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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Cucchi: “Lazio, senza Sarri sarebbe stata lotta per non retrocedere. Lotito dovrebbe chiedere scusa ai tifosi…” (AUDIO)

RICCARDO CUCCHI in collegamento a ‘NMM’

“Io mi sto innamorando di questa squadra, vedo quello che in campo fa e percpisco tutto quello che c’è fuori. Vedere Sarri così capace di motivarli, vedere anche questi risultati inaspettati, in particolare quello straordinario di Coppa Italia, non può che appassionarmi. Grandi valori tecnici non ci sono, sono convinto che se non ci fosse stato Sarri, in una situazione così complicata, certamente avremmo avuto una squadra in lotta per non retrocedere. Invece, c’è una squadra che riesce a trasmettere segnali importantissimi anche a chi non va allo stadio. C’è il tentativo incredibile dei giocatori di spiegare che tutto quello che accade è per i tifosi. C’è una trasmissione di lazialità di cui abbiamo bisogno. Ci sta trasmettendo tutto quello che vorremmo, ma che non arriva dalla società.

Io sono tra quelli che ha firmato la petizione e che ha saltato la partita contro il Genoa. Mi sono convinto che ciò che è stato deciso dalla stragrande maggioranza dei tifosi fosse giusto. Ho disertato lo stadio soffrendo tremendamente. Credo che il più grande errore del presidente Lotito sia stato quello di pensare di poter fare il presidente contro i tifosi. Imperdonabile.

Credo che sia molto difficile chiedere ad un tifoso di dimettersi dal proprio ruolo. In tutta onestà, io non ci riuscirò e dico già adesso che dal prossimo anno tornerò ad abbonarmi alla Lazio. Capisco perfettamente la rabbia dei tifosi e il desiderio di cambiare proprietà, ma la volontà rispettabile si scontra poi con la realtà. I margini di recupero siano molto pochi ed, al di là del piano quinquennale che lascia il tempo che trova, quello che dovrebbe fare il presidente Lotito è chiedere scusa ai tifosi e ricominciare da campo. Ammesso che sia sufficiente, ma non esiste un calcio senza i tifosi. Sono loro che consentono il businnes del calcio”.

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ESCLUSIVE

SPECIALE 14 MAGGIO – “18.04, la Lazio è campione d’Italia”. Cucchi: “La dignità di Mazzone e la rabbia di Moggi: l’ordinaria follia di uno Scudetto irripetibile” (AUDIO)

RICCARDO CUCCHI, il radiocronista di Radio Rai che ha raccontato Perugia-Juventus nel 2000, in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

A Perugia non c’era neanche una nuvola. Un caldo estivo, faceva un caldo impossibile. Ho ancora il ricordo vivo di quel nuvolone basso che si avvicina al Curi. Campo allagato in pochi minuti, il resto è storia. Noi della radio non avevamo il monitor a disposizione. La postazione del Curi era vicina al campo, ma io pensavo onestamente non si potesse continuare a giocare. Già pensavo a dove rimanere a dormire lì a Perugia, figuriamoci. Io giravo sempre con il regolamento calcistico con me e durante quella sosta, tutti i colleghi venivano da me a chiedere cosa sarebbe successo. Bisogna ricordare che il Curi aveva un drenaggio fenomenale, in un altro stadio forse non si sarebbe andati avanti. Mi aspettavo un comunicato che sospendesse la gara, e invece…”.

“Nel post partita, gli spogliatoi della Juventus erano sbarrati. Il primo a uscire fu Moggi, molto arrabbiato, parlò di campionato falsato. Mi sorprese invece la serenità di Carlo Ancelotti. Lo conoscevo dai suoi esordi, lui invece disse che era tutto regolare e fece i complimenti alla Lazio. Poi c’è Mazzone. Mi disse “c’è voluto un romanista per farvi vincere uno Scudetto!”.

“Nel 2000 c’erano già piattaforme televisive che seguivano il calco a pagamento. Io seppi solo alla fine delle operazioni che la mia radiocronaca. Quella Lazio strabordava di talento, specialmente a centrocampo. Non c’era un giocatore di basso tasso tecnico. Oggi sono sempre meno i giocatori di talento, prima era veramente centrale. Quella Lazio poteva vincere di più. Il mio preferito? Veron. Fantastico sulle punizioni, geniale nelle giocate. Regalavano emozioni giocando a calcio. Noi laziali ricordiamo i -9 di Fiorini, ma anche la Lazio partì da -9 nel 2000″.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Cucchi: “Da ragazzo di Curva a telecronista. Testimone orgoglioso del secondo scudetto”

La voce storica del secondo scudetto della Lazio, Riccardo Cucchi, direttamente dalla sala stampa di Formella ha ricordato il secondo scudetto biancoceleste:

“Per me da ragazzo di Curva, diventato radiocronista che doveva nascondere la sua fede calcistica, è stata una giornata difficile. Dovevo dividermi in due: dovevo essere la voce di tutti e allontanarmi dal mio essere laziale fio al midollo.

Entrambi gli scudetti della Lazio sono straordinari. Il secondo è una sorta di ‘giustizia’ che si rivela in campo, ogni tanto il calcio fa le cose giuste. Quello scudetto non poteva non essere della Lazio.

Mi fermano allo stadio per ripetere “‘Sono le 18 e 4 minuti’. Io sono un semplice testimone, ma con grande orgoglio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Addio Pizzul, Cucchi: “Sapeva leggere nel cuore e nella mente, ha rotto il vetro in punta di piedi. La lezione più importante…”

RICCARDO CUCCHI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Bruno Pizzul è stato un grande punto di riferimento. Ho sempre avuto grande difficoltà a considerarlo un collega, era un maestro anche se non avrebbe mai voluto farsi definire così. Lo era nei fatti, lavorare con lui è stata una lezione, una vera e propria scuola di giornalismo. Io ero immerso nei miei appunti, lui una volta mi consigliò di buttare via tutto, di vivere gli eventi senza distrazioni. Da lui c’era tanto da prendere, mi dispiace adesso non avergli detto tutto. La lezione che rimane nel tempo era quella di non sovrapporsi mai all’evento. Non ha mai pensato nella sua vita di essere più importante dei giocatori che erano in campo. Per questo non si è mai rammaricato per non aver urlato ‘Siamo campioni del Mondo‘. Sapeva e diceva che i grandi tornei non li vinceva il telecronista, ma chi scendeva in campo. Lui era un calciatore, ha giocato a livello professionistico, aveva grandi amici del settore. Sapeva leggere nel cuore e nella mente dei protagonisti perchè aveva vissuto le stesse cose. E’ stato capace a rompere il vetro, molto semplicemente entrando in punta di piedi nei salotti italiani“.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Cucchi: “Lazio-Inter gara affascinante anche nel ricordo di Pulici e Mihajlovic. Ecco perché ho scelto questa squadra…”

RICCARDO CUCCHI in collegamento a ‘NMM’

Ho già la sciarpa pronta, sto per partire per andare allo stadio.

Pulici e Mihajlovic? Sono giorni in cui il ricordo prevale, sono grandi personaggi. Sinisa è più vicino ai giovani, a chi ha vissuto l’epopea della Lazio del 2000; Felice io l’ho vissuto da tifoso. Lazio-Inter sarà una gara affascinante, anche per loro. Io sono legato alla frase di Pulici che dice che è la Lazio che ti sceglie: questa squadra mi ha scelto quando avevo 6 anni.

All’epoca il sabato sera si giocava la schedina e mio padre, grande tifoso del Torino, mi portava dal tabaccaio sotto casa che esponeva gli scudettini di latta. C’erano tutti quelli delle squadre di Serie A, ma io ero attratto solo da uno: quello della Lazio. Dà quel momento sono diventato laziale.

È bello che la Lazio possa giocare l’Inter con questa classifica, ma soprattutto essendo la squadra più ammirata del momento. L’Inter rimane la favorita tra le candidate al titolo, ma la Lazio è lì e sarà divertente godersi questa sfida. Poi ‘godersi’ fino ad un certo punto, perché saranno 90’ di sofferenza in cui noi tifosi vorremmo solo gioire ma sappiamo che sarà difficile.

Mi è rimasto dentro un Lazio-Inter dolorosissimo per i tifosi nerazzurri. Mi riferisco al 5 maggio, quando c’era uno scenario surreale. L’Inter arrivò a Roma molto stanca dopo una bella stagione. L’atmosfera era pazzesca ed è successo quello che è successo. Gli interisti non mi vollero molto bene ma chiaramente non avevo responsabilità (sorride, ndr). Fra le tante sfide tra òe due squadre, questa mi è decisamente rimasta impressa.

Baroni e Inzaghi sono i due allenatori in Italia che più di tutti cercano il gioco in verticale; prediligono la profondità anche se con tattiche non del tutto simili. La Lazio forse è più aggressiva nel pressing ma dal punto di vista dello spettacolo queste due squadre riescono ad offrire più delle altre, soprattutto se pensiamo al gioco talvolta troppo noioso che si vede in A per eccesso di possesso palla“.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – “Le 18 e 4′, la Lazio è campione d’Italia”, Cucchi: “Confesso di esser scoppiato in lacrime, quella Lazio poteva vincere di più” (AUDIO)

Riccardo Cucchi, storica voce di ‘Tutto il Calcio minuto per minuto’ di Radio Rai, in collegamento a Radiosei

Quella radiocronaca entrata nella storia…

Ero in Curva Nord il 12 maggio ’74. Fui travolto dall’abbraccio della gente laziale, sognavo di poter gridare ‘Lazio Campione d’Italia’. Potrete quindi capire il tumulto nel mio cuore al gol di Calori e lo sforzo che ho dovuto fare per calmarlo. Dovevo essere obiettivo e responsabile verso tutti. Confesso di esser scoppiato in lacrime a radiocronaca finita. Guardavo il cronometro sul tavolino della postazione di Perugia, il tempo scorreva lentissimo”.

Differenze fra i due Scudetti

Il primo fu assolutamente inaspettato e imprevedibile. La Lazio veniva praticamente dalla Serie B, da campionati di grande sofferenza, ma con lo stadio sempre pieno. Nessuno sognava neanche, di vederla con il tricolore sul petto. Una miscela di emozioni inaspettate. L’obiettivo era ‘solo’ quello di creare una squadra che giocasse bene al calcio. Quello di Cragnotti è figlio di grandi investimenti, credo che quella del ’99 forse era addirittura più forte di quella del 2000. Era fra le più forti d’Europa, forse poteva vincere anche di più nelle stagioni successive. C’è stata sofferenza per entrambi, ma altrimenti, non saremmo laziali”.

La Lazio di oggi

“La Lazio di oggi sta cercando il suo percorso. E’ un calcio diverso, più vocare: più spende e più vuole incassare. Reggere ad alti livelli è sempre più complicato, ora ci sono i fondi d’investimento, per raggiungere risultati servono grandi investimenti. Voglio essere ottimista, anche pensando a lunedì prossimo (Juventus-Lazio). Ora la Lazio è quinta, alle spalle di 4 grandi del nostro calcio. Faccio il confronto con i loro fatturati, ma anche con quelli di chi è sotto, in classifica. E’ un risultato tutt’altro che banale. Spero Sarri rimanga a lungo e che possa avere risposte importanti sul mercato. Investimenti di prospettiva, giocatori alla Milinkovic. Sarri lo conosco dai tempi di Empoli, mi è piaciuto molto vedere l’evoluzione della sua squadra, il coraggio e la sfrontatezza. Con il Napoli ha raggiunto l’apice. Credo sia un grande errore però, pensare di replicare quel Napoli. La Lazio diverte e questo, è un dato importante. Certamente il suo insediamento non è stato semplice, ha trovato dei giocatori e non tutti questi, sembrano adatti al 100% al suo calcio. Sarri è riuscito a trovare un compromesso, a trovare la fiducia di giocatori come Luis Alberto e Lazzari. E’ necessario tempo, lo ha detto lui stesso fin da subito”.

Dario Cadeddu

14/05/2023