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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Panico: “Sarri ha calmato l’ambiente, ma questo non basta. Il tifoso della Lazio è stufo” (AUDIO)

PATRIZIO PANICO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Fresca vincitrice del campionato femminile francese con il Lione in finale contro il PSG? E’ stata una bella gara, un successo anche abbastanza agevole, tutto molto bello. In città si sente l’energia di quello che abbiamo fatto a livello femminile. Qui dal punto di vista strutturale ed organizzativo, il calcio femminile è avanti rispetto all’Italia. Devo dire che anche a livello fisico, per intensità qui sono avanti.

L’addio di Baroni ed il ritorno di Sarri? Devo essere sincera, mi dispiace molto per la separazione con Baroni. L’annata non è stata negativa, il finale di stagione non è all’altezza di quello che era stato fatto prima. Ma quello che abbiamo visto prima è stato un miracolo. Ho visto tanti giocatori fare più di quello che hanno sempre fatto e questo certifica che lavoro ha fatto sui singoli. Mi dispiace anche per componente umano. Sarri non si discute, ma l’addio di Baroni mi ha dispiaciuto, ha fatto il massimo con la squadra che aveva. Da Marusic ci si aspetta di più? Da Romagnoli ci si aspetta di più? Da Gila ci si aspetta di più? Io non credo, hanno fatto il massimo del loro potenziale. La Lazio nell’ultimo periodo non ha vissuto momenti monotoni, sono stati cambiati diversi allenatori in pochi mesi, l’aspetto dell’appagamento non credo ci sia.

Scegliendo Sarri, la società si è anche un po’ calmato l’ambiente. Lui è un tecnico che piace alla piazza, ma questo non basta. Il tifoso laziale è stanco, ha bisogno di tornare a sognare, di alzare il livello delle ambizioni”.

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RASSEGNA STAMPA

Women, Piemonte: “Un orgoglio vestire la maglia della Lazio. Mito? Panico. E sul futuro…”

Punta di diamante del mercato estivo della Lazio femminile, l’ex Everton Martina Piemonte si è raccontata ai microfoni de Il Tempo.

Stagione chiusa con vittoria e doppietta
«Grandissimo anno, nessuno si aspettava questa Lazio. Peccato per l’inizio, dovevamo ingranare; saremmo potute essere, meritatamente, nella poule scudetto».

Più rammarico o più orgoglio?
«Entrambi. Non è da tutte fare una stagione così da neopromosse, dispiace esserci rese conto tardi del nostro valore».

Il momento più bello e quello più brutto?
«Bella la svolta contro il Milan, brutta la gara di Firenze. Durante la pausa di Natale ci siamo guardate in faccia e qualcosa è scattato».

È stata l’acquisto più atteso
«Il direttore Pinzani ha insistito, ho percepito la voglia di far crescere il club e di portarmi qui. L’investimento che ha fatto la Lazio e quanto ci hanno creduto mi ha fatto sentire un po’ di responsabilità ma non pressione».

Esperienze in Premier e in Spagna
«Mi dicevo che non sarei tornata, il campionato inglese è il migliore, quello spagnolo è in evoluzione da anni ma anche quello italiano è cresciuto. Da italiana sono contenta».

Quindi rimarrà a lungo alla Lazio?
«Qui sto bene e la maglia la senti addosso. Rispetto a tante altre squadre è diverso; essere laziale è appartenenza. È un orgoglio vestire questa maglia, senti di doverla difendere».

Miti?
«Ibrahimovic, per fisicità e carattere; è da sempre il mio idolo. Nel femminile Patrizia Panico, carattere istintivo, grande temperamento; mi ha allenato e ancora mi dà consigli».

Unite anche con Grassadonia
«In questa stagione c’è molto di lui. È un ‘martello’, lavora nel dettaglio. È stato tosto, non lo nego, ma ha portato grandi risultati. È sincero e diretto. Il mister deve essere un maestro e lui, in quanto tale, mi ha insegnato tanto. È esigente e io voglio sempre migliorare, sono più da ‘bastone’ che da ‘carota’ (sorride, ndr)».

Obiettivi?
«Non voglio parlare prima ma ciò che abbiamo creato potrà portarci a grandi traguardi».

Nazionale?
«L’ho sempre vissuta come un plus, che arriva se fai bene per la tua squadra. Do tutta me stessa, il mister lo sa, sono a disposizione della squadra, è un orgoglio farne parte. Il fuoco che ho dentro non cambia in base al posto».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Panico: “Lazio, punta su Casadei. Ha fisico, colpi e personalità. E’ il profilo più funzionale…”

PATRIZIA PANICO (Ex Lazio e Vice-allenatrice Lione) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La mia nuova esperienza in Francia è davvero positiva, sto vivendo una bella avventura con tante differenza rispetto a quanto ho lasciato in Italia, dove solo ora si è iniziato a lavorare sulle strutture. Da Lione sto comunque seguendo la Lazio Femminile, oltre che la prima squadra.

Il derby perso è sempre una piaga diversa. Esci sconfitto dal risultato, anche se poi la prestazione, ad eccezione dell’approccio, è stata buona. In questo momento vanno considerate anche le difficoltà di rosa. Gli strascichi vanno subito rimossi, ma soprattutto vanno ritrovate le condizioni migliore dei calciatori. Baroni ha dimostrato di credere e puntare su tutti, per questo motivo ritrovare il pieno organico è decisivo.

Belayhane mi piace molto, ma credo che Casadei sia il più funzionale tra i profili attenzionati. Non voglio arrivare a paragonarlo a Milinkovic, ma delle analogie ci sono. Ha struttura, colpi, inserimento, uno di quelli che riempie l’area di rigore. Lo ritengo il più funzionale, ma anche quello più difficile da prendere. Io l’ho seguito per due anni, dall’under 16 all’under 18. Era un ragazzo timido, silenzioso, ma con una grande personalità in campo. Uno di quelli che non si nasconde mai, si prende le responsabilità anche quando le cose non vanno nel verso giusto. Il mio consiglio ad occhi chiusi è lui”