Categorie
RASSEGNA STAMPA

Crisi Milan: due i nomi per il futuro direttore sportivo

Il Milan domani sera a San Siro ha l’ultima spiaggia per cercare di uscire dalla crisi e riagganciare, in modo credibile, la zona Champions. I rossoneri ospitano la Lazio, sesta in classifica e a +6 dai meneghini.

Il primo nodo, per la prossima stagione, sarà quello del tecnico. Conceicao è tutt’altro che saldo sulla panchina, ma serve altro. Secondo Il Corriere dello Sport, il board rossonero sta pensando seriamente ad un nuovo direttore sportivo.

La società al momento è rappresentata, oltre che dal presidente Gerry Cardinale, dagli uomini mercato Zlatan Ibrahimovic e Geoffrey Moncada e dall’ad Giorgio Furlani. Il numero 1 del Milan vorrebbe un nome nuovo nell’area mercato. Il primo identikit, sfumato perché destinato in Premier, era quello di Andrea Berta, ex Atletico Madrid.

Gli altri due profili sono stranoti nel campionato italiano. Parliamo di Fabio Paratici, ex Juventus e Tottenham, e di Igli Tare. L’ex dirigente della Lazio in realtà era già stato vicino al Milan sotto il regno Maldini-Massara.

Al momento parliamo di voci che devono cristallizzarsi per trovare credibilità. Certo è che in casa Milan il lavoro da fare è tanto, soprattutto se i rossoneri non dovessero incassare i bonus milionari legati alla qualificazione in Champions League.

GLP

Categorie
DICHIARAZIONI NEWS

Tare: “Baroni bravo a creare empatia. Se fossi una big europea prenderei…”

Igli Tare ha lasciato la Lazio nell’estate 2023 dopo 15 anni di militanza, prima da giocatore, poi da direttore sportivo biancoceleste. Il dirigente dall’addio a Formello non ha ricoperto ruoli in altri club, i biancocelesti gli sono rimasti nel cuore e Tare spende spesso belle parole per il tecnico Marco Baroni.

L’ex centravanti del Brescia in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha definito la Lazio e la Fiorentina le “sorprese” più belle del campionato. Su Marco Baroni, Tare ha aggiunto: “L’allenatore è stato bravo a entrare nel gruppo. A creare empatia e a dare tranquillità. Sta andando bene”.

Interrogato su un acquisto da fare in serie A se lui fosse in una grande europea, l’ex braccio destro di Lotito ha puntato su un suo pupillo, portato da lui a Roma. “Mario Gila. E’ veloce, intelligente, non sbaglia una partita. Può diventare uno dei primi tre, quattro difensori al mondo. Non mi sorprenderebbe se il Real Madrid lo rivolesse. Mi piace anche Tavers”, ha concluso Tare.

Fuori dallo Stivale, in Europa, il mirino verrebbe spostato in attacco. “Gyokeres (Sporting Lisbona) ha un grande potenziale ma costa. Per le italiane difficile da prendere”, aggiunge Tare.

Categorie
DICHIARAZIONI

I rimpianti di Tare: “Non solo Cavani, stavo per portare Kvaratskhelia alla Lazio”

È un fiume in piena Igli Tare, che rompe il silenzio per raccontarsi in una lunga intervista per TvPlay, tra retroscena e rivelazioni sulla sua lunga esperienza da direttore sportivo della Lazio, tra il 2009 ed il 2023.

Tra le trattative non andate in porto, Tare ne ha due in particolare per le quali ancora si rammarica: “Cavani rappresenta un rimpianto, perché avevo un accordo con gli agenti per portarlo a Roma, ma all’epoca i rapporti tra Lotito ed il presidente del Palermo, Zamparini, non erano dei migliori e alla fine ne approfittò il Napoli“. Partenopei che, in epoca più recente, gli hanno negato un altro grande colpo: “Kvaratskhelia era un’opzione per la Lazio, ma non posso dire perché non è arrivato. Peccato perché l’opportunità era concreta“.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lotito: “Stadio e nuove figure per fare il salto. Perché dovrei riprendere Tare?”

[…] Le nuove ipotesi di Lazio prendono forma e forza piano piano. Anche quelle della società presto si materializzeranno. Lotito: «A breve mi vedrò con l’ufficio della Lega di A che ha studiato il Flaminio e a inizio maggio presenteremo il progetto. Sta partendo l’Academy, a metà mese sarà pronto il nuovo studio radiofonico. Sto creando le strutture e poi verranno inserite le figure. Tanti sono invidiosi chiosa il patron di quello che ho costruito alla Lazio, senza mai scaricare un euro. Le mie aziende ci guadagnano? No, Formello è tenuto come un gioiello, ci sono le guardie, tutti vengono pagati e mangiano alla grande, ci sono servizi a cinque stelle. Con le mie imprese non solo c’è un risparmio, ma si evitano i decreti ingiuntivi del passato. Ho tolto tutti i mercanti dal tempio». Rinate Women e Primavera, il presidente è orgoglioso: «Non solo dal punto di vista sportivo, mio figlio Enrico e il direttore Fabiani hanno fatto un ottimo lavoro. Dobbiamo ricostruirci in casa il nostro futuro, come non stava più accadendo». C’è stato un taglio col passato: «Io non ho cacciato Tare, è andato via lui e pensavo avrebbe iniziato altrove un nuovo percorso. Fra noi rimane un ottimo rapporto, ma perché dovrei riprenderlo? Non so chi metta queste voci in giro. Anche Peruzzi, mica l’ho mandato via io. Peccato per quell’anno, stavamo vincendo lo scudetto, il Covid ha rovinato tutto. Ma ci arriveremo a lottare di nuovo, è solo una questione di tempo». La ricostruzione, insomma, non equivale a un ridimensionamento: «Assolutamente no giura il numero uno ma sto mettendo delle regole per fare il salto. Nessuno può più fare come vuole nella Lazio». Il Messaggero

Categorie
CALCIOMERCATO

Retroscena Lotito: lunga chiacchierata con Tare

Durante una serata organizzata sabato sera, Lotito e Tare hanno parlato in maniera molto, molto fitta. Il direttore sportivo albanese, dopo tanti anni passati alla Lazio, tornerebbe volentieri a Formello. Il suo rapporto con il presidente biancoceleste è ancora buono, ma al momento non sembra si stia discutendo di un possibile ritorno alla Lazio. Lotito vorrebbe però essere più presente a Formello per aiutare Tudor. Per restare aggiornato su qualsiasi notizia che riguarda la Lazio, segui Radiosei.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Ultimo giorno per Auronzo. Manca la firma di Lotito: “Tornerò presto vicino alla Lazio”

Tutto risolto per Auronzo, anche la questione albergo, eppure il ritiro di luglio sulle Dolomiti resta in bilico. Perché, a 24 ore dalla scadenza del termine ultimo, manca ancora la firma di Lotito sul contratto biennale (c’è l’opzione per il 2025) di 600mila euro. Domani, mercoledì 10 aprile, infatti, l’amministrazione comunale si riterrà libera da vincoli e il diritto di prelazione verrà risolto. Sarebbe davvero un peccato per quella che ormai è considerata la casa estiva della Lazio, dopo 16 anni di soggiorno. «So che Lotito vuole andare lì – aveva detto a marzo il presidente della Media Sports Event, Gianni Lacché – e abbiamo superato tutti gli ostacoli per confermare la presenza della Lazio ad Auronzo. Javorcic, il vice di Tudor, conosce già il posto e il centro sportivo perché, quando allenava il Venezia, andò in ritiro proprio lì. Per il momento non è prevista una spedizione tecnica perché ancora non c’è ufficialità. Aspettiamo». Oggi è l’ultimo giorno per mettere tutto nero su bianco. Lotito deve trovare il tempo, sia pure impegnato nel suo nuovo ufficio politico in via del Babbuino. Sabato sera a una festa sull’Appia Antica, dopo il ko nel derby, il patron ha parlato tanto con l’ex ds Tare e poi ha promesso: «Ultimamente sono stato meno a Formello, tornerò presto più vicino a Tudor e alla Lazio». Il Messaggero

Categorie
DICHIARAZIONI

Tare: “Alla Lazio puntavo alle plusvalenze”

Intervistato dal bisettimanale tedesco Kicker, Igli Tare, ex direttore sportivo della Lazio, ha parlato del proprio periodo in biancoceleste: “L’obietto era acquistare a prezzi bassi e rivendere poi facendo plusvalenza. Questa la grande forza e la base del nostro continuo sviluppo alla Lazio nel corso degli anni. Inoltre, nel mio periodo a Formello, ben 49 giocatori sono passati dalle giovanili alla prima squadra. Avevo comunicato a Lotito il mio addio con un anno di anticipo. Per me è stato estremamente importante lasciare la Lazio da seconda in classifica. Quando ho iniziato, le cose erano completamente diverse. È vero che alla Lazio non avevamo lo scouting. Io però viaggiavo molto e passava tutto attraverso i miei contatti che sono sparsi in tutto il mondo. I risultati di questo lavoro sono stati buoni, quindi non abbiamo mai cambiato nulla. Ma so benissimo che il mondo è in continua evoluzione e che il data scouting sta diventando sempre più importante”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Il ritorno di Tare: “Ho lasciato io la Lazio. Giroud era nostro”

Parla Tare, lo scudiero di Lotito

Se Claudio Lotito è il presidente più longevo della Lazio, Igli Tare, almeno fino all’estate scorsa, è stato certamente il suo scudiero più fidato. La rottura è stata graduale, le strade si sono separate. L’ex ds biancoceleste si racconta così al Corriere dello Sport.

“Lotito è una grande mente, ha una determinazione e una forza di volontà pazzesche. Sono il suo pregio, ma anche il maggior difetto. Io gli sono grato per tutte le cose che ho imparato. Questa lunga storia è il mio orgoglio. Alla Lazio ho dato tutto me stesso, per lei ho addirittura rischiato la vita”, spiega Tare. Il dirigfente si rifersice a quanto avvenuto nel 2016, quando i medici gli hanno consigliato di lasciare la Lazio che gli procurava troppo stress. Tutto fortunatamente si è risolto per il meglio.  

Rispetto al suo addio alla Lazio, dice: “Io ho preso la decisione e Lotito l’ha condivisa, gli andava bene di cambiare percorso”, svela. L’annuncio della fine del rapporto anticipata a giugno. Arrivano poi le secche smentite dei dissapori con Sarri.

Sarri: “Mai un problema. Mi ha dato tanti meriti”

“Niente di più falso. Sarri non è mai stato un problema, ma una soluzione. Il suo carattere non era una novità. Mi ero informato tanto e volevo che fosse lui ad allenare la Lazio. Prima della penultima partita dello scorso campionato, a Empoli, volle parlarmi. Siamo stati insieme tre, quattro ore. Ha usato parole di miele, di cuore, spero, mi ha riconosciuto un sacco di meriti”, precisa con orgoglio l’ex punta di Brescia e Bologna.

Sul Comandante che finisca la carriera alla Lazio, come auspicato dal diretto interessato, ha qualche dubbio: “Conoscendolo, dico di no. Tuttavia lo auguro alla Lazio e a Maurizio. Soprattutto alla Lazio». 
 

 Tare parla anche degli allenatori avuti a Roma. Petkovic definito “Persona onesta intellettualmente”, le parole affettuose sono per Pioli. «Grande uomo e grande tecnico. Stefano è sincero. Mi dispiacque l’esonero il secondo anno, lui stesso ha ammesso che è stato il dolore professionale più forte. Per sua stessa ammissione, soffrì di meno quando fu costretto a lasciare la Fiorentina e l’Inter»
 
Immancabile il passaggio su Simone Inzaghi, da Tare stesso definito un predestinato. “Mio fratello. Diciotto, o forse vent’anni insieme. Lo trovai nel 2009 al campo, allenava i Giovanissimi nazionali, pensai che avrebbe fatto una splendida carriera”. 

Nella Lazio gli acquisti li condivideva con Lotito. Così, ad esempio, tutela gli acquisti di Muriqi e Vavro, rivelatisi in Italia un flop.”Hanno subìto il calcio di Sarri, ma prima di andare via l’hanno voluto salutare e abbracciare. Ricordo che Maurizio mi disse: “Sono stato a Napoli, ad alcuni ho dato la vita, mai nessuno mi ha rispettato come questi due ragazzi”.  
 
Aggiunge poi che Caicedo all’inzio non piaceva ad Inzaghi, mentre il rimpianto su Giroud è fortissimo: «Era nostro, solo che all’ultimo il Chelsea si mise di traverso e non lo lasciò partire. Le tentai tutte”
 Tare sul suo futuro non si sbilancia. “Io sono cittadino del mondo, la mia famiglia in ogni caso vivrà a Roma”. 


Le ultime battute sono sia sulle telefonate alle 2 di notte di Lotito,
“Parlava solo lui”, spiega il ds albanese, sia sui famosi affari extra-calcio che avrebbe realizzato con il presidente della Lazio. “So anche chi metteva in giro queste porcherie. Io e Lotito non abbiamo mai avuto società, mai affari insieme, nessun business. L’unico suo rapporto con l’Albania ha a che fare con il compleanno dei miei quarant’anni. Organizzai una festa a Tirana e lo invitai. Lui non poté venire perché aveva un impegno di lavoro, ma per rispetto si presentò il giorno dopo”.  

Categorie
DICHIARAZIONI

Tare e l’Albania: “Tutti forti, se fossi ancora alla Lazio li prenderei tutti”

Igli Tare e la sua Albania. La nazionale dopo aver battuto per 3-0 la Repubblica Ceca è volata in testa al Girone E valido per le qualificazioni ad Euro 2024. Un gruppo mica facile per la squadra allenata da Sylvinho con Polonia, Repubblica Ceca, Moldavia e Isole Faraoe. L’ex ds della Lazio, ai microfoni della tv albanese, ha commentato: “La squadra è stata perfetta, complimenti a tutti dal primo all’ultimo. Per la prima volta per un allenatore della nazionale albanese avrà grattacapi nella scelta, visto che ci sono tanti giocatori di qualità. Sylvinho ha costruito un gruppo competitivo che non solo può qualificarsi, ma anche fare miracoli all’Europeo. Se fossi ancora il direttore sportivo della Lazio prenderei tutta la squadra”. Da ds Tare ha portato diversi giocatori albanesi in biancoceleste. E oggi gioca ancora Hysaj, fedelissimo di Sarri e colonna della nazionale.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lotito: “Non vivo più, dormo tre ore e mezza. Sarri-Tare? Sono dovuto intervenire tre volte”. Su Gravina…

Ivan Zazzaroni intervista il presidente della Lazio, Claudio Lotito, per il Corriere dello Sport. Lotito descrive la sua vita frenetica, soprattutto da quando è diventato senatore.

«Faccio ‘n cazzo de vita, non ne ho più una. Da agosto a oggi solo due giorni di ferie, l’altr’anno ero a Cortina, m’han richiamato, avevo la campagna elettorale in Molise, manco sapevo dove fosse, ci sono rimasto un mese e mezzo. Secondo più alto d’Italia, alle elezioni. Non vivo più, dormo tre ore e mezza per notte, in diciannove anni ho preso 25 chili. Tra le 22 e le due del mattino il corpo produce il glucagone, un ormone di natura proteica… Io ho fatto anche Medicina, lasciami finire, viene definito l’ormone del dimagrimento, è importantissimo per il metabolismo degli zuccheri. Io sono sregolato, con la vita che faccio, dalle 9 alle 22,45 in Senato. Per la prima volta ho visto mia moglie seriamente incazzata».

«Le incomprensioni c’erano state tra Sarri e Igli, integralista il primo, rigido il secondo. Sono dovuto intervenire tre volte. La prima ho menato la squadra, poi quando Sarri stava scricchiolando ho chiarito alcune cose, infine ho detto a Igli che avrebbe dovuto usare la vaselina. Alla squadra ho promesso che avrei pagato dopo ogni vittoria e a settembre m’è toccato versare gennaio, in anticipo di quattro mesi. La Lazio… mi avevano dato un mese di vita come presidente».

A Lotito Zazzaroni chiede come sono i rapporti con Gravina.

«Rapporti formali. Ho sempre saputo che i dirigenti si misurano con i risultati. Fatti una domanda e datti una risposta».

Lotito è anche presidente della commissione per i diritti tv. Quanto vale il campionato?

«Sono circondato da masochisti, non sappiamo vendere il prodotto. Aurelio dice che è tutta una merda, che non vale ‘n cazzo. Ma si può? E gli altri lo seguono. Abbiamo enormi potenzialità invece. Dovremmo occuparci delle infrastrutture prima che dei diritti tv. Io tra l’altro la media company ce l’ho già. Il nostro è il calcio del mors tua vita mea, tutti curano solo gli interessi individuali, io ho sempre lavorato per il sistema. Pensa al decreto salvacalcio, non salvaLotito. Se non mi fossi battuto per farlo passare non solo il calcio, ma tutto lo sport italiano sarebbe fallito».

Lotito si definisce un innovatore, oltre che «troppo modesto».

«Berlusconi era un grande perché aveva una visione, anch’io abbatto i muri. Ho introdotto la multiproprietà nel calcio, che non è la seconda squadra. La seconda squadra è una cazzata, va avanti con le risorse della prima. La seconda società invece garantisce i ricavi del territorio. Leggo che l’Uefa vuole aprire alle multiproprietà. Io sono stato obbligato a vendere la Salernitana per 10 milioni alle 23 e 55 dell’ultimo giorno. Me l’hanno sottratta. L’avevo presa dal fondo e portata in A. Altre cose ho introdotto».