ROMA C'è un conto in serbo adesso. Lotito aveva fatto la promessa a Inzaghi di trattenerlo, ma anche un'altra a Milinkovic in caso di mancato accesso in Champions. Adesso il presidente deve accontentarlo. Aveva chiesto a Sergej l'estate scorsa di rimanere un altro anno, poi avrebbe valutato il salto. Milinkovic pubblicamente non esce allo scoperto, vuole compierlo senza far danno alla Lazio. Sa bene che la Juve si sta muovendo, con lui ha già trovato l'accordo, ma poi dovrà chiuderlo con Lotito. Milinkovic al momento non forza la mano per gratitudine e rispetto, vuole andar via senza consentire a chi lo vuole d'avere sconti sul prezzo: «Sopra i 50 milioni? Non è un discorso di soldi, il giocatore non è in vendita – risponde Lotito ma è chiaro che per la società e anche per lui verranno ascoltate offerte importanti e appetibili». Tradotto: stavolta non c'è nessuna chiusura alla cessione a priori. E allora, una volta scelto l'allenatore, il primo passo dovranno farlo i bianconeri, pronti a mettere sul tavolo 70 milioni. In teoria, non dovrebbero bastare: Lotito ne chiede 100 e non vuole contropartite. E spera pure che si scateni un'asta con altri top club europei (i due di Manchester, per esempio), Milinkovic non ha preclusioni.
NODONon può mettere più alcun veto, Inzaghi. Eppure, per la sua permanenza, questo è uno dei nodi. Se la Lazio dovesse cedere Milinkovic, il tecnico vorrebbe trattenere almeno un altro big. Invece Lotito vuole disfarsi pure di Luis Alberto, non gli è andato proprio giù il suo atteggiamento: prima aveva chiesto di essere ceduto, poi ha fatto i capricci per l'adeguamento e questo ha inciso sul suo rendimento. Nonostante questo, guardando le statistiche, si capisce perché Inzaghi lo consideri così prezioso: pur giocando da mezz'ala, è secondo (meglio di lui solo Gomez) in Serie A e quarto in Europa per numero di passaggi chiave, con una media del 2.9 a gara. Lo spagnolo è però tornato a casa anche per far pressing sul Siviglia affinché presenti il prima possibile una nuova proposta.
RISCATTIIntanto la Lazio fissa le priorità sul mercato e decide di sistemare la fascia. Riscattato Romulo a 2 milioni dal Genoa, fatto cadere il pre-contratto con Lazovic, che dovrebbe andare a Ferrara. A proposito di Spal, Lazzari è il sogno a destra, ma Tare deve comunque sistemare Marusic prima: c'è un'offerta dalla Germania. In attacco invece partirà Caicedo (non vuole rinnovare e ci sono gli Emirati), ma occhio al West Ham deciso a beffare la società capitolina sul sostituto: rilancio di 20 milioni al Bruges per Wesley, anche se la Lazio si sente forte di un accordo di ferro con l'attaccante. Che è già stato in gran segreto a Formello e ne è rimasto estasiato, così come Adekanye sgamato al momento della firma (triennale più opzione) ad aprile. L'arrivo dell'esterno in scadenza dal Liverpool potrebbe sbarrare la strada a Pedro Neto, adesso impegnato nel mondiale Under 20 col Portogallo. La Lazio pagherà gli ultimi 11,5 milioni per il riscatto suo e dell'ultimo esordiente da titolare Jordao, ma Mendes vorrebbe mandarli entrambi a farsi le ossa altrove in prestito. Presto il superprocuratore busserà a Lotito per sistemare Wallace in uscita, presenterà le intenzioni della Juve (e le sue sulla commissione da intermediario) per Milinkovic con questa scusa.
Il Messaggero
La prestigiosa società di elaborazione di dati sportivi ha infatti eletto la formazione migliore della Serie A appena conclusa. E nel Best XI del 2018/19, c’è spazio proprio per il forte centrale biancoceleste: nel 4-3-3 schierato da Opta, Acerbi fa coppia con Koulibaly.Questa la formazione completa, basata sui dati statistici: (4-3-3): Handanovic; Cancelo, Koulibaly, Acerbi, Kolarov; Gomez, Pjanic, Fabian Ruiz; Ilicic, Zapata, Mertens.