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STATISTICHE

Nella Lazio a segno solo sette calciatori: in serie A solo Crotone e Parma fanno peggio

Lazio, chi segna? Immobile, naturalmente. E pochi altri. Sette marcatori in tutto, finora, in serie A, per un attacco da 22 gol, appena il 9° del campionato a pari merito col Torino ultimo in classifica. Solo Crotone e Parma, a bersaglio con 6 nomi diversi, hanno meno giocatori della Lazio tra i cannonieri. Il record è di Atalanta e Milan a quota 13, quasi il doppio della squadra di Inzaghi. Le altre grandi sono andate a segno con 10 giocatori (Inter, Napoli, Roma) o almeno 8 (Juventus). I 22 gol sono divisi così: 9 Immobile, 4 Caicedo, 3 Luis Alberto e Milinkovic, 1 Correa, Lazzari e Pereira. Quest' ultimo è stato l'unico nuovo acquisto capace di segnare (al Toro). A questo punto del campionato, l'anno scorso, la Lazio ne aveva realizzati 33: secondo attacco dietro l'Atalanta a quota 34. Oltre al solito pokerissimo, Ciro-Tucu-Panterone-Mago-Sergente, erano andati a segno Acerbi, Marusic e Radu. Immobile e Correa dopo 14 giornate avevano già segnato 23 reti, adesso sono solo 10; il deficit numericamente è addebitabile a loro, anche se naturalmente non ci si può certo lamentare del rendimento della Scarpa d'Oro protagonista, nel 2019-20, di un campionato da record. Semmai di Correa, sceso a una sola rete da quel parziale di 6, e soprattutto del desolante Muriqi: 20 milioni a bilancio bonus compreso, 6 presenze finora in serie A, 250 minuti, zero gol. Ad agosto la Lazio chiuse lo scorso campionato con 79 gol totali, 3° attacco dietro Atalanta 98 e Inter 81: si erano aggiunti Adekanye, Bastos, Cataldi, Luiz Felipe e Parolo per arrivare a 13 marcatori biancocelesti, oltre a un paio di autoreti a favore. Una curiosità: nel 1973-74, la stagione del primo scudetto, i marcatori furono 8 in tutto. Più di 2 gol li segnarono solo il capocannoniere Chinaglia (24) e Garlaschelli (10). Altri tempi…

Il Corriere della Sera

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RASSEGNA STAMPA

Coppe e bilanci sani: il mercato della Lazio ora funziona

Tempo di bilanci di fine anno, ma con il pensiero già al 2021. In casa Lazio, impazza il dibattito sul rinnovo di Simone Inzaghi: la maggioranza dei tifosi è convinta che si debba andare avanti con il tecnico piacentino anche nella prossima stagione; tanti invece, anche se in minoranza, ritengono che – dopo 5 anni – il suo ciclo sia finito. Lo stesso Lotito è tentato dall'idea di una rivoluzione che coinvolga ogni settore della Lazio, quello tecnico, dirigenziale e della comunicazione ( è già al lavoro il nuovo portavoce del club, Roberto Rao). Il nodo è questo: il presidente pensa che negli ultimi anni, in rapporto alle risorse investite e alla rosa messa a disposizione dell'allenatore, si potessero ottenere più risultati, in particolare dopo il lockdown, mentre la coppia Inzaghi- Tare, considerando tutti i contrattempi e gli infortuni, sostengono il contrario, cioè che sia stato fatto il massimo e che, nella stagione in corso, oltre al pass in tasca per gli ottavi di Champions League, con ben 56 milioni già garantiti per la Lazio, la rimonta in campionato sia ancora possibile: mancano infatti 24 giornate. Posizioni diverse e distanti, non a caso a Inzaghi non è stato ancora rinnovato il contratto ( è l'unico in scadenza tra i tecnici di Serie A e tra quelli delle 16 squadre che disputeranno gli ottavi di Champions), e a questo punto noi ci affidiamo ai numeri per fare un bilancio della sua gestione, confrontandolo con i risultati delle altre sei "sorelle" del calcio italiano. Ebbene, dal rapporto tra investimenti fatti sul mercato negli ultimi 5 anni, cioè dal 2016-' 17 ( prima stagione completa di Inzaghi) all'estate 2020, il quadro che emerge è estremamente significativo e promuove con un voto alto il lavoro dell'allenatore e del ds Tare. Soltanto la Juve infatti ha vinto più trofei ( 7) dei biancocelesti, che hanno conquistato 2 volte la Supercoppa italiana e la Coppa Italia del 2018-'19. Poi, il vuoto: solo Milan e Napoli possono vantarsi di aver riempito la propria bacheca con dei titoli (rispettivamente Supercoppa e Coppa Italia). Ma nessuno ha fatto meglio della Lazio se si considerano i soldi spesi sul mercato: il club biancoceleste ha infatti investito per gli acquisti 170,2 milioni di euro (fonte: i bilanci della società). Una cifra irrisoria se paragonata ai 957 milioni sborsati dalla Juve, prima in questa speciale graduatoria ( dati Transfermarkt). Senza considerare i bonus e le cessioni, dietro i bianconeri c'è l'Inter a quota 685 milioni utilizzati per i trasferimenti in entrata. Poi il Milan con 544, la Roma con 532, il Napoli con 506 e l'Atalanta con 245,8 milioni. Numeri che rendono ancora più preziosi i 3 trofei ed esaltano il lavoro della Lazio, arrivata a un passo dalla semifinale di Europa League nel 2017-' 18, stagione in cui ha sfiorato l'accesso alla Champions, sfumato nei minuti finali dello scontro diretto con l'Inter dell'ultima giornata. Un appuntamento rimandato di due anni, quello con la Champions, raggiunta con il quarto posto della Serie A conclusa ad agosto. Un campionato che verrà ricordato con soddisfazione a Formello, ma anche con molto rammarico: perché se non ci fosse stato il Covid, la Lazio (al momento del lockdown seconda in classifica a – 1 dalla Juventus) avrebbe lottato fino alla fine per lo scudetto. I tifosi così si sono dovuti " accontentare" di festeggiare la qualificazione in Champions e una serie di record storici per il club: le vittorie totali ( 24) e consecutive ( 11) in campionato, le 21 gare di fila senza sconfitta e i 78 punti in classifica. Oltre alla Scarpa d'oro di Immobile. Ieri a Formello i biancocelesti sono tornati ad allenarsi: lavoro differenziato per Lulic, rientrati in gruppo Acerbi e Leiva, recuperati per la sfida di Marassi. Su Caicedo, confermato che sia sul mercato, ma deve arrivare l'offerta giusta: servono 6-8 milioni. Accordo per Vavro al Genoa in prestito con diritto di riscatto.

R.C. e G.C. – la Repubblica

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APPROFONDIMENTI

Cancellate le agevolazioni fiscali del Decreto Crescita: per i club costi pari a 150 milioni

Tra i 140 e i 150 milioni di euro: è quanto costerebbe alla Serie A la cancellazione del regime agevolato previsto dal Decreto Crescita del 2019. La circolare dell'Agenzia delle Entrate pubblicata lunedì, che definiva inapplicabile quello sconto fiscale del 50% ai professionisti "impatriati" perché manca il dpcm attuativo, è diventato uno tsunami. La Figc ha scritto ai ministri Gualtieri e Spadafora manifestando preoccupazione e chiedendo di regolarizzare la situazione, ma è soprattutto a livello informale che si è mosso il pressing politico di Gravina (Figc) e Dal Pino (Lega Serie A). E un effetto rassicurante lo ha prodotto: il Mef, secondo quanto è stato riferito ai vertici dello sport italiano, non condivide affatto la circolare dell'Agenzia delle Entrate che spaventa i club e i vertici del calcio italiano. La circolare avrebbe effetti retroattivi, in un anno già di per sé sanguinoso, e produrrebbe un incremento dei costi. Anche il basket ne subirebbe effetti devastanti, se si pensa che Belinelli e Datome sono stati riportati in Italia anche grazie a quella norma. Di certo, gli interlocutori governativi si sono impegnati a risolvere la questione in fretta. Oggi è attesa la firma sul credito d'imposta per le sponsorizzazioni alle società sportive. A tirare un sospiro di sollievo, fra i grandi club, ci sarebbe certamente l'Inter, che grazie alla tassazione ridotta per Lukaku, Eriksen, Vidal, Conte e gli altri, risparmierebbe oltre 23 milioni. Vincere lo scudetto anche con l'austerity è comunque la parola d'ordine ribadita dal presidente Steven Zhang ieri pomeriggio, durante il vertice di mercato in collegamento con la Pinetina, dove insieme all'allenatore e al team manager Oriali c'era la dirigenza al completo, Marotta, Antonello e Ausilio. I tagli degli ingaggi sono al momento prioritari: Nainggolan è finito al Cagliari in prestito. Se Eriksen andrà al Psg, non è detto che venga sostituito. Per il solo Pinamonti può arrivare un rimpiazzo, ma non di primo piano. In Cina il governo ha deciso una stretta alle spese per il calcio, con il tetto agli ingaggi nel campionato locale e il divieto per le aziende di associare il proprio nome ai club cinesi: Suning, proprietaria dell'Inter, deve decidere che cosa fare dello Jiangsu, fresco di conquista del titolo in finale col Guangzhou Evergrande. A proposito di Evergrande, colosso immobiliare con nuovi investimenti nell'auto elettrica di lusso, sono giorni cruciali per valutare la possibile sponsorizzazione di maglia all'Inter (al posto di Pirelli) col nome Hengchi, la macchina che il gruppo lancerà nel 2021.

la Repubblica

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CURIOSITA'

La Salernitana vola a Monza ma l’aereo è quello della Lazio

Ha destato curiosità, ma anche tante polemiche, la scelta della società di "prestare" alla Salernitana l'aereo della Lazio per raggiungere la trasferta di Monza. Non sappiamo quali siano i motivi alla base di questa decisione piuttosto singolare e che acuisce il malcontento di quei tifosi che battono continuamente sul tema della doppia proprietà e della succursale, certamente i messaggi sul web testimoniano un disagio di quelle persone che vivono in modo viscerale la passione per i colori granata e che rivendicano senso d'appartenenza. Non c'era il cavalluccio, ma l'aquila. Non c'era scritto U.S.Salernitana 1919 ma Lazio. In un momento in cui il clima si stava rasserenando e anche i più scettici si stavano riavvicinando alla prima realtà calcistica cittadina dopo un'estate a dir poco turbolenta, ecco questo episodio che rischia di incidere negativamente. "Da squadra B ci presta anche gli aerei" e "Nessuna vittoria può cancellare questa offesa" due dei commenti più gettonati sul web, mentre c'è anche chi replica in modo ironico dicendo che "finalmente avrete un argomento per andare contro la Salernitana, visto che Della Valle non è venuto e siamo in alta classifica". Di certo c'è che la stessa società non si sarebbe aspettata di essere immortalata presumibilmente all'aeroporto di Roma mentre i giocatori aspettavano di salire a bordo della carovana…biancoceleste. La speranza si sia trattato di una situazione di estrema emergenza causa maltempo (anche a Monza neve e freddo, gara ad ora non a rischio grazie ai teloni), viceversa sarebbe una sorta di autogol inaspettato e che si poteva evitare. Perchè questo cordone ombelicale va definivamente tagliato e bisogna dimostrare con i fatti che Salerno e Lazio vivono due percorsi autonomi. Può sembrare una polemica sterile, ma riteniamo che l'identità delle nuove generazioni e dei calciatori stessi si costruisca a partire dalle piccole cose. tuttosalernitana.com

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APPROFONDIMENTI

Nell’anno orribile 2020 brilla la stella di Ciro Immobile

Capocannoniere, scarpa d'oro, eurobomber, Immobile quasi mito. Ieri la Lazio ha lanciato un sondaggio per scegliere il migliore del 2020 fra l'attaccante, Acerbi, Milinkovic e Luis Alberto. I bookies possono anche chiudere in anticipo: il top of the year della Lazio non può essere che Ciro. Spara, è sempre più cecchino. Alla faccia degli scettici, anche in Champions. Se qualcuno voleva la controprova del suo valore nel più grande palcoscenico europeo, Immobile ha risposto: cinque gol per portare agli ottavi la Lazio. E chissà cosa sarebbe stato se la Uefa causa dubbio Covid non lo avesse bloccato per un doppio turno. Alle spalle ogni rimorso, è pronto a rifarsi ancora col Bayern Monaco. Dove sfiderà Lewandovski di nuovo, l'unico ad aver segnato di più nel 2020 insieme a Ronaldo. Trentadue reti in Bundesliga per l'attaccante polacco, 31 in A per Cristiano. A 28, dietro, c'è Ciro davanti ad Haaland e Salah (23) del Liverpool. E' da brividi la media del bomber campano: una rete ogni 100'. A Genova proseguirà il suo cammino mostruoso in campionato. Nove centri già come bottino (a 12 Ronaldo), solo col Verona a digiuno, Immobile rimane la certezza assoluta per il futuro. Splendido intanto il bilancio dell'ultimo anno: ha riportato la Lazio in Champions, eguagliato il record di Higuain di reti segnate in un singolo campionato (36) e vinto la scarpa d'oro. Scusate se è poco, merita per forza un altro riconoscimento. Il 2021 si aprirà nel segno dell'attaccante in maglia numero 17, che firmerà il tanto atteso rinnovo di contratto già annunciato ad agosto. Ciro si legherà fino al 2025 al club capitolino, l'accordo verbale era stato già trovato quest'estate in ritiro. Su di lui Lotito non ha nessun dubbio che possa sedersi sull'alloro. L'ex Torino vuole continuare a fare magie con l'aquila sul petto, prima provando a spaventare altri mostri sacri del calcio, poi superando la leggenda Piola nell'almanacco. Immobile è a sole 20 lunghezze dal tanto ambito traguardo (139 gol a 159), è al secondo posto nella classifica dei marcatori biancocelesti di ogni secolo e il 2021 sembra essere l'anno giusto per diventare primo. 
CASO
Calamita del gol e trascinatore di gruppo. Immobile leader maximo e sempre più capitano senza Lulic e Parolo. Adesso il 3 gennaio c'è solo da capire chi giocherà al suo fianco, Correa è infortunato. Dopo la prestazione horror di Muriqi a San Siro, Caicedo torna il candidato numero uno. Il rapporto con Inzaghi si è però incrinato dopo l'esclusione e una discussione a Milano: ieri c'è stato fra i due un confronto, ma nessuna nuova lite al mattino, tanto che l'ecuadoregno ha pranzato col gruppo e si è regolarmente allenato (partitella a parte) nel pomeriggio. Felipao smentisce anche di aver chiesto la cessione a Tare a gennaio, anche se pretende più rispetto e spazio. In scadenza nel 2022, la Lazio valuterà comunque offerte da 6-8 milioni sul mercato, ma non vuole rinunciarci a meno. Perché Caicedo rimane sempre un top player dell'ultimo anno. Uno che ha risolto partite complicate nel finale o (vedi Torino e Juve) oltre il novantesimo. L'ultimo centro bellissimo (ma inutile) lo ha siglato col Verona all'Olimpico, non è riuscito a rimediare agli errori dietro. 
PORTA
Non sta riuscendo a risolvere invece i problemi in difesa (23 gol subiti) della Lazio, Reina, ma anche lui è uomo copertina di questa fine dell'anno. A 38 anni è sbarcato a Roma e dopo poco si è ripreso fra i pali il ruolo di primo. Ha scalzato il giovane Strakosha ai box per il Coronavirus e non è più uscito. E' sicuramente il colpo estivo più centrato, ha portato sicurezza e carisma all'interno dello spogliatoio. Contro il Napoli da ex era riuscito a chiudere per la prima volta la porta inviolata, invece ha messo solo pezze a San Siro. Aveva salvato i compagni due volte nel finale su Rebic, non ha potuto fare nulla sul colpo di testa di Theo. E' partito per la Spagna gelato, è tornato col fuoco a Formello. 
A. A. – Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Gelo Caicedo, ora tocca a Muriqi

La Lazio si prepara al ritorno in campo, ieri infatti a Formello è andata in scena la prima seduta di allenamento dopo la sosta natalizia. Stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport, ci sono situazioni da valutare, soprattutto in zona d’attacco: Caicedo sembra avere qualche malumore, condizione che sta spingendo la società capitolina a valutare eventuali offerte per lui, tra gennaio e giugno. Scalda invece i motori Muriqi, il kosovaro potrebbe giocare anche a Genova: tutto dipende dai segnali che darà in questi giorni. Laziopress.it

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CALCIOMERCATO

Vavro-Genoa, affare ad un passo: prestito con opzione a 15 milioni

Il Genoa sta per chiudere per Denis Vavro. Lo slovacco è attualmente fuori lista alla Lazio e adesso si è a un passo dalla definizione dell'accordo con il club rossoblù. Le parti dialogano e continuano a lavorare per definire gli ultimi dettagli del prestito con opzione a 15 milioni ma il giocatore è già atteso a Genova domani per poi sostenere levisite mediche il 31.  gianlucadimarzio.com

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CALCIOMERCATO

FIGC: i calciatori potranno giocare per 3 club diversi nell’arco della stagione 2020-2021

Un'importante novità che riguarda il calciomercato è stata resa nota con un comunicato diramato sul sito ufficiale dell'Assocalciatori: i giocatori potranno vestire le maglie di 3 club diversi nell'arco della stagione 2020-2021. Di seguito la nota apparsa sul portale dell'AIC:

"Importante deroga all’art. 95 delle NOIF: preso atto di una precedente circolare FIFA (n° 1720/11.6.2020), la FIGC ha disposto che, per la stagione 2020/21, un calciatore “professionista” o “giovane di serie” possa tesserarsi, a titolo definitivo o a titolo temporaneo, per un massimo di tre diverse società e giocare in gare ufficiali per tre società.

Pertanto, rispetto a quanto normalmente consentito dalle NOIF, le squadre con le quali “professionisti” e “giovani di serie” potranno scendere in campo passano, per la stagione in corso, da due a tre".

(assocalciatori.it)

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DICHIARAZIONI

Tifosi negli stadi a gennaio? Spadafora è categorico: “Lo escludo, il governo ha altre priorità”

"Confido che entro fine gennaio tutta l'attività sportiva possa riprendere, ovviamente con tutte le limitazioni per la sicurezza". Lo ha detto il ministro delle Politiche giovanili e dello Sport, Vincenzo Spadafora, questa mattina ad Agorà, che ha anche escluso la possibilità di rivedere i tifosi allo stadio già nel mese di gennaio: "Ognuno spera di poter riprendere ma il Governo ha una scala di priorità. Il problema di avere tante persone che vanno nella stessa direzione, allo stesso orario e nello stesso giorno significa dover fare una serie di controlli e avviare una macchina non prioritaria rispetto ad altre, come la scuola".

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ESCLUSIVE

‘QDL’ – L’ag. Durante: “Fondi investimento? Inutile fare media company se si continua a vendere un prodotto scarso”

SABATINO DURANTE (procuratore) in collegamento a 'QDL': "Fondi nel calcio italiano? Il discorso degli investitori si facevano in passato con i cartellini dei giocatori affidati a dei fondi di investimento, cosa che poi è stata vietata non si capisce per quale motivo. Si immetteva del denaro fresco nel sistema cedendo percentuali dei cartellini dei giocatori. Nessuno si è inventato nulla, inutile fare una media company per vendere un prodotto scarso. Il campionato italiano non si può vedere, io devo farlo da adetto ai lavori. Non vinciamo più nulla dal 2010, se il Lille ne fa 3 al Milan che ora è la nostra capolista un motivo ci sarà. Arrivano persone terze ad aiutare il prodotto calcio, così come avveniva in sudamerica. Nei primi tempi, l'aspetto comunicativo peggiorerà, non possiamo pensare che dal punto di vista giornalistico i responsabili avranno la stessa esperienza di un prodotto sky, per esempio. Deve comunque essere un incentivo a migliorare il prodotto, non quello televisivo, ma quello calcistico. Oltre a creare una media company devi ristrutturare gli stadi, per esempio"