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RASSEGNA STAMPA

Klose: “Amo la Lazio, desidero allenarla e Lotito sa tutto. Tare non parla in faccia. Sergej, il deserto no!”

Semplicemente “Mito”. Lo scorso 9 giugno ha compiuto 45 anni, i tifosi biancocelesti lo hanno riabbracciato pochi giorni prima all’Olimpico per festeggiare il derby eterno del 26 maggio 2013, dopo 5 stagioni, 63 gol e 171 presenze – in tutte le competizioni – con la maglia della Lazio. Ha segnato ovunque, fuori dal Raccordo ottenuto il massimo: campione del mondo e capocannoniere della Germania di ogni tempo. Klose, la leggenda, si è ritirato, ora è pronto a tornare in Italia per una nuova avventura da opinionista di Prime Video per le partite di Champions, e ieri lo abbiamo incontrato nella redazione del Messaggero: «Non so ancora come vivrò questa nuova esperienza ma non vedo l’ora di cominciare. Ormai pesco soltanto e gioco a padel. Finalmente rivedrò tante persone che lavorano nel mondo del calcio, riassaporerò l’odore dell’erba del campo, questo mi fa sentire vivo come se il tempo si fermasse di nuovo».
Dunque, si è preso un periodo di pausa in panchina, dopo la parentesi all’Altach in Austria. Tornerà ad allenare?
«Certo, è il mio futuro. Io voglio allenare e sono sempre alla ricerca di una nuova sfida».
Aveva bisbigliato che le sarebbe piaciuto tornare alla Lazio, magari proprio come tecnico. O anche in un altro ruolo?
«Non mi vedo come dirigente, sarebbe fantastico invece rivedere Formello da allenatore. Lotito già sa tutto».
In che senso? È già arrivata una telefonata?
«No, ma ho parlato col presidente in occasione del decennale dalle Coppa Italia e sa bene cosa voglio fare da grande. Io sento dentro di voler guidare i giovani, per permettergli di arrivare in Serie A o in Bundesliga ai massimi livelli. Mi piace tantissimo insegnare quello che ho imparato e farlo a Roma sarebbe un sogno. Io ho casa, la mia famiglia ama la capitale e io la Lazio».
Anche i sostenitori biancocelesti la adorano e lo hanno dimostrato da poco.
«Non riesco a spiegare in una parola il calore che ho sentito dal primo giorno del mio sbarco né l’affetto che mi mostrano ogni volta che torno in città o allo stadio ricordandomi i derby vinti, il mio gol nel 2011 all’ultimo secondo. Comunque andrà, loro saranno nel mio cuore in eterno».
Tare ha detto che dietro il grande campione Miro non c’è però un grande uomo. Cosa è successo davvero nel 2016 al momento del divorzio?
«Non voglio fare polemica, ho solo detto che se un club decide di interrompere un rapporto con un giocatore bisogna dirglielo in anticipo e non aspettare l’ultimo giorno come successo con me, Lulic, Mauri, Bizzarri, l’elenco è lungo. Quando a me non è stato comunicato nulla, ho preso io la decisione di smettere di giocare e di togliere il disturbo. Ma ho raccontato la mia storia affinché queste incomprensioni non si ripetano in futuro, affinché cambi il modus operandi della Lazio».
Non c’è più il ds adesso.
«Ci siamo lasciati male perché non è una persona che dice le cose in faccia, ma io sono obiettivo. Igli ha fatto un grande lavoro, ha portato me e tanti talenti come Felipe Anderson e Milinkovic».
A proposito di Sergej, come giudica la sua scelta di andare all’Al-Hilal?
«Mi ha un po’ sconvolto. Io ho giocato con lui, lo conosco come giocatore e professionista, era perfetto per la Liga o la Premier, campionati veri che gli avrebbero permesso di disputare la Champions. In carriera è un passo che va compiuto, altrimenti ti rimane il rimorso. Rispetto la sua decisione, ma non la condivido. Era meglio andare ovunque piuttosto che finire nel deserto».
Eppure in tanti, non solo quelli al tramonto (vedi l’obiettivo Zielinski), stanno seguendo la sua strada.
«Perché ormai conta solo il denaro. Io non ho mai giocato per soldi. Se tu sei un calciatore, già guadagni tantissimo e dovresti pensare ad altro. Per come concepisco io lo sport, si dovrebbe puntare a vincere trofei con la propria squadra, ed è in Europa il calcio che conta. Io decisi di lasciare la Germania per imparare la lingua, per la mia famiglia e i miei bambini, e la Lazio era la soluzione migliore per competere ad alti livelli in un altro torneo importante come la Serie A».
Ora servono un sostituto del serbo e altri rinforzi alla Lazio per fare il salto?
«Certo, io credo che la Lazio possa fare addirittura meglio del secondo posto e dell’ultima esperienza in Champions, anche se sarà più dura quest’anno. Ora i biancocelesti devono conservare l’ossatura e centrare almeno tre innesti di livello per far crescere l’organico. Non sono però io a dover spiegare alla società come fare il mercato».
Si parla di un colpo in attacco da affiancare a Immobile, che possa prenderne poi l’eredità come fece il bomber partenopeo con lei.
«E perché? Ciro ha trentatré anni, la stessa età in cui io sono arrivato alla Lazio. Ha ancora 5 anni davanti, anzi Lotito dovrà prolungargli il contratto (ride, ndr). Sento parlare di Amdouni, dicono sia un grande prospetto, ma non c’è ancora uno forte come Ciro. Dunque, non esiste oggi un dopo-Immobile».
E pensare che Sarri non ha avuto il capitano per lunghi tratti della scorsa stagione ed è comunque arrivato così in alto.
«E infatti ha parlato di “miracolo”. È uno dei migliori allenatori della Serie A, mi piace la sua filosofia e il suo gioco, fatto di passaggi corti e spettacolo. L’ho studiato, mi piacerebbe seguirlo da vicino».
Il Napoli ha cambiato allenatore (Garcia), è sempre il favorito per lo scudetto?
«I partenopei hanno perso anche Kim oltre Spalletti, e non so cos’altro accadrà. Inter e Milan sono arrivate in fondo in Europa e con merito. Ho seguito tutte, sono stato anche ospite di Pioli, il mio ex mister, che può fare la differenza anche senza Tonali, con Theo e Leao. È presto per fare pronostici. Gli italiani tendono sempre a farli molto prima. A Roma poi quelli dell’altra sponda parlano sempre tanto… ma poi decide sempre il campo. Vedremo, ma la Lazio la vedo ancora ai vertici e spero possa arrivare almeno in semifinale di Champions».

Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Dopo Tare, Foggia scalpita: “Io alla Lazio da DS sarebbe un sogno”

Pasquale Foggia è tra i nomi vagliati da Claudio Lotito per il dopo Igli Tare. Il direttore sportivo, ex calciatore biancoceleste, che potrebbe lavorare nella Capitale in tandem con Fabiani, ha commentato le voci intervistato per la rubrica “A tu per tu” di Tuttomercatoweb. “Io in orbita Lazio? sento in orbita di campo. Ho tanta voglia ed energie. Non vedo l’ora di ricominciare. In virtù di questo ultimo anno ho voglia di ributtarmi dentro con il giusto progetto. E per progetto intendo persone ed type=’text/javascript’ idee. Nella scelta terrò conto anche di questo”.

Non ha risposto alla domanda. Ci riprovo: se le dico Lazio?
“È il sogno di tanti direttori. È una piazza bellissima che ho vissuto da calciatore. So cosa vuol dire assaporare, sentire quell’ambiente. A prescindere da tutto, sono e resterò sempre legato alla Lazio”

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RASSEGNA STAMPA

Tare su Sarri: “L’ho portato e supportato, non volevo fargli pressioni. Da Cancellieri a Maximiano, ecco come è andata…”

Tare scrive la lettera d’addio

Una lettera d’addio il giorno dopo la fine del campionato. Così Igli gioca d’anticipo, spiazza Lotito che – impegnato in Molise – aveva preventivato in un incontro fra oggi e domani il congedo. Il presidente aveva comunque deciso per il divorzio, ma il ds fa prima un passo indietro, dopo aver tentato invano di organizzare un rinfresco giovedì a Formello. Dimostra di non voler aspettare la scadenza del 30 giugno, come ci aveva anticipato qualche giorno fa in una lunga chiacchierata al telefono: «Non devo rimanere a tutti i costi, nonostante un legame enorme con questo club che ho dimostrato con i fatti, rifiutando negli anni Milan, Napoli ed Eintracht. Avrei guadagnato dieci volte di più, da tempo sarei potuto andare altrove, ma io vado avanti in base ai rapporti e sono sempre rimasto per la grande riconoscenza che avevo per un presidente che mi ha dato fiducia in un certo momento. Gli sono sempre rimasto fedele, ma ora devo fare il professionista, non ho intenzione di sbattere la testa contro un muro».

INCOMPATIBILITÀ

Qualcosa con Sarri è andato storto: «Io l’ho portato alla Lazio e l’ho supportato per il rinnovo sino al 2025 quando lui mi ha confessato dopo 4 mesi di essersi innamorato della Lazio. Mi aveva chiesto aiuto per fare un progetto, poi non so cosa sia successo. Noi non abbiamo mai litigato». In realtà, gli spifferi da Formello hanno raccontato altro nell’ultimo anno e mezzo, insieme ai botta e risposta durante questo campionato: «Quando Sarri è arrivato ha fatto alla squadra il discorso migliore che avessi mai sentito nella mia carriera alla Lazio: “Entro 2-3 anni dobbiamo essere fra le top 3 squadre in Italia ed entro altri 3 fra le migliori 5 in Europa”. Era un po’ esagerato – spiega Tare – ma io gli ho stretto la mano e gli ho detto finalmente abbiamo un tecnico che dice le cose in questo modo. Perché se un gruppo può dare 7, un allenatore top deve pretendere 10 e, se ottiene 9, ha fatto bingo. Io sono intervenuto, quando eravamo in alto in classifica e lui voleva farlo passare per un miracolo. Ho parlato di secondo posto non per fargli pressione, ma perché è chiaro che avevamo l’obbligo sino alla fine di lottare per avere 18 milioni in più a bilancio. Io facevo gli interessi della società, nient’altro». 

MERCATO

Guai a parlare all’ormai ex ds dei fallimenti dell’ultimo mercato: «Ogni giocatore è stato concordato con Sarri. Sosteneva che Cancellieri sarebbe diventato un crac e poi non lo ha fatto giocare, quindi non ha fatto parlare il campo. Mai detto che era propedeutico a Ilic, che sarebbe entrato solo se usciva Luis Alberto, su cui il Siviglia si è tirato all’ultimo indietro. Maximiano è stato scelto da Grigioni (anche lui ai saluti, ndr), che ha dato l’ok a Lotito dopo un report che gli avevo consegnato, io stavo trattando Vicario. L’allenatore aveva dato l’ok a Gila e Romagnoli, poi Lotito ha deciso di prendere anche Casale per farlo contento. Il primo anno dovevano arrivare 6 giocatori e ne sono arrivati 7-8, il secondo 5 e ne sono arrivati di più, in totale 16 in un biennio. Dovevamo svecchiare la rosa, ottenere i risultati sportivi e io ho piazzato 14 giocatori in uscita a gennaio». […] Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – I voti alla stagione di Giordano: “Napoli 9,5. Lazio 8,5, Roma 7,5, Milan peggiore delle grandi” (AUDIO)

La pagella di BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La Lazio merita un 8,5 in pagella. A livello di coppa molto male, soprattutto nel modo in cui è stata eliminata, mentre il campionato è stato perfetto.

E’ stata la prima tra le squadre umane, non è poco. E’ stato un grande percorso, ha vinto gli scontri diretti, i due derby, è arrivata seconda anche se con un punteggio inferiore rispetto agli altri campionati. Ora la Lazio può pensare più in grande rispetto al passato.

Il Percorso del Napoli è stato rovinato dalla Coppa Italia, ma quando si vince il campionato in questo modo minimo il voto è 9.5. Possiamo dire che è mancata la perfezione, ma c’è poco da dire sulla stagione della squadra di Spalletti.

L’Inter merita un 6 per il campionato ed un 10 per aver raggiunto la finale di Champions League. Le media dice 8, dodici sconfitte in campionato sono troppe.

La Juventus è stata troppo tartassata da tutto quello che è successo a livello di giustizia sportiva. Come stagione, rispetto a quello che ha detto il campo, non mi sento neanche di dare un voto. E’ stata una stagione talmente anomala che non può essere giudicata.

Milan. L’acuto c’è stato quando ha eliminato il Napoli in Champions. Poi nelle coppe ha pieno tanti schiaffi dall’Inter ed è stato anche deludente in campionato. Gli diamo un 6,5. Non mi aspettavo la separazione con Maldini e Massara. Sono tra i migliori nei rispettivi ruoli, non so bene cosa paghino, anche se come detto la stagione è stata deludente.

L’Atalanta. Non ci credevo molto, ma con una squadra smantellata e tanti giovani ha comunque stupito ancora. Ha avuto tante problematiche, ma alla fine è arrivata quinta. Gasperini è riuscito comunque a confermarsi, meritano un 9.

La Roma ha fatto lo stesso campionato della scorsa stagione, 63 punti. A questo si è aggiunta una finale europea più importante, raggiunta malgrado una rosa non perfetta e con dei problemi. Penso meriti un 7,5, la finale di coppa sposta molto.

La finale di Conference raggiunta dalla Fiorentina sposta il giudizio. La finale di Coppa Italia l’ha persa, nel caso in cui vincesse contro il West Ham sarebbe un voto alto. Per il momento 7,5“.

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SOCIETA'

Tare ufficializza l’addio: “Dopo 18 anni lascio la Lazio. Esperienza bella ed intensa”

Igli Tare lascia la Lazio dopo 18 anni. L’annuncio al Tg1. “Dopo 18 anni la mia bellissima esperienza da direttore sportivo della S.S. Lazio terminerà. È da tempo che ho maturato questa scelta, ma ho aspettato per il bene della Lazio di raggiungere il traguardo della Champions League, consapevole di aver costruito una squadra forte, con calciatori straordinari predisposti per ottenere questo obiettivo”, ha spiegato Tare. “È stata una lunga e intensa avventura fatta di gioie, sconfitte e di trofei. Non smetterò mai di ringraziare il presidente Lotito per l’opportunità che mi ha dato, i tifosi biancocelesti che mi sono entrati nel cuore, il club con tutti i suoi componenti, i calciatori, lo staff e tutti coloro i quali mi sono stati vicino in questo percorso. Un ringraziamento speciale soprattutto alla mia famiglia che mi è rimasta sempre accanto”, ha aggiunto il direttore sportivo albanese. “Una prestigiosa opportunità avuta sia da calciatore che da dirigente e che non dimenticherò mai, portando con me ogni singolo istante di questo cammino. Con la speranza che ognuno di voi continui, con la stessa passione che ho avuto io, a custodire gelosamente questa bellissima realtà. Sempre Forza Lazio”, ha concluso Tare. (Adnkronos)

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Il mercato della Lazio è iniziato. Milik? Biancocelesti ci sono a prescindere dalla Juve”(AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in studio a ‘NMM’!

La programmazione del mercato a Formello è partita, al di là degli annunci ufficiali. L’operatività è iniziata, il mercato anche. Giovedì scorso c’è stato il primo vero incontro tra Sarri, il suo collaboratore Picchioni e Lotito. C’è una squadra di mercato alla quale fanno parte anche Fabiani ed il segretario Armando Calveri che ha iniziato a lavorare. Certo, non ci sono state comunicazioni ufficiali, ma quella non è una novità.

Contesto il luogo comune che nella Lazio non cambia mai nulla. La Lazio è cresciuta nel tempo, due anni fa ha preso un tecnico vincente con uno stipendio importante, quattro milioni di euro. Non è il Lotito del 2004, non credo sia giusto metterla così. Poi è chiaro che si parla anche di metodi e di tempistiche che devono e possono essere migliorate. Al 1 giugno 2023 il Napoli ancora non ha scelto il tecnico che prenderà il posto di Luciano Spalletti, per fare un esempio. La squadra partirà per il ritiro ad Auronzo di Cadore l’11 Luglio, parliamo di un mese e mezzo che nel calcio è una vita.

Ogni tanto fermiamoci anche per fare un punto della situazione. La Lazio è tornata in Champions, può arrivare seconda, ha vinto due derby, ha undici punti in più della Roma che ha perso una finale europea ai calci di rigore, nuovamente. Non mi sembra che la fotografia del momento sia così brutta.

Milik? Giocava con Sarri nel Napoli, prima del suo infortunio era lui il titolare in attacco. Sarebbe un colpaccio, bisogna capire se entro il 30 giugno, la Juventus lo riscatterà per 7 milioni. Secondo me la Lazio è sul giocatore a prescindere da questo, poi è chiaro che se dovesse tornare in Francia sarebbe più facile. Ma non è detto che la storia finisse nel caso in cui venisse riscattato dai bianconeri”

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Peruzzi può tornare: lo scenario e il ruolo previsto nella Lazio

Una Lazio formato Champions in campo e fuori. Si va verso una mini rivoluzione anche a livello dirigenziale. In ballo c’è il futuro del ds Igli Tare, in scadenza di contratto a fine giugno e ancora senza conferma. Futuro incerto, ma soprattutto indecifrabile. A Formello niente è scontato. La Lazio ha comunque bisogno di uomini importante da inserire, ecco perché da settimane girano voci sul possibile ritorno di Angelo Peruzzi.

Lazio-Peruzzi, il possibile ritorno

L’ex portiere ha per cinque anni ricoperto il ruolo di club manager. Uomo chiave per Simone Inzaghi, poi nell’estate del 2021 l’addio per divergenze con la società. Ha avuto un colloquio in tempi recenti con Sarri, che lo vorrebbe di nuovo alla Lazio. Serve una figura che faccia da raccordo tra società e squadra. Peruzzi non sarebbe comunque l’unico candidato. Dopo Empoli, a campionato chiuso, Lotito alzerà il sipario sulle prossime manovre: futuro Tare, mercato, club manager. Tre questione fondamentali sul tavolo.

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RASSEGNA STAMPA

Sarri-Picchioni-Fabiani, la nuova squadra mercato della Lazio

Nuova squadra mercato. Conquistata la Champions e la possibilità di giocarsi la Supercoppa Italiana e con il secondo posto a un passo, Maurizio Sarri già pensa al futuro. Il primo passo sarà definire il futuro di Tare ormai ai saluti, l’idea di Lotito, che si muoverà sul mercato in prima persona, è quella di affidare al tecnico un ruolo da allenatore-manager alla Ferguson. Il primo segnale è arrivato giovedì scorso nel primo summit di mercato al quale ha partecipato Gianni Picchioni, collaboratore tecnico di Sarri delegato anche allo scouting, ma non Tare. L’allenatore ha presentato una prima lista dei desideri a Lotito, che non ha affatto gradito la risposta dell’attuale ds a Klose nel post Lazio-Cremonese, ed è pronto a scendere in campo con l’ausilio di Fabiani che, in società da un anno dove si occupa del settore giovanile e della Lazio Women, sembra destinato a diventare il nuovo ds. Il nuovo summit di mercato andrà in scena dopo la gara di sabato a Empoli (senza Sarri squalificato un turno) che chiuderà la stagione. Due le priorità della nuova squadra di mercato: definire il futuro di Milinkovic (Juve favorita) e Luis Alberto, pronto a restare ma con ritocco sull’ingaggio, e cercare un vice Immobile. Leggo

LEGGI ANCHE: Per il dopo-Milinkovic, Sarri senza dubbi: Frattesi prima (complicata) scelta

A Empoli due anni fa segnò il primo gol dell’era Sarri. A Empoli domenica può giocare l’ultima partita con la Lazio e trascinarla al secondo posto, chiudendo un cerchio in maniera perfetta. Milinkovic, come sottolinea Il Messaggero, si prepara forse addio, che consentirebbe alla società di avere almeno 30 milioni in più sul mercato. Sarri non ha dubbi e al suo posto vuole Frattesi. Il corteggiamento va avanti da tempo: la società ha parlato con l’agente, Riso, in occasione del rinnovo di Cataldi; alcuni giocatori italiani lo hanno sentito personalmente; Sarri ci ha parlato il 3 maggio dopo Lazio-Sassuolo. Spaventa il costo (35 milioni), ma lo stipendio è congruo (700 mila euro). Ha tante offerte, anche dall’estero Frattesi, ma rimane la prima scelta della Lazio in caso di addio di Milinkovic.

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‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Fabiani in pole per il post Tare. Situazioni Milinkovic e Alberto fluide: Sarri prenderebbe Frattesi” (AUDIO)

Lotito ha promesso che entro il 20 giugno… Alberto Abbate a ‘QUELLI CHE…’

“E’ vero, Lotito ha promesso a Sarri che entro il 20 giugno arriveranno i primi colpi di mercato. Fondamentalmente era un modo per tranquillizzare Sarri che è piuttosto in ansia per la prossima stagione.

Oltre ai giocatori veri che ha chiesto in conferenza stampa, c’è anche il problema dei tempi: Milinkovic, Pedro e Luis Alberto e altro, sono tutte cose che dovranno essere risolte sicuramente entro inizio luglio. In ritiro si andrà verosimilmente l’11.

Lotito ha detto a Sarri che Tare andrà via, ma il Presidente non l’ha comunicato al diretto interessato. La scusa è non creare confusione prima di fine campionato, ma in realtà quello è il suo modus operandi per cui spera che Tare vada via da solo senza arrivare a scadenza.

In realtà già lo scorso anno Lotito aveva preso in mano molte operazioni di mercato assieme a Fabiani come ad esempio quelle di Romagnoli e Casale. Si tratta solo di dare continuità a questo sviluppo. Probabilmente Lotito ha già in testa il nome del nuovo Ds, ma ancora non vuole svelarlo.

Credo che lo staff tecnico rimarrà lo stesso, con Picchioni a capo dello scouting. Giuntoli è stato contattato per fare il direttore sportivo, ma ha ormai fatto tutto con la Juventus e andrà lì. Lotito si sta muovendo in gran segreto su questa scelta, ma vedo in primo piano Fabiani.

Arrivare secondi non cambia molto per quanto riguarda il lato economico, ma cambia molto a livello del prestigio, della storia e anche a coronamento di una stagione di A fantastica.

Per quanto riguarda Milinkovic, la cifra richiesta è di 40mln di euro, anche se è una situazione in divenire e Lotito potrebbe accettare anche di meno. Dipende da quanto Sarri lo presserà.

Per Luis Alberto non è previsto alcun rinnovo, Sarri lo stima molto, ma non si possono dimenticare alcuni comportamenti.

Sarri se potesse scegliere di mandar via Milinkovic e Luis Alberto e prendere Frattesi, lo farebbe subito. Ma è la società che deve decidere”.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

La polemica nella festa, Tare a Klose: “Gli uomini si vedono nei fatti…”

Lazio – Cremonese in casa biancoceleste ha coinciso con l’ultima all’Olimpico ed ha rappresentato un festeggiamento importante per celebrare il decennale della coppa del 2013. Ma Lazio – Cremonese è stato anche un momento per riabbracciare dei gloriosi ex, qualcuno congedatosi dal club di Lotito non proprio in serenità. Questo è l’esempio di Miroslav Klose: “Rapporti con la Lazio? Per me è importante non dire bugie – Ha spiegato in zona mista – dire che mi hanno proposto un contratto perché non è stato così. Volevo andare via, ma non ho mai ricevuto un’offerta da parte della Lazio. Ma è passato tanto tempo, non voglio più parlare di queste cose”Miro si è tolto qualche sassolino dalla scarpa dal lontano 2016. L’ex attaccante biancoceleste, presente ieri all’Olimpico per celebrare i dieci anni dalla conquista della Coppa Italia) tornando anche sul suo addio ai biancocelesti. Un addio con un po’ di veleno in quanto, secondo la versione del tedesco, la Lazio non avrebbe fatto nulla per trattenerlo.

Tare a Klose. Igli Tare, che nel 2016 aveva parlato di proposta di rinnovo rifiutata dal giocatore, ha risposto a Miro confermando la sua versione. Ecco le sue parole riportate dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport«Parlai io 3 volte con Miro prima della sua scadenza per offrirgli il rinnovo. La prima volta mi disse che aveva pensato di ritirarsi già l’anno prima, ma suo figlio l’aveva invitato a restare. La sua è sempre stata una scelta familiare. Essere un grande giocatore non significa essere un grande uomo. Gli uomini si vedono nei fatti. La porta è aperta per chiarire, lo dimostra il fatto che è stato invitato con i suoi ex compagni». Così Tare a Klose. Appuntamento alla prossima puntata (e contro-risposta).