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DICHIARAZIONI

Tare: “Questa è la vittoria di un grande gruppo”. Poi si leva qualche sassolino…

Igli Tare nel post partita , ai microfoni del canale ufficiale biancoceleste: "Questa è la vittoria di un grande gruppo, di un lavoro di tanti anni. Siamo stati bravi, spero che sia un altro tassello per la nostra crescita. Abbiamo raggiunto una maturità importante, bravi Inzaghi e il suo staff a saper cogliere l'attimo positivo e negativo alla perfezione. Questo alla lunga fa la differenza in una stagione con tante partite e con una squadra che ha addosso tante pressioni e con tanta appartenenza". Poi il Ds si leva qualche sassolino dlala scarpa: "È un trofeo che voglio dedicare anche ai funghi che escono dopo la pioggia. Questa vittoria è anche per loro, per non salire solo quando si vince ma soprattutto quando si perde perché la squadra ha bisogno della sua gente specialmente in quei momenti".

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SOCIAL

Lapo furioso: “Vergogna Juve, complimenti Lazio”

"Vergogna Juve, complimenti Lazio". Il nipote dell’ex presidente Gianni Agnelli, Lapo Elkann è una furia su Twitter, non ha digerito l sconfitta. 

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ARBITRI

Moviola: Calvarese malissimo, Matuidi era da rosso

Non sarà certo la partita che ricorderà per la vita. Molti, però, la ricorderanno come una delle peggiori di Giampaolo Calvarese, teoricamente all’ultimo anno di attività (salvo deroga). Partito malissimo (Matuidi era da rosso e non è l’unico errore nell’occasione), molto statico (in alcuni casi passeggiava per il campo), poco coerente da un punto di vista disciplinare, senza grande piglio (ha ammonito Bentancour la prima volta con il giocatore girato di spalle). Nella ripresa ha cercato di riprendere in mano la partita, chiudendola con il secondo giallo a Bentancur (corretto il secondo giallo). Ma quell’errore pesa. Partiamo subito dall’errore, bisogna dividerlo fra Calvarese (in un recente raduno, s’è alzato in aula a nome di diversi colleghi per rilevare su alcune novità che gli arbitri della Can stanno studiando) e il VAR Mazzoleni (che qualche cosa deve aver visto ed ha sbagliato a non caldeggiare l’OFR, la revisione sul campo). Matuidi interviene con il piede a martello, la gamba alta, direttamente sulla tibia di Luis Alberto che aveva appena tirato. Dal campo potrebbe non averlo colpo, Mazzoleni al VAR però le immagini le ha visto benissimo. Non solo, ma arriva l’ammonizione (con grande ritardo) a Matuidi, il che consente a Luis Alberto a rimanere in campo anche dopo le cure: perché mandarlo fuori? Diversi episodi nelle due aree, Calvarese ha tenuto una soglia del fallo molto alta. E’ spalla contro spalla il contatto fra Immobile e Demiral. Leiva toglie il pallone a Higuain che calciando prende anche l’avversario, non può essere penalty. Tiro di Lazzari, Matuidi ha il braccio sinistro al corpo, ok non fi schiare nulla. Non c’è nulla neanche nel contatto fra Luiz Felipe e Ronaldo. RISCHIO. Rischia Lucas Leiva: già ammonito, dà una manata al volto di Higuain. Bravi gli assistenti (Costanzo e Peretti): Radu tiene in gioco Dybala sul tiro di Ronaldo parato da Strakosha (ok l’1- 1), Correa in off side sul lancio di Caicedo (gol annullato). Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘DOA’ – Piscedda: “La forza della semplicità, da oggi coniamo il termine ‘Inzaghiano’. Voto al 2019? 7,5” (AUDIO)

Massimo Piscedda a 'DOVE OSANO LE AQUILE': "Da oggi dovremmo tutti cominciare ad usare il termine 'Inzaghiano', per definire come si possa vincere con la forza della semplicità, senza troppe filosofie cervellotiche. Sacchiano, Sarriano… io scelto Inzaghiano. L'allenatore merita i complimenti, così come tutta la Lazio. Battere la Juventus due volte in 15 giorni non è da tutti, sono stati bravissimi. I bianconeri proprio non riescono a contenere i giocatori di qualità della Lazio. La Supercoppa non credo incida sul campionato, sono due cose differenti, ma di certo ora è il momento di godersi questa vittoria. Un voto al 2019 della Lazio? Direi 7,5, cosiderando che sono arrivate due Coppe".

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SUPERCOPPA

73’ Lulic, l’uomo delle finali scrive un altro capitolo di storia: “Doppia vittoria con la Juve, è ancora più bello” (AUDIO)

C’è sempre, Senad Lulic, quando conta. C’è stato il 26 maggio 2013, nella finale di Coppa Italia contro la Roma, decisa dal suo storico gol che ha regalato alla Lazio il trofeo e la supremazia cittadina. Era il 71’, minuto entrato nella storia. C’è stato ieri, il 22 dicembre 2019, nella finale di Supercoppa contro la Juventus. Come sei anni fa, anche a Riyad nel momento cruciale della gara è salito in cattedra, segnando la rete del momentaneo 2-1 prima del 3-1 finale di Cataldi. Il minuto? Il 73'… La posizione? Sempre la stessa, da dentro l’area, zona sinistra del campo su un traversone da destra. Il suo centro, interno al volo sul secondo palo, ha spianato la strada alla Lazio verso la conquista della 5° Supercoppa della sua storia. Il 6° trofeo dell’era Lotito, il 4° nell’ultimo decennio di dominio della Juventus. “Con l’umiltà possiamo trasformare i sogni in realtà”, ha spiegato il presidente euforico ieri sera durante i festeggiamenti. “Abbiamo fatto qualcosa di magico”, è stato invece il commento di mister Inzaghi, che dal primo giorno ha subito dato a Lulic il grado di leader nello spogliatoio. 
Dal 26 maggio 2013 al 22 dicembre 2019. Dopo 2401 giorni c’è sempre Senad Lulic quando conta. Ha scritto la storia della Lazio il bosniaco, arrivato sotto traccia nell’estate del 2011. Nessuno sapeva chi fosse, ma è la normalità quando Tare confeziona qualche colpo dei suoi. E come spesso accade, la naturale conseguenza è che tutti alla fine si ricredano. Per minuti giocati nelle finali (640’) ha superato Nesta ed è secondo soltanto a Favalli. Non avrà i colpi di Felipe Anderson o Correa, non segnerà come Immobile e non potrà contare sullo strapotere fisico e tecnico di Milinkovic. Ma nel suo, per caratteristiche, Lulic si è rivelato essere un giocatore unico, soprattutto perché si è fatto trovare al posto giusto nel momento giusto. Contro la Roma, nell’ultimo atto della Coppa Italia, e contro la Juventus, in Supercoppa. Due gol in due finali vinte, che rimarranno indelebili nell’almanacco del club. Così come il suo nome, che suona quasi come una sentenza. Ha chiuso la serata araba alzando la coppa al cielo, da capitano. Ora le vacanze, il Natale e il riposo, per poi tornare a lavorare e cercare di raggiungere quel traguardo chiamato Champions. E chissà se a maggio non si farà ritrovare di nuovo nel posto giusto al momento giusto. Non farebbe più scalpore perché alla fine Lulic quando conta c’è. Sempre.

Dalle colonne del Corriere dello Sport arrivano alcune dichiarazioni di Senad Lulic, centrocampista della Lazio autore del gol del sorpasso biancoceleste sulla Juventus nella Supercoppa Italiana di ieri: "Il gol è importante, ma conta ancora di più il gruppo. Arrivare a questa partita è stato bello perché venivamo dal successo in Coppa Italia, ma battere di nuovo la Juventus dopo aver già vinto la partita di campionato lo è stato ancora di più".

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SUPERCOPPA

Il suggello di Cataldi: “Stanco e felice, un trofeo vinto contro una top in Europa” (AUDIO)

Il centrocampista biancoceleste Danilo Cataldi ha commentato ai microfoni di Lazio Style Channel il successo in Supercoppa contro la Juventus: "Sono felicissimo e stanchissimo, come Picci (giocatore del Trani virale sui social, ndr) – riporta Lalaziosiamonoi.it -. Sono strafelice. Ho sentito tante persone che dicvevano quanto fosse difficile battere la Juve due volte. Sicuramente erano concentrati perché c'era in palio un trofeo, è stato complicato soprattuto dopo l'1-1. Però il gruppo soccombe a giornate no, errori tecnici. Non so che dire. Sono contentissimo. Abbiamo alzato un trofeo e battuto una delle prime 3 squadre d'Europa. Adesso ci riposiamo un po' e poi riprenderemo al massimo. La caduta di Lazzari? Lazzari è caduto perché c'era un buco grossissimo nel campo, c'era una talpa che era uscita un attimo e l'ha fatto cadere (ride ndr). Comunque ci godiamo questo gruppo splendido e ci portiamo la coppa a casa. Ora faremo un gran casino in aereo".

 

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SUPERCOPPA

Ronaldo, atterraggio pesante: la Lazio gli spezza la serie di 11 finali vinte di fila

Occhi lucidi e lo sguardo perso nel vuoto al triplice fischio. Un epilogo del genere non se lo immaginava proprio Cristiano Ronaldo, uno che le finali è abituato a deciderle e a vincerle, mentre a Riad assiste alla disfatta di una Juve che si sfalda alla distanza e nel giro di due settimane viene battuta due volte dalla Lazio, con lo stesso risultato: 3-1. Stavolta non ci si può nemmeno aggrappare agli infortuni e agli episodi, si interrompe bruscamente la striscia di 11 finali vinte per CR7 che avrà tempo e modo di conquistare il suo 31° trofeo in carriera, ma non stasera. Nettamente superiore la Lazio in tutto e per tutto, mentre la Juve ripiomba nell’incertezza – anche tattica – dopo le due ottime prove contro Udinese e Sampdoria, una delle poche note positive è il reparto offensivo con il portoghese, ultimo a mollare e Dybala, unico a impensierire la Lazio. C’è lo zampino di Cristiano sull1-1 che ha illuso i bianconeri, con un mancino preciso che ha imposto a Strakosha una respinta corta sui piedi di Dybala. Il tridente dal primo minuto doveva spaccare la partita, ma Ronaldo sembra solo contro tutti, almeno questa è l’impressione vedendolo in campo: Higuain non vede mai la porta mentre Dybala ha bisogno di essere innescato, CR7 corre e lotta, svaria sulle fasce ma non è supportato dal resto della squadra e gli arrivano meno palloni del solito. E così finisce per perdersi, fa quello che può propiziando il pareggio e si danna l’anima senza riuscire a bucare Strakosha. L’atterraggio più brusco, dopo il volo a 2 metri e 56 decisivo contro la Sampdoria.

ilmessaggero.it

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SUPERCOPPA

Juventus, Sarri s’inchina: “E pensare che con la Lazio avevo sempre vinto, se continua così c’è poco da fare” (AUDIO)

Nel corso della conferenza stampa post ko contro la Lazio, Maurizio Sarri ha parlato anche della Lazio come 'bestia nera'. "Io ho sempre vinto contro la Lazio prima… E ora non credo che i miei si facciano condizionare da due partite. Può darsi che ora abbiano una condizione fisica superiore, magari tra due o tre mesi li portiamo via di peso dal campo. Sono in un momento magico: poi se continuano così, c'è poco da fare per tutti".

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SUPERCOPPA

Luis Alberto ed è magia: “Dicevano che era impossibile ma abbiamo vinto”

Dopo il successo contro la Juventus in Supercoppa, il centrocampista biancoceleste Luis Alberto ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel: "Faccio il mio per la squadra – riporta Lalaziosiamonoi.it -. Abbiamo lavorato per alzare questo titolo, tutti dicevano che era impossibile ed invece abbiamo vinto. Dobbiamo continuare su questa strada, i tifosi devono stare con noi fino alla morte. Arriverà qualche momento in cui la squadra avrà bisogno di loro, loro dovranno essere il dodicesimo in campo. Nessuno si aspettava di vincerne otto di fila e di sconfiggere anche oggi la Juventus. Questa squadra è troppo forte. Un obiettivo è stato già raggiunto. Ho parlato con gli amici, avevo tanta fiducia. La Coppa torna a casa con noi, dobbiamo continuare a credere di essere fortissimi". tuttomercatoweb.com

 

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SUPERCOPPA

Lotitolo ed il sesto trofeo: “Cuore, qualità e ferocia, la conferma che possiamo confrontarci con tutti!”

Il presidente biancoceleste Claudio Lotito ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel dopo il successo in Supercoppa contro la Juventus: "Una vittoria ultra meritata da parte della squadra – riporta Lalaziosiamonoi.it – che è scesa in campo con cuore, qualità e ferocia agonistica. Abbiamo dominato per tutta la partita, questa è una conferma del fatto che possiamo confrontarci con tutti e dare grandi soddisfazioni a tifosi. Ognuno svolge il proprio ruolo con l’obiettivo di dare un grande contributo. Si è creata una grande famiglia, in cui io sono il padre. Il Presidente interviene per sottolineare alcune questioni importanti, funzionali al raggiungimento degli obiettivi. L’aspetto emotivo è fondamentale, non conta solo avere qualità tecniche o forza fisica. Conta spirito di gruppo, umiltà, determinazione e la volontà di raggiungere obiettivi con l’aiuto di tutti. Il risultato è il lavoro di tutti. Se questa squadra rimane coi piedi per terra potrà trasformare qualche sogno in realtà. Grande soddisfazione, abbiamo dimostrato di aver surclassato la Juventus, non è un caso. La lazialità è un modo di vivere, di pensare, di approcciarsi alle persone. Questa vittoria la dedichiamo anche alle persone che, con la fede biancoceleste, riescono ad avere un sorriso anche nei momenti di difficoltà". tuttomercatoweb.com