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DICHIARAZIONI

Corsa Scudetto, Sarri: “Lazio avvantaggiata dall’assenza delle coppe? Dipende da come affronteranno le gare”

Il testacoda di per sé non dovrebbe preoccupare, ma le prospettive cambiano quando si arriva da una sconfitta in trasferta con una neo promossa e quando le ultime due gare di campionato lontano dallo Stadium (Napoli e Verona) non hanno regalato sorrisi. Però la Juventus grazie alla vittoria della Lazio sull'Inter ha ritrovato la vetta in solitaria e vuole conservarla, anche per prepararsi bene all'andata degli ottavi di Champions con il Lione (in programma mercoledì 26) e al big match con l'Inter (il primo marzo).

Tornerà Cristiano Ronaldo, che ha riposato con il Brescia, e il tecnico pare intenzionato a riproporre il 4-3-3, ma senza farsi condizionare dalle prossime sfide: "In questo momento della serie di partite non ci interessa, pensiamo solo a Ferrara e ci arriviamo in crescita dopo un periodo complicato. Sappiamo che è una fase importante ma non decisiva, la filosofia deve essere sempre quella di attaccare una partita per volta. La Lazio può essere avvantaggiata dal fatto di non avere le Coppe, ma poi dipende da come si affrontano le gare. La Spal con Di Biagio ha cambiato modulo, è una partita complicata e la Juve lo sa bene perché negli ultimi anni è sempre stato così a Ferrara. Non credo che farò la formazione in base ai cartellini. Sono calcoli che in passato ho visto saltare per aria".

gazzetta.it

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FORMELLO

FORMELLO – Correa-Caicedo, Inzaghi ci pensa. Intanto non si allena Acerbi per affaticamento

Acerbi non ha svolto la seduta di allenamento di questa mattina. Un'assenza che fa rumore in vista della gara di domenica contro il Genoa. Ma da quello che filtra da Formello non ci sarebbe nessun allarme.  Il centrale biancoceleste e della Nazionale non si sia allenato a scopo precauzionale. Uno stakanovista Acerbi che quest'anno non ha salatato nemmeno una gara, Inzaghi ha deciso di fargli fare una seduta di scarco visto che aveva accusato un piccolo affaticamento.  Inzaghi in vista della sfida di Marassi non avrà nemmeno lo squalificato Luiz Felipe. L'unica sostituzione al centro è Vavro. Ilmessaggero.it

Resta aperto il ballottaggio in attacco, dove Inzaghi continua a mischiare le carte. Nel corso della sessione odierna è stato Caicedo ad affiancare Immobile, nei giorni scorsi è avvenuto il contrario, domani nel corso della rifinitura andrà in scena l'indicazione principale. Il testa a testa è serrato, se l'argentino non darà garanzia di aver raggiunto uno stato di forma ottimale dopo il problema al polpaccio partirà ancora dalla panchina. Patric in difesa resta in pole su Bastos (Luiz Felipe squalificato), mentre sulle corsie esterne il solo Jony sembra certo di una maglia da titolare a sinistra. Lazzari e Marusic si giocano una maglia a sestra. Assente Lulic, oggi si sottoporrà ad accertamenti strumentali che faranno il punto dello stato della caviglia a quasi due settimane dall'intervento.

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AVVERSARIO

Genoa, Falque: “Spero che il 10 mi porti fortuna. Lazio? Da noi non è facile per nessuno”

Iago Falque, nella lunga intervista rilasciata a Il Secolo XIX ha parlato della prossima sfida con la Lazio: "Stanno benissimo, ma siamo al Ferraris… So che battere il Genoa in casa non è facile per nessuno. Gli ho segnato con il Toro, all'ultima giornata del campionato scorso. Poi ho avuto un'annata complicata, ho subito due infortuni, ma ci sono ancora dei mesi per rifarsi. Mi manca il ritmo gara, piano piano arriverà, sono a disposizione. Il dieci? Numero importante, spero mi porti fortuna". 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Agostinelli: “Lazio, consapevolezza senza strafottenza. A Genova sarà una battaglia” (AUDIO)

Andrea Agostinelli a 'QUELLI CHE…': “Genova meta scorbutica, tanto più alle 12.30. La spinta del pubblico biancoceleste sarà fondamentale, il morale è a mille, ma soprattutto non bisogna sottovalutare gli avversari. Vorrei vedere una Lazio consapevole, ma non strafottente e soprattutto rispettosa dell'avversario. Potrebbe venir fuori anche una battaglia in campo, come spesso accade al Marassi”.

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AMARCORD

Luis Alberto torna alle origini: tutto inizió nella Marassi rossoblu

Dolci ricordi per Luis Alberto. A Genova infatti lo spagnolo ha segnato il suo primo gol in Serie A. Era il campionato 2016/2017, quando l'ex Liverpool, con un tiro da fuori, segnò il definitivo 2-2 nel finale. Adesso il numero 10 cercherà un altro gol pesante, magari da tre punti, per continuare a far volare la Lazio. Agenzia biancoceleste

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APPROFONDIMENTI

Correa come un nuovo acquisto, riparte da Marassi la corsa del Tucu

Prima dell’infortunio del 5 gennaio Correa era devastante e ‘imprendibile’, per utilizzare il termine scelto da Inzaghi. Saltava sempre l’uomo, creava superiorità, costringeva avversari al fallo e attirava su di sé le attenzioni dei difensori, lasciando così più spazio ai suoi compagni. Ma dopo il problema al polpaccio accusato nella trasferta di Brescia a inizio 2020 ha perso quella scintilla che lo faceva infiammare e lo rendeva quasi unico. L’argentino, fermo per settimane per cercare di mettersi alle spalle il fastidio muscolare, ha provato a forzare di nuovo nel derby del 26 gennaio, ma poi è stato costretto tornare ai box per altri 15 giorni. Il motivo? Un fastidio sempre al polpaccio. Ha perso così continuità nel lavoro che invece ha ritrovato nelle ultime due settimane di allenamenti a Formello. 
“Correa sta tornado molto bene dopo un problema al polpaccio e una ricaduta. Stasera era la partita di Caicedo, ieri nella rifinitura ho provato Correa ma poi ho deciso Caicedo. È un nostro top player e se questa settimana mi dimostrerà di essere al 100% a Genova giocherà lui", ha spiegato dopo la vittoria contro l'Inter mister Inzaghi, che non ha mai rinunciato al Tucu se non per problemi fisici. Il tecnico lo aspetta, i suoi compagni sanno quanto possa essere importante. Lui migliora seduta dopo seduta, anche grazie al lavoro aggiunto che svolge con Pablo Dip, il suo fisioterapista e preparatore personale (aiuta anche Luis Alberto e Patric). In un momento in cui gira tutto per il meglio, per spaventare ancora di più Juventus e Inter servirebbe ritrovare il miglior Correa. Le sue accelerazioni, abbinate alla tecnica e alla fantasia, sono devastanti per rompere i piani gara degli avversari. Non segna dallo scorso 10 novembre e ora che la palla scotta, e le partite pesano in maniera impressionante, deve venire fuori e spiccare. Come ha fatto l’anno scorso, quando dopo mesi di astinenza venne fuori sul finale di stagione e fu decisivo per la vittoria della Coppa Italia con il gol in semifinale contro il Milan e quello in finale con l’Atalanta. Il mondo biancoceleste spera che possa essere di nuovo determinante, magari già domenica contro il Genoa. Con la consapevolezza che c’è bisogno del fu Correa, quello ammirato fino all’infortunio, per alimentare il sogno che inizia con la ’S’. Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Corsa Scudetto, Buffon: “Lazio senza Coppe, può far più paura dell’Inter”

Gianluigi Buffon, raggiunto dai microfoni de 'Le Iene' ha toccato l'argomento 'corsa Scudetto'. Ma chi teme di più il portierone della Juventus? “Se l’Inter dovesse andare avanti in Europa League, probabilmente direi la Lazio. Giocando solamente la domenica, potrebbe fare più paura”.

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DICHIARAZIONI

Ancora Caicedo: “Dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo… lo Scudetto!”

“Dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo. Lo Scudetto!”. Così, in un clima di grande euforia e spensieratezza, ieri sera Felipe Caicedo. L'ecuadoriano ripete, sollecitato dai suoi compagni, la gag della cena di Natale.

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APPROFONDIMENTI

Inzaghi può eguagliare la stagione precedente, ma con tre mesi d’anticipo

La Lazio può agganciare un altro traguardo, l'ennesimo di questa stagione. Se la squadra di Inzaghi dovesse vincere a Genova infatti, andrebbe a 59 punti in classifica. Tanti quanti quelli realizzati la scorsa stagione dopo 38 giornate, chiusa poi all'ottavo posto e con la Coppa Italia. Raggiungere però quota 59 dopo 25 giornate, sarebbe qualcosa di straordinario. Ma d'altronde, non è questa la stagione dei record stracciati e dei tabù infranti? La corsa continua, a Genova la Lazio può scrivere un'altra pagina di un romanzo favoloso.

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RASSEGNA STAMPA

In medio stat virtus

ROMA Da uomo scudo a uomo scudetto, nemmeno Leiva lo avrebbe mai detto: «Sono qui da tre anni, non pensavo onestamente che avremmo lottato per il titolo in così breve tempo, ma ho aiutato il Liverpool ad arrivare dove è adesso, voglio fare a Roma lo stesso». Chissà se Klopp si sia mai pentito di averlo scaricato, di sicuro ora fa il tifo per lui e per la Lazio. Da tutti riconosciuta come la squadra italiana (e non solo) più forte a centrocampo. La prima verità sta nel mezzo, Leiva è il segreto dell'equilibrio, il quarto difensore aggiunto della migliore retroguardia (21 gol subiti del campionato). E' il leader esperto che mura ogni avversario e poi tranquillizza tutti col solo sguardo. E' sua eccellenza che si sistema il ciuffo e poi ringhia ai nemici come uno scugnizzo. Guai a puntare la porta o a sfiorare un suo compagno, il buon Lucas si trasforma in randagio. Così chi diventa suo amico non smette a vita di ringraziarlo. Lui invece, a 33 anni, s'inchina al club che lo ha rilanciato e ringiovanito, con un sogno da realizzare 20 anni dopo: «La Lazio del 2000 è l'esempio da seguire, vogliamo ripetere quell'impresa per il tricolore. Anche se Inzaghi mi racconta che il contesto romano era ricco e totalmente diverso. A proposito, la gente per strada mi dice che il mio modo di giocare somiglia a quello di Almeyda quell'anno».

PARAGONIIl ritorno a quel passato glorioso non sembra più un miraggio. E allora non sarà nemmeno un caso se qualcuno paragona Luis Alberto a Veron o Mancini, lo stesso Milinkovic a Stankovic. In realtà, le caratteristiche sono diverse, ma parliamo comunque di centrocampisti dal talento superiore, a prescindere dal risultato finale. La continua similitudine fa capire però come molti comincino a credere a una Lazio tricolore. Non saranno pure all'altezza dei titolari le riserve, Inter e Juve avranno anche una rosa complessivamente superiore, ma devono fare i conti con le Coppe. Inzaghi invece può studiare in un'intera settimana le sfide, gestire al massimo infortuni, energie e squalifiche. Domenica si è già vista la differenza di preparazione, a livello tattico Simone ha incastrato allo specchio (3-5-2) Conte e nascosto a sinistra (Jony) l'unico suo limite.

REPERTORIOL'ex Antonio Nazionale era convinto che, bloccando Luis Alberto, s'arrestasse il gioco biancoceleste. In effetti, una volta era così il copione, ma Inzaghi ha preso altre misure. Ora può pure arretrare il genio spagnolo e rialzare Milinkovic in versione giocoliere. Dopo più di un anno passato sopratutto a combattere e sgomitare, Sergej ricorda ancora benissimo come tirare e dribblare. Lo ha dimostrato contro l'Inter e da giorni continua a sfoggiarlo spocchioso sui social, persino nelle scommesse di traverse colpite. Pretende 150mila mi piace, ma state sicuri che poi resterà umile. La Lazio a centrocampo ha tutto per vincere: fantasia, fisicità, qualità, 

Il Messaggero