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Lazio, prove da Mago per Taylor: è lui il jolly duttile e di qualità

L’olandese è forse l’acquisto di gennaio che ha messo tutti d’accordo: Sarri intanto lo studia.

Ora Taylor studia da Luis Alberto. Kenneth, evidenzia Il Messaggero, è l’unico rinforzo compiuto e consacrato (infatti pagato 15 milioni più bonus all’Ajax, che ha mantenuto il 10%), sbarcato a Formello in questo gelido gennaio. Non è un caso che Sarri lo abbia lanciato nell’emergenza assoluta di Verona, senza nemmeno un allenamento di rodaggio. Dall’11 gennaio l’olandese non è più uscito: quattro gare consecutive da titolare, mai Mau aveva concesso una simile fiducia incondizionata a un nuovo acquisto. A Torino sarà ancora uno dei perni del centrocampo.


Non c’è solo il buio. Taylor, si legge, può tornare a illuminare la Lazio. È la quota di qualità che mancava, un jolly duttile con gli inserimenti giusti e una visione da veterano. In estate piaceva a Napoli e Roma, in inverno Fabiani lo ha strappato dalle grinfie del Fenerbahce e ha denunciato gli intermediari, che han provato a mettersi di traverso. Il gioiellino classe 2002 sta giocando a sinistra, ma può fare anche la mezz’ala destra, con una calma olimpica in fase di filtro (l’autogol provocato da Lazzari al Bentegodi nasce da un suo recupero). Ancora avete solo intravisto il repertorio completo: corridore astuto e poco falloso (un cartellino giallo ogni dieci partite), con i suoi 182 centimetri d’altezza sa segnare anche di testa (cinque reti nell’ultimo quinquennio). Sembra freddo, ma dentro ha il fuoco come Luis Alberto: è un aizzatore di folle e di avversari, ammutoliti spesso dopo i suoi gol.

In totale, conclude il quotidiano, 26 reti, condite da 21 assist, dal 2021: Taylor è tra cinque centrocampisti (dal 2002 in poi) ad aver superato la doppia quota di venti insieme a Bellingham (Real), Wirtz (Liverpool), Xavi Simons (Tottenham) e Musiala (Bayern Monaco). Ten Hag lo aveva fatto esordire appena maggiorenne in Eredivisie a dicembre 2020, due anni dopo Kenneth è esploso sia in patria (prima la convocazione di Van Gaal in Nazionale) che a livello europeo, con una perla sfiorata proprio contro la Lazio nel 2024.

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Castrovilli: “Voglio essere il nuovo Mago”

Voglia di riscatto. Castrovilli vuole prendersi la sua rivincita dopo due anni difficilissimi. «Scegliere la Lazio è stato facile, l’ho voluta fortemente. Ora sto bene, vengo da un aano e mezzo di buio totale, la Lazio è rinascita e non vedo l’ora di rimettermi in gioco», ha
detto l’ex centrocampista della Fiorentina. Il focus è stato principalmente quello sul ruolo e la condizione fisica: «Non voglio più pensare agli infortuni, al momento mi sento all’80% della condizione. Posso giocare sia davanti alla difesa che come mezzala».

E poi il paragone con Luis Alberto: «Lui qui ha fatto cose immense, mi piacciono le sfide. Chiunque vuole essere un top all’interno della propria squadra, cercherò di fare il suo stesso percorso». In chiusura non poteva mancare una battuta sul derby: «In questi giorni passeggiando per Roma in tanti mi hanno fermato e me l’hanno chiesto. Io vengo da Bari, anche lì con il Lecce c’è un grande derby. So la pressione che mettono i tifosi». Il Tempo

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Luis Alberto rinato: l’effetto Sarri ora si vede

La Lazio è tornata a macinare punti, ad essere costante, efficace e parte del merito è anche del ritrovato Luis Alberto. Il Mago si è ripreso il centro della scena, il centrocampo ora funziona e distribuisce gol più assist. La sua stagione fin qui è super. Ha preso parte a 11 reti in campionato (quattro reti e sette assist), in 25 presenze ha già eguagliato il bottino dell’intera scorsa stagione (nove reti e due assist in 34 presenze).

La forza del centrocampo

Luis Alberto grande protagonista con Milinkovic e Leiva. Il Sergente rimane l’uomo in più: è il centrocampista che ha preso parte a più gol in campionato (17, con otto reti e nove assist), almeno due in più rispetto a qualsiasi altro collega di reparto. E poi c’è il ritrovato Leiva, che ha festeggiato le cento vittorie con la Lazio. Sabato, contro il Cagliari, ha centrato 8 recuperi. Meglio hanno fatto solo Milinkovic (10) e Acerbi (9). E guai a dire che corre poco: in Sardegna ha vantato il record di velocità media (10,99 chilometri/orari). Sarri applaude, la sua filosofia è stata trasmessa. Corrieredellosport.it