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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Guendouzi: ora il club gli chiede equilibrio. In ballo Mondiale e futuro

Il francese ha scontato le due giornate di squalifica e tornerà a Bergamo.

Torna dopo la squalifica ed è questa una delle poche notizie buone della sosta per Sarri: Guendouzi sarà di nuovo titolare domenica in casa dell’Atalanta. Il suo carisma, evidenzia il Corriere della Sera, è fondamentale in un momento di estrema difficoltà, dovuta alle indisponibilità che il tecnico deve gestire. Eppure, negli ultimi mesi, il centrocampista ha palesato in più occasioni un certo nervosismo. È successo contro il Bodo, poi, a fine stagione, deluso dalla mancata partecipazione alle coppe in vista del 2025-26 aveva chiesto la cessione. Il club lo ha bloccato perché impossibilitato a sostituirlo, lui ha cambiato idea per il ritorno di Sarri, col quale ha un ottimo rapporto.

Nel derby, però, l’ennesimo episodio di nervosismo. Il club, si legge, gli ha chiesto di stare più attento, di mordersi la lingua, lui si è scusato con i compagni. I prossimi mesi però per lui saranno delicatissimi: nelle ultime due soste per la nazionale non è stato convocato, dopo che nell’ultimo anno aveva giocato con continuità anche con la Francia. Ora rischia seriamente di saltare il Mondiale che si disputerà al termine della stagione. Se non dovesse riuscire a emergere, a farsi notare per il rendimento e non per il nervosismo, a gennaio potrebbe tornare a bussare alla porta del club per chiedere la cessione. Ha bisogno di visibilità per tornare in nazionale.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, va trovato l’equilibrio in tutto. E sulla conferenza di Sarri…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB

“La conferenza di Sarri? Mi aspetto che non ci siano polemiche, critiche, parole di sfida. Qua secondo me nessuno vuole inventare calcio, si cerca di guardare quello che si ha. Mi auguro che ci siano dichiarazioni di grande umiltà, del tipo ‘ci sono cose che non vanno e lavoreremo per migliorarle’.

Il problema non è che manca Vecino. In questa squadra non ci sono campioni, ma allenati in un certo modo hanno fatto vedere buone cose. Sono ottimi calciatori.

Dia? Al di là del modulo, vorrei vedere una squadra che giochi con più uomini sopra la linea della palla, che verticalizzi. Di punte ne posso mettere quante ne voglio, ma se non gioco in avanti non cambia nulla.

L’equilibrio va trovato in tutto. Stare solo in difesa non dà equilibrio”.