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RASSEGNA STAMPA

Lazio cantiere aperto, serve tempo per la mentalità di Sarri. Puó permettersi tutti questi giocatori offensivi?

Il Milan ha esibito tutta la sua forza contro la Lazio, dando la sensazione di essere la rivale più pericolosa nella difesa del titolo. È ancora molto presto, sia chiaro, ma le indicazioni emerse sono abbastanza chiare: Pioli ha una rosa importante, ricca di soluzioni offensive, soprattutto dopo il ritorno di Ibrahimovic, in gol pochi minuti dopo il suo ingresso, e l’acquisto di Giroud. Se poi Leao continuerà a giocare come ieri sera, quando è apparso inarrestabile per la fragile difesa della Lazio, il Milan avrà dalla sua anche l’imprevidibilità di un talento che sembra ancora non credere a se stesso.
     Pioli ha stritolato Sarri dal punto di vista tattico e fisico con una squadra aggressiva e ricca di qualità, feroce nel recupero del pallone: Luis Alberto e Milinkovic marcati a uomo, Felipe e Pedro anticipati prima che innescassero la quinta marcia, Leiva soffocato non solo dalla sua inevitabile stanchezza. La Lazio non è mai riuscita a trovare una soluzione per alzare la testa e confrontarsi con il Milan: si vede che è un cantiere ancora aperto, ma i nove gol contro l’Empoli e lo Spezia avevano illuso qualcuno che il passaggio da Inzaghi a Sarri fosse già stato assorbito dai biancocelesti. Niente di più sbagliato: la squadra, intesa proprio come squadra, è in grande ritardo, soprattutto nella fase di recupero palla e nell’atteggiamento difensivo. In pratica la linea di Sarri ha accompagnato i milanisti verso l’area di Reina sia in occasione del primo gol di Leao sia nel raddoppio di Ibrahimovic: passare da tre a quattro non è mai facile, in particolare quando giochi con due centrocampisti offensivi come Luis Alberto e Milinkovic e due ali come Pedro e Felipe al servizio di Immobile, che ha vissuto un’altra serata da incubo con le spalle alla porta. Avrà pensato di essere rimasto in Nazionale, isolato in un contesto tattico che non esalta le sue qualità. Le correzioni preparate di corsa da Sarri, con gli inserimenti di Lazzari, Zaccagni e poi di Basic, non hanno prodotto alcun effetto, anzi…: il Milan ha dominato dal primo all’ultimo minuto e l’errore di Kessie dal dischetto ha solo aiutato la Lazio a contenere il risultato. Ci vorrà tempo, al tecnico toscano, per trasmettere la sua mentalità, che non prevede l’attesa ma si dedica solo all’offesa: potrà reggere la Lazio così tanti giocatori d’attacco tutti insieme? La sensazione è che la risposta sia decisiva per il futuro biancoceleste. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Leiva: “Questa gara ci dice quanto ancora dobbiamo lavorare…” (AUDIO)

Nel post partita, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, canale 233 di Sky, il centrocampista biancoceleste Lucas Leiva:

“Questo risultato fa capire quanto dobbiamo lavorare, abbiamo forzato alcuni passaggi e regalato al Milan pericolose ripartenze. Testa bassa perché è ancora lunga, c’è tempo per recuperare. Oggi la nostra pressione è stata poco efficace.

Bisogna lavorare per risolvere le cose che non sono andate e ripartire, non è questo risultato a determinare il nostro valore. Giovedì giocheremo in un ambiente caldo in Turchia, ma vogliamo fare bene in Europa League e dire la nostra”.

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Cambiando il modo di giocare deve cambiare quello di pensare. Fatto il contrario di quanto provato” (AUDIO)

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, dopo la sconfitta rimediata sul campo del Milan è intervenuto al microfono di Dazn: “Niente di particolare. Un ragazzo ha fatto un gesto che a persone più anziane non si fa, ma poi è finito tutto perché Ibra l’ha portato a chiedere scusa. Saelemaekers? Sì, ma sono cose da campo. Nulla di particolare”.

Sui problemi di stasera a centrocampo.
“Il problema è che se diventi attendista e aspetti con una linea più alta di centrocampisti poi la palla filtra per forza. Se avessimo alzato il baricentro e fossimo andati nella metà campo avversaria i palloni sarebbero stati meno. Il problema è a monte”.

Qual è la prima cosa che vorresti vedere dalla tua squadra da qui in avanti?
“Cambiando il modo di giocare deve cambiare il modo di pensare. In campo mezzo secondo di pensiero succede e questo ti porta ad essere in ritardo. La squadra deve avere il coraggio di andare a difendere nella metà campo avversaria. Questo ci costa pazienza, ma se si perdono le partite non giocando il nostro calcio è più presente”.

Temeva potesse arrivare una prestazione come quella di stasera?
“Quando vieni dalla sosta per le nazionali l’incognita è tripla perché è un processo strano: vai a giocare in un gruppo diverso, in maniera diversa, per obiettivi diversi e poi torni qui. Al di là dell’aspetto fisico. Ci sono anche le problematiche mentali. Per cui queste sono partite in cui l’incognita è forte, soprattutto per squadre come noi che ancora non hanno un’identità ben definita”.

Qual è la cosa che ti ha sorpreso di più negativamente della prestazione di stasera?
“Abbiamo fatto una partita contraria rispetto a quello che proviamo per tutta la settimana. Ci siamo messi ad aspettare l’avversario nella nostra metà campo, questo per me è fonte di delusione. Poi però bisogna essere lucidi, capire che gli sto chiedendo cose a cui non erano abituati, per cui certe partite possono venir fuori”.

Quanto sono larghe le spalle di Immobile per allontanare le critiche che riceve in Nazionale?
“Non siete molto normali, nessuno a livello di media. Per alcuni contano i numeri, per Ciro non contano i numeri. Ciro ha dei numeri per cui è inattaccabile. L’Italia ha vinto un Mondiale con un attaccante che ha segnato meno. La Francia ha vinto un Mondiale con Giroud a zero gol. E’ un grandissimo attaccante, è stato utile in mille maniere in Nazionale. Vedo che i numeri contano molto per certi personaggi e contano meno per altri personaggi”.

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APPROFONDIMENTI

Sarri espulso a San Siro: la frase urlata a Saelemaekers

Finale ad alta tensione a San Siro al triplice fischio di Milan-Lazio. Maurizio Sarri entra in campo e se la prende con Saelemaekers: “Devi portare rispetto!”, la frase urlata, diverse volte, sotto il volto del giocatore belga. Il tecnico della Lazio, molto nervoso, viene anche espulso da Chiffi. Diversi giocatori intorno al capannello che si è venuto a creare a metà campo, tra cui Leiva. Interviene Derkum, team manager biancoceleste. Poi anche Ibrahimovic, che si spiega con Sarri. Dopo una manciata di secondi torna la calma. Pedro abbraccia Ibra, l’allenatore laziale si allontana visibilmente arrabbiato. Già durante il secondo tempo c’era stata tensione con Saelemaekers.

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SERIE A

Spenta, soffocata, mai in partita: ko a Milano e tanta strada ancora da fare

Spenta, soffocata, mai in partita. La Lazio interrompe la sua corsa a San Siro contro un Milan coraggioso e ben messo in campo da Pioli: il 2-0 finale firmato da Leao e Ibrahimovic è netto e senza appello. Dopo le convincenti vittorie contro Empoli e Spezia e i nove gol segnati, la squadra di Sarri delude nel gioco e nello spirito. Per i rossoneri, che sbagliano anche un rigore con Kessie, i 9 punti in classifica dopo tre giornate sono già un primo segnale lanciato alle concorrenti.Il tecnico biancoceleste conferma in avanti il trio di Empoli con Pedro, Immobile e Felipe Anderson, con il rientro di Luis Alberto dal 1′ in mezzo al campo e Marusic al posto di Lazzari sulla destra. Dall’altra parte, Pioli si affida in attacco a Rebic, supportato da Florenzi, Diaz e Leao sulla trequarti. A centrocampo la coppia Tonali-Kessie è in grande forma. Pressing a tutto campo e ritmo alto mettono in difficoltà la Lazio che non riesce a esprimere il gioco che vorrebbe: Sarri in panchina si agita più del solito. Il Milan detta i tempi e avanza con forza fino al limite dell’area, dove però Rebic, Leao e Diaz sono poco concreti. La Lazio soffre soprattutto in mezzo al campo, dove Leiva e Luis Alberto faticano a tenere palla anche grazie all’intensità asfissiante dei rossoneri. Non arrivano così palle giocabili in avanti, con Immobile e Felipe Anderson in ombra.La squadra di Pioli continua a spingere e nel finale di primo tempo trova il gol: potente accelerazione centrale di Leao che arriva al limite dell’area, chiude un triangolo con Rebic e batte Reina. Ibrahimovic esulta in panchina ma poi si dispera 6′ dopo, quando Kessie colpisce una clamorosa traversa su rigore ottenuto al Var per un intervento di Immobile sullo stesso centrocampista rossonero. A mezzora dalla fine, Pioli ne cambia tre inserendo Ibrahimovic, Bakayoko e Saelemaekers al posto di Leao, Kessie e Florenzi. Sarri risponde con Lazzari e Zaccagni per Marusic e Felipe Anderson. La Lazio prova a dare un po’ di velocità alla manovra, ma il Milan è molto attento e al 22′ raddoppia in contropiede. Bellissima la discesa sulla sinistra di Rebic e perfetto l’assist al centro dell’area dove Ibra (con gli scarpini slacciati) firma facilmente il 2-0 finale. corrieredellosport.it

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SERIE A

Milan-Lazio 2-0, il tabellino

MILAN-LAZIO 2-0

Marcatori: 45′ Leao (M), 67′ Ibrahimovic (M)

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Tomori, Romagnoli, Theo Hernandez; Kessié (60′ Bakayoko, 74′ Bennacer), Tonali; Florenzi (60′ Saelemaekers), Diaz (80′ Ballo-Touré), Leao (60′ Ibrahimovic); Rebic.

A disp.: Jungdal, Tatarusanu, Gabbia, Kalulu, Kjaer, Castillejo, Maldini, Pellegri.

All.: Stefano PioliLAZIO (4-3-3): Reina; Marusic (64′ Lazzari), Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinkovic (74′ Basic), Leiva, Luis Alberto; Pedro (84′ Moro), Immobile (84′ Muriqi), F. Anderson (64′ Zaccagni).

A disp.: Strakosha, Adamonis, Patric, Radu, Cataldi, Escalante, Akpa Akpro.

All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Daniele Chiffi (sez. di Padova)

Assistenti: Liberti, Galetti

IV uomo: Zufferli

V.A.R.: Mazzoleni

A.V.A.R.: Alassio

NOTE: 18′ Marusic (L), 45’+4′ Reina (L), 45’+6′ Luis Alberto (L), 57′ Hysaj (L), 63′ Bakayoko (M)

Recupero: 3′ pt, 4′ st

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NEWS

Milan-Lazio, Sarri: “Immobile sta bene. Ecco cosa manca alla mia Lazio”

C’è una Lazio agguerrita e a caccia di punti a San Siro contro il Milan. Nel pre partita, ai microfoni di Dazn, il tecnico biancoceleste, Maurizio Sarri, ha commentato prima del fischio d’inizio: “Immobile? Ha fatto qualche giorno a parte, poi si è allenato con noi e oggi gioca perché sta bene. Basic e Zaccagni in campo? Non so se giocheranno, vediamo l’evoluzione della partita. Devono fare il loro percorso. Ancora non abbiamo una grande capacità di stare alti, dovremo farlo meglio rispetto a quello che abbiamo fatto fino ad ora, ci sono partite che ce lo permettono di più e altre meno”.

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SERIE A

Milan-Lazio, formazioni ufficiali: Ibra in panchina, prima da titolare per Marusic

Di seguito le formazioni ufficiali di Milan-Lazio
MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Tomori, Romagnoli, Theo Hernandez; Kessié, Tonali; Florenzi, Brahim Diaz, Leao; Rebic. A disp. Tatarusanu, Bennacer, Ballo-Touré, Castillejo, Ibrahimovic, Kalulu, Kjaer, Maldini, Bakayoko, Gabbia, Saelemaekers, Pellegri. All. Pioli


LAZIO (4-3-3): Reina; Marusic, Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto; Pedro, Immobile, Felipe Anderson. A disp. Strakosha, Adamonis, Patric, Escalante, Akpa Akpro, Zaccagni, Radu, Moro, Lazzari, Cataldi, Basic, Muriqi. All. Sarri
ARBITRO: Chiffi di Padova
ASSISTENTI: Liberti e Galetto
IV UOMO: Zufferli
VAR: Mazzoleni
AVAR: Alassio

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RASSEGNA STAMPA

Ciro sfida il Milan: dopo le critiche l’ora del riscatto

Eccolo, il test probante che tutta la Lazio aspettava. Dopo le agevoli vittorie contro Empoli e Spezia, i biancocelesti affrontano il collaudato Milan di Pioli. Una squadra in costruzione contro una che lavora da due anni con lo stesso allenatore e punta allo scudetto: le attrazioni di Sarrilandia funzioneranno lo stesso? È il quesito della della sfida di oggi, al Meazza sold out con duemila laziali al seguito. C’è curiosità, bisogna capire a che punto è la Lazio, se i principi base del sarrismo siano stati assimilati e in che misura. Immobile è chiamato a contenere la rabbia per il “linciaggio mediatico” (Cucchi dixit) subito per le sue prestazioni in Nazionale e trasformarla in energia esplosiva ma positiva, quella che ti fa buttare la palla dentro e vincere le partite. I compagni in questi giorni a Formello lo hanno visto concentrato solo sulla sua squadra del cuore: “La Lazio è la mia vita”, ripeteva Ciro già nei giorni delle critiche a oltranza durante l’Europeo, quando i tifosi biancocelesti gli scrivevano messaggi d’affetto puro che lui – giura – non dimenticherà mai. Questo non significa che l’azzurro sia improvvisamente sbiadito: Immobile i Mondiali in Qatar vuole giocarli da titolare. È la Grande Rincorsa che comincia da oggi al Meazza, i gol per la Lazio che servono anche per avvisare la baby concorrenza: Raspadori, Kean, Scamacca. Il re del gol – ne manca uno per arrivare a 160 in Serie A – non ci pensa proprio ad abdicare, Sarrilandia è il luogo ideale per aggiornare i suoi record. La Repubblica.

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RASSEGNA STAMPA

A San Siro un banco di prova: Sarri e la Lazio per scoprirsi senza limiti

Alle undici di mattina, quando le telecamere societarie avevano “staccato” dal campo di allenamento per la rifinitura della Lazio, Sarri i è concentrato sul piano di aggressione al Milan e ha cominciato a provare più volte il pressing con palla a Maignan, nuovo portiere rossonero. Ha studiato le uscite di Pioli dalla linea difensiva e ha chiesto ai suoi giocatori di usare personalità e coraggio, di mantenere il baricentro alto e le distanze rispetto alla palla e ai compagni, di non avere paura a mettere sotto il Milan. Vuole andare a prendere i rossoneri nella propria area di rigore. Ha preparato una partita d’attacco che dovrà diventare il suo nuovo manifesto della Lazio o almeno indicargli la strada, dando le risposte attese. La prestazione, per il mister cresciuto a Figline Valdarno, conterà più del risultato. Per questo motivo, avanti tutta, cercando di capire se gli undici titolari pronosticati potranno reggere questo tipo di calcio così intenso e pieno di corsa. Immobile a disturbare Tomori e Romagnoli. salirà anche Luis Alberto (o Milinkovic) per prendere in consegna l’altro centrale rossonero. Anderson e Pedro, in fase di non possesso, resteranno larghi e andranno a marcare Calabria e Theo. Leiva si occuperà di Tonali e Milinkovic di Kessie. Questa la fotografia quando il Milan rimetterà in gioco con il portiere. Altro discorso con palla a Reina. Ci sarà da divertirsi, da osservare, da prendere appunti. Per la Lazio si tratta di un autentico banco di prova. Le sofferenze difensive di Empoli, la prova champagne con lo Spezia. Ora sale il livello. Servono conferme e davanti c’è il Milan da Champions di Pioli. Sarri, anche alzando il baricentro, non ha smarrito l’idea del contropiede e del gioco verticale. Felipe in gol con lo Spezia con un lancio di Reina. E poi l’asse con Milinkovic per innescare Lazzari, a cui il tecnico non vorrebbe rinunciare. Marusic è in leggero vantaggio ma non ci sono certezze. Vedremo a San Siro, dove la Lazio è a caccia della terza vittoria di fila in avvio di campionato. È successo in precedenza solo due volte: 1974/75 e 2012/13. Corriere dello Sport. Laziopress.it