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SPECIALE 14 MAGGIO – Gottardi: “Non avrei mai pensato di vincere così lo scudetto. Eravamo tecnica e mentalità” (AUDIO)

GUERINO GOTTARDI a 25 anni dal secondo scudetto della Lazio ai microfoni di Radiosei:

“Il mio primo pensiero ripensando a quel giorno sono tutti i miei compagni di squadra. Spero di rivederli tutti il prima possibile, so che non sarà facile ma me lo auguro. Siamo riusciti a vincerlo in un modo in cui non avrei mai pensato. La speranza c’era, ma vincerlo in quel modo è stato incredibile. Tecnicamente c’era un grandissimo valore in campo, poi mentalmente c’era una forza incredibile. C’erano diversi giocatori di diversi paese che in campo davano l’anima.

Fuori dal campo avevo un bellissimo rapporto con tutti, anche perché io ero uno di quelli più dotati con le lingue. Dentro dal campo, invece, per me era molto semplice. Appena avevo un’opportunità di giocare mi buttavo dentro. Per quanto riguarda l’affetto dei tifosi, mi dava certamente una carica in più. Non me lo sarei mai aspettato, ancora oggi mi emoziona. Mi vergognavo anche un po’ (ride, ndr).

Di quell’epoca mi piacerebbe rigiocare la gara di Champions con il Valencia. Quell’eliminazione fu un gran peccato davvero.

Eriksson è stato importantissimo per tutti. Sempre un signori, una persona eccezionale che mi resterà sempre nel cuore. Come tecnico che dire, solo lui poteva creare tutto quello”.

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‘NMM’ – Gottardi: “Il gol al derby è stato puro istinto. Se non avessimo sbagliato col Valencia…” (AUDIO)

Guerino Gottardi a ‘NMM’


DERBY, PENSIERI E PAROLE


“Il primo pensiero sul derby? Sono vecchio! (ride, ndr). Quello con l Lazio è stato un periodo bellissimo, il derby è sempre stato speciale, da giocatore era fantastico, lo sentivo sulla pelle. La nostra era una squadra di fenomeni, ci siamo divertiti molto insieme. In quel periodo sono passati a Roma i migliori giocatori. Il Cholo? L’Atletico è a sua immagine e somiglianza, incarna tutte le sue caratteristiche. Fra tutti – però – Simone Inzaghi è quello su cui avrei scommesso di più come l’allenatore“.


IL TUO DERBY


Quel momento me lo sono goduto veramente nel post gara. Lì per lì non ti rendi conto di aver fatto qualcosa di speciale, di particolare. Il ‘dopo’ è stato fantastico, vedere la gente felice, esultare con i tifosi. Quando ho calciato ho capito subito che sarebbe entrata, era il terzo derby di quella stagione. E’ stato istinto, una decisione non pensata. La palla entrò piano piano in porta, me lo sono goduto. Era dura stare in una squadra così e farsi trovare pronto nel momento opportuno. Giochi poco, quindi il rapporto coi compagni e col pubblico è sempre stato fondamentale, anche con Sven“.


RIMPIANTI


In Champions abbiamo sbagliato quella gara a Valencia, se l’avessimo vinta, secondo me si poteva fare il triplete. E’ stata una gara particolare, sbagliata completamente. Perché? Non me lo so ancora spiegare, fu una serata assurda. Nonostante Eriksson ci avesse preparato e avvertito che saremmo stati attaccati, non ci abbiamo capito nulla.


GOTTARDI DI OGGI


Non esiste! (ride, ndr) nessuno ha la mia pazienza! I tempi sono cambiati, io correvo tanto per riuscire a giocare 5-10 minuti a partita. Seguo poco la Serie A, ma immagino un derby molto equilibrato domenica“.