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‘QUELLI CHE…’ – De Mita e gli argentini: “Almeyda rivelazione, Verona universale, Sensini moderatore” (AUDIO)

GIUSEPPE DE MITA (Ex dirigente della Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La mia storia alla Lazio è caratterizzata dall’arrivo di molti argentini, non posso che avere un occhio di riguardo per questa nazionale in ottica Mondiale. Da non sottovalutare i colori della maglia e l’analogia con la divisa che utilizzammo in Champions nel 2000. Almeyda fu la rivelazione maggiore, arrivò in forma anonima, poi invece ebbe una funzione determinante nella stagione dello Scudetto. Lui era molto timido e riservato, gli chiedevo in continuazione di andare a parlare con i giornalisti e lui puntualmente mi diceva di no. Poi quando andava aveva un riscontro importante (ride, ndr). Veron? Il giocatore più forte che ho visto da vicino. Era un classico regista, ma recuperava palloni come fosse Gattuso. Giocatore universale, una tecnica ed un’eleganza clamorosa. Un altro giocatore incredibile era Sensini. Caratterialmente era il più equilibrato, in uno spogliatoio di grande personalità come quello dell’epoca fu importante come moderatore”.

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‘QUELLI CHE…’ – De Mita: “Lotito, pregi e difetti. Ci sono cose in cui non mi identifico…” (AUDIO)

GIUSEPPE DE MITA (Ex dirigente della Lazio) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Ho vissuto periodi in alternanza. C’è stata la necessità di un distacco dalla Lazio vista la modalità traumatica con cui mi sono diviso dal club. Conosco Lotito da sempre, c’è un legame famigliare che ci unisce. Devo dire che caratterialmente siamo molto distanti, non siamo andati molto d’accordo. Detto questo, ho un approccio giusto nel giudicare quello che vedo, bisogna riconoscergli anche dei pregi. La Lazio è una realtà importante del nostro campionato, malgrado i limiti di spesa negli anni ha sempre mantenuto un livello oltre le aspettative. E‘ una società sana, ha un certo peso politico, ha fatto divertire. Era bello sentirsi della Lazio a prescindere dalle emozioni che ognuno di noi possa avere nei confronti della società. Ho riacquisito l’orgoglio di essere laziale e sono legato a molte persone che sono nel club. Poi è chiaro che ci sono cose in cui non mi identifico. La Lazio ha un patrimonio enorme, se viene preso nel modo giusto neanche i club del Nord hanno queste potenzialità. Ma il problema di Lazio e Roma è che non sanno incanalare il valore aggiunto di questo ambiente nell’interesse della squadra”