ci sarebbe oggetivamente un problema di preparazione anticipata. Se lo scenario fose questo, vi assicuro che i giocatori che si sottoporranno a questo tour de force non saranno quelli che ti ci hanno portato. Facile pensare che ci possano essere tanti cambiamenti in organico. Certo sarebbe complicato, ma come è stato fatto da altri club lo farà anche la Lazio. Vorrebbe dire organizzare l'estate in funzione di questo. Conte-Roma? Il tecnico non si è fidato di alcune condizioni e garanzie. Se alla fine scegliesse l'Inter che non è così distante dai progetti della Roma, per i dirigenti giallorosso sarebbe uno smacco. La Roma dalla corsa a Conte è assolutamente fuori, ma i giochi non sono ancora fatti in ottica Inter. C'è un'altra possibilità che sta ancora valutando".

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COPPA ITALIA

Finale Coppa Italia, ordinanza Prefettura: divieto vendita ai cittadini stranieri

In occasione della gara Atalanta-Lazio, valida per la finale di TIM Cup, in programmo allo Stadio Olimpico di Roma il 15 maggio p.v. alle ore 20:45, per motivi di sicurezza il Prefetto della Provincia di Roma ordina il “divieto di vendita dei tagliandi ai cittadini stranieri residenti all’estero”.

Per il suddetto incontro calcistico viene inoltre decretato “il divieto di vendita per asporto e di trasporto nella pubblica via di bevande in bottiglia o in contenitori in vetro, ad eccezione di generi alimentari di prima necessità confezionati esclusivamente in vetro”. Tale ordine “è esteso a tutti gli esercizi commerciali (alimentari, bar, pizzerie, ristoranti, ecc.) che insistono nei sotto indicati piani stradali:

  • Lungotevere Thaon di Revel, Piazza Mancini, Via Brunelleschi, Lungotevere Flaminio (tratto Ponte Duca d’Aosta – Ponte della Musica), Piazza Gentile da Fabriano, Ponte della Musica, Lungotevere della Vittoria, Piazzale Cardinal Consalvi”.

sslazio.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Bernardini (Il Messaggero): “Delusione stagione va oltre non essere arrivati in Champions. Inzaghi troppo cerebrale…” (AUDIO)

EMILIANO BERNARDINI (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "Ci può stare che non vai in Champions, ma la Lazio ha deluso per aver mollato in alcune gare e durante alcune gare. Anche contro l'Atalanta è stato sconfortante vederla arrendersi dopo il pareggio di Zapata. E' evidente che manchino dei giocatori di personalità, è facile pensare che lo spessore dei calciatori sia utile anche in questi casi, per dare un scossa alla squadra nei momenti delicati. E' vero che l'Atalanta ha usufruito anche degli erorri di Wallace, ma nel complesso ha dimostrato di avere più voglia e cattiveria. Sicuramente Inzaghi è diventato troppo cerebrale su alcune scelte e ragionamenti, per quanto riguarda Wallace è stato scelto contro gli orobici per dare un po' di respiro a quei difensori che potrebbero giocare la finale. Certo è pericoloso fare all-in, anche perchè tramite campionato l'Europa è a rischio. Ora è importante non abbandonare definitivamente il campionato, bisogna vincere le prossime tre gare. Se la Lazio salvasse l'Europa vincendo la Coppa ed arrivando ottava avrebbe comunque sbagliato la stagione. Sarebbe come tornare al punto di partenza. VIncere l'ennesima la Coppa Italia sarebbe bello, ma è un fatto che il famosso salto di qualità non è stato ancora fatto"

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APPROFONDIMENTI

Crisi Immobile, ma in Coppa Italia gli riesce tutto…

Il periodo di Ciro Immobile, specialmente in campionato, è sicuramente tra i peggiori da quando è alla Lazio,con soltanto 4 reti segnate nel girone di ritorno. Come riporta il Corriere dello Sport, quest’anno però, l’attaccante campano ha comunque trascinato i biancocelesti in finale di Coppa Italia: gol nei quarti contro l’Inter, ed assist vincente per Correa in semifinale con il Milan. Ora il numero 17 deve ritrovare i suoi colpi, per trascinare i capitolini in questo finale di stagione. lazionews.eu

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APPROFONDIMENTI

Una coppa per non tornare al punto di partenza

La Coppa Italia per salvare la faccia e soprattutto parte della stagione. Non può essere certo una competizione di 4 gare a farlo. Doveva essere la ciliegina sulla torta è finita per diventare l’ultimo boccone per evitare l’amaro. Ecco perché quella del 15 maggio è la gara che deciderà il futuro della Lazio e di Inzaghi. Salvataggio o naufragio passano dalla partita contro l’Atalanta. Già, la stessa squadra che domenica ha risvegliato bruscamente i tifosi biancocelesti dal sogno Champions. Una stagione iniziata sotto il segno della riscossa dopo il quarto posto fallito all’ultima giornata lo scorso anno. Quelli erano i giorni di grandi sogni dove erano vere anche le utopie. Obiettivo dichiarato in estate e ribadito a gran voce dal presidente Lotito durante la conferenza stampa convocata di tutta fretta agli inizi di dicembre per cercare di riportare serenità in un ambiente che stava mostrando diverse criticità. Quella della famosa frase: «La Lazio è una Ferrari ingolfata».

BIVIO FONDAMENTALE
Pilota e meccanici, per insistere sulla metafora presidenziale, non hanno portato quel valore aggiunto che serviva. Ed ecco che ad oggi i biancocelesti si trovano fuori anche dall’Europa League. Ottavo posto con quindici punti in meno rispetto alla passata stagione. Basti pensare che alla 35ima giornata la Lazio era terza in classifica a parimerito con la Roma a quota 70 punti. Ad oggi avrebbe significato Champions matematica. Un mondo stravolto. Ancora una volta. E allora è facile pensare che la classica crisi del secondo anno affrontata con Petkovic e Pioli sia arrivata con un anno di ritardo con Inzaghi. Questo però non significa crescere. Anzi. Resta la zona Cesarini della Coppa Italia. Vincerla darebbe un senso (porterebbe in Europa senza preliminari), perderla, senza nemmeno la qualificazione diretta, significherebbe disastro. Vorrebbe dire che bisognerebbe ricominciare da capo. Nuovamente. Un film visto e rivisto. Interpreti diversi ma il finale sembra sempre lo stesso. La realtà racconta che la Lazio l’ultima volta che ha sentito la musichetta della Champions è stata nella stagione 2007-08. Tare era il centravanti. Oggi fa il ds dei biancocelesti. Nel 2015-16 si è fermata al preliminare. Tradotto niente soldi. Insomma non è un caso che negli ultimi 11 anni non si sia mai qualificata. Il cortocircuito nasce nel momento in cui si dichiarano obiettivi che di fatto si sa non potranno essere centrati. Sarebbe più giusto dire che la Lazio è una squadra progettata per andare in Europa League. In questo caso arrivare ottavi vorrebbe dire aver buttato la stagione.

I SOLITI GUAI
Un cortocircuito che finisce per mandare in tilt anche il tecnico. Per carità nessuno vuole salvare Inzaghi a priori ma non può essere lui la vittima sacrificale. Simone in questa stagione ha sbagliato alcune formazioni, spesso i cambi. In altre si è intestardito con scelte incomprensibili. Altre ancora non poteva proprio scegliere visto il mercato rivelatosi sbagliato fatto dalla società. Sbagliato, dunque, cercare un capro espiatorio a tutti i costi. E poco importa che sia il tecnico o un giocatore in particolare. A Roma sponda Lazio si fa molto presto a trovare il colpevole: «Milinkovic se ne vuole andare, Luis Alberto ha la testa altrove, Wallace non è capace, Durmisi e Berisha esistono? Immobile non segna più». E cosa conta “chi perdeva” le regole sono così, è la vita ed è ora di crescere.

ilmessaggero.it