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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Baroni ha scelto: stop all’alternanza Provedel-Mandas

Archiviata la sosta per le Nazionali, nel weekend di questa settimana torna in campo la serie A e la Lazio scenderà sul terreno di gioco lunedì sera per la difficile partita casalinga contro il Torino.

Per il match contro i granata e il finale di stagione, Baroni ha le idee chiarissime sulla scelta relativa al ruolo di portiere. A confermarlo è il Corriere dello Sport aggiungendo che colui che dirigerà la difesa tra i pali sarà Provedel che da dopo la partita di Coppa Italia dei biancocelesti contro l’Inter, giocata da Mandas non ha più lasciato il suo ruolo.

Il quotidiano integra inoltre scrivendo che nonostante la roboante e pesante sconfitta contro il Bologna, il tecnico avrà piena e totale fiducia nell’ex portiere dello Spezia, il quale è risultato esente da colpe visto che ha provato in tutti i modi a salvare la porta delle aquile al Dall’Ara.

Baroni ha fatto la sua scelta e, salvo imprevisti del caso, la manterrà fino alla fine della stagione. Mandas ha avuto le sue occasioni, ma per questo rush finale Baroni vuole affidare le chiavi della porta biancoceleste a Provedel. L’ex Spezia si è ripreso il posto già da qualche partita: dopo la sfida contro l’Inter in Coppa Italia, giocata da Mandas, Provedel non ha più lasciato la porta, nemmeno nella doppia sfida di Europa League contro il Viktoria Plzen.

D’altronde Baroni non l’ha mai messo in dubbio: “L’ho ripetuto più volte, è lui il nostro portiere titolare”. Si tratta di rotazioni fisiologiche e naturali, utili anche per stimolare un po’ di sana competizione e spingere a dare il meglio. Sarà fondamentale non sbagliare le scelte per questo finale di stagione, Baroni lo sa e, stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, contro il Bodo/Glimt si capirà la scelta definitiva.

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Lazio, riconquista immediata, arrembaggio a rotazione e le fasce: i segreti del Baronismo

Tutti centravanti, a rotazione. La Lazio vorticosa di Baroni, quando gira, fa girare la testa. Una folle centrifuga di movimenti di ruolo che diventano momenti di gioco. L’ariosità della manovra, e le girandole ispirate dalla mobilità del baronismo, portano attaccanti, trequartisti e mezzali a trovarsi nello spazio del centravanti. E’ successo a Cagliari, con Zaccagni spuntato davanti alla porta sarda sul cross di Hysaj. E’ successo contro il Monza: scambio di posti tra Taty trequartista e Pedro vero 9 (gol del 2-0). Lo spagnolo s’è ritrovato davanti a tutti anche nell’azione del 4-0. Era nata da un inserimento di Noslin da ala, più avanti di tutti c’era Tchaouna e Pedro era alle sue spalle. L’olandese ha fatto flipper con il francese, poi il passaggio per Pedrito, autolanciato in porta. Anche Dele-Bashiru, su assist di Rovella, s’è trovato in piena area partendo da dietro, era defilato sulla sinistra quando ha fatto partire la scarica di quel tiro. Scambio di parti, scambio di destini, è sempre più questo il segreto della Lazio da Champions. Nell’ultimo periodo le commutazioni di ruoli non erano riuscite in scioltezza. Il Monza avrà agevolato la fluidità delle azioni, spigliatezza offensiva e disinvoltura nei colpi, ma che divertimento. In primis s’è divertito Baroni a dirigere l’orchestra.

Area piccola, area grande, tutti centravanti, tutti dentro. Da inizio anno i quattro uomini d’attacco hanno stazionato stabilmente davanti alla porta avversaria, il risultato è illustrato da numeri impressionanti: dei 45 gol segnati dalla Lazio in campionato ben 44 sono stati segnati nei famosi ultimi 16 metri (solo Zaccagni da fuori, a giro, a Monza). Praticamente tutti, il 98%. E’ una percentuale da record in Serie A. Milan (95%), Inter (93%), Napoli (90%) e Juve (88%) stanno tutte dietro. I tiri totali dei biancocelesti (sempre dentro l’area) sono stati 218. Baroni ha dei capisaldi per far funzionare la Lazio d’assalto, ormai si conoscono: attacco a difesa schierata, marcature preventive dietro, corse in avanti, riconquista immediata del pallone e arrembaggio.  I movimenti di Castellanos sono ideali per consentire ad ali, trequartisti e mezzali di inserirsi.

Lazio, l’arma in più sulle fasce laterali

«Dobbiamo fare lo step finale», aveva detto Baroni sabato. Sta perfezionando l’orchestra, lavora anche sulla gittata e sulla mira dei cross. La Lazio è la squadra che ne realizza di più in campionato: «Lavoriamo sulla tipologia dei cross». Arma fondamentale quando s’affrontano squadre arroccate o con due linee incollate. A sinistra Zaccagni s’accentra, lascia la rampa libera per gli assalti di Tavares. A destra sta carburando Isaksen, alle spalle c’è Marusic che è il terzino più piantato per caratteristiche. Corriere dello Sport