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POLITICA SPORTIVA

Bilanci e Serie A: slitta di un anno la Commissione voluta dal Governo

Lo stato di salute del calcio italiano non è esattamente tra le più invidiabili. Molti club in serie A sono contraddistinti da bilanci sommersi dai debiti, a riprova i numerosi cambi di proprietà di big quali Inter e Milan.

Proprio per monitorare i conti della massima serie, il Governo Meloni ha annunciato l’introduzione di una Commissione che in quale modo sostituisca quanto esercitato fino ad oggi dalla CoViSoc. Parliamo della Commissione di vigilanza sulle società di calcio professionistiche, costo pari a 3,5 milioni di euro l’anno.

Come scrive oggi Il Fatto Quotidiano, per la presa di potere della suddetta Commissione ci vorrà ancora tempo. Tradotto, a decidere licenze e iscrizioni ai campionati, per la prossima stagione sarà ancora l’organo in seno alla FIGC. Scendendo nei particolari, l’erede della CoViSoc dovrebbe anche avere poteri di ispezione e acquisizione di documenti. Ad alzare o meno il pollice saranno sette membri della Commissione, incarico pari a 7 anni. Tra i componenti  ci saranno i presidenti di Inps e Agenzia delle Entrate. Il presidente e il segretario saranno emanazione di Palazzo Chigi.  

Nuova ‘CoViSoc’: ecco quando potrà entrare in vigore

La neonata creatura volta da Andrea Abodi dovrebbe insediarsi prima di aprile 2025. Per esercitare il proprio ruolo però bisognerà aspettare un altro anno. Quindi, le prime iscrizioni che saranno valutate dalla neonata Commissione saranno quelle della stagione 2026-2027.

GLP

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APPROFONDIMENTI

Stipendio dirigenti serie A: ecco quale è il più pagato

Il sito specializzato calcioefinanza.it ha analizzato il peso del compenso degli stipendi dei dirigenti, presidenti compresi, della serie A. In particolari, il costo per gli stipendi dei board di cinque dei primi sette team della scorsa stagione – ovvero Napoli, Lazio, Inter, Milan e Juventus – ammonta a 12,1 milioni di euro, in aumento rispetto ai 11,5 milioni.

Considerando i numeri a partire da 8 anni fa, l’unica società che nel tempo ha speso meno è stata la Juventus, pur restando la più generosa con 27,3 milioni di euro, seguono il Milan con 23,3 milioni, Napoli (20,7 milioni), Inter (9,4 milioni) e Lazio (3,8 milioni). In particolare, i capitolini pagano compensi a partire dal 2019/20. In termini di variazioni nel tempo delle remunerazioni, i biancocelesti si sono mantenuti costante, tutte in crescita le altre: Napoli (+6%), Milan (+7%) e Inter (+19%).

Riferendosi alla stagione 2022/23, il più caro per il suo club è stato il presidente della Lazio, Claudio Lotito con un guadagno, a bilancio, di 1,1 milioni di euro. Nel derby delle spese, seconda arriva Lina Souloukou, la neo CEO della Roma che incassa 850.000 euro; terzo l’ad ella Juventus, Maurizio Arrivabene, con un compenso di 785 mila euro. Mancano i dati di Beppe Marotta, che ha rinnovato fino al 2027: rumors parlano di ingaggio da circa 1,5 milioni di euro.

CDA in Serie A: l’elenco dei compensi


Claudio Lotito, presidente Lazio – 1,1 milioni di euro;
Lina Souloukou, CEO Roma – 850 mila euro;
Maurizio Arrivabene, ex amministratore delegato Juventus – 785 mila euro;
Federico Cherubini, ex direttore sportivo Juventus – 750 mila euro;
Maurizio Scanavino, amministratore delegato Juventus: 605 mila euro (salirà a 800 mila euro di base nel 2023/24);
Paolo Scaroni, presidente Milan – 600 mila euro;
Andrea Agnelli, ex presidente Juventus – 330 mila euro;
Pavel Nedved, ex vice presidente Juventus – 240 mila euro;
Gianluca Ferrero, presidente Juventus – 182 mila euro (salirà a 400mila euro di base nel 2023/24).

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – De Mita e gli argentini: “Almeyda rivelazione, Verona universale, Sensini moderatore” (AUDIO)

GIUSEPPE DE MITA (Ex dirigente della Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La mia storia alla Lazio è caratterizzata dall’arrivo di molti argentini, non posso che avere un occhio di riguardo per questa nazionale in ottica Mondiale. Da non sottovalutare i colori della maglia e l’analogia con la divisa che utilizzammo in Champions nel 2000. Almeyda fu la rivelazione maggiore, arrivò in forma anonima, poi invece ebbe una funzione determinante nella stagione dello Scudetto. Lui era molto timido e riservato, gli chiedevo in continuazione di andare a parlare con i giornalisti e lui puntualmente mi diceva di no. Poi quando andava aveva un riscontro importante (ride, ndr). Veron? Il giocatore più forte che ho visto da vicino. Era un classico regista, ma recuperava palloni come fosse Gattuso. Giocatore universale, una tecnica ed un’eleganza clamorosa. Un altro giocatore incredibile era Sensini. Caratterialmente era il più equilibrato, in uno spogliatoio di grande personalità come quello dell’epoca fu importante come moderatore”.

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Juve, l’avvocato Grassani: “Indagine più grave di Calciopoli, ecco cosa rischia il club”

“La Juventus rischia più dell’ammenda o della penalizzazione. Quello che sta emergendo, secondo la norma, può portare all’esclusione del campionato e alla retrocessione. A spaventare i tifosi bianconeri è l’avvocato Mattia Grassani, che ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio1 ha parlato dell’indagine sui conti del club torinese.

Accuse gravi


“Questa è l’indagine più pesante e grave che la Juventus ha subito nella propria storia, forse anche superiore a quella di Calciopoli – ha detto l’esperto di diritto sportivo – , perché le fattispecie sia di reato, sia di violazione di norme borsistiche, norme societarie e sportive abbraccia un’arco di comportamenti illeciti (siamo ovviamente alle ipotesi) che non ha precedenti. Quello che sta emergendo, se accertato, potrebbe portare a una forte penalizzazione e la norma – l’articolo 31 comma 2 del codice di giustizia sportiva, che parla di violazioni in materia economico-finanziaria e gestionale – stabilisce che, se ci sono alterazioni di documenti, quindi scritture private che posticipano il pagamenti degli stipendi, questa serie di ipotesi di violazioni disciplinari può comportare conseguenze superiori alla penalizzazione”.

La giustizia sportiva

“La norma – fa notare l’avvocato – prevede che, in caso di ottenimento dell’iscrizione al campionato attraverso alterazione di documenti, di scritture private che posticipano i pagamenti dovuti ai calciatori nella stagione 2021/22, o che addirittura rinunciano fittiziamente, può comportare addirittura l’esclusione dal campionato, la retrocessione all’ultimo posto e la perdita del titolo di campione d’Italia. I tempi? Siccome la giustizia sportiva ha tempi brucianti e la necessità che le sanzioni siano afflittive, a differenza della giustizia penale, civile e di quella borsistica, se dovesse esserci deferimento, il procedimento si concluderà sicuramente entro la stagione 2022/23, pertanto le sanzioni saranno poi scontate immediatamente”.Corrieredellosport.it