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SERIE A

Lazio-Cagliari: i convocati di Sarri

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro il Cagliari (ore 18:00) allo Stadio Olimpico di Roma.

Di seguito le scelte dell’inquilino di Formello:

Portieri: Mandas, Provedel, Sepe;

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Ruggeri;

Centrocampisti: Basic, Cataldi, Guendouzi, Kamada, Luis Alberto, Rovella, Vecino;

Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Immobile, Isaksen, Pedro.

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APPROFONDIMENTI

Stipendio dirigenti serie A: ecco quale è il più pagato

Il sito specializzato calcioefinanza.it ha analizzato il peso del compenso degli stipendi dei dirigenti, presidenti compresi, della serie A. In particolari, il costo per gli stipendi dei board di cinque dei primi sette team della scorsa stagione – ovvero Napoli, Lazio, Inter, Milan e Juventus – ammonta a 12,1 milioni di euro, in aumento rispetto ai 11,5 milioni.

Considerando i numeri a partire da 8 anni fa, l’unica società che nel tempo ha speso meno è stata la Juventus, pur restando la più generosa con 27,3 milioni di euro, seguono il Milan con 23,3 milioni, Napoli (20,7 milioni), Inter (9,4 milioni) e Lazio (3,8 milioni). In particolare, i capitolini pagano compensi a partire dal 2019/20. In termini di variazioni nel tempo delle remunerazioni, i biancocelesti si sono mantenuti costante, tutte in crescita le altre: Napoli (+6%), Milan (+7%) e Inter (+19%).

Riferendosi alla stagione 2022/23, il più caro per il suo club è stato il presidente della Lazio, Claudio Lotito con un guadagno, a bilancio, di 1,1 milioni di euro. Nel derby delle spese, seconda arriva Lina Souloukou, la neo CEO della Roma che incassa 850.000 euro; terzo l’ad ella Juventus, Maurizio Arrivabene, con un compenso di 785 mila euro. Mancano i dati di Beppe Marotta, che ha rinnovato fino al 2027: rumors parlano di ingaggio da circa 1,5 milioni di euro.

CDA in Serie A: l’elenco dei compensi


Claudio Lotito, presidente Lazio – 1,1 milioni di euro;
Lina Souloukou, CEO Roma – 850 mila euro;
Maurizio Arrivabene, ex amministratore delegato Juventus – 785 mila euro;
Federico Cherubini, ex direttore sportivo Juventus – 750 mila euro;
Maurizio Scanavino, amministratore delegato Juventus: 605 mila euro (salirà a 800 mila euro di base nel 2023/24);
Paolo Scaroni, presidente Milan – 600 mila euro;
Andrea Agnelli, ex presidente Juventus – 330 mila euro;
Pavel Nedved, ex vice presidente Juventus – 240 mila euro;
Gianluca Ferrero, presidente Juventus – 182 mila euro (salirà a 400mila euro di base nel 2023/24).

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STATISTICHE

Immobile riparte dal punto zero: al Cagliari il primo gol in serie A

Ciro Immobile vuole ripartire da dove ha iniziato. Come scrive Il Corriere della Sera, nel 2012 con il Grifone, contro il Cagliari segnò a Marassi la sua prima rete in serie A. Non solo, quella di tacco del 2-2, nel 2018, stavolta in Genoa-Lazio, secondo Immobile è la rete più bella segnata in carriera.

Il bomber di Sarri è alla ricerca del gol 200 nella massima serie. Sarebbe l’ottavo nei 94 anni di esistenza del torneo, l’ultimo a tagliare il traguardo fu Di Natale nel 2014. Immobile i suoi 198 gol li ha segnati a 34 team differenti. Da avversario alla Lazio ha segnato una volta in maglia Torino nel 2014, cinque le compagini con cui andato in doppia cifra.

Ben 15 quelli contro la Sampdoria, 14 al Genoa, 12 al Cagliari, 11 all’Udinese e 10 al Verona. Passando alle big, questo lo score: 8 a Fiorentina e Milan, 7 al Napoli, 5 ad Atalanta, Inter e Roma e poker alla Juventus. Col Cagliari Immobile è andato in gol in tutte le ultime cinque sfide e da laziale, ovvero dal 2016, contro i sardi non ha mai perso.

Inoltre, la Lazio non perde col Cagliari dal 19 maggio 2013, in Sardegna all’ultima giornata decise la rete di Dessena al 75’. Da allora 13 vittorie e 13 ko.

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RASSEGNA STAMPA

Ielpo: “Sarri è bravo ma gli piace lo scontro. Forse ciclo da chiudere”

Mario Ielpo, ex di Lazio e Cagliari, è intervenuto ai microfoni di calciocasteddu.it per parlare del match odierno e del futuro di Sarri.

“Sono nato a Roma, sia dal punto di vista anagrafico che calcisticamente e nella fattispecie nella Lazio, dove entrai bambino. La mia carriera è però maggiormente legata a Cagliari: sono le due società a cui sono più affezionato. I capitolini fanno un po’ fatica, mentre i rossoblù si sono un po’ sbloccati dopo il 4-3 al Frosinone. Sotto il profilo emotivo, per la squadra biancoceleste, sarà importantissimo non sbagliare la gara di domani per evitare contraccolpi“.

“Sarri è un allenatore bravo ma divisivo, a cui piace lo scontro e che non smussa gli angoli. A prescindere dal suo valore, potrebbe essere arrivato il momento per chiudere il suo ciclo, se non dovessero verificarsi dei miglioramenti concreti“.

“Ranieri mi ha fatto diventare professionista vero: devo tutto a lui, così come lui deve qualcosa alla nostra squadra di illustri sconosciuti che ha scritto pagine importanti. Ci ha aiutato a diventare dei buoni calciatori, artefice numero uno di quell’impresa di oltre 30 anni fa. Tattica, orpelli, contano fino a un certo punto: la differenza l’ha fatta la sua mentalità“.

“Da bambino ho avuto due allenatori sconosciuti, però importantissimi: Forlivesi e Troilo. E poi la figura di Maurizio Scarsella, un mio compagno di squadra delle giovanili laziali. Era un numero 10 dal sinistro divino. Io avevo 9 anni e lui 10: arrivava dall’Urbe Tevere, un fenomeno che poi è purtroppo morto giovanissimo di AIDS, dopo un’esistenza sregolata. Desidero ricordarlo“.

Foto: profilo instagram acmilan

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ESCLUSIVE

“SVB” – Mauro Mazza: “Abbiamo finito i bonus. Sarri? Molto laziale, parla da tifoso” (AUDIO)

Mauro Mazza stamattina è intervenuto ai microfoni di Sei Volte Buongiorno per parlare di Lazio e del futuro di Sarri.

“Siamo alla XIII giornata, pezzi di stagione che se ne vanno. Dopo il ko con la Salernitana è come se avessimo finito i bonus. In ogni caso vorrei vedere i bicchiere mezzo pieno. L’obiettivo Champions è stato centrato, evento ancora più raro con una giornata in anticipo. Sorprendentemente è arrivato con prestazioni determinate anche se non brillantissime”

“Adesso avremo due mesi in cui si pensa solo al campionato, il calendario ci aiuta. La Lazio deve vincere con Cagliari e Verona, abbiamo già disputato troppe partite dello scemo. Poi con l’Inter misuri il tuo punto di maturità. Alla Lazio manca Milinkovic, non hai trovato la chiave per sostituirlo. Non poteva aspettarti la stessa resa. Ora Luis Alberto apre gli occhi, cerca Milinkovic ma questa cosa non c’è più. In tal senso Isaksen può esser una chiave, così come Guendouzi. Integralmente Sergej non si sostituisce, ma la panchina della Lazio finalmente è lunga. Addio bonus, la Lazio li ha terminati e bisogna vincere, già da oggi pomeriggio”.

“A inizio stagione Sarri si è affidato ai suoi, i nuovi li ha usati col contagocce. Lui crede che servano dei mesi per inserire i nuovi nel suo schema. Sarri ha puntato su chi lo conosceva. Guendouzi e Kamada a Napoli gli hanno fatto cambiare idea, ma quello però non era i vero Napoli, ma quello del Tenente Garcia. La Lazio deve tornare a divertirsi”.

“Sarri è diverso dagli altri. Il suo gioco pretende che le rotelline siano al massimo, serve una macchina perfetta. Senza bel gioco non hai risultato. Deve innestare i nuovi, l’ alternanza non deve andare a deperimento e quest’anno hai la miscela giusta. Pensavo che tale alchimia arrivasse prima con questa panchina lunga. Sarri parla da tifoso. Forse lui è anche troppo tifoso di questa Lazio. Parole le sue che non dimostrano la sua precarietà, ma il suo affetto”.  

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