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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Tchaouna più seconda punta, Noslin mi piace quando parte da sinistra. Dele-Bashiru? Non è un mediano, ma…” (AUDIO)

Roberto Rambaudi, ex calciatore della Lazio, a Radiosei

La difesa da registrare: quali tasti toccare

“Difensivamente, bisogna aggredire in maniera ultraoffensiva e con i tempi giusti, codificati. I difensori non devono aver paura di salire e prendere l’uomo. Il problema principale riguarda i due centrocampisti, che non devono farsi trovare fuori posizione. E’ capitato 3-4 volte, soprattutto nel gol di Leao. Rovella mediano? Benissimo, ma bisogna lavorarci di più, perché finora ha lavorato da play. Ho dei dubbi sulla possibilità di far giocare Guendouzi al suo fianco. E’ fondamentale Tavares, perché da sempre la soluzione per lo scarico sull’esterno”.

Esterni a piede invertito?

“Dipende anche dalla scelta dell’allenatore. E’ importante avere le punte che propiziano delle linee di passaggio attraverso i tagli, poi ci sono le caratteristiche. Zaccagni ormai lo fa da tanto tempo, Isaksen ha un buon mancino. Tchaouna e Noslin devono ancora capire dove sono. Il francese deve partire dalle basi, dall’ABC. Anche come postura verso la porta. Questa è una grande squadra e una grande platea, devono diventare protagonisti. Fra i due, Noslin lo utilizza anche come centravanti. Io lo vedo meglio da esterno, a sinistra. Vedo più Tchaouna nel ruolo di centravanti, con la possibilità di non avere compiti tattici e svariare sul fronte”.

Dove puoi migliorare la Lazio?

“A metà campo. Dele-Bashiru non è un centrocampista, non un mediano. E’ una seconda punta che sta studiando per essere centrocampista. Ha forza fisica e strappi, ma deve lavorare molto. La potenza fisica ce l’ha, ma il ragionamento, il linguaggio del corpo ancora no. Rovella è il punto fermo del centrocampo, poi a seconda delle partire può condividere il reparto con Vecino, con Guendouzi alto sulla trequarti”.

Dario Cadeddu

24/08/2024

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi su Isaksen: “Tecnica e velocità d’esecuzione, può diventare più forte di Felipe Anderson” (AUDIO)

Roberto Rambaudi a Radiosei. Con l’ex calciatore l’analisi di Isaksen, l’esterno danese al secondo anno in biancoceleste

“Isaksen? Può diventare più forte di Felipe, perché no. Il brasiliano lo conosco bene, spesso parlavamo della sua discontinuità. Il danese ha un potenziale enorme. Sa interpretare bene il ruolo, puntare l’uomo e abbina tecnica e velocità d’esecuzione. Secondo me è un giocatore su cui lavorare, deve avere pochi compiti tattici pur lavorando sulla fase difensiva. I primi difensori sono gli attaccanti, ormai è la prassi. Isaksen è un prospetto che può crescere, vorrei vederlo giocare un po’ più d’istinto. Un giocatore mi fece capire l’importanza di finalizzare, Mastropasqua. Era un libero forte, un difensore coi piedi buoni. Mi diceva ‘Rambo, sei bravo, ma devi concretizzare’. Mi aprì un portone, prima pensavo un secondo in più prima di finalizzare, poi riuscii a diventare più concreto”.

L’impatto di Baroni

“Baroni l’ho incrociato qualche volta in alcuni eventi. So come lavora, quello che vuole dai suoi giocatori. E’ un vincente, ora dovrà dimostrarlo anche qui alla Lazio. E’ un tecnico che ti entra nella ‘pancia’, ha la chiave giusta per farti esprimere al meglio. Mercato? Lotito è un ottimo imprenditore, ma non riesce a fare lo step in avanti decisivo. Nella Lazio devi spendere un tot, ma lavorare con le idee. Tare ha fatto tante cose buone e altrettante non, ma il ragionamento di fondo era giusto. Prendere un allenatore che con mentalità mi trasforma la squadra. Sarri a me piace come addestratore, male come gestore. Non ha dato qualcosa in più”.

Dario Cadeddu

20/08/2024