Serviva una vittoria per dare continuità dopo il derby vinto. Serviva una vittoria per rimanere in alto e capofila del treno Champions. Tutto fatto con il Monza. La Lazio vola con il gol di Pedro nel primo tempo e con la punizione magistrale di Milinkovic-Savic nella ripresa. Ecco il 2-0 firmato da Sarri su Palladino, utile per accelerare nella lotta Champions. Si rivede in campo Immobile per una mezz’ora, difesa ancora senza gol per la 17esima volta in campionato (su 28 match). Ora la sfida alla Juve.
Pedro sblocca il match: dormita della difesa brianzola
Sarri non rischia Immobile, che parte dalla panchina: al centro del tridente c’è Felipe Anderson, Pedro e Zaccagni sono i due esterni. Nel Monza sono invece Sensi e Caprari ad appoggiare l’unica punta Petagna. Alla Lazio bastano 13′ per sbloccarla: va a segno Pedro, abile ad approfittare di una dormita collettiva della difesa biancorossa. Tutto nasce da un break sulla sinistra di Zaccagni, che elude in dribbling Marlon e scivola al momento del tocco verso il centro dell’area: la traccia debole, unita ad una deviazione in tackle di Rovella, coglie di sorpresa gli uomini di Palladino, ed è un invito a nozze per lo spagnolo. Il gol stappa la gara: Luis Alberto sfiora il raddoppio in un paio di occasioni, ma il Monza è vivo e spaventa i biancocelesti con un colpo di testa in avvitamento di Petagna, disinnescato da un gran guizzo di Provedel.
La chiude Milinkovic: magia su punizione
L’avvio di ripresa è molto frammentato. Marcenaro mette mano al taschino e ammonisce, in rapida successione, Ciurria, Caprari, Marlon e Donati. L’ultima sanzione è per un fallo commesso sulla trequarti, che al 55′ Milinkovic-Savic tramuta in rete con un’esecuzione da manuale: rincorsa breve, traiettoria dolcissima e Di Gregorio battuto. È il 2-0 biancoceleste, il colpo del k.o. definitivo per il Monza. Palladino ridisegna il suo schieramento con gli ingressi di Antov, Colpani e Mota, che rilevano rispettivamente Marlon, Rovella e Petagna. Nella Lazio, invece, l’ora di Ciro Immobile scatta al 65′: a lasciargli il posto è Pedro. Il finale è in discesa per la squadra di Sarri, che gioca con il cronometro e mette a frutto un patrimonio tecnico che congela il palleggio: l’unico brivido è su una goffa girata di Gytkjaer, che a ridosso del 90′ cestina un gol già fatto dopo una respinta di Provedel su Colpani. La Champions, ora, è più vicina: i biancocelesti volano a più cinque sull’Inter, e blindano il secondo posto in classifica.