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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Bernardini (Il Messaggero): “Effetto domino panchine iniziato, Inzaghi aspetta…” (AUDIO)

EMILIANO BERNARDINI (Il Messaggero) in collegamento a 'NMM': "Nel Milan c'è una situazione poco chiara, Gazidis ha fatto piazza pulita con Gattuso che ha rassegnato le proprie dimissioni. E' un tecnico che piace, da quanto so lui vorrebbe andare all'estero. Il suo Milan non giocava un gran calcio, ma trasmettere carattere. Non credo che uno come lui possa venire alla Lazio, è un tecnico che pretende delle garanzie. E' più probabile in termini percentuali che Inzaghi possa andare al Milan. Avrebbe anche la sponda del fratello Pippo e sarebbe un ambiente importante per lui. L'effetto domino sta iniziando, oggi tra l'altro ci sarà un incontro improtante tra Gasperini e l'Atalanta. Ieri ho avuto una sensazione, la pazienza di Lotito è agli sgoccioli. Lotito vuole fare un progetto a lunga scadenza, Inzaghi aspetta cosa accade sulle altre panchine e delle risposte più concrete rispetto alle garanzie che ha chiesto sul mercato. Lui considera la squadra arrivata a chiusura di un ciclo. Chiede che vengano presi giocatori alla Acerbi, giocatori pronti che non debbano ambientarsi. In sintesi vuole avere maggiore capacità di incidere sul mercato"

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CALCIOMERCATO

Inzaghi, “l’erba del vicino” ed il Milan: l’addio di Gattuso apre le porte al tecnico della Lazio

Ivan Gazidis ha pigiato il piede sull'acceleratore. Domenica sera, poco dopo il 90' di Spal-Milan, aveva fatto sapere che nei giorni successivi avrebbe analizzato la stagione per prendere le decisioni per far crescere il club. I giorni sono poi diventati uno, ieri, quando il tassello relativo a Gennaro Gattuso ha seguito quello relativo a Leonardo. Per il nuovo allenatore, invece, ci sarà da mettere per un po' in folle, anche perché prima – o contemporaneamente – va deciso il nuovo assetto dell'area tecnico-sportiva (senza dimenticare la situazione di Paolo Maldini).

Al momento il favorito, 60% delle percentuali, è Simone Inzaghi, che non ha ancora trovato la quadra con Lotito e ora vede aprirsi una concreta possibilità di approdare in rossonero. Il presidente biancoceleste ha in testa un nuovo ciclo triennale ma il tecnico ha un solo anno di contratto e non ha ancora sciolto le riserve sul rinnovo. Conosce la Serie A, è reduce dalla vittoria in Coppa Italia e sa dare un'identità alla squadra: Inzaghi sembra il nome giusto per il nuovo Milan.

Il possibile, probabile, arrivo di Luis Campos, attuale ds del Lille, porta invece a Leonardo Jardim: i due hanno già lavorato insieme dal 2014 al 2016 al Monaco ponendo le basi dello scudetto, conquistato la stagione successiva. Un profilo adatto a gestire giocatori di sicura prospettiva ma anche per costruire un gruppo in grado di generare pesanti plusvalenze (come accadde, per esempio, con i vari Bakayoko, Bernardo Silva, Fabinho, Mendy e ovviamente Mbappé). E poi continuerebbe nel solco tracciato da Gazidis, quello di puntare su figure internazionali piuttosto che un allenatore italiano.

Non è comunque da escludere nessuna pista, compreso quel Christophe Galtier che allena proprio il Lille. Rimanendo a casa nostra, nelle scorse settimane si erano fatti i nomi di Di Francesco (libero da impegni) e Marco Giampaolo vista la fumata grigia nel vertice con Ferrero (e a quel punto ci sarebbe un virtuale scambio con Gattuso alla Sampdoria). Fino a un nome ad oggi imprevedibile ma da non scartare a prescindere: Massimiliano Allegri. Una garanzia per la società, una sorta di rivincita per l'allenatore ma anche una buona soluzione per molti tifosi rossoneri che, nel tempo, si sono dovuti ricredere sull'ex allenatore della Juventus.sportmediaset.it

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NAZIONALI

Non solo gli azzurri, ecco tutti gli impegni dei nazionali

Sono otto i biancocelesti impegnati con le rispettive Nazionali.

Ecco il programma nel dettaglio:

ANGOLA – Bastos

Coppa d’Africa 2019

Il difensore biancoceleste è stato inserito nell’elenco dei pre-convocati che si raduneranno a Villamoura (Portogallo) in vista della competizione continentale che si disputerà in Egitto a partire dal prossimo 21 giugno.

 

 

CROAZIA – Milan Badelj

Qualificazioni EURO 2020

Croazia-Galles, sabato 8 giugno alle ore 15:00 allo Stadion Gradski vrt di Osijek (Croazia)

Amichevole

Croazia-Tunisia, martedì 11 giugno alle ore 20:00 allo Stadio Varteks di Varaždin (Croazia)

 

 

DANIMARCA – Riza Durmisi

Qualificazioni EURO 2020

Danimarca-Irlanda, venerdì 7 giugno alle ore 20:45 al Telia Parken di Copenhagen (Danimarca)

Qualificazioni EURO 2020

Danimarca-Georgia, lunedì 10 giugno alle ore 20:45 al Telia Parken di Copenhagen (Danimarca)

 

 

ITALIA – Francesco Acerbi e Ciro Immobile

Qualificazioni EURO 2020

Grecia-Italia, sabato 8 giugno alle ore 20:45 al Spyros Louis Stadium di Atene (Grecia)

Qualificazioni EURO 2020

Italia-Bosnia Erzegovina, martedì 11 giugno alle ore 20:45 all’Allianz Stadium di Torino (Italia)

 

 

MONTENEGRO – Adam Marusic

Qualificazioni EURO 2020

Montenegro-Kosovo, venerdì 7 giugno alle ore 20:45 allo Stadion Pod Goricom di Podgorica (Montenegro)

Qualificazioni EURO 2020

Repubblica Ceca-Montenegro, lunedì 10 giugno alle ore 20:45 al Andrův stadión di Olomouc (Repubblica Ceca)

 

 

SERBIA – Sergej Milinkovic

Qualificazioni EURO 2020

Ucraina-Serbia, venerdì 7 giugno alle ore 20:45 all’Arena Lviv di Lviv (Ucraina)

Qualificazioni EURO 2020

Serbia-Lituania, lunedì 10 giugno alle ore 20:45 allo Stadion Rajko Mitić di Belgrado (Serbia)

 

 

PORTOGALLO U20 – Pedro Neto (*)

Coppa del Mondo U20 (**)

Portogallo-Corea del Sud, sabato 25 maggio alle ore 15:00 allo Stadion Miejski di Bielsko-Biała (Polonia)

Coppa del Mondo U20

Portogallo-Argentina, martedì 28 maggio alle ore 18:00 allo Stadion Miejski di Bielsko-Biała (Polonia)

Coppa del Mondo U20

Sudafrica-Portogallo, venerdì 31 maggio 2019 ore 20:30, allo Stadion Miejski di Bielsko-Biała (Polonia)

 

(*) Di seguito le sole tre gare previste nella fase a gironi: la rassegna iridata terminerà il prossimo 15 giugno

(**) Gara già giocata e terminata 1-0 in favore della selezione lusitana 

sslazio.it

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EUROPA LEAGUE

Europa League 2019-20, le squadre qualificate: fase a gironi, terzo e secondo turno eliminatorio

Milan, Lazio e ​Roma. Queste sono le tre squadre che rappresenteranno l'Italia e la Serie A nella edizione 2019-20 dell'Europa League. Tre club che potrebbero partire con l'obiettivo di portare a casa il trofeo, anche se una vittoria nella seconda competizione europea (a livello di importanza) per club manca da ormai tantissimo tempo e spesso è stata snobbata dalle società per evitare cali in campionato. Ci saranno alcuni club molto importanti (vedi Manchester United) e altri scenderanno dalla Champions League durante la competizione. Di seguito le squadre qualificate all'Europa League 2019-20.

 

Fase a gironi

  • Getafe
  • Siviglia
  • Arsenal (se dovesse perdere la finale di Europa League)
  • Manchester United
  • Milan
  • Lazio
  • Borussia Monchengladbach
  • Wolfsburg
  • Rennes
  • Saint-Etienne
  • Cska Mosca
  • Sporting
  • Oleksandriya
  • KV Mechelen
  • Besiktas
  • Lugano
  • Wolfsberger

 

Terzo turno eliminatorio

 

  • Spartak Mosca
  • Braga
  • Standard Liegi
  • Trabzonspor
  • Austria Vienna
  • Thun
  • Sparta Praga (se l'Arsenal non vince l'Europa League)
  • Feyenoord
  • AEK Atene
  • Rijeka
  • Midtjylland
  • Bnei Yehuda

 

Secondo turno eliminatorio

  • Espanyol
  • Wolverhampton
  • Roma
  • Eintracht
  • Strasburgo
  • Arsenal Tula
  • ​Vitoria Guimaraes
  • Anversa
  • Yeni Matalyaspor
  • Lucerna
  • Jablonec
  • AZ Alkmaar
  • Atromitos
  • Aris Salonicco
  • Osijek
  • Esbjerg
  • AEL Limassol
  • Viitorul Constanta
  • Lechia Gdansk
  • Gabala
  • Lokomotiv Plovdiv
  • Partizan

 

 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Oddi: “Gattuso uomo vero, Inzaghi? Rinnovo necessario per rimanere alla Lazio” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a 'QUELLI CHE…': “Gattuso è un grande, il modo in cui ha lasciato il Milan lo testimonia. E' una persona corretta, onesta che sa prendersi le sue responsabilità. Inzaghi? Spero non si riparta senza rinnovo, ma una cosa è certa: bisogna risolvere la questione prima possibile e cominciare a programmare l'immediato futuro. Io spero resti, ma se c'è una cosa più importante della permanenza di Inzaghi, è il mercato stesso. La Lazio non può fare a meno di piazzare almeno 3 colpi per rinforzare la rosa, chiunque la alleni la prossima stagione, perché sono necessari per alzare il livello complessivo della qualità biancoceleste”.

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CALCIOMERCATO

Dalla Spagna: Lazio forte su Murillo

La Lazio segue Jason Murillo. Il centrale colombiano del Valencia (terminerà a breve il prestito al Barcellona) è sul mercato e cerca una nuova sistemazione. Dalla Spagna danno la Lazio come unica squadra realmente attiva sul giocatore. Potrebbe essere un affare da 7-10 milioni di euro, per il centrale difensivo già visto in Italia con la maglia dell'Inter. 

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CALCIOMERCATO

Colpo Napoli, è fatta per Di Lorenzo: giovedì le visite mediche

ROMA – E' fatta, Giovanni Di Lorenzo sarà il primo rinforzo del Napoli per la prossima stagione. Il club di De Laurentiis si è assicurato il terzino classe 1993, vera rivelazione della stagione dell'Empoli. L'operazione è andata in porto per una cifra vicina ai dieci milioni di euro. Le visite sono state programmate per giovedì a Roma. L’Empoli ha concluso un’importante plusvalenza, visto che l'esterno fu acquistato dal Matera per poco più di mezzo milione.

Corrieredellosport.it

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ALTRE

Milan, l’addio di Gattuso: “Diciotto mesi indimenticabili ma è la scelta giusta”

Rino Gattuso ha appena sciolto il dubbio. Ha reciso il tormento. Se ne va: “Decidere di lasciare la panchina del Milan non è semplice. Ma è una decisione che dovevo prendere. Non c’è stato un momento preciso in cui l’ho maturata: è stata la somma di questi diciotto mesi da allenatore di una squadra che per me non sarà mai come le altre. Mesi che ho vissuto con grande passione, mesi indimenticabili. La mia è una scelta sofferta, ma ponderata. Rinuncio a due anni di contratto? Sì, perché la mia storia col Milan non potrà mai essere una questione di soldi”. Cinque milioni e mezzo di euro netti fino al 2021: questo dice il contratto depositato negli uffici della Lega di serie A. Ma tra Gattuso e il Milan, che nel 1999 lo acquistò dalla Salernitana e ne indirizzò l’eccellente carriera, c’è un legame più forte di qualunque contratto. Per questo lui lo rescinde formalmente: tanto sa che non si spezzerà mai sul serio.

Un gesto controcorrente           

 Così, nella sera uggiosa di Gallarate, in un 27 maggio con molte tracce autunnali, l’allenatore ancora giovane (41 anni compiuti lo scorso 9 gennaio) non ha potuto non farsi venire in mente che proprio d’autunno, il 27 novembre 2017, venne promosso in prima squadra dalla Primavera, al posto di Vincenzo Montella: “Ho vissuto un sogno”. Dopo diciotto mesi esatti se ne va e non certo perché il suo anno e mezzo alla guida del Milan debba considerarsi fallimentare: 44 punti la prima stagione da subentrato, con rendimento inferiore soltanto a Juventus e Napoli, e 68 la prima stagione intera, quella appena finita, col record di punti degli ultimi sei anni milanisti, anche se non è bastato per acciuffare la Champions League. Al club un tempo “il più titolato al mondo” la qualificazione alla coppa più importante sfugge ormai dal campionato 2012-13, quando in panchina c’era Allegri. Nel frattempo l’ex mediano campione del mondo a Berlino è diventato allenatore, ha fatto congrua gavetta a Sion, Palermo, Pisa e appunto alla Primavera del Milan. Ed è rimasto uno controcorrente, più che mai: stamattina si dimetterà ufficialmente, entrando a Casa Milan e incontrando l’amministratore delegato Ivan Gazidis, al quale aveva preannunciato la decisione. La separazione è consensuale. Nel Paese in cui quasi mai si dimette qualcuno il suo gesto rimane una rarità.

La ragione del divorzio: il mercato in austerity                    

La ragione dell’addio è molto concreta: il progetto di costruzione della squadra per la stagione 2019-20, la prossima, è azzoppato in partenza dalle limitazioni sul mercato imposte dal fair-play finanziario dell’Uefa (che potrebbe escludere il Milan dall’Europa League) e dalla necessità di riportare in pari entro il 2021 un bilancio che il prossimo 30 giugno sarà ancora in rosso di un centinaio di milioni. Il mercato avallato da Gazidis per conto di Elliott – il fondo statunitense della famiglia Singer che controlla il club dopo il fallimento dell’oscuro imprenditore cinese Yonghong Li, cui Berlusconi passò il Milan nell’aprile 2017 – sarà basato sull’ingaggio di calciatori Under 23 e dal costo limitato: difficile, con queste premesse, migliorare sia la qualità della rosa sia di conseguenza il quinto posto. In effetti Gattuso aveva già preannunciato le proprie intenzioni domenica sera, dopo l’ultima partita di campionato giocata e vinta a Ferrara, in casa della Spal.

 Allenatore bersaglio

 La sua spiegazione, nell’ultima delle sue tante conferenze stampa contrassegnate dall’assenza dei giri di parole consueti all’ambiente del calcio italiano, è stata decisamente lineare: “Sarà complicato fare più di 68 punti, che già non sono pochi. Juventus, Napoli e Inter, che è già partita sul mercato, sono più forti. Si dovrà lottare per il quarto posto e le altre si rafforzeranno. Le aspettative sul Milan, anche se attraversa una fase delicata, sono sempre le stesse: si pensa sempre che debba vincere perché si chiama Milan”.  Ergo: se non arriva almeno terzo, nell’immaginario popolare ha fallito. E il responsabile del molto presunto fallimento è il capro espiatorio più facile da trovare: chi sta in panchina. Anche per questo Gattuso, scottato da un’annata in cui ha spesso fatto da parafulmine nei momenti più complicati, farà un passo indietro: “La mia partecipazione alle vicende di squadra e società Milan è così intensa che devo stare attento a non lasciarci le penne”, ha detto scherzando ma non troppo. 

Gli attacchi dei social

Dopo un periodo di relativa indulgenza durante la breve era cinese, quando l’allora direttore sportivo Mirabelli lo scelse per la Primavera e poi lo promosse in prima squadra, il fondo Elliott lo ha confermato l’estate scorsa in forza del contratto, anche se il nuovo responsabile del mercato Leonardo, già suo ex allenatore, probabilmente avrebbe preferito qualcun altro. I problemi non sono mai mancati: i gravi infortuni in serie, il ripudio a gennaio di Higuainche era il leader teorico della squadra, qualche punto sperperato lungo il cammino, la flessione fatale dopo il terzo posto di marzo. Gattuso non ha mancato di riconoscere e sottolineare i propri errori, a cominciare dall’atteggiamento della squadra nell’eliminazione dall’Europa League in casa dell’Olympiacos, e su quell’eccesso di sincerità e di autocritica si è gettata a pesce la parte più superficiale dei media, alimentando campagne social di rara spietatezza. Tuttavia, mentre due politici come Salvini e Berlusconi attizzavano il fuoco con l’alibi del tifo milanista, Gattuso ha mantenuto freddezza.

Manca un piano B

Nonostante il prevalente silenzio della società, ha dunque spiegato come il rapporto con Leonardo fosse fondato sulla collaborazione e non sulla contrapposizione, fino a rivelare che alcune operazioni di mercato, figlie di vincoli economici con altri club, erano state necessarie: “La società non poteva fare altrimenti”. Rientrano in questa categoria gli ingaggi di Castillejo dal Villarreal e di Laxalt dal Genoa. La chiarezza, però, non è bastata. Senza adeguate comunicazioni sul tema, l’allenatore si è ritrovato sempre puntualmente al centro di qualsiasi voce sulla sua panchina instabile, ogni volta che la squadra perdeva una partita e un sostituto, spesso molto fantasioso, veniva individuato sul web: “E’ una storia iniziata fin dal ritiro di luglio. E sono sicuro che sarebbe di nuovo così anche se restassi: alla prima sconfitta, sui giornali, in tv e su internet, sarei subito in bilico e messo in discussione”. Ora la panchina la lascia sul serio, ma senza che esista un vero candidato alla sostituzione già pronto. Apparentemente la società non ha già pronto un piano B, perché a Gazidis il lavoro di Gattuso non è mai dispiaciuto, né gli ha mai manifestato la volontà di sostituirlo.

Quale progetto per Maldini 

Da oggi, comunque, ai nomi di Jardim e Simone Inzaghi se ne aggiungeranno altri: la soluzione va trovata rapidamente, a maggior ragione in un giorno in cui il doppio addio contemporaneo – l’allenatore e Leonardo, che in Francia viene dato per rientrante al Psg e in Brasile come potenziale futuro candidato al ruolo di ct al posto di Tite – apre una voragine nel progetto presentato l’estate scorsa, con 3 simboli milanisti al centro. In questo momento, a meno che con un improbabilissimo colpo di scena Gazidis non tenti di convincere Gattuso a restare, l’unico della triade a potere rimanere a Casa Milan sembra il più simbolo di tutti: Paolo Maldini, non più apprendista dirigente, ascolterà la proposta di Gazidis. Gattuso andrà in vacanza, ma non smetterà di allenare. Ha estimatori in Italia e all’estero e finora non li ha ascoltati, impegnato com’era nella missione Milan: “Il mio club speciale”. I tifosi milanisti, a Ferrara, a fine partita, cioè a fine campionato, gli hanno dedicato cori di ringraziamento molto espliciti. Quest’anno Roma, Sampdoria e Fiorentina, in fasi diverse, hanno provato a corteggiarlo. Al momento è assai più probabile che Gattuso non resti a lavorare in Italia. Dove il rischio di rimpiangerlo, lui e le sue conferenze stampa in cui non si è mai sottratto nemmeno alle domande più capziose, è decisamente alto.

Repubblica.it

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APPROFONDIMENTI

Inzaghi, il rinnovo dopo il mercato?

Il rinnovo di Inzaghi è legato al mercato. Secondo quanto riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport, in questo momento sta prevalendo la linea del tecnico, che ha presentato a Lotito il progetto della nuova Lazio. Il presidente ieri ha ribadito che il suo allenatore ha ancora un anno di contratto, come a sottolineare che le eventuali pretendenti dovranno regolarsi di conseguenza. Dall'altra parte Inzaghi, che – senza fretta – osserva il mercato allenatori scatenarsi, dopo aver chiesto alla sua società 7-8 acquisti al netto di alcune cessioni. Inzaghi preferirebbe mantenere almeno uno fra Milinkovic e Luis Alberto, ma ha già proposto una lista di nomi per una rosa rinnovata. Al momento niente è scontato, intanto Tare è già al lavoro per intavolare trattative di mercato per la Lazio che verrà, mentre l'ipotesi che il rinnovo di Inzaghi possa arrivare addirittura a mercato finito resta remota, ma non impossibile.

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RITIRO ESTIVO

Dopo Auronzo riecco Marienfeld: Lazio in Germania per ultimare la preparazione

Manca l'ufficialità, ma il programma estivo della Lazio è già stato stabilito. Prima la partenza per Auronzo (12-27 luglio) poi la seconda parte del ritiro, nel fortino di Marienfeld. In Germania la società biancoceleste ha trovato l'habitat ideale post ritiro, dove trascorrere un breve lasso di tempo in tranquillità, lontano dai riflettori. Il 2 agosto invece, viaggio in Inghilterra per l'amichevole in programma contro il Bournemouth.