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CALCIOMERCATO

Sarri chiede rinforzi a centrocampo: Ricci resta il pallino, sondaggio Samardzic

La finestra di calciomercato invernale prenderà il via il prossimo 2 gennaio e in casa Lazio l’obiettivo primario sembra definito. A dirlo lo stesso Maurizio Sarri che nella conferenza stampa dopo il successo sul Frosinone ha chiarito le sue priorità.

Con Daichi Kamada potenziale convocato dal Giappone per la Coppa d’Asia, Luis Alberto che attende dalla risonanza il responso sull’entità del danno alla coscia, la Lazio a gennaio rischia di restare corta a centrocampo. Sarri ha chiesto un interno, senza girare attorno al problema. Per farlo servirebbe cedere Toma Basic, il croato avrebbe richieste dalla Bundesliga ma al momento nessuna trattativa è entrata nel vivo.

In realtà, l’inquilino di Formello, come scrive oggi Repubblica, sarebbe tornato alla carica per Samuele Ricci. Il centrocampista del Torino ha un contratto da 1 milione di euro netti l’anno. Ventidue anni compiuti il 21 agosto, l’interno di Pontedera è sbarcato a Torino in prestito nel gennaio 2022, venendo poi riscattato dall’Empoli nel giugno successivo per complessivi 9,5 milioni. Con Juric si muove da interno in una mediana a due, diversamente viene schierato anche da trequartista.

Per Ricci in questo campionato 2 assist in 14 match, la scorsa stagione 2 sigilli e 1 assist in 28 recite. Nei primi sei mesi del 2022, sempre in granata, 12 presenze senza nulla a referto. Nella prima parte del 2021-2022, in Toscana per l’interno 1 gol e 1 assist in 21 sfide. Come accaduto con Juric, anche nell’ultima annata ad Empoli con Andreazzoli, Ricci non ha giocato mezzala ma è stato schierato regista basso nel centrocampo a tre.

Oltre a Ricci, l’altro nome che circola è quello di Lazar Samardzic. Mezzala di qualità o trequartista, il serbo è vincolato fino al 2026 all’Udinese ma potrebbe cambiare presto aria. Il Napoli infatti, dopo averlo già cercato in estate, a gennaio potrebbe investire circa 20 dei 25 milioni incassati dalla cessione di Elmas al Lipsia proprio sul calciatore di Cioffi. Anche per le caratteristiche fisiche, leggi una scarsa dinamicità e assenza di strappo nel lungo, Samardzic non sembrerebbe il profilo più adatto a Sarri.

Foto: torinofc.it          

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DICHIARAZIONI

Zaccagni spingela Lazio: “Prepariamoci ad un anno di battaglie”

Mattia Zaccagni ieri ha provato ad accendere la Lazio con le sue accelerazioni. L’ex Hellas Verona, soprattutto nella prima frazione, sembrava tornato quello della scorsa stagione, quando in 35 gare aveva segnato 10 gol e fornito 7 assist (2 assist in tre gare di Conference, 1 in 5 di Europa League).

Al momento l’esterno in campionato in 16 match ha segnato tre volte fornendo 1 assist, in Champions 5 gare a referto bianco. Il giocatore, scadenza 2025, resta in attesa del confronto decisivo con il presidente Claudio Lotito per rinnovare e restare a Roma.

Sul suo profilo X, Zaccagni stamattina ha scritto: “Reazione, cuore, vittoria. Chiudiamo bene il 2023 e prepariamoci a un anno di battaglie”. A corredo l’icona dell’Aquila e un pallone di cuoio. Un messaggio chiaro, indicativo della volontà di non mollare la corsa Champions. Nessun riferimento al contratto, Zaccagni però resta un punto cardinale di Sarri, soprattutto se Felipe Anderson non si riprendesse dal periodo di torpore che dura da circa un mese e che sta condizionando il rendimento di tutto il reparto offennsivo.

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ESCLUSIVE

“QUELLI CHE” – Calisti: “Castellanos può fare 13 gol. Sarri schieri Lazzari e Pellegrini insieme” (AUDIO)

L’ex terzino della Lazio, Ernesto Calisti, è intervenuto ai microfoni di “Quelli che hanno portato il calcio a Roma.

“La solita Lazio degli ultimi per almeno un’ora. Dopo l’1-0 del Frosinone abbiamo temuto il peggio. Squadra che tiene palla ma fatica a concretizzare. Poi ci ha pensato Castellanos. Non è Immobile ma se sta bene può garantire a Sarri 10-13 gol”.

“Dopo il 2-1 la gara si è indirizzata, meglio così perché tutti avevamo temuto il peggio. Prima rimonta in serie A? Diventa un discorso mentale. Tutti si augurano che questa vittoria sblocchi il gruppo, dopo l’1-0 ho visto una bella reazione. Vale anche per il Taty che ha segnato e fornito un assist a Isaksen per il 2-1. La Lazio di questo girone d’andata è l’ombra della squadra dello scorso anno”.

“Quando vengono meno tre o quattro giocatori insieme fai fatica, non te lo puoi permettere. Penso a Immobile, Zaccagni e Felipe Anderson. Isaksen dal 1° minuto? Non butto la croce addosso a Felipe Anderson, non ho gradito i fischi. Felipe soffre a livello caratteriale, sta anche bene fisicamente ma vedo che sbaglia la scelta finale. Isaksen invece è più sfrontato. Se Felipe iniziasse due gare dalla panchina, per recuperarlo e stimolarlo”

“Pellegrini? Ha fatto molto bene, calciatore propositivo che ho visto molto bene in fase difensiva. Lui e Lazzari sono migliorati con palla all’avversario. Lazzeri e Pellegrini insieme? Sarri vuole un esterno più difensivo e uno più abile in attacco. Per me Marusic difende male e non attacca, non lo vedo bene e in attacco scende una vola a gara. Io lavorerei su Pellegrini e Lazzari per schierarli insieme. Mi spiace che Pellegrini si sia fermato ancora, spero non sia nulla di grave ”.  

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APPROFONDIMENTI

Champions 2024-2025: una big a rischio esclusione

La prossima edizione della Champions League potrebbe vedere l’esclusione di una squadra top della Liga. Come scrive calcioefinanza.it, la Uefa sta valutando i conti del Barcellona. A essere monitorato l’eventuale rispetto del Fair Play Finanziario.

I blaugrana, secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco West, rischiano di rinunciare alla partecipazione in tutte le coppe europee. In particolare, i commissari Uefa starebbero analizzando i bilanci degli ultimi tre anni. La franchigia presieduta da Joan Laporta a settembre ha approvato il bilancio della scorsa stagione 2022/23. Da evidenziare un utile record di 304 milioni di euro, primato che vale non solo per il Barcellona ma per l’intero calcio professionistico.

Secondo quanto citato dalla fonte, nei libri contabili non verrebbero considerate alcuni strumenti utilizzati dal Barcellona. Ad esempio la vendita di una percentuale dei ricavi futuri dei diritti televisivi (il 25% è stato ceduto al fondo statunitense Sixth Street).

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RASSEGNA STAMPA

Tare: “Ecco i miei colpi mancati. Milinkovic? Valeva 100 milioni di euro…”

L’ex ds della Lazio, Igli Tare, ha rilasciato una lunga intervista a Cronache di Spogliatoio. Di seguito i passaggi più interessanti dell’intervista, raccolti da goal.com

“Ho lavorato per 15 anni con Lotito, ho avuto modo di imparare da lui, è molto intelligente e sa fare calcio. A volte anche a modo suo, ma per me è stato una grande guida. Sono stati 15 anni di amore e odio, lui sapeva dove erano i miei punti di forza e io sapevo che lui era sopra di me e andava rispettato. Da fuori può sembrare una cosa, ma da dentro un’altra. Ho pensato di rimanere alla Lazio tutta la vita, anche i miei figli sono laziali. Ma il nostro mondo è fatto di cicli”.

“I miei migliori acquisti sfumati? Pastore quando era ancora all’Huracan, abbiamo sbagliato intermediario, avevo informazioni sbagliate, feci anche un’offerta; Cavani dal Palermo, quando stava per lasciare Palermo, Zamparini non voleva che venisse alla Lazio, era un prestito con obbligo di riscatto; Kim è un altro rimpianto, quando era a Shanghai avevamo fatto un’offerta, prima che andasse al Fenerbahce”.

“Il prezzo di Milinkovic-Savic era di 100 milioni di euro. Sono arrivate offerte, ma Lotito ha voluto fare un atto d’amore verso i tifosi e ha rifiutato. Su Muriqi ero consapevole che non era un problema suo, ma di ambientamento e mentalità che gli serviva per raggiungere un livello così alto. In Spagna è uno dei centravanti più forti. Ci sono situazioni che in un posto funzionano e in altri no, lui è uno di questi casi”.

“Simone Inzaghi è sempre stato un predestinato. Avevamo in mente un percorso per lui dai Giovanissimi, sapevamo che sarebbe diventato allenatore della Lazio. Dietro ai suoi risultati c’è tanta sofferenza, è all’ottavo anno in Serie A e ha ancora tanto da percorrere in carriera. Se mi sono sentito tradito quando è andato all’Inter? Ero felicissimo perché sarebbe stato il coronamento della sua carriera. Nella Lazio veniva da un ciclo di 5 anni e sarebbe stato difficile proseguire insieme se fosse rimasto, avremmo dovuto cambiare tanti giocatori. La sua scelta era comprensibile”.

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ESCLUSIVE

“QUELLI CHE…” – Stefano Mattei: “Ad Empoli la Lazio di Lecce: cambia solo il risultato. Castellanos non è da serie A” (AUDIO)

Stefano Mattei, giornalista di RaiSport, è intervenuto stamattina ai microfoni di “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”.

“Parafrasando un film “Prendi i tre punti e scappa”: la Lazio non ha rubato nulla ma a livello di prestazione, rispetto a Lecce e Verona, poco è cambiato. Dopo un buon primo tempo, la Lazio non ha saputo gestire”

“La differenza dove è? Risultato a parte, è la clamorosa parata di Provedel su Cambiaghi. Questo gesto segna la gara, senza la parata la Lazio, secondo me, non vince ad Empoli”.

“L’altro protagonista è Guendouzi. Gol dell’1-0 e assist a Zaccagni, unico che a livello agonistico può competere quando i ritmi si alzano. La coppia centrale Patric-Gila da 6, 6,5, anche se a loro manca Caputo e sono il peggior attacco della serie A con 10 reti. Hysaj e Pellegrini? Il primo è un pupillo di Sarri e non capisco perché giochi ancora Marusic. Su Pellegrini vado oltre: ha avuto le sue chance e non l’ha sfruttate pienamente”.

“Valeri? Forse vale meno di Pellegrini ed è a parametro zero. Non è un giocatore da Lazio che cambia qualcosa, è inutile. Non cambia nulla, non aggiunge qualità ed inoltre gioca da quinto”

“Castellanos? Improponibile in serie A, non vede la porta e fa solo a sportellate. Lotito ha rivendicato la scelta dopo il gol all’Atalanta, ma si è divorato due gol. Se metti Zirkzee o un centravanti vero la cosa cambia. Con quale competenza calcistica è stato scelto Castellanos? Per me non l’ha seguito nessuno. Lotito? Prima di fare il presidente della Lazio secondo me neanche conosceva le regole”.

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ESCLUSIVE

“SVB” – Francesco Pratali: “La Lazio non ha la rosa per tre competizioni. Il play basso per Sarri è…” (AUDIO)

Francesco Pratali, ex difensore dell’Empoli, è intervenuto ai microfoni di “Sei Volte Buongiorno”.

“Con Sarri purtroppo ho giocato poco: a causa della rottura del bacino dopo le 19 presenze del primo anno (2012-20213), nel secondo ne ha fatte solo due solo due. Giocare in difesa avendo la palla come unico riferimento è qualcosa di completamente diverso, non so se si è modificato. Anche per i giocatori più esperti non è facile. Questo gruppo ha dimostrato di fare grandi cose ma non ha una rosa per affrontare le tre competizione. Le energie spese in Champions e le paghi in campionato”.

“Inoltre mancano i gol di Immobile, è fondamentale. Calciatore da  25 gol a stagione, senza di lui tutto diventa più difficile e devi andarli a  trovare in altri giocatori”.

“Sarri e la linea difensiva? Lui chiede tutti di scappare verso la porta. Se la squadra si muove bene, scelta che dà tanti vantaggi, ma se il centrocampo non si compatta gli avversari ti fanno male. Il play basso è fondamentale”.

L’ex Empoli: “Sarri paga la condizione di alcuni titolari”

“Lo scorso anno come valori la Lazio non era tra le prime quattro, quest’anno Sarri paga problemi di chi non è in condizione. Ad Empoli cercavamo la riconquista alta, lavoro dispendioso anche per le punte, ma giocando insieme si fatica di meno. Se sei organizzato, a prescindere dal modulo, giocare è sempre meno dispendioso. Se sbagli la prima pressione, a scalare l’errore lo pagano tutti”.

“Rovella ha grandissima prospettiva, può fare bene il play basso. Non è il prototipo di Sarri, lui vorrebbe uno alla Jorginho ma Rovella lo può fare benissimo. Asslani per me era il più adeguato per Sarri: gioco corto e lungo, calcia con entrambi i piedi”.

“Lotta Champions? Vediamo un campionato strano, le big perdono punti ma bisogna infilare cinque, sei vittorie consecutive. Spero che la Lazio ci riesca. Quando è al 100% la Lazio può battere tutti, al momento però ancora non la vedo al top per centrare questa serie di vittorie”.

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APPROFONDIMENTI

Si avvicina il calciomercato: ecco cosa cambia sulle plusvalenze

Il 1 gennaio parte la sessione invernale di calciomercato, finestra non sempre troppo utilizzata in serie A. Come scrive tuttomercatoweb.com, ci sono da registrare tre novità importanti sulle modalità di iscrivere a bilancio le eventuali plusvalenze realizzate. La plusvalenza è la differenza tra il ricavo dalla cessione del giocatore e il valore storico del cartellino, ovvero la quota di ammortamento residua che figura in bilancio.    

L’occasione deriva dal focus odierno, a firma dell’avvocato Francesca Solinas, su ItaliaOggi. Le novità derivano dal decreto legge 75/2023 poi convertito in legge. La prima modifica riguarda il periodo di possesso minimo del giocatore che viene scambiato. Per registrare una plusvalenza, il giocatore nei due anni precedenti la cessione deve aver giocato nel club cedente o comunque deve essere tesserato per chi lo vende.    

In secondo luogo, per poter spalmare in cinque anni la plusvalenza (quello in cui si effettua il trasferimento e nei successivi esercizi), ci deve essere comunque uno scambio di denaro. Fattispecie questa, ovviamente, che riguarda lo scambio di due atleti. Nel caso in cui non vi fosse circolazione monetaria, la plusvalenza andrebbe registrata solo nell’anno in cui si verifica.

Che succederebbe se Lazio e Milan dovessero scambiarsi Tizio (valutandolo 50 milioni) e Caio (valutandolo 60), realizzando ciascuna una plusvalenza da 30 milioni? Il Milan potrebbe “spalmare” nei quattro anni successivi solo 10 milioni (60-50). La Lazio invece dovrebbe caricare l’intera plusvalenza sull’esercizio in cui si effettua lo scambio.

L’ultima modifica concerne l’applicazione retroattiva delle norme, stabilita al 23 giugno 2023, data di entrata in vigore del decreto.

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RASSEGNA STAMPA

La Juve ci prova: pronti 4 milioni per Felipe Anderson

Maurizio Sarri lo attende oggi al Bentegodi. Contro il Verona Felipe Anderson deve provare ad avvicinarsi alle prestazioni che l’anno scorso, schierato da centravanti, hanno portato i biancocelesti ad un inaspettato secondo posto.

L’ex Santos in questa stagione appare decisamente fuori fuoco, 1 gol e 4 assist in 14 gare di campionato; solo 1 assist nelle 5 recite in Champions League. Trentuno anni il prossimo 15 aprile, Anderson attende con ansia di rinnovare e chiudere la carriera nella Capitale. Come scrive Il Messaggero, a settembre da Formello era arrivata questa proposta: quinquennale a 3,5 milioni di euro netti a stagione.

Dopo quei colloqui non c’è stato alcun seguito. Nonostante il periodo non brillantissimo però, le pretendenti non mancano. Anderson ha diversi estimatori tra Arabia ed Europa, in Italia c’è una pretendente su tutte. Secondo Via del Tritone, la Juventus, in caso di addio alla Città Eterna, metterebbe sul piatto almeno 4 milioni netti annui.

Restando in tema mercato, secondo la stessa fonte, i sogni restano quelli di Ferguson (Bologna) e Colpani (Monza), prospetti che non si muovono per meno di 25 milioni. Capitolo porta. Se trovasse una soluzione soddisfacente, Sepe potrebbe partire già a gennaio, con la promozione di Mandas a vice Provedel. Infine, Valeri se arrivasse a giugno potrebbe essere poi girato in prestito, magari all’interno di un’altra operazione.   

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CALCIOMERCATO

Occhio Lazio: anche Verona e Udinese su Valeri

Emanuele Valeri, 25 anni compiuti lo scorso 7 dicembre, non avendo rinnovato il contratto in scadenza 2024, è stato messo fuori rosa dalla Cremonese. L?esterno mancino, romano e tifoso laziale, sogna di approdare in biancoceleste e i suoi agenti avrebbero già contattato Formello.

Sull’esterno, 2 gol e 3 assist nelle 37 presenze l’anno scorso in serie A, però sarebbe finito anche nel mirino di altri club. Come scrive tuttocremonese.com, anche Verona e Udinese sono interessate alle sue prestazioni. Valeri ha già dichiarato di voler aspettare la Lazio, ma se da Roma non arrivasse alcun segnale concreto in tal senso, il giocatore potrebbe lasciare Cremona anche a gennaio, considerata l’impossibilità di rinnovare il vincolo con i grigiorossi.  

Foto: instagtram @emanuelevalerii