ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“L’amarezza per la sconfitta di ieri contro il Lecce è altissima. Ho visto una squadra poco disposta al sacrificio, è stato un segnale brutto dal punto di vista della mentalità. Le componenti sono molte, ma non voglio sentire parlare di una questione atletica o di adattamento dei nuovi, visto che ieri è praticamente scesa in campo la formazione dello scorso anno. Credo abbia responsabilità anche Sarri. Quando stai imbarcando acqua, se sei in difficoltà, è necessario anche intervenire dalla panchina con dei cambiamenti che possano permettere di invertire la rotta. Non credo sia una questione di presunzione, certo il secondo posto dello scorso anno potrebbe aver illuso qualcuno. Ieri è mancata cattiveria, scaltrezza, qualche pallone rinviato dall’area di rigore. Sembrava davvero di essere in balia di una squadra di Champions, in realtà il Lecce di ieri è poca roba con un nuovo tecnico. Non credo alle maledizioni, ma penso che bisogna crederci fino alla fine con fame e cattiveria. Ieri Sarri è stato onesto quando ha detto che la squadra salentina ha meritato in tutto il secondo tempo, ma quando si perde le sconfitte sono di tutti. Anche lui ha sbagliato nella gestione della partita, cambi compresi. Forse Kamada non andava tolto così presto, magari l’ingresso di Isaksen è stato affrettato”, conclude Prandi a Radiosei.