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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Addio Pizzul, Cucchi: “Sapeva leggere nel cuore e nella mente, ha rotto il vetro in punta di piedi. La lezione più importante…”

RICCARDO CUCCHI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Bruno Pizzul è stato un grande punto di riferimento. Ho sempre avuto grande difficoltà a considerarlo un collega, era un maestro anche se non avrebbe mai voluto farsi definire così. Lo era nei fatti, lavorare con lui è stata una lezione, una vera e propria scuola di giornalismo. Io ero immerso nei miei appunti, lui una volta mi consigliò di buttare via tutto, di vivere gli eventi senza distrazioni. Da lui c’era tanto da prendere, mi dispiace adesso non avergli detto tutto. La lezione che rimane nel tempo era quella di non sovrapporsi mai all’evento. Non ha mai pensato nella sua vita di essere più importante dei giocatori che erano in campo. Per questo non si è mai rammaricato per non aver urlato ‘Siamo campioni del Mondo‘. Sapeva e diceva che i grandi tornei non li vinceva il telecronista, ma chi scendeva in campo. Lui era un calciatore, ha giocato a livello professionistico, aveva grandi amici del settore. Sapeva leggere nel cuore e nella mente dei protagonisti perchè aveva vissuto le stesse cose. E’ stato capace a rompere il vetro, molto semplicemente entrando in punta di piedi nei salotti italiani“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Pizzul persona perbene e professionale. Zaccagni? Ecco come sostituirlo…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Bruno Pizzul? Io ho lavorato insieme a lui. E’ straordinario. Una persona perbene, gioiosa, professionale. Un aneddoto? Eravamo a commentare Catania-Palermo quando è successo il dramma di Raciti. Durante la partita è successo quel che è successo, fumogeni a non finire; io mi sono dovuto alzare non resistevo mentre lui ha continuato senza fare una piega, senza muoversi, fino alla fine della partita.

I risultati-Champions? Io resto dell’idea che il campionato italiano è bello, avvincente e anche competitivo.

Zaccagni? Preferirei si fermasse. Meglio non azzardare e farlo stare fuori in maniera preventiva. Noslin? E’ lì che deve partire, la sua zona di comfort. Avrà una possibilità, ma tutto passa dal suo atteggiamento, da come va in campo”.