Movimenti giusti, la partecipazione nell’azione del gol di Tchaouna, un inserimento con i tempi perfetti su cross di Pellegrini sul quale per un soffio non è riuscito a segnare e altri spunti sparsi interessanti. Sono stati sufficienti pochi minuti nella fase finale della gara con l’Hansa Rostock per confermare le sensazioni positive del primo impatto ad Auronzo di Cadore (doppietta nel primo match stagionale). Dele-Bashiru è un giocatore con enormi potenzialità, un diamante grezzo da levigare, sul quale Baroni e il suo staff hanno iniziato a lavorare per cercare di farlo splendere nel più breve tempo possibile anche in Italia. D’altronde il suo ultimo anno in Turchia (il primo in un campionato di prima divisione) è stato di alto livello, con 9 gol e 6 assist che hanno convinto la società biancoceleste a investire su di lui, bruciando la concorrenza di altri club europei.
È stato acquistato teoricamente per giocare da trequartista, un ruolo che negli ultimi test sembra essere almeno inizialmente pertinenza di Guendouzi. Questo però non esclude che in futuro i due possano coesistere, magari con l’arretramento del francese nel ruolo di interno di centrocampo: «Non escludo niente – ha detto Baroni al termine dell’incontro in Germania – e a me piace mettere in campo i giocatori forti. Credo che ormai relegare i giocatori a un ruolo specifico o a una posizione sia un calcio passato. Io cerco una mobilità e questi ragazzi me la possono dare. Delle-Bashiru è stato fermo per un problemino tendineo e ha bisogno di lavoro. Ha veramente grandi potenzialità, fisiche e tecniche. Va costruito il suo ruolo, ma deve anche intraprendere un percorso di conoscenza del nostro calcio, di quello che ci serve e che serve a lui per diventare determinante. È molto disponibile, quando è entrato ha fatto vedere alcune cose interessanti. Deve sicuramente imparare a giocare meno la palla con le spalle girate alla porta, ma quando attacca la profondità con la sua gamba può diventare devastante». Corriere dello Sport