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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito: “La contestazione una scusa per costringermi a vendere la società”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato una intervista ai taccuini de ‘Il Messaggero’ per commentare l’inchiesta ultras che ha coinvolto le curve di San Siro. “Non voglio fare il bello, specialmente in questo momento, ma io sono stato il primo ad assumere una posizione molto chiara, ho fatto una scelta di campo: fra consenso e legalità ho scelto la legalità, con le conseguenze che ne sono derivate per la sicurezza personale e della mia famiglia. Ancora oggi vivo con la scorta, ricevo minacce telefoniche, anche 7-8 al giorno, cortei e cori contro, volantini con la mia tomba e le candele, ma tengo il punto e non mi piego”.

Poi in un altro passaggio ha aggiunto: “Io avevo già detto tutto alla commissione antimafia, ora da giorni mi fanno i complimenti in aula per tutto quello che ho fatto e perché non mi sono mai spaventato. Avete visto che cosa sta succedendo? E sono convinto che uscirà dell’altro. Ci sono altre indagini in corso, non solo a Milano… Ancora oggi mi attaccano da tutte le parti, ma io combatto. Se scendi a compromessi, sei morto”.

E infine un appello: “Basta con quelli che vogliono fare i tifosi per professione per guadagnare soldi, è arrivato il momento di non legittimare più i delinquenti”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Paradiso: “Squadra e Sarri ora sono un ossimoro. Se Lotito tiene davvero alla Lazio è tempo di fare un passo indietro…” (AUDIO)

TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘NMM’

Le colpe del momento della Lazio sono un po’ di tutti, non possiamo puntare il dito su una sola persona, anche se una per quanto mi riguarda è più responsabile delle altre. Mi dispiace per questi giocatori. Io li conosco, li sento, li vivo, sono diventati un po’ una famiglia. Mi dispiace vederli così dimessi in campo. La sensazione che ho io è che siano un po’ stanchi. C’è una specie di ossimoro delle caratteristiche individuali dei giocatori e l’allenatore. Questa squadra per le caratteristiche fisiche e mentali che ha non si sposa perfettamente con le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee di calcio di Sarri. Da qui questo ibrido cui spesso di parla in casa Lazio.

Il tifoso vuole vincere e la Lazio stando così le cose non potrà mai ambire ad una vittoria importante. Anche in Italia le cose stanno cambiando, molti club appartengono a grandissimi fondi e proprietà, questo mi preoccupa molto. Se Lotito tiene davvero alla Lazio come dice, per il bene di questa squadra e di questi tifosi che hanno bisogno di vincere, dovrebbe fare un passo indietro. Venti anni sono tanti, è un discorso ciclico che si ripete. Non si tifa per il bilancio, un po’ ce l’ho con i tifosi che ragionano in questo modo. Mi piacerebbe ancora vincere, poi è chiaro che essendo nato nell’era Cragnotti sono un po’ condizionato da questa magia che non c’è più. Anch’io ho avuto dei confronti con il presidente, ho fatto dei complimenti quando sono state fatte cose giuste, ma basta dire che questa società non se la compra nessuno. Se non vogliamo sempre alternare buoni anni ad altri negativi, bisogna che apriamo gli occhi”.

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