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STATISTICHE

Lazio, battere il Frosinone per chiudere il 2023 con un over 70

Contro il Frosinone, la Lazio è alla ricerca di tre punti fondamentali per la classifica attuale. Non solo, con una vittoria si raggiungerebbe quota 71 punti guadagnati nell’anno 2023. Un traguardo significativo, visto che dal secondo dopoguerra è accaduto solo quattro volte. Se ci riuscisse, si parlerebbe di una media di 1,73 punti a partita per 41 partite giocate, comunque inferiore alla media ottenuta nel 2021 (1,81 in 43 partite). Un altro precedente risale al 2017, con una media di 1,92 e 38 partite giocate, e un altro ancora al 2001: in panchina si alternarono Eriksson, Zoff e Zaccheroni e in tre ottennero 1,94 punti a partita in 37 gare. L’ultima volta risale al 1999: una media di 2,26 punti a gara in 34 partite. Sarri dunque ha a disposizione una  bella occasione per tagliare un traguardo non così usuale nella storia del club. Inoltre, fino ad ora, solo Inter (86), Napoli (76), Juventus (71) e Milan (70) sono riuscite a fare meglio della Lazio (68). Lo riporta il Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Mercato? Qualcuno in avanti arriverà, Basic in uscita. Immobile in forse anche per la Supercoppa” (AUDIO)

Vendere Basic? GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Per il mercato di gennaio ci si sta muovendo per vendere Basic e penso che ci si possa riuscire. Quello di Insigne non è un fronte caldo nonostante i buoni rapporti con Sarri.

Vedremo se Kamada ci darà segni di vita contro il Frosinone. Purtroppo lui ha fallito terribilmente a Salerno quando è stato chiamato e dopo il Frosinone – se verrà chiamato dal Giappone per la Coppa d’Asia – andrà via.

Sarri sognava Ferguson prima che esplodesse nel Bologna, ma adesso non te lo danno più. Sono certo che Fabiani provenendo dalla vecchia scuola si stia muovendo a fari spenti per dare qualcosa a Sarri. Sono convinto che a gennaio arriverà qualche giocatore. Annuso l’aria e dico che i biancocelesti potrebbero fare un attaccante e/o un’ala. Quanto più che dalla società, mi arriva da alcuni procuratori.

Per quanto riguarda l’infortunio a Immobile ci sono voci discordanti sul recupero che andrà comunque monitorato. Due settimane di stop sono comunque sicure, poi si vedrà. Ciro comunque deve stare molto più attento e deve avere molta più prudenza prima di rientrare, ecco perché me lo danno in forse addirittura per la Supercoppa. Su Luis Alberto c’è una considerazione da fare: spesso lui avverte problemi che non hanno riscontro radiografico. Mentre stavolta c’è molto pessimismo e si teme lo stiramento. Se così fosse sono almeno tre settimane di stop, ma forse di più. Ma attendiamo il responso della diagnostica”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Difesa anti-Frosinone: Pellegrini raddoppia, Romagnoli ancora out

Ancora titolare

Ancora titolare. Per la seconda volta consecutiva, una rarità da quando è alla Lazio: non certo per questioni tecniche, ma per motivi tattici e di equilibrio in campo (a detta di Sarri). Fatto sta che venerdì sera contro il Frosinone all’Olimpico Maurizio Sarri schiererà di nuovo Luca Pellegrini dal 1’ sulla fascia sinistra. Ha fatto bene a Empoli e poi è una scelta quasi obbligata: Lazzari dovrà scontare infatti la seconda giornata di squalifica per l’espulsione contro l’Inter e poi Hysaj e Marusic non sono in grande condizione, per usare un eufemismo. 

In tema di scelte in difesa, l’interrogativo più grande riguarda Romagnoli: oggi si riuscirà a capire se potrà rientrare venerdì contro il Frosinone. Il centrale, che sarebbe dovuto essere a disposizione venerdì a Empoli, si è fermato giovedì prima della partenza per la Toscana per un fastidio al polpaccio. Non c’era troppo pessimismo, ma ieri Romagnoli non si è allenato in gruppo (come Casale, Luis Alberto e Immobile). Se dovesse saltare anche la seduta odierna, difficilmente sarà in campo contro il Frosinone e toccherà di nuovo a Gila, che da sicuro partente si è imposto come valida alternativa. Altrimenti, se oggi si vedrà con i compagni, l’ex Milan tornerà a prendersi il posto con Patric. Tuttomercatoweb.com

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CALCIOMERCATO

Jolly Boloca: il Frosinone fissa il prezzo

Non solo i big costosissimi, sulla lista degli acquisti per il centrocampo della Lazio ci sono anche giocatori meno onerosi, ma che potrebbero fare comunque molto comodo per arricchire la rosa. Nomi non per forza blasonati, ma che per caratteristiche potrebbero dare una grossa mano in vista delle tre competizioni. Tra questi c’è da tempo Daniel Boloca, tuttofare classe 1997 del Frosinone neopromosso in Serie A.

Boloca, il jolly del centrocampo

Il romeno (con cittadinanza italiana) è stato un uomo fondamentale nella cavalcata promozione dei ciociari e le sue prestazioni hanno rubato l’occhio a tanti club, come il Genoa, la Fiorentina e, appunto, la Lazio. Piace molto a Sarri, in lui ha visto un jolly che potrebbe rivelarsi molto utile nel corso di una stagione. È una mezzala, ma è stato impiegato con ottimi risultati anche da regista. «Ho le caratteristiche per giocare bene in entrambi i ruoli, poi la differenza la fa il modo in cui li interpreti», ha spiegato in una recente intervista. Un po’ quello che ha fatto Vecino nel corso dell’ultima stagione. Insomma, un solo giocatore che garantirebbe la copertura di più posizioni. Sarebbe un buon innesto, teoricamente potrebbe prendere il posto di Basic qualora il croato trovasse un’altra sistemazione.

Gli inizi di Boloca

Boloca è cresciuto nel vi vaio della Juventus, ma dopo sei anni nel settore giovanile ha deciso di cambiare aria: «Mi avevano insegnato tanto, praticamente tutto. Era arrivato il momento di provare qualcosa di nuovo», ha raccontato. A 18 anni ha fatto le valigie ed è partito, destinazione Slovacchia. Lì, precisamente al Tatran Presov, ha iniziato a costruire la sua carriera e la sua personalità. L’esperienza infatti non è stata entusiasmante, ma lo ha aiutato a crescere a livello umano e staccare il cordone ombelicale dalla famiglia, provando per la prima volta a vivere da solo e lontano da casa: «Ho sempre creduto che la crescita di un uomo avvenga attraverso situazioni che ti fanno uscire dalla tua area di comfort». Dopo quell’anno all’estero, il ritorno in Italia, in Serie D, per crearsi il suo percorso. Prima la Romanese, poi la Pro Sesto, il Francavilla e il Fossano, dove nella sua mente è scattato qualcosa, ha iniziato veramente a prendere consapevolezza dei propri mezzi.

L’arrivo al Frosinone

È lì che è stato notato dallo Spezia, club con il quale ha firmato anche un pre-contratto nel gennaio 2020. Lo scoppio della pandemia di Covid-19, però, ha rimandato il suo sogno di qualche mese. A novembre dello stesso anno, infatti, è arrivato il Frosinone a bussare alla sua porta, inserendo quel 22enne svincolato in organico. È stato Guido Angelozzi a metterlo sotto contratto, promettendogli che insieme sarebbero arrivati in Serie A. Una promessa mantenuta, consentendogli tra l’altro di essere allenato da due campioni del Mondo come Alessandro Nesta e Fabio Grosso. Ma ora, per Boloca, che sogna di giocare un giorno a San Siro ed è valutato circa sette milioni, è arrivato di nuovo il momento di provare qualcosa di nuovo. E la possibilità di sentire la musica della Champions League indossando la maglia della Lazio è una prospettiva che lo alletta parecchio. Corrieredellosport.it