Categorie
ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO 1900’ – Civitarese (Mental Coach): “Immobile si aiuti sentendosi un privilegiato. Esclusione Luis Alberto? Provvedimento deve essere proporzionato al danno”

Il Mental Coach Roberto Civitarese in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900! #radiosei "Caso #Immobile? Il consiglio che posso dare al ragazzo per superare la frustrazione del momento è quella di contestualizzare la situazione, sentirsi un privilegiato visto che è stato fermato dai protocolli malgrado stia bene. Ridimensionare la propria situazione pensando a chi sta davvero soffrendo per questo virus. Polemica #LuisAlberto e possibili ripercussioni tecniche? Dipende dal tipo di segnale si voglia dare. Il provvedimento deve essere proporzionato al gesto ed al danno arrecato. Dal mio punto di vista considero la sua uscita una battuta infelice. La sua esclamazione non considera i meccanismi dell'azienda Lazio, entrare nella gestione economico del club è certamente una scelta non felice. Ok la multa, ma escludere un giocatore fuori rosa anche solo per una gara sarebbe un segnale non producente anche per gli altri"

Categorie
FORMELLO

FORMELLO – Luiz Felipe ancora out (ricaduta alla caviglia), si scalda Patric ma c’è anche l’ipotesi difesa con tre mancini. Abbondanza a centrocampo, ballottaggio sulle corsie

FORMELLO – Leiva in gruppo, nessun dubbio sulla sua disponibilità per Crotone. Ha superato il Covid, ha ottenuto il via libera con la nuova ideoneità agonistica, era già tornato in campo ieri, ha confermato la sua disponibilità oggi, quando i biancocelesti hanno svolto delle esercitazioni tecniche sulla trasmissione del pallone. Infine, la seduta si è conclusa con un'ampia fase tattica in vista del match dello "Scida". A meno che non venga imposto un turno di stop per motivi disciplinari a Luis Alberto, Inzaghi (ad eccezione di Escalante) avrà tutto il centrocampo a disposizione, compreso gli esterni. Lazzari-Marusic- Fares, 2 maglie per 3 giocatori, in attesa del rientro in lista di Lulic. Ampia scelta che potrebbe esserci anche in avanti nel caso in cui Immobile questa sera ricevesse buone nuove dall'ultimo tampone. In questo caso sia Muriqi che Caicedo potrebbero partire dalla panchina, fermo restando che andranno valutate le condizioni di Correa dopo gli impegni con l'Argentina. In difesa, va segnalata l'ennesima assenza per Luzi Felipe. Non si allena dal post Juventus, la speranza è che non ci siano tamponi sospetti, nel frattempo però è la caviglia infortunata a Frosinone a creare problemi. Quasi due mesi di assenza, poi il ritorno in campo con la Juventus ed un nuovo fastidio nella zona interessata. In caso di forfait, pronto Patric con Radu ed Acerbi: l'opzione a disposizione di Inzaghi è schierare tre mancini con l'inserimento di Hoedt per lo spagnolo.

Categorie
DICHIARAZIONI

Inchieste tamponi Lazio, Avv. Gentile: “Nessuno è entrato in campo con il dubbio che potesse essere positivo. Unica contestazione le comunicazioni Asl. Gazzetta denunciata”

La situazione Ciro Immobile tiene sempre banco in casa Lazio. Per fare chiarezza, il legale del club, Gian Michele Gentile, ai microfoni di Radio Punto Nuovo ha parlato della questione che riguarda l'attaccante biancoceleste e non solo: "Sentenze politiche nella giustizia sportiva? Un po' forzata, ma c'è da partire da un presupposto. La giutizia sportiva è ordinamento autonomi che ha regole che vanno accettate in funzione di un determinato assetto. Hanno come parametro il codice di giustizia sportiva e delle direttive di Figc per vigilare sulle violazioni delle norme di diritto sportivo. La giustizia sportiva agisce per valutare queste violazioni. Vicenda Juventus-Napoli? Ho letto la sentenza di Sandulli: voglio ricordare, primo, la responsabilità oggettiva che nessun ordinamento ha recepito ma che tutti viviamo come pressione, anche come nel caso degli ultras. Altro problema è quello della fretta: non ci sono i maxi-processi per fortuna, come per calciopoli, ma abbiamo fatto il primo grado il 25 luglio e l'appello il 2 agosto. Non è giustizia quella: è una finta giustizia. Per, dove si sacrifica la difesa e l'affidabilità del processo: bisogna finire troppo presto i processi. Nel caso del Napoli, io non mi sarei mosso da Napoli, stesso avrei consigliato alla Lazio: la salute prima di ogni cosa, mi sembra una cosa di buon senso".

I tamponi in casa Lazio

"Tamponi ballerini alla Lazio? Abbiamo due processi, uno sportivo ed uno in Campania nella quale si parla solo della prassi burocratica della Figc su chi deve segnalare un eventuale positivo. Mai messo in discussione che non si siano mai messi i risultati dei tamponi. Sulla vicenda scientifica dei tamponi, abbiamo una consapevolezza diffusa, anche da come viene eseguito. L'altezza del prelievo del naso incide. Sarebbe una follia se un presidente mandasse a giocare un calciatore positivo per poi far positivizzare anche gli altri. Nessuno dei giocatori della Lazio, a qualsiasi sistema si faccia riferimento, italiano o europeo, è sceso in campo col minimo dubbio. Immobile, prima di scendere in campo col Torino, aveva fatto un tampone venerdì che aveva accertato la negatività, dopo un ciclo che aveva testimoniato lo stesso percorso, come accertato anche dalle indagini. Il gene N? Un sintomo di una situazione di malessere che non è inequivocabilmente sintomo del coronavirus. Quando compare va fatto il tampone molecolare, se il molecolare è negativo, allora il gene N è sintomo di altro. Il problema è che la Uefa dà risalto al gene N, dice che è sintomo di coronavirus. La Lazio ha mandato i tamponi al Campus Biomedico: quando il Campus ha detto che i tre calciatori avevano il gene N, la Lazio ha fatto i tamponi che hanno dato esito negativo. Nessun calciatore è entrato in campo con il dubbio che potesse essere positivo. La Lazio rischia retrocessione o penalizzazione? L'unica contestazione fatta alla Lazio è stata quella di non aver fatto la segnalazione alla Asl, ma che parte da una errata revisione della nomenclatura giuridica, perché è il laboratorio a dover comunicare. Il laboratorio di Avellino ha fatto qui i tamponi ed ha dato regolare comunicazione all'Asl di Roma. La contestazione che ci è stata fatta dalla Procura Federale è un ritardo di due giorni".Corrieredellosport.it

ANCORAL'AVV.GENTILE: Abbiamo denunciato la Gazzetta dello Sport, sappiamo perché lo fanno, anche per la gara con il Torino. Per questo li abbiamo denunciati, abbiamo una vertenza in corso che nasce dopo questa campagna contro la Lazio

Categorie
APPROFONDIMENTI

Studia a casa, fa pratica a Formello, il percorso di Matri da direttore sportivo

Giacca e cravatta della Lazio, sguardo proiettato verso il futuro. La foto su Instagram di Alessandro Matri spiega tutto: “Passione ed entusiasmo, sempre”. A Formello la sua nuova avventura da assistente di Igli Tare è iniziata in estate. È il suo fido scudiero anche nelle trasferte. Lavora a Formello, parla con Inzaghi, con i giocatori. L’arrivo del colpo da venti milioni, Vedat Muriqi, lo ha curato lui insieme ad Igli nel centro sportivo. La realtà biancoceleste, Matri, la conosce. Ha vestito la maglia laziale, ora è passato dietro alla scrivania. L’esperienza è appena iniziata.

A casa è l’attore perfetto della sua Federica Nargi. Sui social diversi siparietti li ritraggono insieme. Ma tra le mura casalinghe, Alessandro, studia anche. Ha iniziato il corso federale di Coverciano per aspiranti direttori sportivi. Corsi online per intraprendere una nuova vita nel mondo del calcio. Ci sono anche Ignazio Abate, Demetrio Albertini, Paolo De Ceglie, Emiliano Moretti, Giampaolo Pazzini e tanti altri ex calciatori. La strada sembra quella giusta per Matri: teoria a casa seguendo il corso, la pratica sul campo insieme a Tare, da anni considerato uno dei migliori dirigenti nell’ambito calcistico. 

Corrieredellosport.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Luis Alberto-Lotito, il rapporto si è rotto?

Per il presente la punizione sarà pesante – sottolinea Il Messaggero -, ma il rapporto tra Luis Alberto e la Lazio si è rotto. La sensazione però è che – si legge – nonostante il recentissimo rinnovo, sia così da un po' di tempo. Se non si aggiusteranno le cose a fine stagione le strade si divideranno. Sullo spagnolo non mancano gli estimatori, ma il prezzo non sarà basso. Anche lì, c'è da scommetterci, ci sarà battaglia. Per il momento si tenterà di salvare il salvabile e andare avanti, con Inzaghi che sarà costretto a mediare quasi ogni giorno. Tuttomercatoweb.com

Categorie
APPROFONDIMENTI

Immobile senza pace: oggi sesto tampone per la definitiva negativizzazione

È una tortura. Presto o tardi tornerà negativo a tutti i geni del coronavirus, nessuno può dire quando. Forse oggi, chi lo sa? È il giorno di una nuova puntata sulla roulette dei molecolari per il torturato Ciro Immobile, pluritamponato. Di fronte alla ruota che gira si sente lacerato da un senso di impotenza, ha perso il conto dei test che ha effettuato da venerdì 6 novembre ad oggi. Sono trascorsi dieci giorni esatti e tra tamponi effettuati con la Lazio, per l’Italia e privatamente siamo a quota 5, diventeranno 6 stamattina (sempre che non ce ne sia sfuggito qualcuno), lo effettuerà a domicilio per rispettare la quarantena. Il naso di Ciro rischia di diventare una patata per quanti prelievi ha subito. Non c’è scelta per sperare di tornare alla vita da bomber, interrotta alla vigilia di Lazio-Juve, ma già da prima vissuta ad intermittenza per i due stop decretati dall’Uefa.

Gli scenari

Ciro ha vissuto l’intero week-end sperando di raggiungere l’Italia. Stando alle indiscrezioni circolate, venerdì era risultato positivo al gene “N” che lo perseguita. Immobile non si è arreso e ha tentato di ribaltare il verdetto sottoponendosi a due tamponi privati in differenti laboratori romani. Uno dei due test avrebbe comunque riscontrato la solita positività. Alla fine è stato depennato dalla lista dei convocati azzurra. Il tampone di oggi è previsto nel decimo giorno di isolamento, può permettergli di lasciare casa, ma anche no. Il protocollo, per i positivi asintomatici, prevede l’effettuazione del test e in caso di negatività lo svolgimento di una visità di idoneità, più che altro contano gli accertamenti cardiologici. Sono i passaggi chiave per sperare di tornare in campo. Immobile si trascina questa reattività del gene “N” (non per forza collegabile al Covid, lo sappiamo a memoria) da fine ottobre, da quando fu bloccato dall’Uefa, era la vigilia di Bruges-Lazio. […] Corrieredellosport.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Laboratorio unico per i tamponi, tre proposte sul tavolo: deciderà l’Assemblea di Lega di A

La Serie A sabato rischia di riprendere il campionato senza il tanto invocato ente terzo per il controllo dei tamponi. Dopo il caso Lazio, il Consiglio di Lega si era espresso a favore di una sua immediata introduzione, ma il via libera deve arrivare dall'Assemblea (si terrà giovedì e avrà come tema portante quello dei fondi) dopo che l'Fmsi stabilirà le linee guida del protocollo in caso di una positività nel gruppo squadra (via alla bolla in un unico luogo) e per la processazione dei tamponi (geni da ricercare, numero dei cicli di Pnc, reagenti da utilizzare…). Quest'ultime dovrebbero arrivare in via Rosellini domani e a quel punto la Lega chiederà alle aziende con le quali sta dialogando le loro proposte. In corsa ci sono Synlab, Lifebrain e FederLab. La prima sembra favorita perché ha una struttura che, complice il contratto in essere con alcuni club di A e soprattutto con la Uefa, è rodata, ma i costi sono elevati (verranno abbattuti in parte con una partnership pubblicitaria con la Lega?). Pure Lifebrain lavora con società di A e, se sarà scelta, ne incrementerebbe il numero progressivamente per arrivare a pieno regime durante la pausa natalizia. In Lega la parola d'ordine è non fare una scelta frettolosa perché l'obiettivo è individuare un'azienda che applichi gli stessi criteri per tutti in modo da fugare qualsiasi tipo di dubbio. 
 FONDI GIOVEDì A ROMA. Come già accennato, l'Assemblea che dovrebbe sancire l'accordo con il consorzio di fondi Cvc-Advent-Fsi, pronto a dar vita a una partnership decennale con la Lega mettendo sul tavolo 1,65 miliardi, è stata rinviata di 24 ore: si terrà giovedì, in presenza, all’hotel St. Regis a Roma (il Lazio è una regione gialla, la Lombardia è rossa). Dal Pino, insieme ai consulenti di Lazard, ieri ha risposto in videoconferenza alle domande dei 20 dirigenti dei club collegati, ma al termine del meeting sono anche scattate riunioni ristrette fra società e advisor (per prime si sono “consorziate” Parma e Sassuolo) con l'obiettivo di chiarire ogni aspetto. Tra oggi e domani ne andranno in scena altre. Per dare il via alla partnership e alla creazione della media company che avrà il compito di gestire i diritti tv e commerciali della A (Cvc deterrà il 10%) c'è bisogno di 14 voti, ma l'obiettivo è ottenere un consenso più ampio, magari l'unanimità. Il comitato che in questo mese abbondante ha lavorato sul tema (ne fanno parte De Siervo, Agnelli, De Laurentiis, Fienga, Fenucci e Campoccia) è fiducioso anche se ieri soprattutto Lotito e Percassi sembravano avere dubbi legati a una scelta da fare in tempi così stretti. Il presidente della Serie A, Paolo Dal Pino, a “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento ha spiegato: «Il frutto è maturo per l'ingresso dei fondi. Sono passati mesi di lavoro intensissimo e in un momento difficile per l'economia mondiale e del Paese, la Lega sarà accompagnata da un partner industriale che porterà forze nuove ad un settore allo stremo. Cosa succederà in caso di lockdown? Non vedo motivo di interrompere il campionato, ma il Governo deve aiutare con ristori la Serie A». 

A.R. – Il Corriere dello Sport

Categorie
STATISTICHE

Inzaghi, 300 punti ad un passo

A meno uno da una speciale tripla cifra. Inzaghi si prepara a tagliare un traguardo prestigioso, quello dei 300 punti conquistati da allenatore in Serie A. 

Finora Simone è fermo a 299 in 165 panchine, frutto di 89 vittorie e 32 pareggi. Adesso testa a Crotone, per dare l'assalto ad un numero storico. Agenzia biancoceleste

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Cardone: “Stasera esito sesto tampone di Immobile. Lazio ancora da scudetto” (AUDIO)

Giulio Cardone in collegamento: “Entro stasera dovremmo avere il risultato del tampone fatto stamattina da Immobile, credo presso la ASL 1; è il sesto test cui si sottopone in 10 giorni. Oggi scade la quarantena, scattata il 7 novembre quando risultò positivo al tampone del 7 novembre alla vigilia di Lazio-Juventus. Lazio da scudetto? Sì, può lottare e l'ho sempre sostenuto. C'è una panchina allungata e di qualità, il doppio impegno fa meno paura. Considero importanti i due gol di Muriqi col Kosovo, si è sbloccato, tornerà più sicuro. Aspettiamo Lulic ma la cosa principale è uscire da questa problematica legata al CoVid, con giocatori che si allenano poco, penso a Ramos che si è dovuto fermare per la caviglia. Ci sono giocatori insostituibili anche se hai una rosa importante e questo vale sia per la Lazio sia per big come la Juventus”. 

Categorie
APPROFONDIMENTI

Stipendi troppo alti: il calcio sempre più vicino al burrone ma il Governo tace

Di tempo ce n'è sempre meno. L'ultimo allarme l'ha lanciato l'amministratore delegato dell'Inter, Beppe Marotta: «Il calcio rischia il default, abbiamo bisogno di aiuto». Richiesta caduta nel vuoto, inascoltata come quella di un equipaggio disperso in mare mentre la nave affonda. Il calcio affoga nei suoi debiti, nessuno lo soccorre. La serie A è un iceberg in viaggio verso l'equatore, galleggia precario e sotto si scioglie tutto. Le casse e gli stadi sono vuoti, i conti dei club disastrati, la bancarotta un incubo reale. Nell'ultima stagione le perdite aggregate delle 20 società sono state di 770 milioni, uno sprofondo rosso impossibile da gestire e fronteggiare in piena emergenza Covid, il nemico invisibile che sta facendo crollare il gigantesco castello di carte. Il calcio non è mai stato oculato, negli ultimi vent'anni ha chiuso in attivo una sola volta: nel2016-'17 con appena 3 milioni. Nel ventennio dal 2000 al 2020 le perdite totali sono state circa 5 miliardi. Cattive gestioni o spericolati maghi della finanza, a seconda della prospettiva da cui si guarda, si è andati avanti ballando sul Titanic, spendendo e spandendo, salvando i conti grazie a plusvalenze e vendite non proprio cristalline. Ora però c'è una linea limite invalicabile, entro il 1° dicembre vanno saldati circa 300 milioni di stipendi che in serie A hanno sfondato la cifra astronomica di 1,3 miliardi l'anno. I club non ce la fanno più, l'ingaggio medio netto è di circa 1,2 milioni, con una forbice larga tra i 31 milioni di Cristiano Ronaldo e i 40 mila euro di Martin Palumbo, 18enne centrocampista napoletano-norvegese dell'Udinese. Il costo del lavoro è un macigno, i club litigano da mesi con i giocatori per ridurre gli stipendi. Il Governo tace. Nelle settimane scorse il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha scritto a Uefa, Fifa, Eca e alle principali federazioni europee cercando un accordo per una riduzione degli stipendi. Gli è stato risposto che occorre una decisione collettiva presa dalla Uefa. Semmai arriverà non basterà, i contratti sono individuali, non esiste un organismo capace di regolarli tutti. Gravina però ha imboccato la strada giusta chiedendo l'introduzione di una sorta di salary cap per non far saltare il banco. Il presidente della Lega serie A, Paolo Dal Pino, tempo fa disse: «Il valore del giocatore si deve assestare su scala internazionale. Sarebbe controproducente se in Italia facessimo i virtuosi e negli altri Paesi no: verrebbe depauperato il patrimonio. Ha fatto bene Gravina a scrivere all'Uefa per un allineamento a livello europeo sui salari». I giocatori non vogliono essere gli unici a far sacrifici. Leonardo Bonucci, difensore della Juventuse deciso a entrare nel consiglio dell'Aic, ha sottolineato: «La riduzione degli ingaggi? Alla Juve lo abbiamo fatto, ma il calcio non si salva solo chiedendo ai giocatori di ridursi l'ingaggio». Umberto Calcagno, presidente dell'associazione calciatori, chiede una riflessione. «I giocatori sono pronti a offrire il loro contributo. Ma da quali fattori è stata determinata la crisi dei club? Solo dal Covid o da una visione parziale degli ultimi dieci anni delle società? Il calcio italiano si è fatto trovare impreparato su stadi, patrimonializzazione, dipendenza dai diritti tv. A livello comunicativo è facile inviare il messaggio che i costi da tagliare sono gli stipendi dei giocatori, ma il 50 per cento dei professionisti guadagna meno di 50 mila euro lordi. È difficile trovare un accordo che vada bene per tutti. Dobbiamo avere aiuti dal Governo». Gli aiuti sono di là da venire. Nonostante, ricorda Calcio & Finanza, negli ultimi 11 anni la contribuzione del calcio professionistico italiano sia stata di 11,4 miliardi. Nello stesso periodo, i contributi erogati dal Coni alla Figc si sono fermati a 749 milioni: per un euro investito dal Governo nel calcio, lo Stato ha ottenuto un ritorno fiscale e previdenziale pari a 15,2 euro. Dal Pino ancora ieri ha richiesto all'Esecutivo del premier Conte una mano, finora negata. «Ho scritto al Governo più volte, non ho mai ricevuto risposte. Abbiamo sollecitato come per gli altri settori misure di ristoro. All'estero Boris Johnson è attento alle vicende della Premier League, la Merkel alla Bundesliga». I club pagano i loro errori e la cattiva fama, ma le difficoltà odierne sono reali. Nella stagione 2018-19, l'ultima senza coronavirus, negli stadi italiani entrarono 9,6 milioni di spettatori, in quella passata 6,8, in questa appena 42 mila e tutti non paganti. I mancati introiti da botteghino saranno a fine stagione di oltre 300 milioni, cui va sommata una riduzione del 40% degli sponsor e un azzeramento pressoché totale del merchandising: con i negozi e gli stadi chiusi vendere magliette e gadget è impossibile. In più c'è la battaglia con le televisioni, sorgente di vita per il calcio. Incidono sui conti dei club per oltre il 40%. I broadcaster versano circa 1,3 miliardi di euro l'anno, manca però l'ultima rata da 230 milioni della passata stagione. La Lega ha portato in tribunale Sky, Dazn e Igm, ha avuto ragione, deve però ancora vedere i soldi.All'estero non va meglio, in Francia, Ligue 1 è in lite con Mediapro. Il numero uno della Liga, Javier Tebas, ha sottolineato che «il calcio spagnolo avrebbe bisogno di 490 milioni per chiudere la stagione». E secondo l'Eca, i club europei dovranno fronteggiare in due anni mancati introiti per circa 6 miliardi. La Lega serie A sta tentando di costruirsi un'ancora di salvataggio aprendo ai fondi e creando  una media company (MediaCo) per vendere i diritti-tv. Dal Pino ha presentato ai presidenti la proposta diCvc-Advent-Fsi. Per entrare con la quota del 10% in MediaCo, i fondi hanno alzato l'offerta a 1 miliardo e 650 milioni. Giovedì a Roma si voterà. Le perplessità di Lazio e Atalanta non preoccupano Dal Pino: «Il frutto è maturo». Difficile basti a sfamare il calcio italiano, strozzato dai debiti.

Il Corriere della Sera