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RASSEGNA STAMPA

Lotito-Inzaghi, partita a scacchi

ROMA La partita sembra infinita e piena di pause. Né Inzaghi né Lotito giocano a carte scoperte, attendono le mosse. Non solo l'uno dell'altro, ma anche quelle delle altre squadre. Non si muove ancora la Juve, il Milan ha cacciato Gattuso (ora, molto staccato, insieme a Mihajlovic e De Zerbi fra i nomi per la panchina biancoceleste), ma deve prima risolvere le sue beghe societarie. Così anche il caos calmo della Lazio prosegue. Nemmeno ieri si è consumato un nuovo incontro, il mister era a Piacenza e al massimo ha parlato al telefono. Lotito invece era Senigallia a ricevere un altro premio. Oggi tornerà a Formello anche il diesse Tare (anche lui accostato al Milan) dal suo viaggio. E allora potrebbe essere l'ultima volta buona, prima delle vacanze (a meno che non decida di rimandare la partenza di dopodomani) d'Inzaghi negli Stati Uniti, per provare a mandare in scena il confronto decisivo. Anche se ha tutto l'interesse di boicottarlo, il tecnico. Lui non ha fretta di decidere, ha preso tempo e in queste ore sta studiando con la sua famiglia ogni scenario. A meno che non sia Lotito a licenziarlo. Tutto è aperto. Simone adesso vuole riservarsi la sua scelta dopo aver visto come finirà il mercato. L'esperienza lo ha forgiato, stavolta non ha intenzione d'intraprendere a occhi chiusi un nuovo ciclo. L'ultima Ferrari consegnatagli in campionato per poco non lo portava allo schianto.
IL COMPROMESSOLo ha ribadito Lotito. Fra Inzaghi e la Lazio c'è ancora un anno siglato (fino al 2020). Ma chi ne è davvero ostaggio? Il presidente ora sfoggia il contratto del tecnico per poter chiedere a chi lo vuole un indennizzo. Eppure pochi giorni fa era stato lui a parlare dell'importanza del rinnovo per dare stabilità alla squadra e al progetto. Inzaghi vuole fare un salto di qualità per la crescita sua e della società: se questo non verrà garantito, dovrà essere Lotito ad assumersene la responsabilità. Simone per ora non firma, ma il patron non molla. Nella testa di Lotito c'è solo Simone. Oggi potrebbero trovarsi di nuovo l'uno davanti l'altro, con la possibilità di trovare un accordo a metà strada, ovvero di rinnovare, ma non per tre anni, bensì per una sola stagione, fino al 2021. Un piccolo salto in avanti, raddoppiando comunque l'ingaggio. Ma resterebbe un compromesso bello e buono.
MERCATONon si è ancora nemmeno arrivati a parlare di soldi, negli scorsi incontri Lotito e Inzaghi si sono fermati alla cessione dei big e ai prossimi colpi. Simone come al solito vorrebbe giocatori pronti, in stile Immobile, Leiva e Acerbi per intenderci. Ma la Lazio deve pure pensare a svecchiare la rosa con gli acquisti. Durmisi ha fallito e serve un nuovo sostituto di Lulic. Marusic davanti a offerte andrà via e bisogna risolvere da un anno (non basta certo il riscatto di Romulo) sulla fascia destra. Per non parlare della difesa: via Wallace, verranno confermati Luiz Felipe e forse Bastos, ma serve un altro centrale top e forse pure uno (si riparla di Biraschi del Genoa) al posto di Radu. A centrocampo Berisha non ha mai sostituito Parolo, hanno le valigie Milinkovic e Luis Alberto. In avanti via Caicedo, dentro Wesley, West Ham permettendo. Già preso il baby Adekanye, un esterno da 4-3-3 in scadenza dal Liverpool che spinge anche a fare considerazioni sul modulo. Inzaghi quest'anno sul 3-5-2 è rimasto fermo, avrà voglia d'essere meno rigido se sarà ancora lui il tecnico?

Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Palombi: “Mi sento più maturo, ora mi serve continuità”

Come fosse un giocatore nuovo. Come fosse un uomo diverso. Simone Palombi è cresciuto. Lo ha fatto a Lecce in un anno molto delicato per i giallorossi. Il club salentino era partito per salvarsi ma, improvvisamente, a novembre si è ritrovato al secondo posto in classifica, in zona promozione diretta. Da quel momento Palombi, insieme ai suoi compagni, non ha più alzato il piede dall'acceleratore, conquistando la Serie A che a inizio stagione sembrava un miraggio. Quest'anno però Simone non ha raggiunto solo l'obiettivo di squadra, bensì anche quello personale. Perché si sente cresciuto, si sente pronto. Ma non arrivato: “Sarei un idiota a pensare di essere al top – ha spiegato –. Questo è solo un punto di partenza. Nello sport si può andare oltre ogni più rosea aspettativa. Vale per una squadra, ma anche per il singolo. Lavoro per arrivare più in alto possibile”.

Nella prossima stagione sarà ancora a Lecce?

“Per me è fondamentale avere continuità. Devo crescere, imparare, fare esperienza. Il Lecce può esercitare il diritto di riscatto, poi la Lazio avrebbe il contro-riscatto. Le società si incontreranno a breve, ma sono sicuro che troveremo una soluzione che renda felici tutti”.

All'inizio della stagione 2017-18 è stato aggregato alla Prima Squadra della Lazio ma non è mai riuscito a ritagliarsi spazio. Ora si sente più pronto?

“Sinceramente ho pensato a lungo a quei mesi per capire cosa ho sbagliato. Oggi arriverei più maturo. La Lazio comunque davanti in quel momento era copertissima e io ho subito un infortunio che mi ha tenuto fuori diverse settimane. È stata comunque un'esperienza positiva e formativa. All'epoca ero uscito da poco dalla Primavera, ora sono più padrone del campo, sono più coinvolto nel gioco e sono anche più sicuro dei miei mezzi”.

Cosa l'ha spinta un anno fa ad accettare l'offerta del Lecce?

“Liverani. Ci avevo già lavorato a Terni. Sapevo che mi avrebbe valorizzato e per me era importante perché venivo da un periodo difficile. Il mister sa far uscire il meglio me. In allenamento chiede il massimo fino all'ultimo secondo e questo suo atteggiamento noi lo riproponiamo in campo. Non è un caso se in più occasioni abbiamo segnato allo scadere”.

Tecnicamente come si sta evolvendo?

“Con Inzaghi in Primavera giocavo esclusivamente esterno d'attacco nel 4-3-3, ora posso occupare posizioni diverse. Credo di ricordare un po' Signori come tipo di giocatore, pure dal punto di vista fisico. Ovviamente però anche il solo avvicinarmi ai suoi numeri sarebbe un sogno”.

A proposito di Inzaghi… Secondo lei resta?

“Spero di sì, ci tiene tanto. Sono 20 anni che veste quei colori. Sarebbe un peccato se non restasse. Ha svolto un ottimo lavoro, coronato da due trofei”.

La Supercoppa del 2017 l'ha vinta anche lei. Emozione paragonabile a quella della promozione?

“Quello è stato il mio primo trofeo con la Lazio, una gioia immensa. Ho cominciato che pagavo la retta per giocare con quella maglia e ho finito per vincere un titolo. Un sogno. La promozione però è un'altra grande gioia, spalmata per tutto l'anno e vissuta da protagonista. Difficile scegliere, le vittorie non sono mai paragonabili”.

Gazzetta dello Sport

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CALCIOMERCATO

Gasperini resta all’Atalanta: prolungherà fino al 2022

Gian Piero Gasperini e un lieto fine della sua avventura con l'Atalanta: dopo aver conquistato la CHampions League con la squadra nerazzurra, l'allenatore ha raggiunto l'intesa con la società per rimanere a Bergamo anche nella prossima stagione. Firmerà un prolugamento di contratto per tre anni, con scadenza quindi nel 2022, per godersi a pieno il suo traguardo raggiunto con l'Atalanta. Niente Roma dunque per lui, che era la prima scelta dei giallorossi.

gianlucadimarzio.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO 1900’ – Mauri: “Inzaghi vuole garanzie sul mercato, ma è troppo presto per capire come evolverà. Se poi non gli piace si dimette?” (AUDIO)

STEFANO MAURI in collegamento a '9 GENNAIO 1900': "Gattuso ha dimostrato di essere un signore ancora una volta. Ha dimostrato che per lui il Milan è una famiglia, per il suo bene ha rinunciato ai soldi ed ha rassegnato le dimissioni. Parlando con Gazidis ha visto che il progetto che gli è stato prospettato non era nelle sue corde. Con il Milan ha fatto bene, la squadra poteva lottare per la Champions ma ha avuto molti infortuni che non dipendevano dalla preparazione atletica. Ha fatto bene il suo lavoro in condizioni non facili". Poi sulla questione Inzaghi: "Garanzie di natura tecnica non si possono avere se non alla fine del mercato. Ci sono situazione difficili come quelle che riguardano Milinkovic e Luis Alberto. Come si possono avere certezze anche sugli eventuali sostituti. Non credo sia possibile che la Lazio faccia tutto ora. Se poi non gradisce il mercato che fa si dimette ad fine estate? Non credo sia possibile. Quando un allenatore parla con il suo presidente lo fa affrontando tutte le questioni, dallo staff al mercato, passando per le questioni economiche. Credo che il discorso principale riguarda la sfera tecnica. Penso che dopo questi tre anni, Inzaghi voglia qualcosa in più per raggiungere la Champions in termini di mercato e di capacità di incidere sullo stesso. Penso che voglia maggior voce in capitolo".

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SERIE A

Panchine, incontro Semplici-Società: il tecnico ad un passo dalla permanenza alla SPAL

Non vi è ancora un comunicato ufficiale, ma sembra ormai certo che l’allenatore Leonardo Semplici rimarrà sulla panchina della Spal anche per il prossimo campionato di Serie A. A pranzo il tecnico si è incontrato con la dirigenza del club ferrarese e sarebbero giunti alla conclusione che vi sono i presupposti per continuare il rapporto fra le parti: non si è parlato tanto di garanzie contrattuali, in quanto il suo contratto scadrà nel 2020, ma tecniche, con l’obiettivo di migliorarsi ancora dopo la seconda salvezza consecutiva ottenuta nella massima serie. Possibile comunque che sarà prolungato il contratto di un anno. L’allenatore fiorentino, se tutto dovesse andare in porto, diverrebbe il più longevo su una panchina italiana: sarebbe infatti la sesta stagione alla Spal e nessuno ha fatto meglio (Allegri alla Juventus si è fermato a cinque). Domani l’ufficialità?

itasportpress.it

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TIFOSI

Canigiani: “La nuova maglia con la coccarda sarà presentata ad inizio luglio”

Marco Canigiani, responsabile del marketing biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, FM 89.3:

"C’è ancora disponibilità delle maglie celebrative della finale di Coppa Italia, si può acquistare anche online sul nostro sito ufficiale. Il tour della Coppa continua, sul sito ci sono tutte le informazioni utili, i due incontri avvenuti in precedenza sono andati molto bene. Chi volesse immortalarsi con il trofeo lo può fare tranquillamente presenziando a questa iniziativa.

Speriamo di partire a breve con la campagna abbonamenti, stiamo analizzando vari fattori ed elementi. La nuova maglia con la coccarda verrà svelata ai primi di luglio quando la squadra si radunerà anche per dare la possibilità agli ultimi ritardatari di acquistare la maglia celebrativa della finale.

Aspettiamo tanti tifosi in questa tour della Coppa, questo weekend sarà a Roma Est, una nuova occasione di contatto con i nostri tifosi".sslazio.it

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CALCIOMERCATO

Eventuale post Inzaghi, ora c’è anche Gattuso

Una storia d’amore interrotta, prettamente dal punto di vista lavorativo, con la risoluzione del contratto in essere fino al 2021: una nuova avventura alle porte da tentare, in attesa di eventuali offerte, lasciando il mondo rossonero senza ancora nulla di concreto in mano.

Dopo aver salutato il Milan, è tempo di nuove sfide per Rino Gattuso: l’ormai futuro ex allenatore del club di via Aldo Rossi, in attesa dell’ufficialità della separazione dalla società di cui è stato bandiera, potrebbe anche sedere su una panchina di Serie A nella prossima stagione, con almeno due club interessati al suo profilo per ripartire.

In caso di partenza di Giampaolo, infatti, l’ex Pisa potrebbe essere un’opzione valida per la Sampdoria, che valuta anche il nome di Pioli come possibile candidato. Oltre al club blucerchiato, però, la novità per il futuro potrebbe chiamarsi Lazio: con l’addio di Simone Inzaghi, infatti, Gattuso sarebbe tra i primi posti nella lista di Tare per l’eventuale sostituto. Nuova ipotesi per un futuro ancora tutto da decidere, con un freschissimo addio al Milan alle spalle e nuove avventure alle porte su cui riflettere per scegliere la nuova destinazione.
Gianlucadimarzio.com

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CALCIOMERCATO

Milinkovic-Juve, l’aria è cambiata

L’aperturina di Claudio Lotito è musica per le orecchie del nemico: “Milinkovic-Savic non è in vendita, ma se arriva l’offerta giusta…”. La Juventus, che con la Lazio fatica sempre a sedersi al tavolo e che al serbo guarda ancora con aria golosa, avrà apprezzato: in mezzo servono chili e centimetri e Sergej è un vecchio sogno che adesso può avere fattezze reali. Anche perché sembra più sereno il rapporto tra i club. Non è più tempo dei dispetti di Lotito a Marotta e di dichiarazioni avvelenate, il disgelo prosegue con profitto. Anzi, si possono creare le condizioni per il maxi-trasferimento.

QUANTI NIET

Prima di Martin Caceres a gennaio, l’unica pesca della Juve in casa Lazio era stato Stephan Lichtsteiner nel lontanissimo 2011 per 10 milioni. Da allora, a causa di veti e tensioni politiche, per i manager bianconeri era diventato quasi impossibile superare i niet di Lotito, arrivati per puntiglio ma pure con logiche economiche. Lungo l’elenco di impuntature presidenziali su obiettivi bianconeri, da Senad Lulic ad Antonio Candreva, da Lucas Biglia al braccio di ferro su Keita nel 2017 . Sul senegalese ora all’Inter fu una ripicca: la Juventus aveva offerto 18 milioni, ma sul traguardo del mercato estivo ecco il trasferimento al Monaco. Un affarone, 30 milioni, solo in apparenza perché in quell’operazione, orchestrata da Jorge Mendes, la Lazio si impegnò ad acquistare per circa 28 milioni due giovanissimi portoghesi dello Sporting Braga, l’allora 19enne Bruno Jordao e il 17enne Pedro Neto. Lotito, però, aveva tenuto il punto con Marotta e questo ha spesso contato nella storia. 

NUOVA ARIA —   Oggi tutto sembra più sfumato, al punto che su Milinkivoc la Juve è tornata alla carica con rinnovato ottimismo. La prova di un primo timido avvicinamento la si può trovare già nel mercato di gennaio: il ritorno di Martin Caceres a Torino per la sua terza vita bianconera può essere letto in questa direzione. L’affare improvviso è stato conveniente per entrambi i club: la Juve ha avuto un difensore di esperienza in più, la Lazio uno scontento in meno e 600 mila euro di indennizzo. Ok, affare modesto se rapportato ai milioni sonanti che servirebbero per Milinkovic, ma la via è ormai tornata percorribile. Gazzetta.it
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APPROFONDIMENTI

E’ il Real la squadra che vale di più in Europa. Lazio al 28esima

Sorpasso al vertice nella classifica europea delle squadre di calcio col maggiore valore d'impresa. Il Real Madrid, forte di un miglioramento nell'ultimo anno pari al 10%, che lo porta a 3,22 miliardi di euro, prende la testa della graduatoria davanti al Manchester United, in flessione di un punto percentuale a 3,2 miliardi di euro. Si tratta comunque degli unici due club europei sopra quota 3 miliardi, visto che a completare il podio è il Bayern Monaco, il cui enterprise value – calcolato sulla base di redditività, popolarità, potenziale sportivo, diritti televisivi e proprietà dello stadio – si ferma a 2,69 miliardi di euro, seppure con un miglioramento annuo del 6%. È quanto emerge dalla quarta edizione dello studio 'Football Clubs Valuation: The European Elite 2019' realizzato da Kpmg Football Benchmark. "Per il terzo anno consecutivo, l'enterprise value complessivo delle 32 squadre di calcio europee più importanti è aumentato del 9%", osserva a livello complessivo Andrea Sartori, Global Head of Sports della società di consulenza, sottolineando come il progresso nel triennio sia stato in totale del 35%. "Il fatto che i grandi club di calcio si stiano trasformando in aziende di Media & Entertainment, con esposizione globale del marchio, aiuta anche a creare flussi di cassa più stabili e prevedibili e di conseguenza migliori garanzie per investitori e finanziatori", osserva l'esperto.

La rappresentanza dei primi cinque campionati (Inghilterra, Francia, Germania, Italia e Spagna) è rimasta la stessa dell'anno scorso, con 27 società tra le prime 32. E la Premier League inglese – da cui provengono tra l'altro tutte e quattro le finaliste di Champions ed Europa League – conferma la sua posizione dominante con ben nove club in classifica, che rappresentano il 43% dell'Enterprise Value totale aggregato.

Per quanto riguarda l'Italia, la Juventus si conferma l'unica società di Serie A nella top ten, con un valore che sale a 1,5 miliardi di euro, pur cedendo una posizione e scivolando al decimo posto dietro al Tottenham Hotspur. Sei le squadre italiane (così come le spagnole) tra le prime 32: oltre ai bianconeri si ritagliano spazio anche NapoliMilanRomaLazio Inter. Proprio i nerazzurri mettono a segno la performance più positiva registrata dall'intero studio: un +41% su base annua – figlio soprattutto dell'aumento dei ricavi commerciali da sponsorship – che li porta a 692 milioni di euro e vale un salto di cinque posizioni in classifica, dal ventesimo al quindicesimo posto. Se si allarga lo sguardo all'ultimo triennio, però, a far registrare l'incremento di valore più significativo (+150%) sono i francesi del Lione. Per contro, il Barcellona è l'unico club nella classifica attuale che ha subito una diminuzione del suo enterprise value (-3%) negli ultimi tre anni. Lapresse.it

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DAL MONDO

Spagna, nuovo scandalo scommesse: arrestato Raul Bravo, l’ex Real Madrid era la mente

L'ombra dello scommesse travolge nuovamente il calcio spagnolo. Stando a quanto riportano i media iberici diversi giocatori della Liga e della Segunda Divisione sono stati arrestati questa mattina in un mega-blitz della Polizia con l'accusa di associazione a delinquere, corruzione tra privati e riciclaggio di capitali.

C'E' ANCHE L'EX REAL RAUL BRAVO – Stando a quanto riferisce il quotidiano catalano "EL Periodico" l'indagine si riferisce alle stagioni 2016/17 e 2017/18. Tra gli arrestati ci sarebbe anche l'ex nazionale spagnolo e giocatore del Real Madrid, Raul Bravo che ha finito la carriera in Grecia con l'Aris Salonicco. Sarebbe lui, stando a fonti della Polizia citate da "Servimedia" la mente dell'organizzazione. Ma non solo, perché sono finiti in manette anche calciatori che hanno giocato l'ultimo campionato in Liga come Borja Fernandez, 38 anni, che quest'anno ha dato l'addio al calcio dopo aver chiuso la stagione col Valladolid, Samu Saiz del Getafe, 28enne e proveniente dalla Cantera del Real Madrid, Carlos Aranda, 38enne, altro canterano delle Merengues che si è ritirato nel 2017.

COINVOLTA ANCHE LA MATRICOLA HUESCA – Nel mirino della Polizia anche l'ex Atl. Madrid Inigo Lopez che in questa stagione ha giocato in Segunda prima con l'Extremadura, poi col Deportivo. Ma non solo, perché in queste ore le forze dell'ordine stanno ascoltando il presidente dell'Huesca, Agustin Lasaosa, promosso lo scorso anno per la prima volta in Liga e quest'anno retrocesso. Con lui anche il medico sociale del club Galindo Lanuza.Repubblica.it