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Lazio, non si molla mai: contro l’Udinese l’ennesimo colpo in extremis. I numeri dei biancocelesti

Quello di Maldini è stato il settimo timbro siglato nel recupero.

Oltre il novantesimo, oltre ogni speranza, oltre i propri limiti. Una squadra che non si arrende al destino delle partite, di una stagione in cui sembrava spacciata prima ancora di iniziarla. Contro l’Udinese l’ennesimo colpo in extremis. Stavolta firmato da Maldini, tornato al gol dopo un mese e mezzo d’astinenza. Spirito e orgoglio, dimostrati per l’ennesima volta in questo campionato. Quello di Maldini, sottolinea il Corriere dello Sport, è stato il settimo timbro siglato nel recupero. Tra i difetti della rosa, insomma, sicuramente non c’è quello di crollare al tappeto senza prima provare a rialzarsi fino all’ultimo secondo. La foga, appena realizzato il 3-3, ha spinto i calciatori biancocelesti a riportare subito il pallone a centrocampo.
Nessuno si stava accontentando del punto riconquistato. La Lazio incassa, a volte si addormenta, poi si rimette comunque in carreggiata con la determinazione necessaria.


I numeri parlano chiaro: 7 gol, si legge, nei minuti di recupero, tutti in campionato, tutti all’Olimpico. La lista parte con il rigore trasformato da Cataldi contro il Torino, addirittura al 113′. Il 3-3, anche in quel caso, venne trovato con la forza della disperazione. Il bis, quello di Zaccagni al Cagliari (91′): come per Noslin, protagonista nel finale con il Lecce (95′), la soddisfazione è stata per il 2-0 che ha chiuso in anticipo i confronti in questione. Il quarto e il quinto sono altri due tiri dal dischetto: Pedro al 95′ con la Fiorentina (il 2-2), poi ancora Cataldi (al 100′) per piegare il Genoa (3-2 definitivo, tocco con il braccio di Ostigard sul colpo di testa di Ratkov). All’appello – oltre alla deviazione di Maldini con l’Udinese (95′) – manca l’incornata di Marusic contro il Sassuolo (2-1 al 92′).


Sempre in partita, punisce le avversarie nel quarto d’ora conclusivo di gioco. Dei 42 gol totali segnati dalla Lazio, ben 17 sono arrivati dal 75′ in poi: significa il 40% delle marcature complessive in stagione. Nello specifico 14 in Serie A e 3 in Coppa Italia, competizione in cui la squadra di Sarri ha segnato solamente nel secondo tempo. Zaccagni al minuto 80 negli ottavi con il Milan, Dia all’87’ nella semifinale d’andata con l’Atalanta, Romagnoli all’84’ per sbloccare il ritorno di Bergamo. L’elenco, conclude il quotidiano, viene completato da Dia in Lazio-Verona (82’), Noslin nelle due sfide con il Parma (82’ al Tardini, 77’ all’Olimpico), Taylor a Bologna (82’) e infine dalle due autoreti di Solet a Udine (80’) e di Nelsson a Verona (79’). Si può accusare la Lazio di sbagliare, non di non saper reagire.

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Lazio, centrocampo incompleto: serve almeno un altro colpo alla Taylor

Salutato Guendouzi, la Lazio è ancora alla ricerca della mezzala destra.

Non ci sono più il furore agonistico e la resistenza di Guendouzi, garante di presenze e temperamento. Taylor e il francese sarebbero stati complementari. Il centrocampo è incompleto, da aggiustare e rinforzare la prossima estate. Una delle prime necessità di mercato della Lazio. Manca sempre un pezzo. Sarri combatte con i continui forfait lavorando con quello che propone il reparto, non proprio congeniale alla sua filosofia di calcio. Belahyane, evidenzia il Corriere dello Sport, non è stato preso in considerazione da regista e da mezzala ha faticato fin dalla preparazione. Vecino ha salutato a gennaio. Basic è partito come fuori rosa, è tornato in lista a fine settembre per l’emergenza totale, perso il derby d’andata – tra squalifiche e infortuni – era rimasto solo Cataldi a disposizione.

Il ragionamento, si legge, non si limita alle attuali riserve. Dele Bashiru, messi alle spalle gli affanni iniziali (anche clinici), si è preso il posto da titolare in assenza di concorrenza. Da gennaio, solo sulla carta, Przyborek è diventato la quarta mezzala. Attende ancora l’esordio, finora non è stato sganciato nemmeno in corsa.

Centrocampo, conclude il quotidiano, work in progress, quello della Lazio, da completare e migliorare con la prossima sessione di mercato. Sarri ha bisogno di innesti di spessore: più rinforzi di livello, almeno un pezzo titolare

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Lazio, innesto in prospettiva per il centrocampo: offerta al CSKA per Boychev

La Lazio sta valutando un colpo in prospettiva: le ultime.

Ancora pochi giorni di mercato e la Lazio prova a chiudere colpi, anche pensando al futuro. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, la società sta valutando un altro innesto di prospettiva per il centrocampo. Si tratta del classe 2008 bulgaro Marto Boychev. La mezzala del CSKA Sofia – società con cui lo scorso novembre ha rinnovato il suo contratto fino a giugno 2028 – è seguita in Serie A anche da Torino, Genoa e Udinese, secondo i media bulgari il club biancoceleste avrebbe anche già formulato un’offerta ufficiale per portarlo a Roma in questa sessione di mercato.

In ogni caso, si legge, sebbene abbia nel curriculum oltre 40 presenze ufficiali (e un gol) da professionista con la maglia del CSKA, si tratterebbe di un innesto – almeno inizialmente – più per la Primavera che per la prima squadra guidata da Sarri.

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Lazio, un solo colpo in mediana: corsa a tre tra Toth, Timber e Fabbian. In uscita Belahyane e Dele

A centrocampo si studia un altro colpo: la situazione.

Dopo Taylor, la Lazio si muove per un altro centrocampista. Al momento, riporta il Corriere dello Sport, è previsto solo un altro innesto in mediana: il borsino attuale propone una corsa a tre, con profili diversi per età, costi e prospettive: Alex Toth, Quinten Timber e Giovanni Fabbian.


Il nome che in questo momento stuzzica di più, si legge, è quello dell’ungherese Alex Toth del Ferencvaros. Classe 2004, 20 anni, è un centrocampista moderno, capace di coprire tre ruoli sulla mediana. Può giocare davanti alla difesa, da mezzala e anche da interno più avanzato. È un profi lo che intriga Sarri per duttilità e margini di crescita. Il prezzo, però, è il primo ostacolo: il Ferencvaros parte da una valutazione di circa 16 milioni. La Lazio vorrebbe fermarsi a 12 più bonus. Più complessa, almeno per gennaio, la pista che porta a Quinten Timber. Il centrocampista olandese del Feyenoord, 24 anni, è stato sondato da Lotito e Fabiani, ma il quadro è chiaro: il club di Rotterdam non accetta indennizzi minimi e valuta il cartellino intorno ai 10 milioni nonostante la scadenza a giugno. Su di lui c’è anche il forte interesse del Leeds, che al momento appare più avanti nei lavori. Sul terzo tavolo resta Giovanni Fabbian, il profilo italiano (per la felicità di Sarri), forse il più pronto per la Serie A, di sicuro l’unico a conoscerla già. Il centrocampista del Bologna piace da tempo, ma qui il problema è la volontà del club rossoblù. La società emiliana frena, non vorrebbe privarsene a metà stagione e continua a chiedere 15 milioni, cifra ritenuta alta a Formello.


Lotito, conclude il quotidiano, prova a fare cassa anche con Belahyane, pagato 10,5 milioni (anche se recuperare l’intera cifra è complicato), o con Dele-Bashiru (ci sarebbe un sondaggio del Nottingham Forest). Un’eventuale uscita dell’ex Verona (richiesto dal Torino in prestito) o del nigeriano, potrebbe aiutare a sbloccare il secondo innesto a centrocampo.