Non sarà l'unico osservato speciale all'Olimpico, ma oggi saranno parecchie le attenzioni dedicate a Felipe Caicedo: chiusa la polemica con Inzaghi, l'ecuadoriano guiderà l'attacco della Lazio contro la Fiorentina, che potrebbe essere la sua prossima squadra. Intrecci di mercato e di destino. Perché il Panterone è stato più volte accostato alla società viola, anche in un'ottica di una possibile operazione con Biraghi. Da Formello smentiscono tutto, ma non negano che l'attaccante 32enne possa partire: era già destinato a lasciare Roma ad agosto, come svelato da Tare, e può farlo a gennaio a patto che arrivi un'offerta tra i 6-8 milioni di euro.
Mercato a parte, Caicedo è legato alla Fiorentina anche per un particolare rapporto…di rigori. Nell'ultimo precedente di luglio 2020, è stato al centro di un discusso penalty concesso ai biancocelesti per un contatto tra lui e Dragowski in uscita: un rigore poi segnato da Immobile e decisivo per il 2-1 biancoceleste. L'anno precedente, al Franchi, nei minuti di recupero sul 2-1 per la Lazio viene concesso un tiro dagli undici metri: sul dischetto si presenta proprio Felipao, che non riesce a segnare ma per sua fortuna arrivano lo stesso i tre punti. E poi c'è un altro precedente che creò polemiche, quello del novembre del 2017: all'Olimpico, al 90' con il parziale sull'1-0, Caicedo tocca Pezzella in area e l'arbitro, dopo un consulto con il var, decreta il rigore. Babacar lo trasforma, pareggia la partita che ancora oggi non va giù ai tifosi, convinti che l'episodio non sarebbe stato da punire.
Tra gli episodi del passato e i possibili scenari del futuro, c'è un presente ancora tutto da scrivere. Perché finché non andrà via, Caicedo rimane un elemento molto importante per Inzaghi. Il tecnico punterà su di lui oggi, anche perché Immobile non è al meglio: ieri Ciro ha saltato la rifinitura per un problema alla caviglia, dovrebbe recuperare in extremis ma non sarà al 100%. Starà quindi all'ecuadoriano, il secondo miglior marcatore della squadra in campionato (4 gol), aiutare una Lazio che lunedì è stata strigliata dal presidente Lotito e oggi con la Fiorentina dovrà per forza riprendere la marcia verso la zona Champions, distante al momento 6 lunghezze.
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