Il primo reale vertice a tre, fra Lotito, Fabiani e Tudor, è andato in scena ieri dopo pranzo, alle 15 in ritiro a Formello: «Fino a ieri non ci avevo parlato, lo avevo solo visto sabato insieme alla squadra. Il tecnico ha un contratto fino al 30 giugno 2025, non c’è quindi nessuna urgenza di un rinnovo – ci assicura il patron – e non mi ha detto che se ne vuole andare o abbia titubanze a proseguire il rapporto».
Igor vuole però sentirsi al centro del progetto, avere voce sulle scelte di mercato, è stato rassicurato. I precedenti di Sarri non lo tranquillizzano, il croato deve decidere se fidarsi oppure cedere ad altre corteggiatrici in agguato: «A me non cambia nulla avere un anno o tre di contratto – assicura infatti l’allenatore nel post gara col Sassuolo – e non cambia nemmeno allo spogliatoio. Piuttosto ho parlato un po’ con la società e parleremo ancora per costruire la squadra migliore possibile in ogni reparto. Io mi sono adattato, ora la rosa va adattata al mio calcio. Qui lo scudetto si è vinto nel 2000, le ambizioni ci sono. Io indico la strada, voglio giocatori forti e il presidente sembra intenzionato ad allestire un bell’organico».
Eppure il solito indice di liquidità è dietro l’angolo a bloccare il mercato: «È un paletto stupido inserito dalla Figc. Tutti i lavori dell’Academy a Formello sono stati già pagati e coperti con i soldi della società, non facendo mutui o debiti come fanno altri club. Ecco perché si è abbassato l’indice di liquidità, un limite provvisorio che dura 8 mesi, a cui ho sempre posto rimedio di tasca mia per pagare stipendi e tutto il resto. Chi invece accumula debiti per 10 anni – e c’è chi ne ha per 550 milioni – non intacca la contabilità e paga solo multe, quando nemmeno si dovrebbero iscrivere al campionato. Un paradosso assoluto».
Il Flaminio potrebbe aumentare i ricavi, essere il fiore all’occhiello del ventennio Lotito: «Stiamo facendo tutte le verifiche tecniche, per esempio sulla tenuta del cemento armato. Non farò vedere a nessuno il progetto finché non sarà tutto pronto».