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CALCIOMERCATO

Lazio, da Milano sicuri: “Accordo Gila-Milan, ora lo scoglio Lotito…”

Come riportato dalla Gazzetta Dello Sport, un primo accordo da parte della dirigenza del Milan con Mario Gila (in scadenza di contratto con la Lazio nel giugno del 2027) è già stato trovato: un contratto di 4 anni sui 3 milioni più bonus. L’ostacolo di Igli Tare è proprio il presidente Claudio Lotito, il quale non scenderà sotto i 30 milioni, data anche la percentuale del Real Madrid del 50% sulla rivendita.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, un conto è l’annata storta, un conto è il periodo di oscurantismo. Sul mercato manca…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sarà molto difficile domenica. Il Milan può ribaltare il pronostico di questo campionato, ha una piccola speranza e vuole coltivarla. Se l’Inter domani non dovesse vincere sicuramente i rossoneri ci crederanno ancora di più; è quasi impossibile riprendere i nerazzurri ma non impossibile.

Per la Lazio il pubblico sarà una compenente importante dal punto di vista psicologico ma poi in campo vanno i giocatori e spesso la squadra più forte batte quella più debole.

Motta? Qualche incertezza l’ho notata, probabilmente domenica verrà sollecitato di più dall’avversario e quindi potremo valutarlo meglio.

Alla Lazio mancano quei 5-6 giocatori che portava Tare. Ha avuto delle intuizioni che hanno fatto la differenza, vedi Immobile. Sicuramente era calato nell’ultimo periodo ma serve rispetto per l’uomo e il professionista, i suoi numeri poi parlano da soli. Prima di andarsene è stato definito una ‘Rolls-Royce in garage’, espressioni prive di rispetto. Tutti i suoi gol al momento sono irraggiungibili. Tuttavia, qui c’è da capire che un conto è l’annata storta, un conto è il periodo di oscurantismo”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani, le dimissioni e l’attacco a Tare: “Stai dicendo che tutto questo disastro l’ho combinato io?” (AUDIO)

Passaggio significativo della conferenza stampa del direttore sportivo Angelo Fabiani è quello riferito alle proprie responsabilità sul momento della Lazio:

“La Serie A l’ho fatta anche a Messina, sono arrivato ottavo e non era il Real Madrid. Comunque il campionato l’ho lasciato perché non avevo più stimoli. Il mio lavoro non lo deve valutare nessuno se non io, devo essere apposto con la mia coscienza. Tolto Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e pochi altri, non c’era gran che a livello di patrimonio di giocatori. Se per il lavoro fatto giorno e notte, togliendo tempo alla mia famiglia, Transfermarkt attesta il valore della rosa sui 250-300 milioni, vorrà dire qualcosa? Verrò giudicato per quello, quello mi dirà se la strada è giusta, sul progetto che mi inizia a dare delle basi solide. Qui bisogna dare stabilità e sono abituato a programmare. La mia carriera dice che ho preso società fallite, retrocesse e riportate in alto. Questo è stato sempre il mio credo calcistico. Quando potevo rimanere al Messina in A, potevo divertirmi, prendere soldi. Ma non sono fatto così. Io sono un uomo del popolo, vengo dal nulla. Non mi ha regalato niente nessuno, non ci sono presidenti che mi dicono quello che devo fare. L’appello a tutti voi è di portare tutto sui giusti binari. A volte l’istituto delle scuse potrebbe essere molto importante, se qualcuno lo conosce. Io sì.

“Stai dicendo che tutto questo disastro l’ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l’ha creata Fabiani. Quando parli devi pesare le parole. Una volta siamo arrivati settimi e non siamo arrivati in Europa, un’altra volta sì. Alcuni giocatori, come Hysaj, non l’ha portati Fabiani. Fabiani ha preso Gigot. Così passa un messaggio che non è corretto. Se mi devo prendere le mie responsabilità, me le prendo. Dal mio avvento la Lazio è passata da 0 euro a 300 di parco giocatori. Se vai su Transfermarkt vedi cosa ha fatto la Primavera e la Women. Fatevele spiegare bene le cose”.

“Non penso che la Lazio si sia indebolita. Penso che abbia preso ottimi elementi; è il 64esimo mercato che faccio, qualche operazione c’è sempre che non va purtroppo in porto. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter (Frattesi, ndr), la Lazio poteva sostenere un prestito con diritto, poi ogni società fa le sue strategie. L’importante è non fare marchette. Qua non si fanno. Si prendono solo giocatori funzionali. Poi lo dirà il campo. Qualsiasi cosa fatta, è stata fatta in buona fede”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri-Tare dagli scontri al mercato: ora il tecnico si affida ai suoi acquisti e ripensa a Ilic

Soprattutto negli ultimi tempi i rapporti tra i due non sono stati idilliaci, ma ora Sarri si affida agli acquisti di Tare.

Lazio-Milan è anche un ritorno al passato per Igli tare, ora ds dei rossoneri. Tanti anni a Formello per lui, che ha lavorato anche con Sarri. Tra i due i rapporti negli ultimi tempi non erano proprio idilliaci ma ad oggi il tecnico ha preferito i suoi acquisti a quelli più recenti. Come evidenzia Il Messaggero, al suo ritorno alla Lazio, Sarri si è dovuto affidare soprattutto ai “vecchi” acquisti di Tare, bocciando invece gli ultimi arrivi Tavares, Belahyane, Dele-Bashiru e Noslin. Eran volati stracci a Formello, si legge, prima dell’addio di Igli, per mancati rinforzi e visioni differenti, ma oggi Gila e Romagnoli sono insostituibili, Basic è il migliore dei mediani e Sarri non vedeva l’ora di riabbracciare un maturato Cancellieri.

Inoltre, conclude il quotidiano, la Lazio lavora sempre allo scambio Noslin-Ilic, il serbo che Sarri aveva già chiesto nel 2022 a Tare (che gli portò invece da Verona solo Cancellieri) e per cui nacque un altro litigio. Adesso la distanza con Fabiani è sulla cessione di Dele Bashiru e, soprattutto, sullo sbarco del 34enne Insigne, che ha però un accordo di massima con Lotito.

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RASSEGNA STAMPA

Dalle divergenze sul mercato al ‘miracolo’ secondo posto: Milan-Lazio è anche la sfida tra Sarri e Tare

Il turno dodici di Serie A Enilive 2025 2026 propone alle ore 20:45 di sabato 19 novembre la sfida Milan Lazio: sarà la priva volta che Maurizio Sarri e il ds Igli Tare si troveranno di fronte da avversari dopo anni di contrasti.

Il Corriere dello Sport ricorda il rapporto complicato e spesso conflittuale tra l’allenatore biancoceleste e il ds rossonero. Divergenze di vedute calcistiche e di opinioni sul mercato, tra il tecnico che desiderava un instant team e il direttore che concludeva colpi low cost in prospettiva, che sono state all’origine di più di un disaccordo.

I contrasti hanno origine nella stagione 2021. Nella sessione di mercato estivo Tare regalò Kamenovic alla Lazio, dono sgradito da Mau che non l’ha mai preso in considerazione, tanto che il difensore è stato tesserato solo nel gennaio 2022.

Durante l’estate successiva a Roma arrivò anche Mario Gila. Mentre il ds albanese considerava l’ex Real Madrid subito pronto per guidare la difesa biancoceleste, il Comandante non era dello stesso avviso. Per questo motivo, il difensore spagnolo riuscì ad entrare nelle rotazioni solo un anno e mezzo dopo, quando la Lazio si trovava in piena emergenza infortuni.

Anche la stagione 2022,2023, poi conclusa al secondo posto, si era aperta con tensioni tra i due: da un lato, Sarri aveva definito un “miracolo” un’eventuale qualificazione in Champions League, mentre Tare lo giudicava un obiettivo alla portata dei biancocelesti. Sabato sera Sarri e Tare si rincontreranno, ma stavolta da avversari, l’uno sulla panchina della Lazio, l’altro nella tribuna rossonera.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, solito cortocircuito Sarri-Ds. Fabiani chiede di valorizzare la rosa e aspetta nomi per fare cassa…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quella di Baroni era stata una scelta giusta per come è questa nuova Lazio, lo hanno voluto fortemente, poi il resto non si è capito. I tifosi della Lazio sono ambiziosi, la società invece ci ha dimostrato che quando c’era la possibilità di fare il salto di qualità non lo ha fatto. La mentalità della società deve fare uno scatto in avanti, pensavo lo facesse nell’anno del secondo posto, quando effettivamente c’erano le possibilità.

Ora si sta riproponendo la stessa situazione Sarri-Tare ma con Fabiani, nonostante ci sia tra loro un feeling diverso rispetto all’evoluzione che ha avuto all’epoca il rapporto tra l’allenatore e Tare. Le dinamiche sono le stesse: il direttore sportivo vuole valorizzare alcuni giocatori, il tecnico dice altro. Si creano dei cortocircuiti, delle dinamiche già viste e che ci sono comunque in tanti club. Il grande rimpianto che ho è che Lotito non è stato in grado di far lavorare insieme due professionisti di grande valore al tempo, Sarri e Tare; in più c’era anche Rao nella comunicazione. Era una triade che andava sfruttata in maniera diversa, che andava sostenuta. Come fatto con Peruzzi, Inzaghi e Tare.

Dall’incontro di oggi non mi aspetto niente, Fabiani e Sarri si parlano continuamente. Si confronteranno ancora. Il ds attende i nomi in uscita per fare cassa. Non lo vedo come un vero e proprio vertice. Per Sarri, dei big, in uscita c’è Tavares, più in generale invece Mandas e Isaksen. Poi se arrivasse un’importante offerta per Castellanos e a Sarri venisse garantito un sostituto, il tecnico non metterebbe veti. L’allenatore pensa solo al miglioramento tecnico della squadra”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Sarri non sarà contento, bravo a gestire è De Laurentiis. Preoccupato da presente e futuro…” (AUDIO)

TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sarri sicuramente, come aveva già predetto, a qualche litigio andrà incontro. Non sarà felice di trovarsi in alcune situazioni. 

I saluti di Baroni non li ho capiti, fatti poi in questo modo; un anno buttato, l’ennesimo. Un anno in cui non si è costruito nulla, il famoso progetto di tre anni non è andato in porto. 

Tare anche io l’ho criticato per i giocatori che sono state comparse, però devo dire che nonostante questo ha fatto in modo che la Lazio coprisse le carenze economiche. Abbiamo avuto Hernanes, Klose e tanti altri. 

A me preoccupano il presente e il futuro, molte squadre stanno andando avanti, sono cresciute, noi stiamo andando indietro.

De Laurentiis oggi compra i campioni e anni fa stava nella condizione di Lotito; loro vogliono provare a vincere la Champions, noi abbiamo il blocco. Il Napoli era come noi. Quando si dice che è bravo a gestire, a me vengono dei dubbi: bravo a gestire è De Laurentiis.

La classifica di Serie A tra qualche anno rispecchierà i valori economici della società, come succede in tanti altri sport”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Dopo le parole di Lotito aspetto i fatti. E su Tare-Modric…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Parto da una della frasi famose di Lotito: ‘Io faccio i fatti e non le parole”; ecco, adesso io dopo le parole del presidente, aspetto i fatti.

Da quello che c’è stato detto dalla società la garanzia data a Sarri è in primis quella di non vendere i big e poi fare mercato ma non so con quali soldi. La Lazio non ha molti giocatori di un certo livello, se li inizi a togliere è difficile fare una squadra livello-Europa. Da non dimenticare poi i vari giocatori che rientrano dai prestiti, oltre ai vari Basic e Hysaj.

Tare alla Lazio ha sempre puntato su calciatori da scoprire mentre al Milan va su Modric, che ha un’età ma sappiamo benissimo la qualità che possiede.

Inzaghi ha sicuramente fatto bene in Europa, però non ha fatto altrettanto bene in Italia con il pontenziale tecnico che aveva a disposizione. La possibilità che salutasse c’era, dubito che il club stia scegliendo solo ora l’alternativa. Tuttavia, dopo quanto accaduto nella finale, sostengo che l’ammiraglio dovrebbe abbandonare per ultimo la nave. Ok i soldi, ma a quei livelli lì cambiano poco”.

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CALCIOMERCATO

Milan, anche Gila nella lista di Tare

Il Milan comincia a pensare al futuro in maniera più concreta. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’eventuale presenza o meno di Igli Tare cambierebbe le carte in tavola. Dovesse arrivare l’albanese, in caso di partenza di Theo Hernandez, uno dei nomi da tenere in considerazione per la fascia sinistra sarebbe quello di Destiny Udogie del Tottenham. Occhi anche su Dan Ndoye, che ha regalato al Bologna la Coppa Italia, e Jens Odgaard, che ha avuto una crescita importante da gennaio 2024 a oggi in rossoblù.

In difesa Fikayo Tomori e Malick Thiaw hanno le valigie in mano e la società dovrà trovare dei sostituti. Il preferito di Tare sarebbe Mario Gila della Lazio, ma nella lista del direttore sportivo ci sarebbe anche Luiz Felipe, che al Marsiglia ha giocato poco dopo l’esperienza all’Al-Ittihad. Da non sottovalutare inoltre anche Pietro Comuzzo, che la Fiorentina ha però blindato con un rinnovo recentemente, Giovanni Leoni del Parma e Diego Coppola dell’Hellas Verona.

Al momento è solo puro fantacalcio l’idea di riportare in Italia Sergej Milinkovic-Savic, visto che l’Al Hilal gli corrisponde ben 20 milioni di euro a stagione, ma mai dire mai. In attacco piace da tempo Lorenzo Lucca, che concluderà in doppia cifra pure la stagione corrente. Sondato infine Federico Chiesa, chiuso dai tanti top player al Liverpool e voglioso di riscatto nell’anno che porterà poi al Mondiale, competizione che l’ex Juventus e Fiorentina vuole assolutamente giocare.

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Nuovo Ds, il Milan ha scelto Tare: i dettagli

Igli Tare ha fatto un grande passo avanti nella corsa a direttore sportivo del Milan. I contatti, mai rotti, sono ripresi in queste ore: c’è stata una telefonata e c’è un impegno a sentirsi presto. Per chiudere? Sì, è possibile. Non c’è ancora la firma ma, se tutto andrà come previsto, ci si stringerà la mano e si comincerà la costruzione del 2025-26. Non c’è tempo da perdere.

L’opzione Tare è sempre stata sul tavolo dell’a.d. Giorgio Furlani e prima ancora della coppia Ibrahimovic-Cardinale: l’ex direttore sportivo della Lazio ha incontrato Ibra e Cardinale a febbraio, Furlani il 15 aprile. Evidentemente, è piaciuto a tutti. Da allora, c’è stato un lungo periodo di riflessione in cui Tare non è mai uscito dalla lista ristretta dei candidati di livello per un ruolo così delicato. La concorrenza non è mancata. Fabio Paratici a inizio aprile è stato vicino a chiudere l’accordo, poi le questioni legali hanno cancellato una trattativa molto avanzata. Tare, anche in quel momento, era l’alternativa naturale, l’unico altro direttore sportivo con grande esperienza in Italia – 15 anni con Lotito alla Lazio – e abitudine a costruire squadre per Champions ed Europa League. Il Milan il prossimo anno non giocherà in Europa ma è evidente, è quella l’unica dimensione a cui appartiene.