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ESCLUSIVA – Intervista a Clemente Severati, procuratore di Jacopo Sardo

Ai microfoni di RadioSeiLazio Elmar Bergonzini ha intervistato l’avvocato Clemente Severati, procuratore di Jacopo Sardo.

Negli ultimi mesi si è parlato abbastanza del tuo assistito Jacopo Sardo. Nelle ultime settimane, da quando ha deciso di andare in Germania al Saarbrücken, squadra di terza serie tedesca, se ne è parlato tantissimo, ancora di più. Io leggo qua delle dichiarazioni del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, che immagino voi conosciate. Dice “un ragazzo come Sardo, di buon prospetto, ha deciso di fare un qualcosa di veramente strano, cioè giocare in serie C tedesca per eludere la norma del vincolo. Sappiamo già dove andrà a finire”. E poi, appunto, si nomina proprio in primo piano il Milan. Non so se il riferimento di Fabiani sia che, secondo lui, appunto il giocatore andrà a finire lì. Però, io intanto ti volevo chiedere qual è la situazione Sardo? Cosa ha spinto il giocatore, cosa vi ha spinto ad andare via da Formello, via dalla Lazio? E se, effettivamente è così, se questo si tratta di un trasferimento ponte come ha ipotizzato la Lazio?

«Innanzitutto sì, abbiamo letto un po’ tutti, nelle ultime settimane, giorni le dichiarazioni del direttore Fabiani e siamo rimasti un po’ maluccio, insomma, perché, diciamo che i fatti i fatti descritti da lui, non rispecchiano proprio la verità dei fatti. Jacopo è un ragazzo che da due anni e mezzo stava nel settore giovanile della Lazio».

Quindi, portato da Bianchessi, giusto?

«Sì esatto, è stato portato da Mauro Bianchessi, il direttore sportivo, prelevato dal settore giovanile dell’Ostia Mare, e quindi, diciamo che questa dirigenza ce lo ha da un anno esatto, quindi da luglio scorso. E già a luglio scorso, insomma, abbiamo faticato a portarlo in ritiro con la Primavera, perché, insomma, dovevano vederlo e non lo conoscevano».

In che senso non lo conoscevano?

«Perché non conoscevano, insomma, le caratteristiche del ragazzo, nonostante il ragazzo già da un anno e mezzo giocava nella Lazio. Quindi, tendenzialmente, se qualcuno di nuovo entra, dovrebbe sapere vita, morte e miracoli di tutto il settore giovanile, quindi non si conosceva né se era piede destro o piede sinistro, poi, insomma, durante il ritiro probabilmente ha convinto qualcuno, anche perché aveva dei dati paragonabili a un giocatore professionista di alta Serie A, insomma, Jacopo è un atleta vero e quindi hanno deciso di confermarlo in Primavera. Purtroppo, prima della prima giornata di campionato si è infortunato – un infortunio all’adduttore – ed è stato fermo un paio di mesi. Rientrato da questo infortunio, mi sembra, adesso, ad occhio, a mente, nella partita contro Feyenoord in Youth League, è entrato negli ultimi 20 minuti quindi da lì non è più uscito ed è stato un susseguirsi di prestazioni molto molto importanti. Ciononostante, nessuno, diciamo, ci ha mai chiamato non dico complimentarsi, insomma, per capire le intenzioni in quanto  il ragazzo non aveva un vero e contratto professionistico, era un giovane di serie, quindi era tesserato… ».

Io, adesso parlo per ignoranza, scusa se ti interrompo, parlo per ignoranza, perché io per quel che riguarda il calcio giovanile seguo molto più quello tedesco proprio per lavoro, più che per passione, però anche per passione, ma soprattutto per lavoro, seguo molto più quello tedesco che non quello italiano. Ecco mi permetto di dire in Germania un giocatore di 18 anni che non ha un contratto professionistico non è molto frequente, non so com’è la situazione in Italia.

«Diciamo che è giustissimo, all’estero funziona così, naturalmente il giocatore deve avere delle qualità, ecco, poi la società decide se metterlo sotto contratto o comunque svincolarlo a fine anno. In questo caso, Jacopo ha fatto una continuazione di prestazioni molto molto importanti, gol su gol. Ricordo, insomma, non solo l’ultimo gol al derby, contro il Sassuolo, la doppietta contro la Fiorentina, il gol contro la Juventus. Ma non sono tanto i gol. Assist, prestazioni importanti, poi grazie soprattutto al mister Sanderra, che non smetteremo mai di ringraziare, lui sì, che gli ha trovato anche un ruolo un po’ più in avanti; inizialmente giocava un po’ più dietro, poi ha capito che questa sua caratteristica di inserimento da dietro era pericolosa e infatti su 23 partite 8 gol e 4 assist sono state coronate dalla convocazione in Nazionale e, qui sì, è raro e non impossibile trovare un giocatore con questi numeri convocato in Nazionale che non ha un contratto professionistico. Oltretutto è stato premiato anche da SportItalia, mi pare, come il miglior centrocampista italiano del ruolo, ciò nonostante, ripeto, fino a giugno inoltrato noi non abbiamo ricevuto chiamate da nessuno. Ovviamente, il ragazzo stava in scadenza il 30 giugno 2025, con le vecchie normative, quindi pensavamo che a questo punto non era interesse della Lazio, fino a quando, magicamente – mi permetto di dire questo piccolo inciso, Elmar -, il 28 giugno è cambiata la normativa federale…».

Quindi a due giorni dalla scadenza.

«… Che ha allungato il vincolo a tutti i giovani di serie, colpendo magicamente anche i classe 2005, cosa che a mio avviso, essendo avvocato, è ampiamente anticostituzionale, quindi ci siamo ritrovati con un altro vincolo a due giorni dalla scadenza con la Lazio. A quel punto, insomma, ci sono state variate telefonate con Angelo, con il presidente Lotito, e noi abbiamo comunicato, insieme alla famiglia, la nostra volontà non di non rimanere alla Lazio, ma che la Lazio comunque non aveva un progetto tecnico…».

Cerco di ricostruire – se ho capito male, ovviamente, correggimi -: voi davate per scontato fino al 28 giugno, essendo il giocatore in scadenza, e non avendo fatto la Lazio nessun tipo di richiesta, di proposta

«Io non ti parlo di proposta formale, dico insomma a parole, ci sono state, ma parliamodi proposte che non potevano essere, ma neanche ascoltate per un profilo del genere, ecco».

Facciamo finta di essere al 27 giugno giugno 2024, no? Quindi un mese e mezzo fa, due mesi fa. La situazione, da quello che racconti, era che la società non aveva mai fatto una proposta formale, non vi era mai arrivata un’offerta non dico di rinnovo, ma proprio di mettere il giocatore, offrire al giocatore un contratto professionistico, giocatore che ha già 19 anni, se non ricordo male, non era mai stato fatto, e in più il giocatore a quel punto era a tre giorni dalla scadenza di contratto. Quindi voi davate per scontato che la Lazio non fosse interessata a tenere il giocatore.

«Esattamente così, più o meno le cose sono esattamente come le hai descritte».

Poi cambia la norma il 28.

«Se la Lazio non era interessata dietro c’avevamo insomma probabilmente 30/40 squadre di prima, seconda, terza fascia che invece erano interessate considerando le prestazioni del ragazzo. Quindi c’eravamo anche mossi per far continuare a giocare a calcio Jacopo, ecco. Poi ci siamo trovati vincolati il penultimo giorno prima dello svincolo e quindi siamo andati a comunicare alla società formalmente, ma tendenzialmente l’avevamo fatto anche prima, il fatto che volevamo un progetto tecnico. Noi non abbiamo tendenzialmente quasi mai parlato di progetto economico, quindi anche le citazioni di Angelo sul fatto che il sottoscritto abbia chiesto circa 2 milioni di euro di commissioni non sono realistiche e probabilmente non ci crede neanche lui quando lo dice. Il fatto che la Lazio abbia investito 5 anni sul giocatore credo che non sia tecnicamente possibile perché il ragazzo è stato da 2 anni e mezzo alla Lazio».

Si è parlato anche di una fuga di notte, no?

«Il fatto che il papà del ragazzo abbia investito sul ragazzo, ogni giorno lo accompagnava da Ostia a Formello tutti i giorni – questi sono dati oggettivi -, senza un euro di rimborso. Forse gli è scoppiata, e non lo sapevano una bomba positiva in mano, ma non l’hanno saputa sfruttare. Quindi per noi la nostra esperienza a Lazio era finita. Ma ripeto, non perché io vengo additato come il romanista o perché Jacopo viene additato come il mercenario, ma semplicemente non c’era un progetto sul ragazzo. Questa è l’unica verità, perché non abbiamo sentito che la società o chi per loro credevano nel giocatore. E quando dico credevano nel giocatore, nessuno voleva la Serie A o la Champions League, eccetera, eccetera. Ma una considerazione come le altre 21 squadre, 20 squadre, 19 squadre ci avevano fatto sentire. E per noi la priorità era sempre stata la Lazio, nei mesi prima».

Io ho parlato nei giorni scorsi anche con il vice presidente del Saarbrücken, che mi diceva loro già fra febbraio e aprile erano andati più volte a vedere con 3/4 osservatori, quindi non solo con uno…

«Loro sono scesi 3/4 volte, contro il Milan, contro la Juve, addirittura in macchina perché i collegamenti con l’aereo sono un po’ difficoltosi, a vedere il giocatore. Si parla anche qua di un possibile trasferimento ponte. Faccio un piccolo inciso: il Saarbrücken è una terza serie tedesca ma la terza serie tedesca ha il girone unico, innanzitutto, a differenza dell’Italia, hanno uno stadio da 18 mila posti, hanno 7 campi di allenamento e hanno un budget queste squadre di Serie C, di circa 7/10 milioni di euro. Quindi parliamo di un’alta Serie B italiana, ecco, anche questo. Faccio una frase latina, che direbbe il presidente della Lazio, che è “excusatio non petita, accusatio manifesta” che scrive che questo è un trasferimento ponte. Il giocatore, sostanzialmente, è stato costretto ad andare all’estero perché o firmava alla Lazio o firmava alla Lazio».

Per aver il quadro chiaro, ti interrompo perché poi giustamente tu parli di cose che per te sono scontate, però magari per molte persone all’ascolto non lo sono. O firmava con la Lazio o firmava con la Lazio, dal 28 giugno in poi quando è cambiata questa normativa e, fra l’altro, lui avrebbe dovuto firmare d’apprendistato, non da professionista. Giusto?

«No, lui avrebbe anche potuto firmare un contratto da professionista».

Che però non vi è mai stato offerto.

«Al gong ce l’hanno anche proposto, sempre verbalmente e mai formalmente. Questo vorrei sottolinearlo, perché, poi, erano solo parole».

Nella forma, quindi, non vi è mai stato proposto, dite voi?

«No, no, mai. Tant’è che la Lazio, questo te lo dico da avvocato, non avrà neanche diritto al cosiddetto training compensation, che è un indennizzo… ».

Per la crescita, per la formazione del ragazzo.

«Esatto. Perché entro 60 giorni prima della speranza del vincolo non ha fatto una proposta di contratto, quindi la ratio normativa è “il giocatore non mi interessa”, quindi perché io club tedesco, inglese, francese ti devo riconoscere qualcosa se il giocatore non ti interessa? E quindi quando anche leggo che le norme sono aberranti – hanno scritto che le norme sono aberranti -, no le norme sono chiare e non sono state rispettate da chi le doveva rispettare».

No, più che non sono state rispettate…

«Da tempistica».

Questa sarebbe una storia come tante altre se io venissi a sapere che la Lazio non punta sul ragazzo. Dico “vabbè, non gli hanno offerto il contratto da professionista. Ci sta se non credi nel ragazzo”. Se poi però dopo, effettivamente, ne parli in più di una circostanza, presumi che il giocatore voglia poi in futuro, in realtà, che questo sia un giro quello del Saarbrücken, per riportarlo al Milan già a gennaio o a giugno, anche su questo magari poi ci spiegherai, evidentemente la Lazio era interessata al ragazzo ma non è riuscita a tenerlo. Se la Lazio non è interessata a Elmar Bergonzini e non gli vuole rinnovare il contratto, ci sta il modo in cui si sono posti. Se poi invece lo vuoi, Sardo, se al 28, 29, 30 giugno non è arrivata una proposta da professionista, se così stanno le cose io capisco che il giocatore si guardi intorno, insomma».

«Hai risposto te, penso che non c è altro da aggiungere, se il giocatore ti interessa al 28 di giugno, quando sono due anni e mezzo che lo ha dentro casa, non credo che si debba aspettare la convocazione nazionale italiana Under 19 o il gol al derby per renderti conto che dentro casa c’hai un giocatore che negli ultimi dieci anni, io non ricordo un giocatore di movimento nazionale Under 19 della Lazio negli ultimi dieci anni, credo che l’ultimo sia stato Cataldi – magari mi sbaglio, adesso non lo ricordo -, però forse una fiche me la sarei giocata un po’ prima su Jacopo Sardo, ecco, questo è un mio punto di vista».

Proposte contrattuali del Saarbrücken o di altre società quando sono arrivate? E se è vero che c’è stata trattativa con il Milan, ed eventualmente le cifre? Fabiani parlava di 400 mila euro.

«Il Saarbrücken, come ho detto prima, è da febbraio che segue il ragazzo, sono scesi la prima volta mi pare proprio contro il Milan e dopo 60 minuti – il ragazzo peraltro non ha giocato neanche benissimo in quella partita -, sono andati via e in 60 minuti hanno reputato opportuno che Jacopo Sardo era un giocatore su cui puntare, su cui farci un grosso progetto. Il giorno dopo sono arrivate offerte, offerte, offerte, offerte da parte del club. Quindi, questo per quanto riguarda il club tedesco. Ci sono stati interessamenti dalla Francia, dalla Germania e praticamente da tutte le squadre italiane, però non avevamo, diciamo, fretta e necessità di chiudere anche perché, ripeto, la nostra priorità era la Lazio, quindi il giocatore deve essere grato, come dice il direttore, alla Lazio in quanto Lazio sportiva, al mister, ai giocatori, allo staff, a Maurizi Sarri, che probabilmente lo ha fatto allenare due mesi in pianta stabile in prima squadra portandoselo anche in finale di Supercoppa perché probabilmente capisce qualcosa di calcio e riteneva che Jacopo potesse reggere i ritmi di prima squadra, ecco. Detto questo, tornati da Riad il cambio di allenatore non ha previsto più neanche una convocazione in prima squadra in allenamento. Anche questo, forse la società poteva stare un po’ più attenta e tutelare un patrimonio che aveva dentro casa».

Ci chiedono “il giocatore però aveva inizialmente intenzione di restare alla Lazio, cioè il vostro punto di partenza era restare alla Lazio oppure, sapendo di essere in scadenza, a prescindere avreste voluto cambiare aria?”

«Sempre comunicato che la nostra priorità era la Lazio, perché oltretutto io rappresento il giocatore ma il ragazzo ha una mamma e un papà che peraltro sono persone splendide, sono uomini di sport, la mamma è un ex giocatrice di basket e il papà è un ex allenatore, e quindi, diciamo, le dinamiche del calcio non le conoscono bene. Ma conoscono bene le dinamiche di sport, gli ideali e i principi. Quindi erano stati riconoscenti con determinate persone e quindi noi aspettavamo la chiamata di qualcuno, perché addirittura chiamare noi ci sembrava un po’ troppo, quindi volevamo testare anche la solidità nel credere in Jacopo e ciò purtroppo non è mai avvenuto, mai. Questa è la realtà. Il Milan, la Juve, l’Atalanta, la Sampdoria la Fiorentina e il Lecce sono tutte cose vere, tutte squadre che ci hanno chiamato perché erano interessate, hanno esteso offerte, hanno esteso interessamenti, quindi ci siamo un po’ sentiti messi all’angolo che il Lecce, che è una società splendida dal punto di vista del settore giovanile, è interessata a Jacopo e la Lazio, avendolo dentro casa, non è interessata, ecco. Questo è un po’ il fatto. E poi, nonostante questo siamo stati anche bravi, penso, a portare un’offerta scritta questa volta, nero su bianco, in cui la Lazio poteva tranquillamente tenersi una rivendita o comunque accordarsi per, diciamo, un futuro magari di acquistare Jacopo, perché questo ragazzo doveva andare a giocare in campionato senior, non più junior, non più in Primavera e anche su questo, quando lo dovevano vendere lo consideravano un giocatore di Serie A quando invece lo dovevano rinnovare lo consideravano un giocatore di Primavera».

Che intendi con questo? Che intendi?

«Intendo che se un giocatore in scadenza che ti dice che vuole andare via e che comunque ormai sai che l’hai perso, ma vuole restare in Italia, fissiamo un prezzo insieme, cerchiamo una soluzione insieme per il bene del ragazzo, dato alla Lazio il ragazzo non è costato un euro, e magari si può fare un’esperienza in una Serie B o in una Serie C e la Lazio si potrebbe anche tenere una percentuale»,

Dicevi che avete portato un’offerta concreta, no? E’ quella del Milan alla quale faceva riferimento…

«Sì ma questo lo sanno tutti, questa è una cosa ufficiale, certo: il Milan era interessato al giocatore, è interessato e lo sarà sempre interessato, perché è un giocatore forte, quindi il Milan…».

Quanto aveva offerto il Milan? Se si può sapere.

«Il Milan tra parte fissa e parte variabile circa un milione di euro più una percentuale di rivendita».

Che su un giovane è anche interessante.

«No, che è una cifra astronomica in considerazione dello stato di fatto di tesseramento del giocatore, quindi è anche fuori mercato, perché – com’è la frase che utilizza il Presidente? – “Dare moneta vedere cammello?” Sì, però quando c’ha il potere contrattuale. In questo caso, la Lazio, non avendo più potere contrattuale, non è che poteva fare muro contro muro. Nonostante questo, credo che l’interesse di darlo in Italia non c’era da parte della Lazio, anche per una motivazione forse mediatica, perché su questo ragazzo si era creata troppa mediaticità».

Quindi, però, per riassumere, dal 28 giugno c’è questa nuova norma, quindi Sardo resta legato un altro anno alla Lazio, norma che però non viene riconosciuta dalla FIFA. È per  questo che lui è dovuto andare all’estero, giusto?

«L’unico modo per liberarci era questo, sostanzialmente con un progetto non serio, serissimo, un progetto vero, un progetto reale, un progetto dove siamo atterrati in aereo e c’erano i tifosi ad accoglierlo con la maglietta già stampata e dopo tre giorni abbiamo sottoscritto un contratto professionistico importante. Il ragazzo è serenissimo, il ragazzo sta imparando il tedesco, cosa che consiglio a molti ragazzi, anche se un’esperienza all’estero apre la mente anche sotto altri aspetti. E, niente, nonostante questo, nei giorni successivi abbiamo letto e sentito delle interviste che sinceramente non rispecchiano proprio la realtà dei fatti che il ragazzo è addirittura scappato di notte senza dire niente a nessuno. Chi sa sa che questa decisione era condivisa e lo sapevano in largo anticipo e dare del mercenario a un giocatore che non ha percepito mezzo centesimo di aereo in due anni e mezzo mi sembra anche un po’ eccessivo, ecco. Un ragazzo d’oro, splendido, un ragazzo meraviglioso».

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CALCIOMERCATO

Lazio, per Colpani prezzo alto: Mandas in prestito può essere la chiave

Data la probabile partenza di Luis Alberto, servirà un suo sostituto. Colpani al momento costa troppo, a meno che non venga inserito Mandas nell’affare con il Monza dopo l’addio di Di Gregorio. Attenzione a Huerta in Messico e al nigeriano Dele-Bashiru dell’Hatayspor, dopo la rivelazione del tecnico Özhan Pulat a Radyospor: “C’è un’offerta della Lazio”.

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CALCIOMERCATO DICHIARAZIONI

Bernardeschi: “Sarri ha idee di gioco concrete”. E sul ritorno in Italia…

Sebbene non ci sia alcuna conferma su un’eventuale trattativa, nelle scorse settimane alcuni organi d’informazione hanno accostato alla Lazio il nome di Federico Bernardeschi, attualmente in forza al Toronto FC, in Canada. Il calciatore è stato intervistato oggi da La Gazzetta dello Sport. “Aggiungo la Lazio: Sarri ha idee di gioco concrete, dà una sua impronta e porta avanti un progetto. L’anno scorso ha ottenuto grandi risultati”, ha affermato Bernardeschi parlando delle squadre pretendenti allo scudetto.

Sul possibile interesse nei suoi confronti da parte di diversi club italiani, l’ex giocatore di Fiorentina e Juventus è stato chiaro: “Mi fa piacere ricevere attenzioni, se ci sarà la possibilità di rientrare io e la società decideremo insieme”.

Macino puro, Bernardeschi può essere impiegato sia come esterno d’attacco che come trequartista. Ha notevoli doti fisiche ed è abile nel dribbling e nei calci piazzati. Dopo dieci anni nelle giovanili della Fiorentina, nel 2013/2014 è passato al Crotone, in cui ha totalizzato 38 presenze e 12 gol. Poi il ritorno a Firenze: tre stagioni in maglia viola, con cui ha giocato 72 partite segnando 14 reti. Nell’estate del 2017 è stato acquistato dalla Juventus, dove rimane per cinque stagioni, in cui fa registrare 134 presenze e 8 gol. In bianconero ha conquistato tre scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Nel 2021 con la maglia della Nazionale ha vinto i Campionati Europei (le presenze totali con gli Azzurri sono 39, i gol 36). Nella scorsa stagione è stato ceduto al Toronto FC.

“Lo scorso campionato – ha dichiarato Bernardeschi alla Gazzetta in merito alla sua esperienza in Mls – sono partito molto bene, con 8 gol e 4 assist in 13 gare. Quest’anno stiamo attraversando una fase di transizione e di difficoltà, sono cambiate tante cose, compreso l’allenatore e stiamo costruendo per la prossima stagione. Ci vuole pazienza”.

Andrea Pranovi

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Cancellieri e Akpa Akpro, possibile doppio colpo in uscita

Dopo l’ufficializzazione di Kamada e in attesa di Isaksen, si ipotizzano anche alcune operazioni in uscita. Secondo La Gazzetta dello Sport, infatti, nei prossimi giorni l’Empoli potrebbe chiudere una doppia trattativa di mercato con la Lazio per l’acquisto di Matteo Cancellieri e Akpa Akpro.

Passato al settore giovanile del Verona dal vivaio della Roma nel 2020/2021, Cancellieri, classe 2002, ha esordito in prima squadra con il club scaligero nella stagione successiva, disputando 12 partite e segnando un gol. Il giocatore nel 2022/2023 è stato ceduto alla Lazio, in cui ha totalizzato 20 presenze. Cancellieri, attaccante esterno di piede mancino, ha vestito una volta la maglia della Nazionale maggiore a giugno 2022 giocando alcuni minuti del match di Nations League pareggiato dagli Azzurri contro la Germania (uno a uno). Nel 2023 ha preso parte alla deludente spedizione dell’Under 21 al Campionato Europeo di categoria in Romania e Georgia.

Per Akpa Akpro il passaggio all’Empoli sarebbe un ritorno, in quanto il centrocampista classe 1992 ha vestito la casacca del club toscano già nella passata stagione. Cresciuto nel Tolosa, ha esordito in prima squadra col club francese nel 2011/2012. Ha militato nel Tolosa per sei stagioni, totalizzando 121 presenze e segnando cinque gol. Svincolato, a febbraio 2018 si è accasato alla Salernitana dove ha giocato anche nel 2019/2020, disputando 58 partite e siglando due reti. Poi il passaggio in biancoceleste con 55 partite e un gol (nella sfida della fase a gironi della Champions League 2020/2021 contro il Borussia Dortmund vinta dalla Lazio all’Olimpico per tre a uno) in due stagioni e il prestito all’Empoli. Nel 2022/2023 ha disputato 24 gare e ha segnato una rete. Con la maglia della nazionale ivoriana ha vinto la Coppa d’Africa nel 2015.

Andrea Pranovi

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Terzino sinistro, c’è fiducia per il ritorno di Pellegrini

Luca Pellegrini potrebbe tornare alla corte di Maurizio Sarri. Ci sarebbero nuovi contatti, infatti, tra la Lazio e la Juventus per il ritorno in biancoceleste del terzino sinistro di proprietà del club bianconero. Secondo quanto riporta sul proprio sito l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, la Lazio starebbe continuando a lavorare per riportare il calciatore a Roma. Nelle ultime ore, stando a quanto riferisce Tuttomercatoweb, la Juventus avrebbe aperto ad un nuovo prestito con collaborazione al pagamento dell’ingaggio del giocatore.

Cresciuto nelle giovanili della Roma, Luca Pellegrini ha esordito in Serie A con la maglia giallorossa nel 2018-2019, stagione in cui ha disputato 4 partite. Nella stagione successiva è approdato al Cagliari, dove ha totalizzato 36 presenze. Nel 2020-2021 ha invece vestito la casacca del Genoa, con 11 presenze. L’arrivo alla Juventus risale al 2021-2022. In bianconero Pellegrini ha giocato 9 partite, prima di passare nel 2022-2023 nelle fila dell’Eintracht Francoforte. Con i tedeschi ha totalizzato 9 presenze prima di essere ceduto, con la formula del prestito, alla Lazio durante la sessione invernale del calciomercato. In biancoceleste ha giocato 8 volte, di cui sette in campionato ed una in Conference League. In Nazionale Pellegrini ha giocato alcuni minuti di un’amichevole vinta dagli Azzurri per 4 a 0 contro l’Estonia.

Andrea Pranovi

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Ricci, Hjulmand e gli altri nomi per il centrocampo della Lazio

Nella mattinata delle visite mediche di Kamada, arrivato ieri nella Capitale, continuano a circolare nomi per il centrocampo biancoceleste. Su Samuele Ricci del Torino non sembrano esserci novità rispetto ai giorni scorsi: la Lazio avrebbe offerto 20 milioni di euro più bonus, mentre la società granata chiederebbe 25 milioni più bonus.

Le alternative che circolano in queste ore hanno i nomi di Morten Hjulmand del Lecce, Jens Cajuste del Reims e Jacopo Fazzini dell’Empoli. Il regista danese del Lecce, che ha gli stessi procuratori di Isaksen, stando a quanto riporta oggi il Corriere dello Sport, costerebbe 20 milioni più bonus e sarebbe stato molto vicino alla cessione allo Sporting Lisbona. Tuttavia, non risultano esserci contatti tra la Lazio e il club salentino.

Altro nome timidamente accostato ai biancocelesti è quello del centrocampista svedese del Reims Cajuste, ma, secondo Il Messaggero, Sarri lo avrebbe rifiutato come alternativa a Ricci. Il quotidiano romano non esclude invece la possibilità che la Lazio chieda all’Empoli il ventenne Jacopo Fazzini. Potrebbe rientrare in uno scambio con Cancellieri, a cui la squadra toscana sembra da tempo interessata.

Intanto la Lazio ha ufficializzato con una nota sul proprio sito la cessione in prestito di Romano Floriani Mussolini al Pescara: “La S.S. Lazio comunica di aver ceduto temporaneamente sino al 30 giugno 2024 il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Romano Floriani Mussolini a favore della Delfino Pescara 1936”.

Andrea Pranovi

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Luis Alberto, pace fatta. Kamada atteso a Roma

Dopo la mancata partenza di Luis Alberto per l’Inghilterra i tentativi finalizzati a ricucire lo strappo tra il calciatore spagnolo e la Lazio sembrano essere andati a buon fine. Dopo l’incontro, di cui ha dato notizia Il Messaggero, che si è tenuto a Formello tra il numero dieci biancoceleste, i suoi agenti e il dirigente laziale Fabiani, Luis Alberto, secondo quanto riporta Sky, raggiungerà la squadra per l’amichevole di domenica in casa del Girona. Lo stesso quotidiano romano aveva riportato oggi le parole di Alfaro, l’agente del Mago: “Non c’è nessuna nuova offerta dall’Arabia. Luis Alberto vuole solo la Lazio”.

Ieri mattina la You First, l’agenzia che cura gli interessi del calciatore, aveva diramato un comunicato: “Non permetteremo che si facciano speculazioni, né che si metta in discussione il rispetto di Luis Alberto per il suo club. È giusto chiarire quanto accaduto negli ultimi mesi. Sia Luis Alberto che noi abbiamo comunicato in più occasioni dalla fine del campionato l’esistenza di un’offerta formale da parte di un club arabo che quadruplicava il suo contratto e in tutto questo tempo il giocatore è stato chiaro e fermo nella sua decisione di firmare un nuovo contratto con la Lazio in sintonia con l’accordo offerto dal presidente. E non è assolutamente vero che abbia chiesto di essere pagato nessun importo in sospeso o maturato in passato”.

“Per vari motivi a noi sconosciuti – si legge nella nota -, l’accordo definitivo con le condizioni rigorosamente concordate (tra cui abbiamo accettato cose a favore del club a livello finanziario), ad oggi, non è mai arrivato. In ogni momento c’è stato e continuerà ad esserci il rispetto e la predisposizione a formalizzare questo accordo come concordato. È una situazione che non capiamo perché non sia stata risolta, avendo dovuto aspettare giorno dopo giorno eventi in cui tutto era abbastanza chiaro”.

“È normale – conclude il comunicato – che dopo diversi mesi, con in ballo il suo futuro e quello della sua famiglia e soprattutto dopo aver espresso la volontà di continuare al 100% alla Lazio, avendo lasciato andare una mega offerta, di cui il club è a conoscenza, Luis si trovi in un momento di difficoltà che non gli permette di essere nelle condizioni di poter sviluppare il suo lavoro. Il club ne è pienamente consapevole e il giocatore lo ha comunicato formalmente. Un club come la Lazio merita il rispetto che un giocatore come Luis ha dimostrato e ci rendiamo conto che speculare su premi e dettagli del contratto è assurdo quando l’unica realtà è che da settimane Luis Alberto aspetta il giorno della sua firma con grande desiderio”.

Non solo Luis Alberto. Kamada atteso a Roma per la firma con la Lazio

Intanto oggi dovrebbe arrivare la firma che legherà Daichi Kamada alla Lazio. Il centrocampista giapponese, svincolato dall’Eintracht Francoforte, è atteso per la giornata odierna in città per siglare un accordo biennale, con opzione per il terzo anno, su una cifra intorno ai 3 milioni di euro a stagione più bonus.

Andrea Pranovi

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Chi è Nicolas De La Cruz, il centrocampista che in Sud America accostano alla Lazio

Dalla Lazio non è arrivata alcuna conferma. Inoltre, l’arrivo di Kamada completerebbe le caselle degli extracomunitari presenti in rosa. Ma più volte, nel corso di questa sessione di calciomercato, dal Sud America è stato accostato al club biancoceleste il nome di Nicolas De La Cruz, centrocampista uruguaiano del River Plate.

Nato il 1° giugno del 1997 a Montevideo, De La Cruz è cresciuto nelle giovanili del Liverpool Montevideo, squadra con la quale ha esordito a 18 anni nel 2015/2016 in Primera Division, totalizzando 17 presenze e una rete. Nella stagione successiva, tra campionato e coppa nazionale, ha disputato 19 match realizzando 7 gol.

Nel 2017 è passato al River Plate, dove tra il 2017 e il 2022 ha giocato 142 partite segnando 33 volte. Con i “los Millonarios” ha vinto un campionato in questa stagione, una Copa Argentina nella stagione 2018-2019 e una Supercopa Argentina nel 2019. Ha conquistato anche due titoli internazionali con la maglia del River: la Coppa Libertadores nel 2018 e la Recopa Sudamericana nel 2019.

Con la nazionale uruguaiana nel 2017 ha vinto il Campionato Sudamericano Under 20 che si è disputato in Ecuador. In quell’occasione si è messo in mostra realizzando tre reti. Nello stesso anno ha preso parte alla spedizione uruguaiana nel Mondiale Under 20, svoltosi in Corea del Sud. Autore di due gol nel corso della competizione, nella semifinale decisa ai rigori e persa contro il Venezuela ha sbagliato l’ultimo tiro dal dischetto. Con la nazionale maggiore ha giocato 19 match e ha messo a segno due reti.

Nicolas De La Cruz, “La Bolita”, accostato alla Lazio

Soprannominato “La Bolita”, ha tra i suoi punti di forza le accelerazioni palla al piede. Possiede un’ottima tecnica individuale e ha una buonissima visione di gioco. Tra le sue qualità c’è anche il tiro dalla distanza. Gioca preferibilmente come trequartista, ma può essere schierato anche come mezzala.

Domenica scorsa il sito del canale sportivo argentino TyC Sports ha precisato che sebbene il calciatore sia stato accostato alla Lazio non sarebbero state formulate offerte formali. Tra i club interessati ci sarebbe anche l’Al Duhail del Qatar, allenato dall’ex attaccante laziale Hernan Crespo, ma anche in questo caso non ci sarebbero trattative in corso.

Andrea Pranovi