Caos alla Lazio tra Igli Tare e il Presidente Claudio Lotito. Stanco delle interferenze del patron e dalla scarsa autonomia, il direttore sportivo sta valutando di rassegnare le dimissioni. Situazione da monitorare. Tare appare infastidito da alcune scelte di mercato, dall’ingresso di Fabiani in dirigenza e dalla conseguente esclusione dalle scelte sulla Primavera. Il rapporto con Lotito non è più lo stesso. E le dimissioni oggi sono una possibilità concreta. Ore calde in casa Lazio, Tare riflette sul futuro. Tuttomercatoweb.com
Intanto, Lotito assicura che, per l’ingresso di Angelo Fabiani (suo ex ds a Salerno) in società, manca solo l’annuncio: vuole fare il dg, ma inizialmente coordinerà insieme a Bianchessi sia la squadra Primavera che la Lazio Women, dove mister Catini resterà al suo posto. Un modo per assicurare un’ulteriore supervisione sull’operato di Tare per il prossimo anno. Il Messaggero
Adekanye è tornato ieri in Olanda, ma servono vere cessioni e, come sempre, Tare sta incontrando difficoltà per Vavro (Copenaghen), Escalante (Cadice), ma soprattutto per Muriqi, alleato del Maiorca in una minusvalenza. Anche per questo Lotito accelera per affiancargli un’altra figura: nuovo incontro fissato con Angelo Fabiani, suo ex ds alla Salernitana, a cui inizialmente era stata prospettata insieme a Bianchessi la Primavera. È vacante ancora la figura del team manager, Sarri spingeva per riprendersi Peruzzi, ma l’ex portiere ha già declinato il timido invito a rientrare in società. Il presidente promette da mesi rivoluzioni nell’organigramma, e anche nell’ufficio stampa: il responsabile De Martino e il suo staff già lavorano anche per la Federazione Italiana Sportiva Danza. Il Messaggero
Una proposta di Lotito a Fabiani c’è stata, ma giudicata non adatta
“La Lazio con Tare, Calveri e Bianchessi ha ottimi professionisti e non vedo come un’altra figura possa inserirsi in questo contesto. Ho ottimi rapporti con Lotito ma non abbiamo mai parlato della Lazio, anche se ci sentiamo spesso”. Queste le parole di Angelo Fabiani oggi a Radiosei.
In realtà le cose non stanno esattamente così. Una proposta di Lotito a Fabiani ci sarebbe stata, ma giudicata troppo al ribasso: occuparsi della Lazio Woman e con Bianchessi della Primavera, in attesa di sviluppi futuri. Proposta rispedita al mittente. Tutto finito dunque? Non è così: la Lazio ha un disperato bisogno di coprire un ruolo importante, ruolo che sembra perfettamente ritagliato sulle caratteristiche di Fabiani, quello del direttore generale. Ruolo che Fabiani ha già ricoperto e che in questa fase della sua carriera sembra assolutamente il più adatto.
La Lazio necessita di un tassello così importante anche perché i molteplici impegni di Lotito lo tengono troppo spesso lontano da Formello. Un uomo di fiducia della famiglia Lotito-Mezzaroma e di esperienza come Fabiani potrebbe garantire al Presidente quella presenza, competenza e attenzione che servono da tempo per riportare un po’ di ordine. Fabiani accetterebbe sicuramente questo ruolo se messo nelle condizioni di poterlo svolgere a 360 gradi, ma come ama dire spesso il presidente Lotito: “I matrimoni si devono fare in due”.
Intervenuto a Sei Volte Buon Giorno, Angelo Fabiani, ex ds della Salernitana che ha vinto in tutte le categorie (tolta la A) e che nelle ultime settimane è stato accostato alla Lazio, ha parlato del proprio futuro e del passato. “Neanche se avessi voluto scrivere un epilogo del genere con la Salernitana mi sarebbe venuto così. La salvezza è arrivata dopo un lavoro di anni. Ho sempre detto che se fosse cambiata la società avrei fatto un passo indietro. Ho lasciato il club in buone condizioni economiche con due partite da recuperare, ho fatto il mio, ho fatto il professionista, sono contento per le tante persone che conosco che hanno a cuore la Salernitana che si sia salvata. Lotito? Parlare bene di lui ora sembra quasi una sviolinata in questo momento ma io sia con lui che con Mezzaroma mi sono trovato più che bene e in carriera ho avuto tantissimi presidenti. Lotito ai dipendenti lascia spazio, libertà di manovra, entro ovviamente un recinto ben delineato”.
“Oggi valorizzare la società è facile, bisogna solo avere intuito. Lo dimostrano i casi Immobile, scartato anni fa dalla Juve, e Milinkovic. Io preferisco sempre puntare sui giocatori affamati, che ancora devono arrivare. L’importante è capire cosa vuole la società e muoversi in tal senso. Il calcio in questi anni è cambiato: ormai c’è la società del procuratore, la società intorno al giocatore e la società calcistica. Mettere d’accordo tutte queste parti non è facile. Prima il procuratore era una figura quasi marginale, oggi se l’agente si mette di traverso la trattativa può saltare. Bisogna visionare i giocatori dal vivo, sul campo, ovviamente è importante avere contatti e amici in vari paesi, appoggiarsi a loro, ma poi i giocatori vanno visti dal vivo”.
“Io alla Lazio? La Lazio con Tare, Calveri e Bianchessi ha ottimi professionisti e non vedo come un’altra figura possa inserirsi in questo contesto. Ho ottimi rapporti con Lotito ma non abbiamo mai parlato della Lazio, e ci sentiamo spesso. Se lui ha pensato a me ne sono contento, ma direi che è una suggestione. Io ho un profilo ben delineato, ho spesso preso società sull’orlo del fallimento e in crisi di risultati e le ho riportate in alto. Lasciai il Messina con cui ero arrivato settimo in A per andare al Genoa di Preziosi in C con cui vinsi il campionato. Il futuro della Lazio non può che essere importante, conosco Sarri dai tempi della Nocerina, e si può solo migliorare”.