Una stella, accesa da un vecchio amico. In estate la Lazio ha preso Sanà Fernandes, ragazzo classe 2006 svincolatosi dallo Sporting Lisbona. Nato in Guinea-Bissau, ha passaporto portoghese. A Roma è arrivato su segnalazione di Fernando Couto, che con i biancocelesti ha vinto lo scudetto nel 2000. L’ex difensore ha segnalato Fernandes a Lotito in persona (nel primo anno di presidenza Couto faceva ancora parte della rosa) e ai dirigenti del settore giovanile che si sono convinti subito delle qualità del ragazzo.
Esterno molto rapido, dotato di estro e fantasia, Fernandes si è subito trasferito nel convitto che ospita i talenti della Lazio. Pur essendo giovanissimo, Sanà ha le idee chiare sugli obiettivi che vuole centrare: “Sono molto felice di essere alla Lazio, è una delle migliori squadre del mondo – ha detto appena arrivato -. Il mio obiettivo in questa stagione è aiutare la squadra il più possibile, mentre a lungo termine vorrei entrare in Prima Squadra. I tifosi della Lazio possono stare certi che darò sempre il massimo. In campo amo dare spettacolo con dribbling e gol”. Promessa che per il momento ha mantenuto: sabato, con la U18, ha segnato (su rigore, sbagliandone però un altro) contro i pari età della Roma, aiutando i biancocelesti a vincere per 3-0 (successo arrivato in un fine settimana in cui, dalla U14 alla U18, tutte le rappresentative della Lazio hanno trionfato). Sulla fascia è stato una perenne spina nel fianco per Cavacchioli, che non è mai riuscito a contenerlo. Anche con la Primavera, Sanà ha già fatto colpo: contro l’Ascoli ha segnato un gol e servito un assist, dimostrando, seppur da sotto età, di poter dare un contributo importante alla squadra di Sanderra. In questa stagione farà avanti e indietro fra U18 e Primavera, ma, di tanto in tanto, si allenerà anche con la prima squadra, come in occasione della rifinitura che ha preceduto la partita col Midtjylland.LAVORO Pur essendo appena arrivato a Roma, Sanà si è inserito bene nel gruppo. Ragazzo timido e riservato, sta studiando con impegno l’italiano per riuscire a legare ancora di più con i compagni. A Formello sono convinti che possa far bene. Non perché è una stella, accesa da un vecchio amico come Couto, ma perché sta già mettendo in mostra qualità interessanti.