Categorie
ESCLUSIVE

“SVB” – Damiano Conati: “Baroni ha dubbi sulla trequarti e nei centrali” (AUDIO)

Il giornalista di Veronanews.net, Damiano Conati, è intervenuto ai microfoni di Sei Volte Buongiorno”

“Il Verona sta meglio e non credo che Baroni cambierà molto rispetto alla formazione vista a Udine. L’unico dubbio riguarda i centrali. Con i friulani hanno giocato Coppola e Amione, un 2004 e un 2003, contro la Lazio potrebbe toccare ad uno tra Magnani e Hien. Entrambi sono reduci da infortunio, l’allenatore valuterà tutto alla fine”.

“In campo vedremo quindi il 4-2-3-1, utilizzato nelle ultime due gare con Lecce e Udinese. Detto dei centrali, sulle fasce giocheranno Jackson Tchatchoua e Filippo Terracciano. Entrambi hanno tolto il posto ai titolari, Davide Faraoni e Josh Doig. Soprattutto il belga è una sorpresa, dato che era stato presentato come un sterno offensivo sinistro e ora viene schierato terzino sulla fascia opposta. A centrocampo toccherà a Duda e Folorunsho. In avanti, i dubbi sono dietro alla punta centrale Djuric. A Udine hanno giocato come interni Susla a destra e Lazovic, col piede invertito. Trequartista centrale Ngonge. Contro i biancocelesti potrebbe toccare anche a Saponara, anche se fatico a vederlo rincorrere Felipe Anderson”

“Baroni ha finalmente trovato la quadra. Dopo le prime 10 giornate nelle quali cambiava spesso la formazioni, ha scelto di passare alla linea a quattro. Il Verona, anche con Coppola, dimostra di avere un buon settore giovanile. Proprio Coppola viene dallo stesso paese di Casale”.  

“In attacco Susla sta facendo bene. A Udine ha fornito l’assist a Ngonge e procurato un rigore. Mancino, molto rapido e non troppo strutturato. Difficile che Baroni ci rinunci. Col Genoa largo a sinistra ha giocato Mboula, ma lo spagnolo non ha dato grandi segnali anche se a Baroni piace per la capacità di pressare gli avversari sull’scita palla”.

Foto: profilo Instagram michaelfolorunsho

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Damiano-Conati-09122023-e2d1acg/a-aanfrs1
Categorie
ESCLUSIVE

“QUELLI CHE…” – De Cosmi : “Percorso lungo ma la Primavera non mi ha sorpreso…” (AUDIO)

Roberto De Cosmi è intervenuto stamattina ai microfoni di “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”.

“La Primavera sta avendo un atteggiamento positivo che parte dalla promozione e dal ko nella prima giornata a Bergamo con l’Atalanta, da allora solo risultati positivi. Un percorso ancora difficile e lungo che potrebbe aver sorpreso qualcuno. Noto che la Lazio affronta sempre con la stessa attenzione, avendo capacità di soffrire. Le due fasi di gioco sono legate nella compagine di Stefano Sanderra”

“Sana Fernandes titolare nella Lazio dei grandi? Domanda giusta e pertinente. Magari lui, Gonzalez e Ruggeri saranno in panchina al Bentegodi. Lui è piccolo, 1,66 mt, ma che fa della destrezza e della velocità le armi migliori per saltare gli avversari. Queste attenzioni da parte di Sarri lo aiutano a crescere, magari potrebbe essere utilizzato a gara in corsa perché ha la cazzimma giusta, sa farsi trovare pronto. Credo che se venisse chiamato in causa non deluderebbe”.   

“La Lazio femminile, come la Primavera, ha la miglior difesa del torneo. I ragazzi giocano con grande coralità. La Femminile è un gruppo forte, costruito per salire di categoria con almeno cinque concorrente di assoluto livello, come Ternana e Cesena. La Lazio sfrutta anche le individualità nel 4-3-1-2, come Giusy Moraca, unite appunto alla compattezza difensiva. Questi risultati non sono casuali”.

“Vecino difensore centrale? Ci può stare perché Sarri conta molto sulla struttura fisica. La sua esclusione? Considerate che la stessa cosa è avvenuta un mese e mezzo fa in Primavera con Sana Fernandes. La società ha scelto questa linea”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Roberto-De-Cosmi-09122023-e2d1bmm/a-aanfvca
Categorie
SERIE A

Lazio-Cagliari: i convocati di Sarri

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro il Cagliari (ore 18:00) allo Stadio Olimpico di Roma.

Di seguito le scelte dell’inquilino di Formello:

Portieri: Mandas, Provedel, Sepe;

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Ruggeri;

Centrocampisti: Basic, Cataldi, Guendouzi, Kamada, Luis Alberto, Rovella, Vecino;

Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Immobile, Isaksen, Pedro.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Stipendio dirigenti serie A: ecco quale è il più pagato

Il sito specializzato calcioefinanza.it ha analizzato il peso del compenso degli stipendi dei dirigenti, presidenti compresi, della serie A. In particolari, il costo per gli stipendi dei board di cinque dei primi sette team della scorsa stagione – ovvero Napoli, Lazio, Inter, Milan e Juventus – ammonta a 12,1 milioni di euro, in aumento rispetto ai 11,5 milioni.

Considerando i numeri a partire da 8 anni fa, l’unica società che nel tempo ha speso meno è stata la Juventus, pur restando la più generosa con 27,3 milioni di euro, seguono il Milan con 23,3 milioni, Napoli (20,7 milioni), Inter (9,4 milioni) e Lazio (3,8 milioni). In particolare, i capitolini pagano compensi a partire dal 2019/20. In termini di variazioni nel tempo delle remunerazioni, i biancocelesti si sono mantenuti costante, tutte in crescita le altre: Napoli (+6%), Milan (+7%) e Inter (+19%).

Riferendosi alla stagione 2022/23, il più caro per il suo club è stato il presidente della Lazio, Claudio Lotito con un guadagno, a bilancio, di 1,1 milioni di euro. Nel derby delle spese, seconda arriva Lina Souloukou, la neo CEO della Roma che incassa 850.000 euro; terzo l’ad ella Juventus, Maurizio Arrivabene, con un compenso di 785 mila euro. Mancano i dati di Beppe Marotta, che ha rinnovato fino al 2027: rumors parlano di ingaggio da circa 1,5 milioni di euro.

CDA in Serie A: l’elenco dei compensi


Claudio Lotito, presidente Lazio – 1,1 milioni di euro;
Lina Souloukou, CEO Roma – 850 mila euro;
Maurizio Arrivabene, ex amministratore delegato Juventus – 785 mila euro;
Federico Cherubini, ex direttore sportivo Juventus – 750 mila euro;
Maurizio Scanavino, amministratore delegato Juventus: 605 mila euro (salirà a 800 mila euro di base nel 2023/24);
Paolo Scaroni, presidente Milan – 600 mila euro;
Andrea Agnelli, ex presidente Juventus – 330 mila euro;
Pavel Nedved, ex vice presidente Juventus – 240 mila euro;
Gianluca Ferrero, presidente Juventus – 182 mila euro (salirà a 400mila euro di base nel 2023/24).

Categorie
STATISTICHE

Immobile riparte dal punto zero: al Cagliari il primo gol in serie A

Ciro Immobile vuole ripartire da dove ha iniziato. Come scrive Il Corriere della Sera, nel 2012 con il Grifone, contro il Cagliari segnò a Marassi la sua prima rete in serie A. Non solo, quella di tacco del 2-2, nel 2018, stavolta in Genoa-Lazio, secondo Immobile è la rete più bella segnata in carriera.

Il bomber di Sarri è alla ricerca del gol 200 nella massima serie. Sarebbe l’ottavo nei 94 anni di esistenza del torneo, l’ultimo a tagliare il traguardo fu Di Natale nel 2014. Immobile i suoi 198 gol li ha segnati a 34 team differenti. Da avversario alla Lazio ha segnato una volta in maglia Torino nel 2014, cinque le compagini con cui andato in doppia cifra.

Ben 15 quelli contro la Sampdoria, 14 al Genoa, 12 al Cagliari, 11 all’Udinese e 10 al Verona. Passando alle big, questo lo score: 8 a Fiorentina e Milan, 7 al Napoli, 5 ad Atalanta, Inter e Roma e poker alla Juventus. Col Cagliari Immobile è andato in gol in tutte le ultime cinque sfide e da laziale, ovvero dal 2016, contro i sardi non ha mai perso.

Inoltre, la Lazio non perde col Cagliari dal 19 maggio 2013, in Sardegna all’ultima giornata decise la rete di Dessena al 75’. Da allora 13 vittorie e 13 ko.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Ielpo: “Sarri è bravo ma gli piace lo scontro. Forse ciclo da chiudere”

Mario Ielpo, ex di Lazio e Cagliari, è intervenuto ai microfoni di calciocasteddu.it per parlare del match odierno e del futuro di Sarri.

“Sono nato a Roma, sia dal punto di vista anagrafico che calcisticamente e nella fattispecie nella Lazio, dove entrai bambino. La mia carriera è però maggiormente legata a Cagliari: sono le due società a cui sono più affezionato. I capitolini fanno un po’ fatica, mentre i rossoblù si sono un po’ sbloccati dopo il 4-3 al Frosinone. Sotto il profilo emotivo, per la squadra biancoceleste, sarà importantissimo non sbagliare la gara di domani per evitare contraccolpi“.

“Sarri è un allenatore bravo ma divisivo, a cui piace lo scontro e che non smussa gli angoli. A prescindere dal suo valore, potrebbe essere arrivato il momento per chiudere il suo ciclo, se non dovessero verificarsi dei miglioramenti concreti“.

“Ranieri mi ha fatto diventare professionista vero: devo tutto a lui, così come lui deve qualcosa alla nostra squadra di illustri sconosciuti che ha scritto pagine importanti. Ci ha aiutato a diventare dei buoni calciatori, artefice numero uno di quell’impresa di oltre 30 anni fa. Tattica, orpelli, contano fino a un certo punto: la differenza l’ha fatta la sua mentalità“.

“Da bambino ho avuto due allenatori sconosciuti, però importantissimi: Forlivesi e Troilo. E poi la figura di Maurizio Scarsella, un mio compagno di squadra delle giovanili laziali. Era un numero 10 dal sinistro divino. Io avevo 9 anni e lui 10: arrivava dall’Urbe Tevere, un fenomeno che poi è purtroppo morto giovanissimo di AIDS, dopo un’esistenza sregolata. Desidero ricordarlo“.

Foto: profilo instagram acmilan

Categorie
ESCLUSIVE

“SVB” – Mauro Mazza: “Abbiamo finito i bonus. Sarri? Molto laziale, parla da tifoso” (AUDIO)

Mauro Mazza stamattina è intervenuto ai microfoni di Sei Volte Buongiorno per parlare di Lazio e del futuro di Sarri.

“Siamo alla XIII giornata, pezzi di stagione che se ne vanno. Dopo il ko con la Salernitana è come se avessimo finito i bonus. In ogni caso vorrei vedere i bicchiere mezzo pieno. L’obiettivo Champions è stato centrato, evento ancora più raro con una giornata in anticipo. Sorprendentemente è arrivato con prestazioni determinate anche se non brillantissime”

“Adesso avremo due mesi in cui si pensa solo al campionato, il calendario ci aiuta. La Lazio deve vincere con Cagliari e Verona, abbiamo già disputato troppe partite dello scemo. Poi con l’Inter misuri il tuo punto di maturità. Alla Lazio manca Milinkovic, non hai trovato la chiave per sostituirlo. Non poteva aspettarti la stessa resa. Ora Luis Alberto apre gli occhi, cerca Milinkovic ma questa cosa non c’è più. In tal senso Isaksen può esser una chiave, così come Guendouzi. Integralmente Sergej non si sostituisce, ma la panchina della Lazio finalmente è lunga. Addio bonus, la Lazio li ha terminati e bisogna vincere, già da oggi pomeriggio”.

“A inizio stagione Sarri si è affidato ai suoi, i nuovi li ha usati col contagocce. Lui crede che servano dei mesi per inserire i nuovi nel suo schema. Sarri ha puntato su chi lo conosceva. Guendouzi e Kamada a Napoli gli hanno fatto cambiare idea, ma quello però non era i vero Napoli, ma quello del Tenente Garcia. La Lazio deve tornare a divertirsi”.

“Sarri è diverso dagli altri. Il suo gioco pretende che le rotelline siano al massimo, serve una macchina perfetta. Senza bel gioco non hai risultato. Deve innestare i nuovi, l’ alternanza non deve andare a deperimento e quest’anno hai la miscela giusta. Pensavo che tale alchimia arrivasse prima con questa panchina lunga. Sarri parla da tifoso. Forse lui è anche troppo tifoso di questa Lazio. Parole le sue che non dimostrano la sua precarietà, ma il suo affetto”.  

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Mauro-Mazza-02122023-e2cn3r6/a-aamft6j
Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – De Grandis: “Applausi Champions, ma la fotografia è il campionato. Mancano i colpi decisivi, Kamada timido” (AUDIO)

Il volto di Sky, Stefano De Grandis, è intervenuto stamattina in “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, per parlare del momento vissuto dai biancocelesti.

“Applausi per il passaggio del turno in Champions perché non è mai facile. Penso però che il campionato rappresenti la fotografia delle squadra, lì ti serve continuità. Non voglio raffreddare l’entusiasmo sulla Lazio perché la Lazio col Celtic non mi ha convinto al 100%. Sono contento e spero che da questa iniezione di energia si ritrovino contenuti”.

La Lazio priva di gioco? “Non credo che la Lazio non sappia più palleggiare e che non mantenga buoni contenuti tecnici. Manca la capacità di giocate decisive. Inutile parlare di Milinkovic ormai. Mi riferisco ad esempio della doppietta di Immobile con il Celtic. Ciro ha fatto due gol decisivi. Penso invece alle difficoltà realizzative di Zaccagni e Anderson. Alla Lazio ora mancano i colpi”, risponde il giornalista della piattaforma satellitare.

La Lazio ogni domenica sceglie un centrocampo diverso. “Mi spiace anche a livello affettivo per Cataldi che lo scorso anno ha disputato un’ottima stagione. In attesa che Rovella cresca, puoi alternare Danilo e Vecino perché l’uruguaiano può darti in parte i cm che ti dava Milinkovic. Gli interni devono essere Luis Alberto e Guendouzi. Il francese ti dà energia e personalità, Luis Alberto è imprescindibile perché è lui il regista di Sarri in campo”, risponde deciso De Grandis.

De Grandis: “Fatto mercato delle occasioni”

Le ultime riflessioni sullo scarso utilizzo di Kamada e sul mercato, anche per incrementare le reti fatte. “Mi ha deluso, ma non vorrei che lui, come Lindstrom che col Napoli sta faticando, arrivando dalla Bundesliga, abbiano mandato segnali non corrispondenti alla realtà. Inoltre il numero 6 mi sembra un po’ timido. La rosa della Lazio? Anche in questa caso, è stato fatto il mercato delle occasioni e non delle scelte: questo a livello tecnico si paga”.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Giulio-Cardone-e-Stefano-De-Grandis-30112023-e2ck5le
Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Cardone: “Lazio, ora serve la conferma col Cagliari. Zaccagni può rientrare prima” (AUDIO)

Giulio Cardone, firma storica della Lazio di Repubblica, è intervenuto stamattina in “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”.

Secondo il cronista, col Celtic i biancocelesti hanno dato una buona dimostrazione. “Venivamo dalla gara di Salerno sportivamente drammatica con segnali pessimi. Il Celtic ha creato problemi anche all’Atletico Madrid, non è mai facile. Ci sono cose da sistemare e col Cagliari serve una controprova concreta”, spiega.

Il giornalista non vede molte chance in futuro per un maggior utilizzo di Daichi Kamada. “Si fa fatica ad inserirlo. Lui è un trequartista che deve diventare una mezzala. I giocatori con personalità ci riescono, va detto che i giapponesi, di solito, fanno fatica ad integrarsi subito, a fare gruppo. L’ex Eintracht Francoforte disse che se la squadra girava, lui dava il meglio. Penso a Salerno dove magari Milinkovic avrebbe prodotto la giocata che sbloccava la gara, Kamada non ci è riuscito, anche se va sottolineato un contesto di rendimento insufficiente”.  

Cardone ha poi fatto il punto sulla situazione di Zaccagni, fermo per un fastidio all’anca, rimediato nel match con gli scozzesi. “Sugli infortunati dobbiamo ancora capire. Zaccagni potrebbe rientrare prima ma vediamo che succede oggi in allenamento. Va detto che gli avversari ormai chiudono il suo ingresso verso l’interno del campo, ora le mezzali destre avversarie raddoppiano sempre l’ex Hellas Verona. Anche per questo, noi giornalisti umilmente chiediamo a Sarri di trovare alcune alternative tattiche”, ha concluso.

https://podcasters.spotify.com/pod/show/radiosei98100/embed/episodes/Giulio-Cardone-e-Stefano-De-Grandis-30112023-e2ck5le