Era sbarcato nella Capitale nel 2013 da bambino, è tornato da ragazzo, Anderson saluta la Lazio da vero uomo. Beffa la Juve e firma con il Palmeiras per non tradire 8 anni (complessivi) di storia col suo unico amore italiano: «Per rispetto alla Lazio e a tutto il suo popolo che mi ha sempre sostenuto, vi comunico che non ho trovato l’accordo per il rinnovo con la società e quindi seguirò un’altra strada la prossima stagione. Ho sempre dimostrato con i fatti la mia professionalità e il mio impegno nei confronti della Lazio, quindi vi assicuro che continuerò a dedicarmi fino all’ultimo giorno del mio contratto per onorare questa maglia. Grazie di tutto». Ogni compleanno è un nuovo inizio. Felipe ieri ha festeggiato 31 anni, ha espresso il suo desiderio dopo la scadenza del 30 giugno con un comunicato notturno. Dopo cinque incontri segreti, domenica Lotito ha fatto un ultimo tentativo per il rinnovo, spingendosi fino a 3 milioni (coi bonus) con il quinquennale (partendo dal 2023, 4 anni più opzione per il 2028). Il presidente lo ha sempre considerato un figlio: «Non lo avrei mai venduto», ci rivelò nel 2021 al suo ritorno. Da allora 142 partite di seguito. Felipe indispensabile per Sarri, ma anche per Tudor. Venerdì marcatore multiplo (la doppietta gli mancava dal 2015) contro la Salernitana fra i fischi dell’Olimpico e un coro juventino. Il motivo? Da mesi la sorella-agente Juliana aveva un accordo a 4 milioni con la Vecchia Signora per trascinarlo sotto la Mole a parametro zero. In realtà aveva trattato anche con altre big in Spagna e Bundesliga, ma poi ha lasciato l’ultima parola al fratellino. Per un atleta di Cristo i soldi non sono tutto (vedi l’Arabia respinta lo scorso luglio), a ottobre era passato sotto traccia questo suo pensiero: «Ho visto tanti giocatori che andavano in Europa tornare in Brasile per vestire la maglia della squadra che avevano lasciato, con voglia, con determinazione, con il sogno di giocare ancora. Grazie a quello che abbiamo imparato, possiamo aiutare tanti club in patria e non escludo il ritorno».
LAZIO-ANDERSON ADDIO
Quattro società hanno bussato, il Palmeiras si è spinto oltre, lo ha convinto e, dopo aver inviato ieri pomeriggio una pec (nel rispetto dell’art. 18.3 Fifa) col contratto preliminare firmato, prima della mezzanotte lo ha annunciato: «Bem-vindo». Il cuore, non il denaro, ha comandato Anderson lontano dalla Lazio. La moglie Lohanne voleva tornare con la piccola Helena in Brasile, sarà a San Paolo. Ieri tanti tifosi biancocelesti gli hanno fatto gli auguri e lo hanno supplicato invano: «Firma e rimani con noi», «Rinnova questo contratto, ma dove vuoi andare?» e «Pipe non ci lasciare», i commenti più gettonati fra social e radio. Anche Tudor lo aveva pressato, dopo l’abbraccio di venerdì scorso e il successivo elogio: «Lui è super adatto al mio calcio, è un giocatore che ha grande qualità e non ho bisogno di dirlo». È una perdita grave perché Felipe può far tutto. Terzino, trequartista, da“falso nueve” è tornato a risolvere, come un anno fa, il problema del gol.
LAZIO-ANDERSON, I PROSSIMI IMPEGNI
Lazio-Anderson, ora? Un’opzione che potremmo rivedere addirittura contro il Genoa venerdì pomeriggio e contro la Juve, martedì, nella semifinale di ritorno. Per il brasiliano non sarebbe stato il massimo affrontare quell’impegno decisivo con le ombre di un suo futuro a Torino. Anderson ha promesso a Lotito e Tudor che cercherà di trascinare la Lazio in Europa (ora lo è al settimo posto) prima di dire addio. I numeri, al netto di una stagione difficile per l’intera rosa, confermano quanto sarà complicato farne a meno: venerdì il brasiliano è salito a 5 gol complessivi (così come Vecino), insieme all’uruguaiano è il secondo marcatore della squadra alle spalle di Immobile (10, ma con 5 rigori nel computo). Già questo è un Felipe o triste ricordo. Scartato dalla Lazio il baby Rocco Vata come sostituto. Smentite sul terzino croato Mauro Petkovic, difensore del Radnički, segnalato da Tudor. Sarà un rebus il prossimo mercato, oltre l’addio Lazio-Anderson. Il Messaggero