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Superlega, Perez: “La Uefa non è trasparente. Nessuno può cacciarci da Liga e Champions: senza i soldi della SuperLega spariremo tutti ”

Cento minuti. Tanto è durata l’apparizione del presidente del Real Madrid e della Superlega Florentino Perez nello studio del ‘Chiringuito de Jugones’, trasmissione notturna del canale spagnolo Mega. Da mezzanotte all’1.40. Perez ha detto che vuole salvare il calcio, che altrimenti morirà. Ha promesso una redistribuzione equa e democratica degli introiti per tutto il calcio. Ha attaccato frontalmente la Uefa e la Liga e in particolare i due presidenti Ceferin e Tebas, ha ripetuto che tratterà e che non romperà, che proverà a far partire il suo progetto in agosto e se non sarà possibile tra un anno, o al limite mai, accettando l’idea di una possibile sconfitta. Ha difeso Agnelli e dato una stoccata a Cairo. Ha parlato anche di mercato: Cristiano Ronaldo non tornerà al Real Madrid, farà di tutto per far felice i madridisti, leggi proverà a prendere Mbappé, Sergio Ramos resterà se accetterà l’offerta al ribasso del club.   

“Siamo in un momento di enorme difficoltà. Il calcio per colpa della pandemia ha perso 5 miliardi di euro. Noi 100 milioni in tre mesi un anno fa e 300 in questa stagione. Bisogna far qualcosa, bisogna cambiare. I giovani stanno perdendo interesse nella competizione e bisogna far si che si riaggancino al prodotto. Per farlo bisogna cambiare, così come si fece negli anni 50 quando Santiago Bernabeu ideò la Coppa d’Europa e ha cambiato la storia del calcio, ora succederà lo stesso. Sono tre anni che lavoriamo a questo progetto, la pandemia ci ha costretti ad accelerare i tempi”.  

“L’unico modo per sopravvivere è generare nuovi introiti, che al momento possono arrivare solo dal mercato televisivo. L’attuale Champions League non è attrattiva, lo diventa solo in marzo, la gente non vuole vedere partite contro squadre modeste. Ci sono 4 miliardi di potenziali tifosi che vogliono veder giocare i grandi club. Se questi grandi club vanno bene e incassano possono poi condividere quanto incassato con i club modesti, perché noi ragioniamo in termini di valori e di solidarietà. Hanno detto che è un progetto da ricchi per ricchi che renderà i poveri più poveri e non è vero. Ho sentito il Primo Ministro inglese Boris Johnson dire che vuole proteggere la Premier League ed evidentemente è stato informato male da persone che ora hanno dei privilegi che non vogliono perdere. Noi non vogliamo farla finita con la Premier, che è un’istituzione del calcio, né con gli altri campionati. Però se noi non guadagniamo moriremo, e con noi il calcio, che è in rovina”.   “Siamo amici, ci conosciamo da tempo e abbiamo pensato la cosa più semplice, giocare tra grandi club. Per capirsi, il modello è quello del basket, con la sua Eurolega. Noi col Madrid nella pallacanestro partecipiamo alla Liga e alla Eurolega. Bisogna puntare sulla competitività del prodotto: una cosa che piace costa di più e genera maggiori introiti. Io non sono mosso da interessi personali, sono il presidente di un club in mano ai soci. Mi muovo per l’interesse del calcio, che voglio salvare. Hanno detto che la nostra è una Liga chiusa e non è così, ci sono 5 posti liberi per chi li merita. Ancora non abbiamo stabilito i criteri di qualificazione, ma lo faremo. Il nostro non è un progetto chiuso. È una piramide: noi generiamo entrate e le redistribuiamo più in basso. E poi se noi abbiamo più soldi possiamo comprare i giocatori degli altri, così i club che vendono incasseranno”. “Quanto guadagnano i club con la Champions attuale? La Uefa incassa 130 milioni, noi ne incasseremo 400, più soldi per tuti. Generemo introiti per salvare il calcio. Oggi hanno presentato la nuova Champions. Per prima cosa nessuno ci capisce nulla, non si capisce come sarà e come funziona. E poi non genera denaro a sufficienza e parlano del 2024: se continuiamo col modello attuale saremo tutti morti nel 2024, la situazione è molto drammatica”.   “Vogliamo partire il prima possibile, ma non ci sarà nessuno strappo. Noi cerchiamo il dialogo e a quello lavoreremo. Se si può, si parte, altrimenti aspettiamo un anno. E magari non troveremo un accordo e non si farà. Ma io spero di si, perché altrimenti moriremo tutti”. Chi gestisce in regime di monopolio come la Uefa dev’essere trasparente, e la Uefa non lo è. Com’è possibile che io sappia quanto guadagna Lebron James e non quanto guadagna il presidente della Uefa? Nel Real Madrid i dirigenti si sono tagliati lo stipendio, e anche nella mia impresa. Non penso che l’abbiano fatto alla Uefa. La Uefa storicamente non ha una buona immagine, e non voglio citare qui cose successe in passato. Non possono minacciarci solo per aver pubblicato un documento che dice che vogliamo parlare con loro. Le minacce di Jesper Moller di escluderci dalla Champions attuale? Uno che confonde il monopolio con la proprietà. Bisogna dialogare, parlare per salvare il calcio, come fece Bernabeu negli anni 50”.  “Non ci cacceranno dall’attuale Champions e nemmeno dall’attuale Liga. Sono completamente sicuro di questo. Non ci sono le basi legali per farlo”. “Ho letto il tweet di Tebas, ripete questa cosa che la nostra idea è stata partorita al bancone di un bar alle 5 di mattina, ma io non frequento bar notturni e sono astemio. Non si può parlare in questo modo: il calcio è una cosa molto seria che interessa a 4 miliardi di persone nel mondo. Non possiamo continuare a perdere tanti soldi: noi non vogliamo entrare in conflitto ma solo mettere ordine. Di fronte però abbiamo gente che crede che le istituzioni siano sue, e non è così. Ci vuole trasparenza”. “Pensavamo che il Psg potesse venire, però al momento non è così. Come i club tedeschi: hanno detto loro che vogliamo farla finita con i campionati locali e non è così. La meritocrazia non può esserci per 50 squadre, però ci sono club come Roma, Napoli e molti altri che hanno diritto di partecipare e studieremo la formula perché possano qualificarsi. Ma chi genera denaro sono i 15 membri fondatori, quelli sono quelli che creano il miglior spettacolo del mondo. Non posso dire chi arriverà, stiamo trattando, però ora ci prendiamo una pausa per spiegare le nostre intenzioni, poi si vedrà chi potrà unirsi”. “Non si può insultare un nostro collega. Il presidente della Uefa ha usato termini pessimi per rivolgersi al presidente di un club storico come la Juve. È un impresentabile. Un presidente Uefa non può comportarsi così, queste sono cose che devono cambiare. La Uefa dev’essere diversa, non vogliamo un presidente che insulta un presidente di un grande club, non si possono dire certe cose. Il presidente ha parlato in maniera viscerale e ora bisognerà chiarire”. “Le partite tra i grandi club sono sempre attrattive, sono quelle che generano soldi, non credo che i 4 miliardi di tifosi vogliano vedere incontri tra rivali sconosciuti”. “Se me lo chiede cedo il posto di presidente a Laporta anche domani. O ad Agnelli, a chiunque. E poi sceglieremo gli arbitri migliori secondo criteri di professionalità. Questa è la parola chiave, un concetto al quale non siamo più abituati nel calcio”.  “Bisogna cambiare tante cose, tante. Si giocano troppe partite, le nazionali partecipano a competizioni che la gente non sa nemmeno come si chiamano. Usare i giocatori dei club così non ha molto senso. Il calcio così non ha molto senso e va cambiato. Non ci saranno abbandoni in Superlega, perché abbiamo firmato un accordo vincolante e chi è dentro non può uscire. Tratterremo tutti”. “Va ripensata la distribuzione. Ci sono club piccoli che ora economicamente stanno bene perché dipendono quasi esclusivamente dalla divisione della torta televisiva. Non può essere che club piccoli stiano bene e il Barça perda denaro. Lo stesso vale per la Premier: con l’attuale redistribuzione le 6 grandi soffrono e club modesti no. L’attuale divisione dei diritti tv va rivista”. “I giovani trovano le attuali partite troppo lunghe. Va ripensato il sistema, e magari vanno accorciate. Il mondo sta cambiando continuamente e non possiamo voltare le spalle ai giovani, trascurare i loro interessi. Dobbiamo staccarli dai tablet. Le nuove generazioni non ci capiscono e dobbiamo far si che lo facciano”. “Si, ci vorrà un torneo parallelo, come già esiste nel basket a livello europeo. E da li saliranno in Superlega, dove non possono giocare tutti. I tempi cambiano: gli scandinavi vogliono fare un campionato congiunto, così come quelli del Benelux o i Paesi dei Balcani. Mostrano a Florentino Perez la prima pagina di Marca che dice: “Clamore contro la Superlega”. Il commento: “Dico solo una cosa, sapete chi è il padrone di questo giornale? È il presidente del Torino, che è un rivale della Juventus. Mi fa piacere darvi queste informazioni”. “Mi fermano per strada, nonostante abbia la mascherina, e mi dicono: ‘Presidente, prendi Mbappé!’. Cosa rispondo? ‘Tranquillo’. Il Madrid ha bisogno di un cambio. Abbiamo vinto tanto e finché si vinceva non si poteva cambiare, però ora sono successe tante cose e c’è bisogno di una sferzata, di recuperare la voglia perduta. Lavoro per questo. Non dico altro al tifoso. Cristiano Ronaldo? Non torna, perché ha un contratto con la Juve. Gli voglio molto bene ma non ha senso che torni. Anche a Sergio Ramos voglio molto bene ma al Madrid stiamo vivendo una situazione molto negativa economicamente e dobbiamo essere realisti: le cose vanno male per tutti. Non ho detto che non resta, assolutamente. Chiudiamo la stagione poi vediamo. Vinicius non si vende, e non si tocca. Non accettiamo nessuno scambio per lui”. “Sarà pronto per l’autunno del 2022 o alla fine dello stesso anno. Noi li giochiamo 25-27 partite all’anno, col tetto lo useremo tutti i giorni e ci permetterà d’incassare molto di più. Se ci saranno le condizioni per far tornare i tifosi lo faremo prima, anche coi lavori in corso. Era la nostra idea, poi la pandemia ha cambiato tutto. Sinceramente però non penso che in settembre potremo avere tifosi allo stadio”. “È il miglior allenatore che abbiamo avuto, una leggenda. Non dice nulla, penso sia contento ma con lui non si sa mai. Il contratto ce l’ha, poi decide lui”.

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Superlega, Cairo: “Attentato alla Serie A. Marotta traditore deve dimettersi, Agnelli Giuda”

"È un attentato alla salute di una associazione come la Lega: se uno come Marotta, ad dell'Inter, fa una cosa del genere si deve dimettere dalla Figc subito, e deve vergognarsi". Al telefono con l'Ansa il presidente del Torino Urbano Cairo dopo la riunione della Lega Serie A sul tema Superlega è durissimo. "Tu sei ad dell'Inter, società che ha concepito con altre 11 il progetto Superlega, non puoi rimanere a rappresentare la Serie A in Figc perché stai attentando alla vita di una associazione – prosegue Cairo -. Il progetto non andrà in porto, ma chi lo ha concepito sta attentando alla lega di serie A e per questo tradimento deve dimettersi e vergognarsi. E la stessa cosa vale per Agnelli". "Sembra che il progetto l'abbiano depositato il 10 gennaio – continua – quindi gli ho detto durante la riunione 'come puoi venire qui a parlare di solidarietà quando hai sabotato la trattativa coi fondi, sapendo già che stavii facendo la Superlega? Come puoi andare a trattare per l'operazione fondi quando stai già lavorando alla Superlega?". Ma come si fa? È un tradimento, è da Giuda", conclude Cairo. (ANSA).

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POLITICA SPORTIVA

Superlega, l’assemblea di Lega: Juve, Inter e Milan confermano la volontá di continuare a giocare la serie A

Dopo la notizia della nascita della Superlega la Serie A si è riunita nell'assemblea di Lega. A svolta in videocall. I club si rivedranno tutti in presenza martedì. Da parte di Juventus, Milan e Inter il concetto è chiaro: vogliamo continuare a giocare in serie A.

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APPROFONDIMENTI

Clamoroso UEFA, possibile esclusione dei 5 club fondatori della Superlega ancora impegnate in Champions ed EL

Venerdì 23 aprile, la UEFA prenderà una decisione in merito alla partecipazione delle cinque squadre tra le fondatrici della Supelega, che sono ancora impegnate tra Champions League ed Europa League. La federazione europea potrebbe decidere di escludere Manchester City, Chelsea e Real Madrid dalla Champions e Manchester United e Arsenal dall'Europa League dopo la nascita della Superlega annunciata nella notte di ieri. A riportarlo è Sky Sport.

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DICHIARAZIONI

Superlega, Draghi: “Al fianco delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare valori meritocratici”

Anche il Premier Mario Draghi s'è espresso sul progetto Superlega varato nella serata di ieri da dodici club europei. E come Federazioni, FIFA e UEFA, s'è detto contrario a questo progetto: "Il Governo segue con attenzione il dibattito intorno al progetto della Superlega calcio e sostiene con determinazione le posizioni delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport", le parole di Draghi.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, filotto compiuto: ora piano Champions al bivio degli scontri diretti

Il piano Champions della Lazio giunge al bivio decisivo. Nei prossimi 180 minuti, gli scontri diretti in casa del Napoli (giovedì) e il Milan all’Olimpico (lunedì) diventano veri esami per i biancocelesti. In due gare il progetto di agganciare il quarto posto può rafforzarsi o anche sfaldarsi. Dopo la vittoria sul Benevento la Lazio si è portata a quattro punti dalla Juventus che è quarta. In mezzo, a due lunghezze, c’è proprio il Napoli. Il Milan naviga lontano, a quota 66: ben otto punti in più della Lazio. Ma qui entra in ballo la gara casalinga con il Torino che è ancora in sospeso in attesa di poter essere recuperata. Contando sui quei tre punti potenziali le prospettive della squadra di Inzaghi assumono altre dimensioni.

NUOVE RISORSE —   Molto più sofferta di quanto non si possa desumere dal 5-3 finale la vittoria sul Benevento. La Lazio sembrava avere la gara in pugno dopo essersi portata sul 3-0. Il secondo tempo ha però fatto emergere vecchi problemi e nuove amnesie. A ogni modo, con molta tenacia, è stato conquistato il quinto successo di fila (nono interno consecutivo). Una striscia di risultati che ha riportato in quota la Lazio dopo le sconfitte contro Inter, Bologna e Juventus intervallate dal successo con la Sampdoria. Da gennaio era partito un ciclo di sei vittorie di fila tra cui quelle nel derby e sul campo dell’Atalanta. In pratica una Lazio diventata senza mezze misure. L’ultimo pareggio contro il Genoa, il 3 gennaio. Una squadra che ha imparato a giocarsi le sue chance sino all’ultimo istante: non solo per le vittorie ottenute al fotofinish. Contro il Benevento, è tornato al gol Ciro Immobile dopo 9 gare di digiuno (una di Champions). E contro i campani si è rivisto da goleador pure Correa, a segno per la prima in questo campionato all’Olimpico dopo aver realizzato tre reti fuori casa. Dalla prossima settimana, molto probabilmente, Inzaghi (a casa causa Covid da 12 giorni) potrà contare sul ritorno di Luiz Felipe in difesa dopo l’operazione di gennaio alla caviglia. E per Napoli torna disponibile Caicedo, reduce da un turno di squalifica. Sulle prossime due partite grava però il rebus sulle difficoltà espresse più volte dalla Lazio nel doppio impegno settimanale. Anche sotto questo aspetto per la squadra di Inzaghi l’esame Champions diventa ancora più probante e impegnativo.gazzetta.it

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ARBITRI

Designazioni, Napoli-Lazio a Di Bello: i precedenti

La 32ª giornata di Serie A TIM Napoli-Lazio, in programma giovedì 22 aprile 2021 alle ore 20:45 allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, sarà diretta dal signor Marco Di Bello (sez. di Brindisi).

Assistenti: Alassio – Tegoni

IV uomo: Abisso

V.A.R.: Irrati

A.V.A.R.: Bindoni

La designazione arbitrale della 32ª giornata di Serie A TIM ha assegnato la direzione della gara Napoli-Lazio al signor Marco Di Bello della sezione di Brindisi.

Il direttore di gara pugliese ha già arbitrato per 14 volte i biancocelesti in Serie A TIM. Il bilancio complessivo degli arbitraggi del fischietto brindisino sorride alla Lazio che è uscita vincitrice per 8 volte, pareggiando in 2 occasioni e perdendo in 4 circostanze.

Il fischietto pugliese, che ha già arbitrato in questa stagione Milan-Lazio 3-2 del 23 dicembre scorso, dirigerà la prima sfida della sua carriera tra Lazio e Napoli.

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DICHIARAZIONI

Superlega, Gravina: “Ribadisco il nostro no. Tentativo di fuga dannoso per il calcio”

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha parlato da Montreaux, dove domani si celebrerà il Congresso elettivo della UEFA, in merito alla Superlega: "Ribadisco il nostro no. L’unica riforma percorribile è quella nata dalla proposta UEFA sulla Champions League, ogni tentativo di fuga in avanti è irricevibile e dannoso per il calcio europeo. L'adesione a questo progetto pone gli stessi Club al di fuori dal contesto riconosciuto dalla FIFA".
Parole poi anche sull'importanza dei campionati nazionali: "Il patrimonio sportivo e culturale delle singole competizioni rappresenta un valore aggiunto per qualsiasi torneo internazionale, vogliamo difendere il merito sportivo e la possibilità per ogni squadra di inseguire un grande sogno, insieme ai propri sostenitori. Il calcio è dei tifosi, va modernizzato, ma non snaturato. Il calcio è partecipazione e condivisione, non è un Club elitario".

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DICHIARAZIONI

Ceferin tuona: ‘Superlega sputo in faccia a chi ama il calcio, che avidità! Chi la gioca salta Europei e Mondiali’

La reazione di Aleksander Ceferin. Il presidente dell'Uefa, dopo il duro comunicato di ieri, torna ad attaccare il progetto Superlega. Lo fa a margine del Comitato esecutivo di Montreaux, dove l'Uefa ha ufficializzato il nuovo format della Champions League dal 2024.

LE PAROLE – "Non posso che sottolineare più fortemente che l'Uefa e il mondo del calcio sono uniti contro la vergognosa proposta egoistica di alcuni club motivati dall'avidità e nient'altro. Siamo tutti uniti contro questa sciocchezza di un progetto. Ai giocatori che parteciperanno a una lega chiusa sarà vietato di giocare ai Mondiali e agli Europei. Non potranno giocare per le loro nazionali. L'Uefa distribuisce il 90% dei ricavi reinvestendoli nel calcio, l'Uefa non è solo una questione di soldi, la Superlega sì. Sono gli interessi di una dozzina, non vorrei chiamarli quella sporca dozzina. Il principio di base non può cambiare, la solidarietà è qualcosa di eterno. Ma per qualche persona la solidarietà non esiste, l’unica cosa che esiste è il denaro nelle loro tasche. Vorrei ringraziare tutta la famiglia del calcio, anche i club, tranne quei 12. E grazie ai governi. Questa idea è uno sputo sul viso di quelli che amano il calcio. Non lasceremo che ci portino via il calcio". 

 

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POLITICA SPORTIVA

Serie A, tre club votano per escludere Inter, Milan e Juve

Non si sono fatte attendere reazioni anche da parte del mondo del calcio italiano dopo l’annuncio ufficiale della nascita della tanto discussa Superlega europea. A tal proposito – scrive La Repubblica – il consiglio di Lega di Serie A convocato d’urgenza è stato una partita di poker

Il presidente Paolo Dal Pino e l’amministratore delegato Luigi De Siervo hanno messo sul piatto per l’approvazione il documento congiunto con la UEFA, che dichiarava l’opposizione delle Federazioni alla nascita della nuova competizione.

Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha manifestato la propria contrarietà in quanto «parte in causa». Lasciando capire che il Milan, come Juve e Inter, era nel gruppo dei ribelli. Non ha votato l’ad nerazzurro Giuseppe Marotta, che essendo in Consiglio federale, in quello di Lega non può esprimere preferenze.

Tre società si sono invece dichiarate subito favorevoli all’allontanamento da ogni competizione dei club vip della Superlega: AtalantaVerona (che solo pochi giorni fa chiedevano la testa di Dal Pino al fianco di Juve e Inter) e Cagliari.

Chi chiede l’esclusione delle big si pone però anche la domanda di quanto varrebbe la Serie A senza le tre grandi. E ancora se i giocatori accetterebbero di saltare un Mondiale o un Europeo, ed eventualmente chi arbitrerà le partite di una Superlega.

Il tutto dopo che negli ultimi mesi la Serie A ha ceduto a Dazn i diritti tv per il triennio fino al 2024 e attende di assegnare ancora tre partite a giornata in co-esclusiva. E dopo che i club hanno a lungo portato avanti una trattativa per la creazione di una media company partecipata dai fondi di investimento: in cambio del 10% del capitale della nuova società, i partner finanziari avrebbero dato ai club 1,7 miliardiin sei anni.

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