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ESCLUSIVE

“QUELLI CHE…” – Casini: “Lazio grande squadra. Cagliari? Ecco i dubbi di Nicola contro i biancocelesti” – (AUDIO)

Il giornalista di Radiolina, Lele Casini è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei, nella trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, per anticipare i temi di Cagliari-Lazio, in programma lunedì prossimo.

“All’andata la doppia espulsione rossoblù è rimasta sul gozzo di molti tifosi del Cagliari. La Lazio nel frattempo ha dimostrato di essere una grande squadra. Il ko del Cagliari a Torino, successivo ai 7 punti in tre match, ha lasciato l’amaro in bocca. Con i granata squadra irriconoscibile, un solo tiro in porta per i sardi”.

“Sfida Mina-Castellanos? Il colombiano è così, all’andata fu espulso anche se nell’occasione forse meritava il rosso in alcune situazioni precedenti, non per quella che ha portato alla decisione dell’arbitro. Contro la Lazio mancherà Lapadula, ceduto ieri allo Spezia. Serve un giocatore che in attacco possa fare da spalla a Piccoli”.

“Prati poco utilizzato? Mi ha appassionato già dai tempi della Spal, poi fu Ranieri a farlo acquistare. Personalità e tecnica, ma per Nicola è un giocatore da mediana a tre. Il Cagliari dà il meglio con i tre trequartisti dietro la punta. Bisogna trovare una soluzione per un ragazzo di 20 anni. Parliamo di un Under 21, è un patrimonio da proteggere”.

“I dubbi del Cagliari contro la Lazio sono Gaetano-Viola sulla trequarti. Penso che i due mediani saranno Makoumbo e Adopo, preferiti a Marin e Deiola”.

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POLITICA SPORTIVA

L. Casini (Presidente Lega A): “Il ‘Lotitismo’ di Gravina? Personalizzazione inutile. E sul recupero di Udinese-Roma…”

Il presidente della Lega di A Casini ha parlato a Radio Anch’io lo Sport su Radio Rai 1

Il presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini ha parlato a Radio Anch’io lo Sport su Radio Rai 1: “La riforma dei campionati è sempre sul tavolo. Da circa vent’anni la Serie A ha sempre lo stesso numero di partite. Adesso sono aumentate le partite di Supercoppa, ma parliamo di una-due gare. Quelle che sono aumentate in maniera esponenziale sono le competizioni internazionali, sia di club sia di nazionale. Chiediamo alla Fifa una maggiore consultazione nella definizione dei calendari.

Gravina ha parlato di Lotitismo? Credo sia una personalizzazione che non serve al calcio italiano

Lo striscione di Dumfries su Hernandez non credo sia razzista, ma di scarso buon gusto. Sembra che i freni siano andati via. Non si rendono conto di come un gesto di questo tipo produce danno sulle giovani generazioni.

Il recupero di Udinese-Roma? Non c’era altra opzione rispetto al 25 aprile. Il nostro regolamento dice che quando c’è una partita interrotta, i minuti restanti vanno giocati o il giorno dopo o entro i 15 giorni successivi. Aggiungo che è stato fatto scegliere alla Roma l’orario di Udinese-Roma e le è stato fatto scegliere anche se giocare sabato o domenica Napoli-Roma”.

Alessio Buzzanca

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SERIE A

Casini (Presidente Lega A): “Sistema calcio italiano arretrato. Troppi poteri al presidente Figc”

Il presidente della Lega di Serie A Lorenzo Casini, durante l’audizione sulle prospettive di riforma del calcio italiano nella Commissione cultura, istruzione e sport del Senato, ha chiesto maggiore autonomia per la Lega: “Il sistema calcio presenta una arretratezza di modelli organizzativi e fragilità istituzionali. Come l’eccessivo accentramento di poteri in capo a una sola figura, il presidente federale. Servirebbe una maggiore autonomia della Serie A, sul modello inglese, dove il veto della federazione è una clausola residuale di salvaguardia qualora la lega dovesse adottare soluzioni sproporzionate”.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Non solo Supercoppa? Casini (Lega A): “Valutiamo una giornata di campionato all’estero…”

“Far giocare una giornata intera di campionato all’estero? È una cosa che stiamo valutando, con pro e contro. Il primo, ovvio, è relativo ai tifosi che potrebbero perdere una giornata. Il luogo sarebbe da determinare. Tra l’altro al momento non sarebbe possibile senza autorizzazione di Fifa e Uefa”. Lo dice il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, a margine del Social Football Summit di Riad. “Esportare questa competizione è un tentativo iniziato già negli anni 90 con la prima partita a Washington -aggiunge Casini-. L’Arabia Saudita è diventato un Paese di riferimento, già diversi anni fa e guardando quello che il Paese sta facendo in prospettiva di Expo 2030 e dei Mondiali 2032 era un momento importante esserci. Come Serie A, non chiediamo solo al mercato arabo. C’è la possibilità di creare visibilità e relazioni non solo commerciali ma che diventano diplomatiche. Il mercato arabo ci chiede quello che mi pare sia avvenuto: portare la tradizione, la notorietà e il talento del calcio italiano”.

Il presidente della Lega Serie A fa anche un bilancio sulla final four di Supercoppa Italiana all’estero: “Le società mi dicono che sono molto soddisfatte. Tenuto conto che era la prima volta che sperimentavamo questo format a final four, tutto si può migliorare però siamo soddisfatti di come è andata. La scelta fatta negli anni scorsi aveva una logica e in questo senso per il futuro gli Stati Uniti potrebbero essere un luogo in cui avrebbe senso andare, pensando agli investimenti per i Mondiali 2026. Poi c’è l’India dove non andremo a giocare a cricket, ma è un mondo nuovo e abbiamo avuto lì un campione come Del Piero che ci ha provato a giocare. In assemblea non ne abbiamo ancora parlato, ma non sottovaluterei anche l’Italia dove sperimentare dei luoghi in final four”.

(Tom/Adnkronos)

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SERIE A

L. Casini (Lega di A): “Tim, Sky e DAZN devono trovare l’accordo. Noi siamo pronti”

Al termine dell’odierna assemblea di Lega, il presidente Lorenzo Casini ha parlato in conferenza stampa: “L’accordo tra Tim, Sky e Dazn? Non ne abbiamo discusso durante l’assemblea, perché l’accordo è tra di loro. Aspettiamo. Noi siamo pronti, ma loro devono trovare l’accordo. È stata un’assemblea rapida, è stato discusso il tema del bando per gli highlights a pagamento della Serie A per 22/23 e 23/24, qui la Serie A è pronta per poter bandire quando e se saranno definiti gli accordi tra gli operatori commerciali che hanno vinto la gara per il triennio.

Poi si è discusso di alcuni temi di comunicazione e commercializzazioni, come il progetto radio tv per cui si è valutata l’opportunità di partire con una procedura per un partner commerciale per poi far partire il progetto. Sono state varate le linee guida NFT Moments con OneFootball, intervento importante che consente di delineare regole su mercato libero e selvaggio”.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI POLITICA SPORTIVA SERIE A

La prima conferenza del nuovo presidente della Lega di A Casini: “Una task force per riformare il calcio”

“Priorità? Le seconde squadre sono un tema importante”

“Avevamo diversi punti all’ordine del giorno. Innanzitutto ho ringraziato l’Atalanta per il lavoro nell’identificazione di chi si era reso responsabile dei cori da sanzionare, ci impegniamo sempre per combattere il razzismo che fa male al calcio. Le società poi stanno attuando il nuovo protocollo FIGC. Il presidente Gravina ha chiesto la costituzione di una task force che vedrà le componenti federali attivarsi per la riforma del calcio italiano e non solo sulla Nazionale: abbiamo avviato una discussione, in tal senso, e sono emersi alcuni punti, quali il lavoro e la proposta di riforma sul settore giovanile e sulle seconde squadre e c’è l’aspettativa che questa proposta venga perfezionata. Ovvio che per lavorare su questo verrà costituito un gruppo di lavoro permanente interno alla Lega e che andrà oltre la Nazionale. Il problema è dell’intero sistema calcio, sui giovani che arrivano nelle prime squadre attraverso la formazione. Noi siamo disponibili comunque a mettere i calciatori a novembre a disposizione del CT Roberto Mancini, anche senza mondiale. Si è discusso per questo delle finestre FIFA da rivedere con le altre leghe per ciò che riguarda il loro posizionamento nel corso della stagione. Tema questo da trattare con attenzione. Stiamo poi per fare un documento che ha a che fare con il funzionamento della Lega stessa. A breve inizierà il mio tour in visita delle venti società e parleremo anche di sostenibilità e sanità del nostro calcio. In Parlamento sono tuttora in discussione gli slittamenti delle imposte di tutte le società sportive. La pandemia, in tal senso, si fa ancora molto sentire, perciò serve un sistema finanziariamente ancora più sostenibile. Statuto? Sono in costante contatto con la FIGC, l’obiettivo è arrivare al Consiglio Federale del 20 aprile con il discorso chiuso. Conflitto in Ucraina? Imagine cantata prima di Juventus-Inter ha raggiunto il suo obiettivo, ma è stata bloccata in Russia. Stiamo discutendo sulla linea da tenere nelle partite trasmesse sul territorio russo dove è stata anche oscurata Milan-Cagliari. Parlando direttamente con l’Ucraina, non è semplice capire quale potrebbe essere la scelta migliore. Hanno bloccato diverse gare, la Lega ha deciso di monitorare la situazione, per adesso si è convenuto che la trasmissione è strumentale per la pace anche attraverso le iniziative e le donazioni dirette”

Quando nascerà e secondo quali criteri il gruppo di lavoro?

“Criteri multipli come la segnalazione di diverse società che vogliono prenderne parte. Chiaro che la questione delle seconde squadre è reale, solo la Juve si è mossa in tal senso. Una squadra come il Sassuolo che ha diversi italiani porta esperienza. Insomma, chi può portare esperienze e case history, attenzione maggiore alle problematiche, sarà preso in considerazione”

“Inutile litigare”

Come sta lavorando la Federcalcio in questo senso?

“Se il calcio italiano vuole ripartire non può prescindere dalla voglia comune di conseguire obiettivi. Noi ci mettiamo tutto l’impegno possibile, litigando non si può fare nulla”

Qual è per lei il problema più imminente da affrontare?

“E’ emerso il tema delle seconde squadre, un problema urgente. E’ una priorità le cui soluzioni vanno trovate insieme. C’è una aspettativa che le proposte vengano considerate in modo adeguato. I giovani in Italia ci sono, poi però si crea il gap per impiego e utilizzo come dovrebbero essere utilizzati. I numeri sono impietosi. Poi si deve investire sui centri, sulla formazione per rendere il percorso all’altezza. Le altre leghe si sono mosse quando noi eravamo fermi, quindi ora bisogna sedersi al tavolo con la Lega Pro e consentire a un numero più ampio possibile di club di strutturarsi, anche per ciò che riguarda il calcio femminile”

Cosa ne pensa della modifica sul decreto crescita?

“Ho chiesto a tutti i club di presentare una posizione. Il decreto non è nato per il calcio, questo va sottolineato. La possibilità di avere un forte beneficio per portare gli stranieri è stato certamente colto, ma se favorisce eccessivamente una contrattualizzazione degli stranieri e basta, non va bene. Servono aggiustamenti e modifiche, l’ho chiesto espressamente ai presidenti che adesso presenteranno dei correttivi. L’eliminazione totale avrebbe ovviamente un effetto negativo. Il problema non è l’uso, ma l’abuso”

“I fondi? Sono utili, ma il modello non è chiaro”

Secondo lei la task force risolverà i soliti problemi di governance della Lega?

“Ingeneroso parlare di ingovernabilità, credo bisognerebbe cambiare il modo di guardare alla Serie A. I problemi oggettivi ci sono, la Lega riproduce le cose più belle dei venti club, ma anche le contraddizioni che il Paese Italia può esprimere, con le dialettiche Nord e Sud che si scontrano, i budget. Poi ci sono le proprietà straniere, ma tutti si stanno impegnando nel trovare le priorità e nel concentrarsi tutti su queste. Fondi? Possono essere utili, ma possono creare divisioni perché il modello non è chiaro”

Ci sono novità sulla media company della Lega? – “Il bilancio dell’anno scorso proietta già la media company per il futuro, sono stati fatti investimenti a Lissone, ma è prematuro oggi fare valutazioni su questo. La Serie A deve volersi bene, chiedersi dove vuole andare, poi se la soluzione è il fondo o più fondi ben venga”

Se Liga e Bundesliga dovessero decidere di interrompere le trasmissioni in Russia, voi in quel caso che farete?

“Prossima assemblea ne parleremo, non abbiamo deciso di stoppare, ma continueremo per il dichiarato fine di promuovere la pace. Poi ci sono questioni difficili da risolvere e ne stiamo parlando”

Che tasso di difficoltà ha trovato nella gestione della Lega?

“Tutti i nuovi lavori hanno un tasso di difficoltà più o meno elevato, si sottovaluta quello che esiste in alcune istituzioni. Qui c’è un lavoro da fare sull’intero sistema, bisogna impegnarsi in maniera massiva”

Sulla questione stadi avete avuto modo di discutere?

“E’ un tema sempre presente, conosciamo lo stato generale degli impianti, si parla molto di condivisione e di social e poi magari allo stadio il telefono non riesce a produrre come dovrebbe senza le giuste apparecchiature. Se tutti non capiamo che il problema è nazionale e non di una singola squadra, non si può mai risolvere. Ci sono però società virtuose, abbiamo quattro impianti di proprietà”

“I playoff? Sono interessanti”

Cosa pensate del possibile inserimento dei playoff in Serie A?

“Può essere interessante, porta valore e chi guarda l’NBA lo sa. Non ne abbiamo ancora approfondito i dettagli”

Cosa pensa di fare nei primi cento giorni di lavoro per dare una sterzata al movimento calcio italiano?

“Non amo fare proclami, c’è da raccogliere le priorità e mettersi al lavoro. Il calcio fa parte delle nostre vite, è stato interessante relazionarsi con le imprenditorialità e le istituzioni. Ho capito perché il mio profilo può essere utile alla Lega. Lo stage di novembre è un primo passo. Non ci sono mai state battaglie su questo, la Serie A ritiene che sia giusto mantenere quella disponibilità anche senza la partecipazione al Mondiale”

Alessio Buzzanca

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SERIE A

Lega, Lorenzo Casini è il nuovo presidente

Lorenzo Casini è il nuovo presidente della Lega Serie A. Nella votazione avvenuta nella mattinata di oggi, il capo di gabinetto del ministero della Cultura ha ottenuto 11 voti, 8 contrari e un astenuto. Dopo le tre fumate nere nelle scorse settimane, finalmente è arrivata quella bianca. A breve il neo presidente della Lega Serie A Casini rilascerà le prime dichiarazioni.

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SERIE A

Lega, votazione rimandata: i dettagli

La Lega Serie A ha deciso di prendere ulteriore tempo per scegliere il nuovo presidente. I club riuniti in assemblea hanno rinviato il voto, la data concordata è quella del 24 marzo, per eleggere il nuovo presidente, 45 giorni dopo la prima assemblea elettiva. Nel caso in cui non si dovesse arrivare all’elezione, la Figc nominerà un commissario straordinario. Sono tre i candidati: Lorenzo Casini (capo di Gabinetto del Ministero della Cultura), Mauro Masi (ex DG della Rai) e Lorenzo Bini Smaghi (economista). Oggi – in sede – si è presentato il solo Casini. Nulla di fatto, la Lega resta momentaneamente senza Presidente.

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POLITICA SPORTIVA

Lega Serie A, oggi nuova assemblea: Lotito in pressing per Casini, Juve decisiva

Prosegue l’attesa per l’elezione del nuovo presidente di Lega Serie A, dopo le dimissioni di Paolo Dal Pino. Rispetto ai quattro candidati finora ipotizzati, si è defilato Carlo Bonomi, che ha spiegato di giudicare inopportuna la possibilità di lasciare il ruolo di numero uno di Confindustria in un momento così delicato dal punto di vista geopolitico. Degli altri tre, scrive la Repubblica, l’unico che a oggi abbia concrete possibilità di essere eletto è Lorenzo Casini, 46enne capo di gabinetto del Mibact, mentre calano le chance di Mauro Masi e Lorenzo Bini Smaghi.

Lotito in pressing. Casini, braccio destro di Franceschini che però nel calcio non ha un vero e proprio pedigree, è sponsorizzato da Claudio Lotito. Il presidente della Lazio, scrive il quotidiano, può contare sul sostegno di otto club: oltre ai biancocelesti, si tratta di Napoli, Fiorentina, Verona, Atalanta, Udinese, Empoli e Sampdoria. Per essere eletti servono undici preferenze, quello che potrebbe spostare tutto è il voto della Juventus. Se i bianconeri dovessero appoggiare Casini, Lotito potrebbe chiedere uno scrutinio già nell’assemblea di oggi, partendo da dieci voti e a caccia dell’undicesimo, che a quel punto potrebbe arrivare da Inter e Milan, sullo strascico della Juve, che fin qui non si è esposta. Sull’altro fronte, le società a guida americana più Torino, Cagliari, Sassuolo e Salernitana, che preferirebbero invece un nome nuovo, più vicino alla politica romana e quindi alla Federcalcio. Mancano dodici giorni al 15 marzo, deadline dei 45 giorni entro cui scadrà il termine fissato da Gravina. Corriere dello Sport