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DICHIARAZIONI

De Martino: “Carica e positività, impossibile immaginare la Lazio fuori dall’Europa”

Stefano De Martino, Direttore della Comunicazione della S.S. Lazio, è intervenuto quest'oggi ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“Ci stiamo avvicinando alla finale, ma prima ci sarà la gara con il Cagliari. Siamo reduci da una sconfitta fastidiosa perché ha chiuso il discorso dell’obiettivo stagionale, ovvero quello della Champions League. Questo aspetto non deve assolutamente entrare in contrasto con il grande traguardo che è già stato centrato, ovvero la finale di TIM Cup. In Società stavamo vedendo cosa ha conseguito la Lazio negli ultimi anni e, a tal proposito, si sta preparando uno speciale che andrà su Lazio Style Channel. Ci stiamo dimenticato un pochino l’importanza dell’ultimo atto della TIM Cup, la Lazio ha realizzato una crescita importante. 

Abbiamo rivisto le immagini delle ultime finali disputate e dei quattro trofei conseguiti. La Juventus detta legge in campionato, complici anche i numeri registrati dal club bianconero nel mondo, la Lazio, dal canto suo, ha compiuto qualcosa da stropicciarsi gli occhi. Dobbiamo fare i conti con una sconfitta con l’Atalanta, una delle squadre che gioca il miglior calcio in assoluto insieme ai biancocelesti. Ci siamo complicati la vita con errori individuali, ma la partita è stata complessivamente bella da vedere: è stato l’antipasto della finale di Coppa Italia. Registreremo numeri record all’estero per la gara del prossimo 15 maggio, stiamo trasmettendo delle nostre immagini ad emittenti straniere affinché vengano inserite all’interno di telegiornali anche all’estero, soprattutto nei paesi che trasmetteranno la finale in diretta. Le nostre immagini faranno il giro del mondo: vogliamo arrivare anche negli altri paesi con l’immagine della nostra Aquila e con un meccanismo di comunicazione che ci porti ad un ottimo risultato. 

La gara sarà giocata colpo su colpo, affrontandosi in tale appuntamento due squadre che giocano a viso aperto. Aggiungo che dobbiamo arrivare alla finale passando per una partita a Cagliari che, come ha detto Inzaghi, dovremo giocare al meglio per raggiungere l’Europa League dal campionato. Nelle ultime tre giornate la Lazio dovrà necessariamente portare a casa tre vittorie perché l’obiettivo è diventato quello di restare in Europa: non si può pensare ad una Lazio fuori dalle competizioni continentali, sarebbe estremamente negativo per il blasone e per quello che rappresenta il Club. Ci sono due strade, quella del campionato e quella della Coppa Italia. Bisogna arrivare all’appuntamento della finale con un atteggiamento positivo, al di là di quel che si legge e che ci aspettavamo già da alcuni giornali che ci hanno abituati, negli anni, a disamine negative dal momento in cui non si raggiunge un obiettivo. La gente ormai conosce queste dinamiche e questi bluff. Sappiamo chi è credibile e chi no. 

La Società sta lavorando al meglio con tutto il suo organigramma: è necessario dell’equilibrio, nei momenti di gioia come in quelli più negativi. Quando c’è un risultato positivo va equamente distribuito ad ogni membro del Club, così come quando si perde. Questo è un gioco di un certo tipo di stampa, pronta a puntare il dito sulla proprietà: dobbiamo guardare al nostro percorso ed al nostro cammino arrivando alla nostra finale con un atteggiamento positivo. Non ci dobbiamo far condizionare da polemiche ed analisi: è meglio non leggere e farsi una passeggiata in questo momento (ride, ndr). L’atteggiamento mentale di chi è con la squadra può aiutare la formazione di Simone Inzaghi. La possibilità di avere o meno il tifo al fianco del gruppo è condizionante, dobbiamo accompagnare i ragazzi in questi giorni ad un appuntamento importante che ha conseguito tutta la Società. È necessario arrivare alla finale a testa alta, sarà la più seguita per quello che è l’andamento attuale. 

Dobbiamo vivere insieme questa giornata per disputare una finale importante. Alla vigilia dell’ultimo atto di TIM Cup saremo accolti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per sottolineare quanto è importante questa Coppa che è dell’Italia e, quindi, del Presidente della Repubblica. Noi saremo ancora protagonisti, ci siamo sempre misurati al meglio in questa competizione registrando un percorso netto anche con Milan ed Inter. Sarà necessario arrivare positivamente all’appuntamento per affrontare una squadra come l’Atalanta che sta giocando molto bene: gli episodi nell’ultimo incontro con i bergamaschi hanno deciso l’andamento della gara, ma entrambe le squadre stanno esprimendo un grande calcio. In questi momenti tutta la Società si stringe intorno al gruppo, con una serie di accorgimenti, per accompagnare al meglio la Lazio a questa fase finale di stagione affinché si raggiungano i risultati sperati. Si sono registrati degli stop inspiegabili durante il campionato, nonostante si sia giocato un gran calcio e nonostante si siano vinte grandi gare come il derby. 

Nessuno si aspettava che la Lazio potesse vincere a Milano contro il Milan in un campo che è sempre stato ostico alla formazione biancoceleste. Quando si raggiunge una finale una stagione non può essere definita fallimentare. La Coppa Italia viene onorata da ogni Club d’Italia e formazioni quotate come Inter, Milan, Juventus e Napoli non sono riuscite ad arrivare fino in fondo. Questa Coppa viene screditata quando la Lazio raggiunge l’ultimo atto, ma ci aspettavamo questo trattamento e queste considerazioni da un certo tipo di stampa, ma i nostri tifosi ormai sono pronti a tutto. È fondamentale che la squadra, la tifoseria, e la società siano presenti in Europa per garantire visibilità e per assicurare al Club stesso una crescita costante che, altrimenti, non si riuscirebbe a conseguire. Dobbiamo arrivare alla finale con la consapevolezza di aver centrato un’altra finale importante e con grande carica: il 15 sarà un appuntamento che ricorderemo tutti per esserci arrivati e sarà comunque da raccontare. A breve ci saranno aggiornamenti per i prossimi appuntamenti”. Sslazio.it

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COPPA ITALIA

Coppa Italia, Canigiani: “Per la finale disponibilità solo in Tevere. Presto novità su ‘BusInsieme'”

Le parole di Marco Canigiani ai microfoni del canale ufficiale della Lazio: “Alcune Società si stanno confrontando in merito alle ultime riforme della UEFA che vorrebbe portare avanti nuove iniziative che creerebbero scenari articolati: se ne sta discutendo in questi momenti. 

Per quanto riguarda la vendita dei tagliandi per la finale di Coppa Italia, la Tribuna Tevere è ancora a disposizione ed oggi è scattata anche la vendita libera. Oggi capiremo il trend di vendita e se ci saranno le condizioni per un eventuale esaurimento. Ai tifosi biancocelesti sono stati venduti circa 20.000 biglietti, ma il dato è aggiornato a ieri. I sostenitori dell’Atalanta che hanno acquistato un biglietto per la finale, invece, sono circa 14-15.000. 

Questa sarà la giornata che ci indicherà il dato degli spettatori presenti per Atalanta-Lazio. Siamo in attesa di ricevere indicazioni in merito alla possibile attuazione del servizio di bus-sharing ‘BusInsieme’ per la finale di TIM Cup, daremo comunicazione appena avremo novità in merito”. 

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ALTRE

A Madrid vertice club-leghe: ‘No’ al progetto Superlega

Non è il giorno cruciale, questo di Madrid, ma la trattativa sul futuro della Champions (e del calcio europeo) entra almeno nel vivo. Dopo mesi di speculazioni, idee, progetti più o meno vaghi e polemiche a mezzo stampa, cominciano i vertici ufficiali. Le Leghe e i club europei si stanno incontrando in queste ore in un hotel della capitale spagnola per creare un fronte comune domani a Nyon con l’Uefa. Dall’Italia presenti 15 club di A (assenti Juve, Inter, Milan, Roma e Frosinone) e 7 di B. Ma a Madrid c’è anche il presidente Andrea Agnelli, nelle vesti di numero uno dell’Eca, l’associazione dei 232 club europei che spinge per una SuperChampions più elitaria dal 2024: il confronto sarà inevitabile.

SCHIERAMENTI — Gli schieramenti sembrano abbastanza definiti. Da un lato i top club, una quindicina di Inghilterra (City, United), Spagna (Real, Barcellona, Atletico), Italia (Juve, Milan, Inter, Roma), Germania (Bayern, Borussia), Francia (Psg, Lione) e Portogallo (Benfica): vogliono una Champions diversa nella quale – questo è il senso – ci siano più garanzie di partecipazione e, quindi, più fatturato sicuro. Dall’altro lato gli altri club, dai piccoli ai medio-alti, accomunati dall’interesse a non scomparire nella Champions e a non disputare campionati sempre più poveri tecnicamente e finanziariamente.

LE TRE COPPE — L’Uefa cerca di capire quali siano le posizioni: ha bisogno di migliorare la Champions, ma naturalmente deve tutelare gli interessi di tutto il calcio. Il sistema a tre coppe va in questa direzione, aumentando le possibilità di successo. A patto che il vincitore sollevi un trofeo importante sportivamente (come erano Coppa Uefa e Coppa Coppe) ma anche economicamente. E quindi i medi e i piccoli chiederanno forte solidarietà alla Champions che è l’unica a produrre fatturato. La partita è appena cominciata.

gazzetta.it

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CURIOSITA'

Dall’Inghilterra: amichevole fra West Ham e Lazio ad agosto?

Lazio e West Ham potrebbero incontrarsi in estate. Stavolta niente discussioni di mercato, ma alla base un'amichevole estiva. Dall'Inghilterra infatti, rimbalzano voci su una possibile sfida 'friendly' il 3 agosto (un sabato), a ridosso dell'inizio della Premier League. Ancora nessuna conferma da Roma, ma l'idea intriga i tifosi, legati da una vecchia amicizia. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi: “Senza Coppa Italia stagione fallimentare. Inzaghi? Ha le sue colpe, ma…” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a 'QUELLI CHE…': "Senza Coppa Italia la stagione della Lazio sarebbe un fallimento. Inutile andare a ricercare i perché, avremo tempo per trovarli. Contro l'Atalanta voglio una gara importante da parte di tutti, bisogna dare tutto. Vincere la Coppa come antidoto per la delusione totale, ma è ovvio che la stagione va analizzata per quello che è stato fatto in campionato. Inzaghi ha le sue responsabilità, ma la società poteva far di più aggiungendo giocatori di spessore e già pronti. Dispiace per Badelj, che resta un giocatore di alto profilo che non si è integrato, ma si poteva fare di più per completare la rosa e migliorarla".

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APPROFONDIMENTI

Le due facce della Lazio: i numeri dell’involuzione rispetto alla scorsa stagione

– 15 e -34. Non sono le temperature rigide siberiane, ma la differenza di punti e gol segnati della Lazio 2017/18 e 2018/19. A tre giornate dalla fine, la Lazio aveva 70 punti, oggi ne ha 55. E soprattutto (con 34 gol in più) aveva l'attacco più prolifico della Serie A. Numeri che raccontano la flessione globale dei biancocelesti, che hanno subito ben 15 delle ultime 16 reti dopo l'intervallo. Nessuno in Serie A ha avuto un calo così evidente rispetto alla scorsa stagione. Altro dato (forse il più sconfortante) sulle rimonte: per ben 18 volte la Lazio è andata sotto nel risultato, solo in 6 casi è riuscita a portare a casa il pareggio, mai una vittoria. La scorsa stagione invece, la Lazio ha raccolto ben 23 punti da situazioni di svantaggio. Altra macroscopica differenza.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘DOA’ – Piscedda: “Mancanza di voglia inaccettabile, Wallace? Ha bisogno di essere guidato” (AUDIO)

Massimo Piscedda a 'DOA': "Trovo irrispettoso sentire dire che "gli avversari hanno avuto più voglia". Irrispettoso rispetto a chi paga i giocatori, e chi paga per vederli in campo. Sono dell'idea che quando si da tutto si può uscire dal campo a testa alta, accettare qualsiasi risultato, ma la voglia non può mancare, è inaccettabile. Wallace? Può far bene in marcatura, ma non bisogna chiedergli di far uscire la palla. Ha bisogno di essere guidato".

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COPPA ITALIA

Coppa Italia, esauriti Curva e Distinti Nord: da oggi la vendita libera

Nuovo aggiornamento riguardo la vendita dei tagliandi per la finale di Coppa Italia. Curva e Distinti Nord sono esauriti. rimane 'solo' la Tribuna Tevere (130 euro). Sono 15.000 gli atalantini, già 20.000 i laziali. Oggi alle 12 parte la vendita libera, l'ultima fase per assicurarsi un posto per il match del 15 maggio. 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rinforzi inadeguati e big che non hanno fatto la differenza: i motivi del flop Champions

OMA Obiettivo fallito. Visto che questa squadra, parola di Tare, era stata «costruita per andare in Champions». Stavolta purtroppo c'è poco da imputare al Var, agli arbitri o a qualche complotto. E allora intanto è Inzaghi a finire sul patibolo. Perché la società è certa d'avergli dato una Ferrari, lui non l'ha saputa guidare. Un concetto che prima aveva trovato pochi proseliti lotitiani, ma adesso sta facendo breccia anche per gli evidenti errori tecnici d'Inzaghi. Il mister andrebbe difeso perché non è giusto scaricare su di lui tutta la responsabilità, ma è stato proprio lui – ingenuamente – a prendersela. E ora si prende per forza pure l'effetto boomerang. All'inizio Simone aveva provato ad alzare la testa. Anzi, a chinarla o a girarla, quando in estate veniva assicurato che era stata creata a puntino per il quarto posto questa squadra. Aveva provato a far capire che la rosa non era del tutto attrezzata. Poi si è rimesso sulla retta via societaria, ma adesso rischia di vedersi voltare le spalle in caso d'addio pure alla Coppa Italia. 
ERRORIBisogna sempre trovare un colpevole al di fuori di Lotito e Tare. E' una storia decennale. Per carità, il presidente è il proprietario della Lazio e non si può certo cambiare. Ma non si capisce perché il ds, a differenza di quanto succede anche nei grandi club europei, non venga mai messo in discussione. L'albanese ha avuto grandi intuizioni, ma preso pure grossi abbagli. Quest'anno, in sede di mercato, ha sbagliato senz'altro più d'Inzaghi. Che in difesa, meno male, ha costretto la società a prendergli Acerbi, ma avrebbe voluto anche un altro innesto (Izzo) al posto di Wallace o Bastos, oltre il sostituto di de Vrij. Il centrocampo sembrava il reparto più rinforzato, ma a sorpresa un po' per tutti Berisha e Badelj si sono rivelati un flop. E' stato ceduto Felipe, che in sei mesi (prima era infortunato) della sua peggior stagione aveva segnato fra i mugugni un gol in più (4 a 3) del sostituto Correa a 20 milioni. Preferito da Tare, per questioni d'età, a quel Papu Gomez richiesto dal tecnico insieme a Lazzari. Il mancato arrivo dell'esterno della Spal ha lasciato il vuoto a destra senza e con Marusic, visti i problemi fisici. A sinistra invece l'oggetto misterioso Durmisi non ha mai concesso un attimo fiato al vecchietto Lulic. Impossibile così avere varianti sugli esterni per cambiare un gioco diventato prevedibile col rendimento irriconoscibile prima di Luis Alberto e Milinkovic e poi addirittura d'Immobile. Anche sui big (cessione o meno) è stato evidente l'errore di valutazione: dov'era scritto che rivedessero le stelle della scorsa stagione? Ora già si parla di rivoluzione, ma mica ci finisce mai Tare nel pentolone. 

Il Messaggero

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Scudetto 2006: il Collegio di Garanzia dichiara inammissibile ultimo ricorso Juventus

Nessun colpo di scena. Il Collegio di Garanzia ha dichiarato “inammissibile” il ricorso presentato dalla Juventus per chiedere di rimettere in discussione l’assegnazione dello scudetto 2005-2006, attribuito all’Inter dopo le condanne di Juve e Milano per lo scandalo di Calciopoli. L’avvocato Luigi Chiappero aveva chiesto di riaprire la partita, con l’intento di spostare il caso presso il Tribunale Federale Nazionale della FIGC. Ma il Collegio si è fermato a quanto deciso dal Tnas, l’organo di giustizia di allora, 2011, che aveva appunto sposato la linea dell’inammissibilità, già fatta propria dal consiglio federale. Lo scudetto era stato assegnato all’Inter dal commissario straordinario della Federcalcio Guido Rossi, che aveva utilizzato il “parere” dei tre saggi Gerhard Aigner, Roberto Pardolesi e Massimo Coccia.  La decisione di Guido Rossi, questo è stato anche stamattina uno dei temi più dibattuti fra i legali davanti alle Sezioni Unite del Collegio di garanzia (l’organismo che con la riforma del 2014 ha riunificato le competenze del Tnas e dell’Alta Corte di Giustizia Sportiva), non fu “automatica” secondo il ricorso della Juve. C’era la possibilità di un intervento diverso per “ragionevolezza” ed “etica” qualora già nel 2006 si fosse venuti a conoscenza delle intercettazioni che coinvolgevano l’Inter, censurate duramente poi (con richiesta di prescrizione però) dall’allora procuratore federale Stefano Palazzi nella sua istruttoria (consegnata nel luglio del 2011), ma considerate “ininfluenti” dal punto di vista penale dai pm di Napoli titolari dell’inchiesta, che portò poi alle condanne. Il Consiglio federale si dichiarò “incompetente” nello stesso anno e stessa cosa fece il Tnas. La vicenda dello scudetto a tavolino uscì dai radar per poi riapparire nel gennaio di quest’anno quando la Juve ritenne di leggere l’ultimo pronunciamento della Cassazione come un’apertura alla giustizia sportiva di affrontare la questione. Un’impostazione che anche ieri gli avvocati dell’Inter e della Federcalcio hanno respinto al mittente: “Il comunicato di Guido Rossi non fu un provvedimento”. Insomma, il commissario formulò la nuova classifica assegnando lo scudetto al club nerazzurro semplicemente scorrendo la classifica e cancellando Juve e Milan, sanzionati per Calciopoli. Dichiarando “inammissibile” il ricorso, il Collegio di garanzia ha “estromesso” il Coni dal giudizio condannando la Juve al pagamento delle spese di 1500 euro in favore del Comitato Olimpico.

gazzetta.it