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FORMELLO

FORMELLO – Iniziata la settimana anti-Verona: Inzaghi aspetta Patric e Luis Alberto

La Lazio riattacca la spina dopo i due giorni di riposo pasquali. Allenamento pomeridiano per iniziare a pensare alla partita di domenica contro il Verona. Non c’è Luis Alberto, ancora alle prese con la caviglia malconcia. Ha stretto i denti contro lo Spezia, ha forzato, ora con un po’ di fisioterapia cerca di risolvere il problema in maniera definitiva. Tra gli assenti anche Luiz Felipe, che tra qualche giorno potrebbe tornare in gruppo e Patric.

Inzaghi e i dubbi sulle fasce

Correa e Lazzari fermati dal Giudice Sportivo. In attacco, con Immobile, è pronosticatile Felipe Caicedo. É tornato importante dopo il gol allo Spezia, potrebbe partire lui dal primo minuto e non Muriqi. Incognite sulle fasce: Marusic provato ancora in difesa, a destra potrebbe muoversi Lulic con Fares sul lato opposto. Inzaghi studierà in questi giorni.

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CALCIOMERCATO

Occhi ancora su Bradaric del Lilla: in pole per il dopo Lulic

Rispunta la pista Domagoj Bradaric per potenziare la fascia sinistra della Lazio. Il ventunenne croato in forza al Lille è stato già valutato dal club biancoceleste nel corso del mercato di gennaio, ma ora torna forte d’attualità: a sinistra si prospetta l’addio di Senad Lulic, che è in scadenza di contratto. Salvo ripensamenti dell’ultimo minuto, il capitano non è intenzionato a rinnovare: vuole tornare in Svizzera dove vive la famiglia. Inoltre Fares non è ancora riuscito a inserirsi secondo le aspettative e la soluzione Marusic ha garantito affidabilità ma potrebbe non bastare per le esigenze dell’intera stagione. Con l’Anversa si sta ben disimpegnando Jordan Lukaku, che ha ormai smaltito i problemi fisici delle passate stagioni. Potrebbe rientrare alla base, ma il club belga sarebbe anche orientato a riscattarlo. Scenario diverso invece per Jony, che difficilmente resterà all’Osasuna e allo stesso modo sembra improbabile un’altra chance della Lazio. Inoltre, l’opzione Kamenovic, il 20enne serbo già ingaggiato a gennaio e rimasto in prestito al Čukarički fino a giugno, dovrebbe riguardare solo la difesa senza prevedere, almeno inizialmente, prospettive a centrocampo.

Bradaric sa far valere le sue doti sul piano della corsa, però è anche sostenuto da una buona base tecnica. In questa stagione col Lille ha totalizzato 20 presenze con un gol in campionato, 7 in Europa League e 3 in Coppa di Francia. Per 22 volte ha giocato da titolare. Con la Serbia vanta 4 presenze. Con l’Under 21 il 31 marzo è stato protagonista grazie al gol segnato all’ultimo minuto contro l’Inghilterra che ha spostato la differenza reti a favore della Serba per ottenere la qualificazione al prossimo europeo. Costa sui 6 milioni di euro. La Lazio ci sta pensando. gazzetta.it

 

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APPROFONDIMENTI

Focolaio Covid in nazionale: 14 i club potenzialmente interessati

Dalla tavola della Nazionale ai campi della Serie A. Col rischio di paralizzarla. Tra notizie ufficiali e ufficiose, tra le positività confermate e quelle sussurrate, il ritiro degli azzurri è diventato terreno di coltura per il coronavirus: nei 10 giorni trascorsi dagli azzurri nella bolla imposta dal protocollo Uefa per le 3 partite di qualificazione al Mondiale, in 18 persone hanno contratto il Covid. Sei soltanto tra i calciatori (e ci sarebbe almeno un altro caso sospetto), visto che a Bonucci (Juventus) e Verratti (Psg) si sono aggiunti proprio ieri Florenzi (Psg anche lui), Grifo (Friburgo), Sirigu (Torino) e Cragno (Cagliari). Non proprio casuale: Bonucci, Verratti e Sirigu infatti hanno diviso la tavola nei lunghi giorni di ritiro, prima a Coverciano, poi a Parma, infine a Sofia e a Vilnius, giorni in cui il gruppo ha anche festeggiato le 100 presenze del difensore juventino con un brindisi offerto da lui. A tavola con i tre sedevano anche Donnarumma e Insigne, che non risultano contagiati. Sirigu, tra l’altro, come Cragno, partecipava alle riunioni tecniche accanto a un uomo dello staff positivo. Nello staff azzurro era in tutto 4 i contagiati. Il totale ufficiale sale così a 10. Indiscrezioni non confermate né smentite parlano della positività di altri 8 componenti della spedizione (3 dirigenti, 1 membro della delegazione e altri 4 tecnici dello staff di Mancini) porterebbero la somma addirittura a 18. Quasi il 25% della delegazione, formata da un’ottantina di persone. La bolla è scoppiata e adesso le 14 squadre che avevano calciatori tra i 38 convocati sono in ansia: 30 di loro, infatti, sono saliti sul volo charter di rientro della squadra dalla Lituania all’Italia, altra occasione potenziale di contagio. I passeggeri, quando si sono imbarcati, erano risultati tutti negativi all’ultimo tampone a Vilnius e ignoravano il rischio. Ma qualcuno, ad esempio Bonucci che al primo tampone italiano si è subito scoperto positivo, poteva già essere contagioso. Così in teoria altri, tra giocatori, tecnici e membri della delegazione federale, potrebbero ancora positivizzarsi nei prossimi giorni: certezze, sui tempi e origine del cluster, non si hanno. Il primo caso, tra gli azzurri, è emerso tra il raduno fiorentino di domenica 21 marzo e il trasferimento a Parma il 24, col segretario isolato e rispedito a casa. È verosimile però che a quel punto il cluster azzurro si fosse già sviluppato, ma è a Sofia che sono cominciati i veri guai, e c’entra poco il fatto che la popolazione bulgara, malgrado l’alto tasso di contagio nel loro Paese, si astenga dall’indossare la mascherina. La squadra è rimasta in bolla al Grand Hotel Millennium, dove occupava 3 piani e un’ala riservata, e si è spostata per gli allenamenti allo stadio del Cska sui 2 pullman previsti dal protocollo, tornando in albergo a fare la doccia. Eppure lunedì 29, dopo la partita, il mal di gola di un collaboratore di Mancini ne ha suggerito l’isolamento insieme al collega a più stretto contatto: entrambi imbarcati per l’Italia martedì 30, mentre la squadra e il resto della delegazione, con tampone negativo, volavano a Vilnius. Gli eventi sono precipitati da quel momento. Il Sassuolo, che aveva raccolto critiche per aver deciso di isolare Locatelli e Ferrari e non farli giocare con la Roma, oggi sembra un modello per il futuro. Perché nonostante tutte le precauzioni prese, Cragno e Sirigu hanno giocato, sabato, contro Verona e Juve. Che domani affronta il Napoli: un girone dopo, ancora con l’ombra del Covid.

M.P. – la Repubblica 

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GIUDICE SPORTIVO

Una giornata per Lazzari e Correa: saltano la gara con l’Hellas Verona. Inzaghi entra in diffida

Sono arrivate le decisioni del giudice sprtivo, Gerardo Mastrandrea, in merito allo svolgimento della decima giornata del girone di ritorno. Correa e Lazzari sono stati squalificati per un turno e salteranno la gara con l'Hellas Verona (per l'ex Spal anche un'ammenda di 10000 euro): il primo per doppia ammonizione, il secondo per il rosso diretto, si legge, "perché al 50' del secondo tempo, a giuoco fermo, avvicinandosi minacciosamente ad un avversario, ne provocava la caduta appoggiando la testa alla nuca del medesimo". In casa Lazio, Simone Inzaghi è giunto alla quarta mmonizione, alla prossima sarà squalificato, terzo giallo per Andreas Pereira; tra i gialloblù sarà assente Lovato, anch'egli squalificato, così come il tecnico Juric, squalificato per una giornata, pena aggravata da un'ammenda di 5000 euro.

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CURIOSITA'

Inzaghi si travisa da infermiere del pronto soccorso: chiama gli ex medici Morelli e Meli è “salva” Cesare Rambaudi

Se tutti abbiamo un destino, o un disegno divino, nella vita di Cesare Rambaudi, fratello di Roberto detto “Rambo”, ex freccia della Lazio di fine anni Novanta, c’era scritto che un giorno avrebbe detto grazie alla tenacia di suo fratello, alla disponibilità infinita di Simone Inzaghi e alla tempestività di Michele Morelli, ex medico sociale della Lazio, provvidenziale con il suo intervento. Questa squadra di soccorritori speciali l’ha salvato da una peritonite, solo grazie ai loro diversi interventi si è evitata una tragedia. La storia è a lieto fine, Cesare Rambaudi è stato operato nella notte tra domenica e lunedì presso la clinica Paideia. Sta molto meglio, è in ripresa. Aveva iniziato a sentirsi male mercoledì scorso a Torino, città in cui vive la madre, raggiunta per espletare alcune pratiche. Cesare in nottata ha iniziato ad avvertire dolori addominali, assieme alla moglie ha richiesto l’intervento del 118 torinese. E’ stato trasportato in un ospedale di Torino, è stato visitato all’interno del Pronto Soccorso. «Dopo essere stato sottoposto ad ecografia è stato rimandato in albergo, dove alloggiava, nonostante i valori sballati, con l’indicazione di assumere un antibiotico e un antifiammatorio», ha raccontato Roberto Rambaudi. Giorni di tortura, i dolori non sono mai cessati, sono diventati lancinanti nel week-end scorso. Cesare ha deciso di rientrare a Roma a bordo di una macchina guidata dalla moglie. Si è sdraiato su un sedile e ha attraversato mezza Italia per tornare a casa. Suo fratello Roberto non ha mai smesso di seguirlo telefonicamente. Fin quando domenica, nel giorno di Pasqua, allarmato dalle condizioni di salute di Cesare, ha deciso di intervenire. Ha chiamato Simone Inzaghi per chiedere il contatto di un medico di fiducia, rintracciabile d’urgenza. Simone ha pensato subito a Michele Morelli, con il quale ha lavorato per anni in Primavera ed anche in prima squadra, fino allo scorso anno. Morelli ha contattato subito Cesare Rambaudi e l’ha raggiunto a casa assieme al collega Claudio Meli, esperto in diagnostica delle immagini. Lo hanno sottoposto ad ecografia con un ecografo portatile e, diagnosticata la peritonite, hanno disposto il ricovero d’urgenza. Roberto (oggi tecnico del Flaminia) e Cesare Rambaudi, dopo essersi riavuti dallo spavento, hanno calorosamente ringraziato Inzaghi, Morelli e Meli per l’aiuto decisivo. Sarebbe bastata un’ora in più per il peggio. I fratelli Rambaudi adesso vogliono vederci chiaro su quanto accaduto nell’ospedale di Torino cui si era rivolto Cesare. Il buoncuore di Simone ha riportato alla mente l’eroismo di Gaia Lucariello, sua moglie. Nell’agosto 2017 salvò una bimba a Sabaudia, che rischiava di soffocare, praticando la manovra di Heimlich. La lazialità è umanità.

corrieredellosport.it

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RASSEGNA STAMPA

Inzaghi e i 45 anni col regalo più atteso: sulla torta manca solo il rinnovo di contratto

Una settimana da incorniciare e ricordare. Che può diventare perfetta e speciale per Inzaghi, Lotito e la Lazio. La Champions di nuovo a portata di mano, il sorpasso sulla Roma, l'ennesimo record raggiunto, il compleanno e un matrimonio tanto atteso e inseguito da annunciare. Meglio di così non poteva andare. Tutto di corsa, tutto sempre all'ultimo respiro e sul filo di lana. Tecnico e presidente hanno raggiunto un accordo, a distanza si sono dati la parola e ormai è imminente la firma sul contratto. L'ha praticamente annunciato l'allenatore in conferenza stampa il giorno prima della gara con lo Spezia, ha annuito con un sorriso il presidente a chi gli chiedeva conto del futuro di Simone sulla panchina biancoceleste. Sono questi i giorni del rinnovo. Di un legame che diventerà ancora più solido. Gli ultimi ostacoli sono caduti, per l'ennesima volta Inzaghi farà della Lazio la sua casa per i prossimi due o tre anni. Alla fine, i giorni potrebbero essere domani o giovedì (dipende da Lotito) con il tecnico pronto a firmare un accordo fino al 2024 a 2,5 milioni di euro a stagione a salire. 
MARATONA SOFFERTASimone ieri ha festeggiato in famiglia il 45/esimo compleanno e oggi, alla ripresa degli allenamenti, pur con un giorno di ritardo, verrà celebrato anche dai suoi ragazzi, squadra e staff tecnico incluso. Probabile che il regalo più bello arrivi dal presidente Lotito che, lo chiamerà per firmare il nuovo accordo. Ma arrivarci non è stato proprio agevole. Forse, più complicato rispetto a due anni fa, poco dopo il trionfo in coppa Italia sull'Atalanta. La distanza tra Inzaghi e Lotito era davvero minima, ma non si trattava solo di soldi, pure di progetto tecnico e la possibilità di avere più autonomia e voce in capitolo nelle decisioni. Pur di far salire la proposta per i suoi collaboratori, il tecnico era disposto anche a rinunciare a qualcosa del suo stipendio. Tutto per far collimare le cose e sistemare la situazione. Negli ultimi giorni, purtroppo anche per via della tragedia accaduta a Daniel Guerrini, il presidente, Inzaghi e Tare si sono visti spesso e hanno avuto la possibilità di parlare, anche di cose non strettamente legate alla vicenda contrattale. Il legame è forte e non è stato spezzato, nonostante alcuni dissidi, qualcuno anche pesante, sia con il patron, sia con il direttore sportivo Tare. Al numero uno della Lazio non è piaciuta molto l'attesa sulla proposta fatta a Simone un paio di mesi fa. Ma alla fine, grazie anche ai risultati e ai record, e a qualche dialogo fuori dal contesto sportivo, tutto si è risolto. 
OBIETTIVO VERONAIn mezzo a tutto questo c'è da preparare la sfida col Verona. Un'altra partita fondamentale e cruciale per la Lazio. L'ennesima gara da non sbagliare in chiave Champions. Ma i problemi non mancano. Correa e Lazzari oggi verranno squalificati dal Giudice Sportivo. Per l'argentino si prospetta un turno di stop, mentre per l'esterno si temono un paio di giornate. Inzaghi dovrà rivedere la formazione, verificare lo stato di alcuni giocatori. Tra tutti Luis Alberto, anche se lo spagnolo è sicuro di giocare pure col Verona, dopo aver forzato con lo Spezia. Ieri direttamente dalla Spagna è arrivato il suo fidato amico e fisioterapista Ruben Pons che già dal pomeriggio ha cominciato a trattarlo. La caviglia è ancora un po' gonfia e infiammata, ma lui allo stesso Inzaghi e ai compagni ha garantito che sarà in campo già mercoledì per l'allenamento. 
D. M. – Il Messaggero

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FORMELLO

FORMELLO – Lazio al lavoro martedì pomeriggio. Patric da valutare

La Lazio si ritroverà oggi alle 15 a Formello per riprendere la preparazione dopo le setività pasquali, ieri, giornata facoltativa, nel centro sportivo lavoro personalizzato per Ramos, Luis Alberto e Radu. Contro l'Hellas Verona – si gioca domenica ele 15, stadio Bentegodi – Inzaghi dovrà fare a meno degli squalificati Correa e Lazzari, mentre Patric andrà valòutato in settimana, considerando il mal di schiena che l'ha emsso ko contro lo Spezia. Tutto il resto della rosa, oltre a Ramos naturalmente, dovrebbe essere disponibile.  

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RASSEGNA STAMPA

Provvidenza Caicedo, il futuro puó essere ancora biancoceleste?

Il graffio della Pantera. Ormai non è più una noti zia, si è trasformata in consuetudine. L’hanno ribattezzata zona Caicedo, anche sabato il gol partita nei minuti finali. La metà delle sue marcature in Serie A (4 su 8) è arrivata negli ultimi dieci più recupero (contro TorinoJuventusCrotone e Spezia). Numeri impressionanti per quello che dovrebbe essere l’attaccante di scorta. I gol dell’attaccante hanno portato 9 punti alla classifica della Lazio, il rapporto gol/minuti giocati è straordinario: segna una rete ogni 84 minuti. Caicedo ha il contratto in scadenza nel 2022, va per i 34 anni, ma sa ancora come essere decisivo. Inzaghi non lo vorrebbe mai lontano dalla Lazio. Se fino allo scorso agosto la sua permanenza sembrava utopia, oggi lo scenario è mutato. Felipeha cambiato agente, è passato alla scuderia di Matteo Materazzi. Una segnale che potrebbe na scondere la volontà di rimanere a Roma. Si è integrato alla perfezione con la realtà della Capitale: i tifosi lo adorano, vorrebbero vederlo sempre di più. Lui aspetta paziente, in zona CaicedoIl Tempo

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APPROFONDIMENTI

Inzaghi, la settimana del rinnovo

Il popolo biancoceleste attende con ansia il rinnovo di contratto di mister Inzaghi: dopo mesi di attesa e dopo che l’incontro tra l’allenatore ed il presidente è slittato più volte, si è arrivati al momento decisivo. Come riporta il Corriere dello Sport, i due si erano dati appuntamento dopo Pasqua ed ora  il tecnico attende l’ultimo colloquio per firmare. Non è da escludere che un incontro possa avvenire anche tra oggi e domani; ad ogni modo questa sembrerebbe la settimana ideale perchè libera da impegni infrasettimanali in campo e fuori. A breve quindi si dovrebbe arrivare ad una conclusione, con Inzaghiche all’appuntamento vorrà chiarezza sulle basi da cui partirà il ciclo del futuro. Laziopress.it

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APPROFONDIMENTI

Luis Alberto, non solo magie: sacrificio e volontà per la Champions

Sacrificio, volontà, forza. Luis Alberto non molla di un centimetro: nella settimana pre pasquale l’infortunio alla caviglia per uno scontro di gioco, poi la fasciatura e le immagini che facevano temere il peggio. E invece ha recuperato ed è entrato nella ripresa contro lo Spezia. Piede gonfio e livido, ma tanta voglia di aiutare la Lazio. Ora si prepara per il Verona.

Il Mago, nei giorni di Pasqua e Pasquetta, ha continuato le terapie alla caviglia con il suo fisioterapista di fiducia direttamente a casa. Oggi la ripresa dei lavori a Formello agli ordini di Simone Inzaghi. Luis proverà a recuperare al meglio per la partita di domenica contro il Verona (si gioca alle 15). Il periodo è delicato, ma si giocherà una volta a settimana e il tempo per tornare al top c’è. In questi giorni sarà valutato attentamente, non forzerà. Da una botta del genere alla caviglia ci si riprende con pazienza e forza di volontà. Corrieredellosport.it